A partire dal XII secolo quasi tutte famiglie nobili e potenti di Roma cominciarono ad edificarsi torri difensive nelle zone dell'Urbe di rispettivo controllo politico-militare.
Spesso queste costruzioni venivano realizzate rimaneggiando antiche e solide porzioni di edifici Romani preesistenti (come del resto accadeva per molte altre costruzioni civili e religiose), per ragioni di natura pratica e di prestigio.
Si pretendeva, infatti, di rivendicare una sorta di discendenza e continuità ideale con le
gentes Romane che nel passato resero Roma
Caput Mundi.
Così come i Colonna (Mausoleo di Augusto), gli Orsini (Tor Sanguigna), i Frangipane (Torre della Scimmia), gli Anguillara, i Crescenzi, gli Annibaldi, i Caetani, i Pierleoni e i Tolomei (con le loro omonime Torri), anche i Conti di Segni ed Anagni, nella persona del pontefice Innocenzo III, fecero innalzare una casa-torre nei pressi del Foro Romano (a due passi dal Colosseo), di cui si riporta l'immagine e qualche notizia:
ROMA - Tor de' Conti
La Torre dei Conti, situata in Largo Corrado Ricci a Roma, è un bellissimo esempio di torre-abitazione e fu fatta erigere nel 1238 da papa Innocenzo III per la sua famiglia, i Conti di Segni. Fu eretta sopra la struttura in opera quadrata di una delle quattro esedre del portico del Tempio della Pace (ancora visibili nelle fondamenta della torre), su disegno dell'architetto Marchionne Aretino. La torre fu poi rivestita con lastre di travertino provenienti dai Fori e che furono poi ulteriormente asportate per essere utilizzate per la costruzione di Porta Pia. Nel Medioevo questa torre era conosciuta per la sua maestosità anche con il nome di Torre Maggiore: infatti i 29 metri circa che oggi vediamo costituiscono soltanto il basamento della torre stessa, che in origine doveva superare i 50-60 metri. Al di sopra della base quadrilatera la torre si sviluppava a cannocchiale, via via restringendosi, sviluppando tre piani. A ridurla allo stato attuale furono alcuni terremoti, in particolare quelli del 1348 (dopo il quale la torre, ridotta a poco più di un rudere, venne abbandonata fino al 1620, epoca della ricostruzione a cura della Camera Apostolica prima e di Urbano VIII poi), del 1630 e del 1644. La torre subì un importante restauro alla fine del XVII secolo sotto il pontificato di Alessandro VIII (1689-91), durante il quale furono costruiti i due robusti contrafforti di rinforzo tuttora esistenti. L'edificio presenta alla base una zoccolatura a scarpata a fasce di selce e marmo sulle quali si legge un'iscrizione di Pietro da Nicola che vanta davanti ai romani la maestosità della torre. I lavori eseguiti nel 1883 per l'apertura di via Cavour e nel 1933 per via dell'Impero (oggi via dei Fori Imperiali) hanno determinato l'isolamento della torre, che mantiene nonostante tutto un aspetto poderoso e reverenziale, anche se la precedente collocazione in un dedalo di viuzze doveva renderla ancora più maestosa. Vogliamo ricordare che prima dei suddetti lavori la piazza sulla quale la torre si affacciava e che poi assunse il nome di largo Corrado Ricci (dal nome del direttore generale delle Antichità e Belle Arti e coadiutore degli scavi di via dell'Impero) era denominata piazza delle Carrette, un toponimo che discende dai carri da vino, di granaglie o altro che, provenienti dalla Campagna Romana, facevano qui sosta, al limite del Foro Romano, allora zona di mercato.
Ferrante