Stemmi dei Conti

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Re: Antico stemma Conti

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 8 novembre 2006, 16:16

Andrea Conti ha scritto:...(omissis)...secondo Ermindo Conti, nella sua "Storia", lo stemma originario era proprio "di rosso all'aquila scaccata ("scaccheggiata", dice lo scritto citato) di nero e d'oro" (e non "d'oro all'aquila di nero"), dove il colore rosso sta ad indicare l'origine della famiglia, Roma, e la sua antichità; lo scaccato "di nero e d'oro" esprime al meglio la fedeltà all' Impero (nero) ed alla Chiesa (oro), infatti gli "scacchi" sono spiegati come l'impegno dei membri della famiglia a combattere in difesa del trono e dell'altare.


Non vedo contraddizioni fra la vostra ipotesi "di famiglia" e quella del mio ex discipule (che peraltro faccio mia), visto che entrambe spiegano sostanzialmente nella stessa maniera lo smalto del campo e quello dell'aquila.

Ma mentre la prima è ipotesi "statica" (cioè ragiona sugli smalti in maniera relativamente atemporale), la seconda è "dinamica" e cerca di tracciare la genesi e l'evoluzione dell'arma (oltre ad essere ben conscia che gli stemmi più antichi, anteriori al XIII secolo, erano molto semplici e non indulgevano ad usare figure dotate di colorazioni complesse).

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Re: Antico stemma Conti

Messaggioda Andrea Conti » giovedì 9 novembre 2006, 1:19

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:

Non vedo contraddizioni fra la vostra ipotesi "di famiglia" e quella del mio ex discipule (che peraltro faccio mia), visto che entrambe spiegano sostanzialmente nella stessa maniera lo smalto del campo e quello dell'aquila.

Ma mentre la prima è ipotesi "statica" (cioè ragiona sugli smalti in maniera relativamente atemporale), la seconda è "dinamica" e cerca di tracciare la genesi e l'evoluzione dell'arma (oltre ad essere ben conscia che gli stemmi più antichi, anteriori al XIII secolo, erano molto semplici e non indulgevano ad usare figure dotate di colorazioni complesse).

Bene :D vale


Sono d'accordo.
Cordialmente,
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Messaggioda FML » giovedì 9 novembre 2006, 2:18

A partire dal XII secolo quasi tutte famiglie nobili e potenti di Roma cominciarono ad edificarsi torri difensive nelle zone dell'Urbe di rispettivo controllo politico-militare.
Spesso queste costruzioni venivano realizzate rimaneggiando antiche e solide porzioni di edifici Romani preesistenti (come del resto accadeva per molte altre costruzioni civili e religiose), per ragioni di natura pratica e di prestigio.
Si pretendeva, infatti, di rivendicare una sorta di discendenza e continuità ideale con le gentes Romane che nel passato resero Roma Caput Mundi.
Così come i Colonna (Mausoleo di Augusto), gli Orsini (Tor Sanguigna), i Frangipane (Torre della Scimmia), gli Anguillara, i Crescenzi, gli Annibaldi, i Caetani, i Pierleoni e i Tolomei (con le loro omonime Torri), anche i Conti di Segni ed Anagni, nella persona del pontefice Innocenzo III, fecero innalzare una casa-torre nei pressi del Foro Romano (a due passi dal Colosseo), di cui si riporta l'immagine e qualche notizia:

Immagine ROMA - Tor de' Conti

La Torre dei Conti, situata in Largo Corrado Ricci a Roma, è un bellissimo esempio di torre-abitazione e fu fatta erigere nel 1238 da papa Innocenzo III per la sua famiglia, i Conti di Segni. Fu eretta sopra la struttura in opera quadrata di una delle quattro esedre del portico del Tempio della Pace (ancora visibili nelle fondamenta della torre), su disegno dell'architetto Marchionne Aretino. La torre fu poi rivestita con lastre di travertino provenienti dai Fori e che furono poi ulteriormente asportate per essere utilizzate per la costruzione di Porta Pia. Nel Medioevo questa torre era conosciuta per la sua maestosità anche con il nome di Torre Maggiore: infatti i 29 metri circa che oggi vediamo costituiscono soltanto il basamento della torre stessa, che in origine doveva superare i 50-60 metri. Al di sopra della base quadrilatera la torre si sviluppava a cannocchiale, via via restringendosi, sviluppando tre piani. A ridurla allo stato attuale furono alcuni terremoti, in particolare quelli del 1348 (dopo il quale la torre, ridotta a poco più di un rudere, venne abbandonata fino al 1620, epoca della ricostruzione a cura della Camera Apostolica prima e di Urbano VIII poi), del 1630 e del 1644. La torre subì un importante restauro alla fine del XVII secolo sotto il pontificato di Alessandro VIII (1689-91), durante il quale furono costruiti i due robusti contrafforti di rinforzo tuttora esistenti. L'edificio presenta alla base una zoccolatura a scarpata a fasce di selce e marmo sulle quali si legge un'iscrizione di Pietro da Nicola che vanta davanti ai romani la maestosità della torre. I lavori eseguiti nel 1883 per l'apertura di via Cavour e nel 1933 per via dell'Impero (oggi via dei Fori Imperiali) hanno determinato l'isolamento della torre, che mantiene nonostante tutto un aspetto poderoso e reverenziale, anche se la precedente collocazione in un dedalo di viuzze doveva renderla ancora più maestosa. Vogliamo ricordare che prima dei suddetti lavori la piazza sulla quale la torre si affacciava e che poi assunse il nome di largo Corrado Ricci (dal nome del direttore generale delle Antichità e Belle Arti e coadiutore degli scavi di via dell'Impero) era denominata piazza delle Carrette, un toponimo che discende dai carri da vino, di granaglie o altro che, provenienti dalla Campagna Romana, facevano qui sosta, al limite del Foro Romano, allora zona di mercato.

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Messaggioda MMT » martedì 28 novembre 2006, 2:24

Beh visto che la discussione cominciava con delle foto tra cui lo stemma di Innocenzo XIII Conti, ecco un'altra moneta: questa raffigura il suo stemma:

Immagine

Michele. :wink:
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Messaggioda MMT » martedì 2 gennaio 2007, 1:09

Aggiungo un'ulteriore immagine dello stemma dei Conti, immagine però diversa: l'aquila questa volta è caricata di uno scudo ovale scaccato. Tuttavia il piatto su cui è dipinto è proprio di Papa Innocenzo XIII, Michelangelo Conti.
Immagine

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 2 gennaio 2007, 15:09

Non aspettarti che tutte le ceramiche che vedi siano esempi di precisione araldica...

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Messaggioda MMT » giovedì 4 gennaio 2007, 2:20

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Non aspettarti che tutte le ceramiche che vedi siano esempi di precisione araldica...

Bene :D vale


Infatti...
...questa immagine è solo da aggiungere alla "collezione" di stemmi dei Conti! :wink:

Michele.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 4 gennaio 2007, 12:28

...sì, ma non è certamente da :shock: mettere fra le prime, nè fra le migliori! :(

Anzi, è un ottimo esempio di come :oops: travisare uno stemma...

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Messaggioda MMT » sabato 10 febbraio 2007, 18:05

Riporto a titolo di mera curiosità uno stemma molto simile, praticamente identico a quello dei Conti:

Immagine
L'immagina sarebbe da attribuire sicuramente allo stemma dei Conti... ma non è così! Lo stemma, infatti, appartiene ai siciliani Anicita o Anicito, così riportato dal Mango, nel Nobilario di Sicilia.
Devo dire una somiglianza davvero notevole specie con uno stemma così particolare e complesso come quello dei Conti! Tuttavia la nota storica del Mango non ci aiuta*, e forse, anzi sicuramente non esiste alcun legamen genealogico tra le due famiglie, però... la cosa rimane senza dubbio curiosa e degna di nota! :P

Michele

*Nell’anno 1283 tra i cavalieri di Catania troviamo Simone de Anichito. A questa famiglia appartenne un Francesco, dottore in ambo le leggi ed illustre giureconsulto, il cui parere veniva richiesto in cause di grave momento, ed a lui vediamo a 25 febbraro 1417 dal vicerè affidato, una ad altri giureconsulti, il riesame di una lite, che veniva in linea d’appello e riguardava il riconoscimento di certi diritti del caricatore di Licata, vantati da diverse famiglie. Egli stesso a 27 marzo 1417 è nominato giudice o assessore della Corte Capitaniale di Catania. Un Nicolò fu senatore di Catania nell’anno 1430-31, e la stessa carica venne occupata negli anni 1468-69, 1483-84 e 1492-93 da un Blasco; nell’anno 1482-83 da un Matteo e nel 1495-96 da un Mazziotta. Troviamo pure questa famiglia in Castrogiovanni, nella quale città incontriamo nel 1409 un Matteo con la carica di capitano.

Arma: di rosso, all’aquila spiegata, scaccheggiata d’oro e di nero.
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Messaggioda FML » sabato 10 febbraio 2007, 18:26

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:(omissis) Lo stemma, infatti, appartiene ai siciliani Anicita o Anicito, così riportato dal Mango, nel Nobilario di Sicilia.
Devo dire una somiglianza davvero notevole specie con uno stemma così particolare e complesso come quello dei Conti! Tuttavia la nota storica del Mango non ci aiuta, e forse, anzi sicuramente non esiste alcun legame genealogico tra le due famiglie, però...

....gli Anicito di Sicilia, in virtù di una loro presunta discendenza (leggasi "omonimia") dalla romana gens Anicia, che a sua volta la tradizione "fantagenealogica" vuole all'origine dei nostri Conti di Segni ed Anagni, ne copiarono l'arma (...dei Conti) a dimostrazione di una fondata :shock: ed indiscutibile :lol: parentela.

Sillogismo aristotelico:

ANICITO=GENS ANICIA :?
GENS ANICIA=CONTI DI SEGNI ED ANAGNI :roll:
CONTI DI SEGNI ED ANAGNI=ANICITO!! :mrgreen:

Ma di queste inverosimili cose, caro Michele Maria :), si è già parlato a pag. 2 di questo stesso topic.

Buona serata!

Ferrante
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Messaggioda MMT » sabato 10 febbraio 2007, 18:29

FERRANTE HAI RAGIONE!!! :oops:

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Caro Lorenzo,
grazie per l'informazione, in effetti sembrerebbe esserci un collegamento araldico tra le due famiglie (Conti di Anagni-Segni e Conti di Andria, ndr) che andrebbe supportato con una prova genealogica. Anche perchè potrebbe essere, ed è capitato, che una famiglia omonima o quasi abbia alzato uno stemma simile a quello della potente famiglia romana per rivendicarne una discendenza.

Che dire, allora, della famiglia siciliana degli Anicito?
A detta del Mugnos, questa stirpe originaria della città di Benevento ebbe particolare fama ai tempi di Federico II. Nello stesso periodo (XIII sec.) Giorgio Anicito si trasferì a Messina e i suoi figli ricoprirono alti incarichi statali.

Gli Anicito di Benevento e Messina, forse discendenti dalla romana gens Anicia (supposta famiglia dei papi Felice III e Gregorio I Magno), ebbero (guarda caso :roll:) per stemma uno scudo di rosso, all'aquila scaccata d'oro e di nero al volo spiegato.

Come ben detto dal signor Andrea Conti, si evidenzierebbe, quindi, una relazione tra la gens Anicia e i Conti di Anagni-Segni che, a mio avviso, vollero attribuire in modo retroattivo la loro stessa arma all'antica famiglia romana, come prova (?) di autentica discendenza.
Da qui gli Aniceto di Sicilia :wink:.

Ferrante


Inizio a perdere colpi.... :roll:
...vabbè almeno ho riportato lo stemma! :mrgreen:

Michele.
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Messaggioda FML » sabato 10 febbraio 2007, 18:38

La cosa sorprendente :shock:, Michele caro, sta nell'uso arbitrario e completamente infondato (almeno :roll: per quello che ne sappiamo!!) che alcune illustri famiglie del passato (e non solo 8)!) fecero della genealogia e dell'araldica....pur di dimostrare alla "concorrenza" la propria indiscussa, atavica nobiltà.

Cordialmente,

Ferrante
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Messaggioda MMT » sabato 10 febbraio 2007, 18:56

Concordo con la Signorina!


Michele T.
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Messaggioda FML » sabato 10 febbraio 2007, 19:08

Gentili amici,

con Voi in sintonia :wink: su quanto detto, vi (ri)propongo 8) un pertinente caso analogo di "fantagenealogia" che, al contrario di quello contingente, vede i Conti di Segni ed Anagni passare dal ruolo di perseguitati :( a quello di....persecutori :lol: :

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3839

Buona serata (e portatemi pazienza :wink:),

Ferrante
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Messaggioda MMT » sabato 10 febbraio 2007, 19:37

perdoni la galanteria!


Michele Tuccimei
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