Capo araldico ghibellino?

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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » venerdì 19 settembre 2008, 15:55

quasi mi dimenticavo:

io insisto col dover controllare il Bombaci ed il Beatiano...magari non c'è nulla, ma se sono stati fonte bibliografica del Crollalanza un motivo dev'esserci stato, o no?! :wink:
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 20 settembre 2008, 10:38

RFVS ha scritto:questi sono argomenti recentissimi, impregnati di letteratura e risalenti ad un periodo, l'800, il quale non è stat prorpio un'epoca d'oro per tali materie, quantomeno dal punto di vista storico.
l'eventuale perchè di questo capo azzurro e stellato è da ricercarsi, secondo me, dal 1500 in sù, indietro nel tempo.

Esatto tutto, direi.

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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 20 settembre 2008, 10:45

RFVS ha scritto:io insisto col dover controllare il Bombaci ed il Beatiano...magari non c'è nulla, ma se sono stati fonte bibliografica del Crollalanza un motivo dev'esserci stato, o no?! :wink:

...beh, un motivo semplice e quasi banale, ma credo fondamentale, è che il Crollalanza lesse e studiò tutto quel che c'era di disponibile al suo tempo...

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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » sabato 20 settembre 2008, 12:58

:wink:
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda Sigillum1 » sabato 20 settembre 2008, 16:30

Cari tutti, non ho avuto il tempo di recuperare letteratura, ma ho fatto due chiacchiere con il prof. Turchini che mi ha confermato la rinascita delle fazioni a Ravenna nel XVI secolo e, nella documentazione di cui si è occupato, l'uso di segni distintivi da parte degli opposti schieramenti, anche se, a suo ricordo non araldici (ma da essi potrebbero essere eventualmente nati i nostri capi...). Mi domando se il Ginanni, occupandosi di Ravenna, non potrebbe averne scritto nell'Arte del Blasone (che purtroppo non possiedo)....Un cordiale saluto. Silvia
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » sabato 20 settembre 2008, 20:13

il Bombaci è stato un buon genealogista-araldista se non ricordo male (ho avuto modo di occuparmi del suo studio sui conti Magalotti di Fiastra), era di non molto posteriore al XVI° secolo ed era di Bologna.

del Beatiano non so nulla

Il Ginanni sì, andrebbe consultato.
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 24 settembre 2008, 11:50

Carissimo Riccardo, ottima cosa il tuo richiamo ad un'araldica scienza documentaria(il Presidente e lo IAGI tutto sono propugnatori di tale aggettivo). Le ipotesi, per quanto possano sembrare suggestive, possono essere di ben scarsa utilità se non addirittura fuorvianti! Anche nei riguardi del capo che stiamo studiando. Ora una spiegazione sul fenomeno trasmigratorio ed il relativo esempio. Lo stemma attuale della città di Crema risale alla sua ricostruzione nel XII secolo, quando ebbe in dono l'arme dei marchesi di Monferrato: uno scudo d'argento col capo di rosso, timbrato dall'elmo e cimiero(palco di corna di cervo e braccio armato di spada). In epoca austriaca elmo e cimiero sono stati introdotti nello scudo, nel capo, perchè il governo di allora fece timbrare lo stemma cittadino dall'aquila imperiale.Tale posizionamento è stato definito filologicamente corretto poichè il capo rappresenterebbe l'elmo(la fascia il cingolo militare, la banda il balteo etc.) Poi si è tornati all'antico. Ciao, Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » mercoledì 24 settembre 2008, 12:15

sì ok, ma con la filologia il problema non si risolve e nonostante tutto continuo a ribadire la letterarietà dei discorsi sull'equiparazione del capo con l'elmo e via discorrendo.

Al problema posto queste questioni non apportano nulla.

Tu vorresti ipotizzare che le tre stelle nel capo ci siano finite perchè prima stavano su un qualche cimiero che ha funzionato da "ispirazione", giusto?
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 24 settembre 2008, 12:58

Sì carissimo, ma le ipotesi non successivamente documentate tali rimangono. E sono i documenti quello che, anch'io, sto cercando. Senza questi la letteratura araldica, anche di araldisti insigni, si riduce a chiacchiera. Ma, contando stemmi e relative famiglie, non emerge già che il nostro capo(nelle aree indicate) significa ghibellinismo? Non è solo il motivo che stiamo ancora cercando? Ciao, Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » mercoledì 24 settembre 2008, 14:03

Giusto, è solo il motivo che stiamo cercando, il perchè!
Una volta trovato, se c'è, avremo la documentazione necessaria per poter affermare che in quei secoli alcune famiglie di alcune zone d'Italia utilizzarono quel capo come segno distintivo della parte ghibellina :wink:
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda Sigillum1 » mercoledì 24 settembre 2008, 22:16

Cari tutti, ho dato una prima occhiata alla documentazione pubblicata dal prof. Turchini che, sin dalla relazione del Guicciardini nel 1525, contiene una grande quantità di informazioni sulle violente lotte di fazione che percorrono la Romagna per tutto il XVI secolo e certamente anche per la prima metà del successivo e sulle famiglie che vi parteciparono, per tutte le comunità del territorio. Come Turchini stesso mi aveva accennato, ho trovato qualche indizio, diciamo così, emblematico, non araldico però: ...Gli uomini di queste fattioni, per conoscersi l'un l'altro, sogliono avere molti contrassegni...e in diversi modi, de' quali il più peculiare è nel portare il pennacchio, fiocco o fiore al cappello o all'orecchio, perchè li guelfi portano il fiore o contrassegno dalla destra e gli altri dalla sinistra....Il materiale è copioso e mi ci vorrà un pò di tempo per vederlo tutto.... A Riccardo e Fabrizio: per quel che conosco della letteratura e delle fonti relative, questo rapporto fra capo e cimiero mi pare inesistente e sono interessata alle ragioni, e alle fonti che sono sottese a questa ipotesi che trovo singolare, per molti, e mi pare buoni, motivi, che eventualmente vi dirò. Sarò assente per qualche giorno e vedrò anche la mostra: L'immagine del cavaliere a Castel Roncolo, qualcuno l'ha già vista? Ciao a tutti. Silvia
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda Julius » lunedì 29 settembre 2008, 11:43

Qualcuno ha potuto consultare in proposito il lavoro di Goffredo di Crollalanza (che io non posseggo) "Gli Emblemi dei Guelfi e Ghibellini"? (Rocca S.Casciano, Cappelli, 1878 pp. 162)
Saluti. Julius
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 30 settembre 2008, 15:33

Alle modalità di riconoscimento guelfi - ghibellini rammentati da Silvia(Sigillum1) si può aggiungere il capo reclinato a destra(i primi) o a sinistra(i secondi), nel salutarsi. E pure, nello stemma, oltre al capo dell'impero le figure rivolte(leone etc.) ovvero volte alla sinistra araldica; in Francia, come ricordato da frà Eusanio sono "diffamanti"(fuggitivi in battaglia), in Italia emblematiche di ghibellinismo. Il motivo sembrerebbe da ricercarsi nell'uso da parte dei guerrieri(barbari) di girarsi di schiena davanti al nemico in segno di scherno, di disprezzo. Speriamo che qualcuno reperisca il volume di Goffredo di Crollalanza segnalato da Julius, sarebbe prezioso! Ciao, Fabrizio
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda Sigillum1 » martedì 30 settembre 2008, 22:25

Cari tutti, nulla di araldico nella documentazione ravennate di età moderna...mi pare di aver visto tutto e mi ci sono anche divertita, ma non serve al nostro scopo...Forse bisogna davvero ripartire dal Crollalanza, come ci suggeriva Julius..., potrebbe esserci lì una traccia documentaria da seguire...Purtroppo non possiedo e non ho neppure mai consultato il suo lavoro che non c'è a Bologna; ne ho richiesta una fotocopia integrale e spero arrivi presto. Fatemi sapere se trovate qualcosa, questa potrebbe diventare la nostra prima ricerca di gruppo...Ciao e buona notte. Silvia
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Re: Capo araldico ghibellino?

Messaggioda RFVS » martedì 30 settembre 2008, 22:49

certo che c'è sul Crollalanza.

sono le sue due fonti già citate, fonti del XVI°-XVII°, ovvero il Bombaci e l'altro di cui non ricordo il nome.
E' quella strada a ritroso che va seguita, non le fonti moderne.
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