blasone sconosciuto

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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 5 dicembre 2003, 23:47

lollolo ha scritto:...(omissis)...Resta da capire quali qualità evidenzino del Duca Carlo Emanuele I. E soprattutto perchè ricorrere a tutta questa opulenza barocca quando poi quell'edificio era (penso) del proprietario e non del Duca...(omissis)...


Decorazioni di questo tipo erano normali e frequentissime in quel periodo. A prescindere da chi era il proprietario delle mura, dal perché le faceva affrescare, e da chi materialmente le affrescasse...
Come abbiamo visto, i libri di emblemi erano usati (in un certo senso) quasi come dei "manuali di grafica".
Il genere era di moda, le imprese erano al culmine della notorietà e dell'utilizzo... e lo studio delle "qualità" che in tal modo si volevano esaltare ed evidenziare è il nocciolo delle nostre ricerche, anche quando (ed è purtroppo il caso più frequente) bisogna operare attraverso ipotesi e congetture...

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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 5 dicembre 2003, 23:54

lollolo ha scritto:...(omissis)...che significato può avere nel aver illustrato le immagini specchiate (per 2 di esse) e quella con i due figli leggermente diverse. (non è per criticare, ma non riesco a capire il nesso). Molte volte viene messa in circolo l'immagine di una copia dell'incisione originale che per forze di cose sarà specchiata rispetto l'originale. Grazie

Penso anch'io che questa sia la spiegazione esatta: i libri di emblemi servivano come tracce, e i dettagli minimi potevano essere lasciati all'arbitrio dell'artista... La risposta vale anche per il precedente quesito della Signora Maria Luisa.

Ho guardato sul sito http://www.astiantica.com/Araldica/Araldica%20010.htm è ci sono varie famiglie dell'astigiano, i cocconato.. ed i roero. Questi ultimi hanno un elmo frontale come il mio e poi quei strani pennacchi attorno all'elmo come dalla foto e sono satti signori di revello...

D'accordo: ma è nello stemma che bisogna trovare la somiglianza. Gli ornamenti esterni allo scudo, a questo proposito, non sono affatto significativi.



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blasone sconosciuto

Messaggioda Maria Luisa Alasia » sabato 6 dicembre 2003, 0:16

Gentile Fra' Eusanio,
Emblema # 169
l' Alciato parla dello Scarabeo che nascondendosi nelle piume dell'Acquila anche quando ne e' inferiore ha il potere di bucargli le uova nel nido impedendo alla sua prole di riprodursi cosi vendicandosi dalla vergogna inflittagli.
Puo' essere uno Scarabeo invece d'una Arpia :?:
A questo punto stiamo parlando d'una Araldica, oppure degli affreschi copiati e modificati che in un certo qual modo ci narrano la storia di un personaggio, e' quale :?:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 6 dicembre 2003, 0:22

No, cara Maria Luisa: questa di cui stiamo parlando non è araldica.

Questa è emblematica, cioè quella particolare branca dell'iconografia che studia gli emblemi, fra i quali le imprese rinascimentali (specificate più sopra) ne sono a mio parere l'aspetto più alto e particolare.

Certamente la figura accoccolata alla base del trofeo, e sotto ai due putti che reggono l'armatura, ha corpo alato di donna, ed un aspetto sostanzialmente mostruoso (le guardi le orecchie... ne sono l'indizio più evidente, a dispetto della relativa beltà delle membra). É senz'altro un'arpia, non certo uno scarabeo.

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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 6 dicembre 2003, 0:26

lollolo ha scritto:riguardo alle mie ultime supposizioni ,c'è un'aspetto che mi incuriosisce....
queste famiglie hanno varii titoli: conti di qua, signori di là, cosignori etc etc... ma alle volte sono signori di un paese e nel paese successivo sono signori un'altra famiglia e nel paese successivo ancora ritornano signori quelli di prima...
E' possibile che i possedimenti dichiarati siano d'invenzione e non effettivamente in mano a chi lo dichiara? Perchè altrimenti i territori sarebbero a macchia di leopardo e non dei territori ben definiti e difendibili.
:shock:


...nel XVII secolo, ormai, il concetto di feudo come "territorio assegnato allo scopo di farlo difendere" è bello che tramontato... ma guai a dire ad un "consignore di un decimo di Collebello" che il suo possedimento è d'invenzione! Perché egli ne è signore, anche se solo per un decimo...

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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 6 dicembre 2003, 0:31

lollolo ha scritto:Per quanto riguarda il centauro, non credo sia stato preso dell'Alciati. Il centauro era il simbolo che il Duca CArlo Emanuele I utilizzava in occasione di feste ed altro per evidenziare il suo comportamento, le sue attitudini etc etc... e veniva rappresentato propio come è illustrato nell'affresco. Anche nel blasone di Carlo Emanuele I sopra appare una conchiglia con dentro il centauro e il motto OPPORTUNE
...(omissis)...


Confermo, anzi: lo coniò addirittura su alcune sue monete, proprio per ribadire attraverso il motto OPPORTUNE (che significa "opportunamente") che, se ben ricordo, al fine di non farsi schiacciare dalla Francia riteneva opportuno comportarsi con poca lealtà nei confronti dei patti precedentemente stabiliti.

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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 6 dicembre 2003, 0:35

lollolo ha scritto:La corona con le due C contrapposte ed il nodo savoia è una corona ducale o una corona di principe? Quali sono i regolamenti che le inquadrono e quali sono quelli attendibili?

Grazie


...al riguardo, la trattatistica e la pratica spesso sono fieramente in contrasto...

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Messaggioda Maria Luisa Alasia » sabato 6 dicembre 2003, 0:39

Fra' Eusanio
allora si dovrebbe cambiare il titolo dell'argomento cosi non confondiamo tutti. Propongo Emblematica sconosciuta :D :D :D :D :D
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 6 dicembre 2003, 0:43

Uh, cara Maria Luisa... :shock: se incominciassimo a parlare di Emblematica sconosciuta, o qualcosa di simile, davvero non finiremmo più... :o

...l'Alciato al riguardo ci ha scritto un libro, e come lui parecchi altri autori: dovremmo parlare di loro, e di come i loro libri sono stati tradotti in realtà negli affreschi, nelle sculture, nell'arte in genere... :P

...no, no: per ora, fermiamoci a questi quattro emblemi di Revello! Vedrà che sarà già abbastanza :wink: ...

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Messaggioda Maria Luisa Alasia » sabato 6 dicembre 2003, 4:08

Fra' Eusanio,
ho riguardato ed ho trovato l'Arpia, e' brutta si'. Io pensavo che si parlava dello scarabeo che svolazza davanti l'Acquila emblema # 169.
A presto Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda lollolo » sabato 6 dicembre 2003, 22:37

se solo mi fossi imbattuto prima in questo forum, mi sarei levato via molti problemi.... è molto interessante discorrere con Voi e piano piano stiamo ottenendo ottimi risulatati.

Nel sito del Centre d'Études Supérieures de la Renaissance – Tours

http://www.cesr.univ-tours.fr/BVH/index.htm entrando c'è l'opera del 1551 dell'Alciati. Qua le immagini col putto attaccato alla palma sono nel verso dell'affresco, così come quello dell'aquila e dello scarabeo.

Le immagini dell'Alciati che mi avevate indirizzato qualche giorno fa devono essere di una edizione posteriore a questa e quindi molto probabilmente l'incisore eseguendo copia di questa edizione precedente ha ottenuto il rovescio.

Ho ricercato nella storia della città di Revello. Viene menzionato appunto la presenza e l'appartenenza del feudo da parte della famiglia dei Roero nel periodo del Marchesato (marchese di Saluzzo) che è un pò prima della data dell'affresco (1623). però il blasone dei Roero è di colore rosso con tre ruote argentate al centro messe atriangolo col vertice in basso. Anche questo con un elmo frontale in cima. Perdonatemi per la pessima dzione in termini araldici del blasone.... ma devo ancora impararla.

Alla prossima riflessione. Saluti Lorenzo
lollolo
 
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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 7 dicembre 2003, 0:13

lollolo ha scritto:se solo mi fossi imbattuto prima in questo forum, mi sarei levato via molti problemi.... è molto interessante discorrere con Voi e piano piano stiamo ottenendo ottimi risulatati.

La ringraziamo ancora per gli squisiti complimenti...

Nel sito del Centre d'Études Supérieures de la Renaissance – Tours

http://www.cesr.univ-tours.fr/BVH/index.htm entrando c'è l'opera del 1551 dell'Alciati.

É un ottimo sito, dove l'Alciato può essere visionato in maniera praticamente integrale.

Qua le immagini col putto attaccato alla palma sono nel verso dell'affresco, così come quello dell'aquila e dello scarabeo.

Le immagini dell'Alciati che mi avevate indirizzato qualche giorno fa devono essere di una edizione posteriore a questa e quindi molto probabilmente l'incisore eseguendo copia di questa edizione precedente ha ottenuto il rovescio.

Sì, può essere; come ripeto, i libri rinascimentali sugli emblemi erano presi come esempi per questo genere di affreschi, ma ciò comunque non implica che venissero per così dire fotocopiati allo scopo... l'artista manteneva sempre un certo qual margine di libertà esecutiva.

Ho ricercato nella storia della città di Revello. Viene menzionato appunto la presenza e l'appartenenza del feudo da parte della famiglia dei Roero nel periodo del Marchesato (marchese di Saluzzo) che è un pò prima della data dell'affresco (1623). però il blasone dei Roero è di colore rosso con tre ruote argentate al centro messe atriangolo col vertice in basso. Anche questo con un elmo frontale in cima. Perdonatemi per la pessima dzione in termini araldici del blasone.... ma devo ancora impararla.

Non si preoccupi, ci siamo capiti ugualmente. I Roero avevano un'arma parlante (le ruote), e sono certamente estranei allo stemma con le due spade, che rimane al centro dell'indagine...

Alla prossima riflessione. Saluti Lorenzo


...ed a cui, prima o poi, :P daremo un titolare!

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Re: blasone sconosciuto

Messaggioda Maria Luisa Alasia » domenica 7 dicembre 2003, 4:39

[quote="lollolo"]Se qualcuno cercasse una ristampa o una copia anastatica dell'opera L'Emblematum Liber dell'Alciato, mi sebra che la hoepli la venda.
All'indirizzo http://www.hoepli.it nella sezione edizioni storiche, scegliendo il cinquecento e la sezione araldica si trova une edizione dell'Alciato.

Per due Milioni preferisco una vacanza, grazie lo stesso. :D :D :D :D Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » martedì 9 dicembre 2003, 0:42

Gentili Tutti,
con questo link si potranno leggere le massime in francese.
http://www.emblems.arts.gla.ac.uk/SM33/list.html
Questa e' dall'edizione del 1549 percio' non tutti gli emblemi sono reperibili. Si puo' anche notare che gli emblemi sono modificati oppure totalmente differenti d'altri che abbiamo gia' visto riferendo alle stesse massime. Solo la prima edizione in latino del 1550 li contiene tutti,in tutto 212 emblemi con tutte le decorazioni laterali quasi non esistenti in prime edizioni.
Dal 1529, data, della prima pubblicazione, sino al 1700 ci furono 171 edizioni con un altre cinque ristampe tra 1700 e 1800. Impossibile indovinare quale fu' usata da chi commissiono' il lavoro, una cosa d'essere certa non un edizione anteriore 1550 perche' gli affreschi hanno le decorazioni laterali.
Sign.re Lollolo mi piacerebbe avere l'indirizzo del palazzo. :roll: :idea:
Cordialmente Maria Luisa
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Messaggioda lollolo » martedì 9 dicembre 2003, 10:24

Si in effetti mi sono scordato di dirle l'indirizzo che mi aveva richiesto.
Il palazzo però è privato e trovare i proprietari è alquanto difficile perchè residenti altrove. :cry:
Comunque il palazzo è in centro a Revello, paese in provincia di Cuneo, in via vittorio emanuele III 95

Buona fortuna! :D

La versione che è disponibile presso il centro di studi del rinascimento a tour in Francia è la prima e presenta oltre l'emblema e la massima anche una cornice decorativa al perimetro della pagina. E' solo da considerarsi come decorazione. Le edizioni successive non c'è l'hanno, ma hanno altre decorazioni (asterischi, piccoli fregi lineari etc etc).

Quello che credo interessante al di là dell'impostazione grafica del libro è che il committente che ha fatto eseguire da un pittore il ciclo di affreschi era un erudito. Non penso che nel 1600 il saper il latino fosse alla portata di tutti. e soprattutto il conoscere quest'opera, di un giurista, edita la prima volta nel 1551 circa.
O si trattava di una persona, per l'appunto erudita, oppure di una Corte illuminata.
Quindi o si tratta di un privato o della Corte del Duca Carlo Emanuele I.

Non so perchè ma viene da pensare più alla seconda che alla prima. E' anche vero, come mi ricorda fra' Eusanio da Ocre, che opere del genere erano frequenti ed molto utilizzate nel periodo.

saluti.
lollolo
 
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