un paio di notizie si trovano sul numero 62 della nostra "Nobiltà" AnnoXII Settembre-Ottobre 2004, in un articolo di un tal sconosciuto Michele Tuccimei...

che è poi la relazione che l'autore ha esposto durante la conferenza di Monterotondo (
http://www.anticheopinioni.it/Forum/viewtopic.php?t=547 ).
Riporto l'ultimo paragrafo, appunto quello su Giovanni Capoccio (pagg.504-505):
"Sulla figura di Giovanni Capoccio si è molto discusso, in modo particolare sulla sua nazionalità e sulla sua appartenenza o meno alla storica famiglia romana.
Giovanni Capoccio fu il cavaliere che assieme a Giovanni Brancaleone sfidò il cavaliere francese La Motte, per rispondere alla sua provocazione sul valore dei cavalieri italiani.
E fu proprio grazie ai colpi inferti dal Capoccio, disarcionato da uno dei francesi, che la vittoria arrise agli italiani il 13 Febbraio 1503 a Barletta.
Interessante è soprattutto la somiglianza dello stemma del Capoccio con quello dei Capocci romani. Il primo è "d'azzurro, a tre bande d'argento, di cui la centrale caricata di tre rose di rosso", mentre il secondo è "d'azzurro, alla banda d'argento, caricata di tre rose di rosso, ed accostata da due gemelle in banda d'oro".
Ipotesi accettabile, considerato che vai testi attribuiscono la sua nascita ad Alba Fucense o Spinazzola, è che probabilmente Giovanni Capoccio discendesse anch'esso dalla granse famiglia romana, trasferitasi a Tagliacozzo al seguito degli Orsini [...non a caso le rose nello stemma...] che ricevettero tale feudo per investitura angioina nel 1323. Il feudo più tardi passò ai Colonna ed il Capoccio combattè sotto questi ultimi nella Disfida di Barletta.
In questo periodo i Capocci non sono più la grande famiglia che era stata in passato. Entra infatti a far parte del "clan" degli Orsini, che segue ormai in molti loro spostamenti. Ecco perchè troviamo il Capoccio come cavaliere di ventura. I discendenti dell'eroe di Barletta risedettero stabilmente a Tagliacozzo.
Nel catasro di Tagliacozzo del 1635 si riporta lo stemma del condottiero sopra al nome del capo famiglia: dott. Giovanni Battista Capoccio. Con molta probabilità quest'ultimo era il pronipote dell'eroe".
Saluti,
Michele.