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si arriva in cielo


Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.

Zaccheo ha scritto:Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.
Sulla base di riscontri personali esenza entrare nel caso specifico, posso dire che quello da te descritto, caro Michele, è lo stile tipico (oserei dire da "manuale") di chi all'amore per la verità storica antepone la mistificazione.
Quadri degli antenati (nella migliore delle ipotesi: "anonimi" acquistati da qualche antiquario; nella peggiore: pacchiane produzioni "simil antico") ostentati sulle pareti di casa, compresi!
Perdonamilo sfogo!
Cordialmente,
Ferrante
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Zaccheo ha scritto:Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.
Sulla base di riscontri personali esenza entrare nel caso specifico, posso dire che quello da te descritto, caro Michele, è lo stile tipico (oserei dire da "manuale") di chi all'amore per la verità storica antepone la mistificazione.
Quadri degli antenati (nella migliore delle ipotesi: "anonimi" acquistati da qualche antiquario; nella peggiore: pacchiane produzioni "simil antico") ostentati sulle pareti di casa, compresi!
Perdonamilo sfogo!
Non vuoi nemmeno dare il beneficio del dubbio a qualche riga?
(omissis)
A mio avviso l'occhio critico va benissimo ed è giusto ma il pregiudizio può essere deleterio per la ricerca storica!


Zaccheo ha scritto:Il mio discorso, caro Michele, si riferisce più in generale ai tentativi di quanti, sulla base di un passato familiare notabile e nulla più, si arrogano con presunzione ed inganno la libertà di ingrandire a dismisura l'importanza storica del proprio casato....mistificando la verità.
Questo fenomeno, assolutamente frequente e detestabile, avviene solitamente tramite l'uso di alcuni meccanismi ed espedienti equivoci di cui ho (ed hai) fatto cenno prima.
Si gioca sulla buona fede delle persone, spesso ignoranti in materia, e sul fatto che, al giorno di oggi, non si è perseguibili più di tanto in termini di legge.
Non voglio entrare nello specifico: di famiglie notabili al pari di quella di cui si sta parlano, se ne possono contare a migliaia.
Ne esiste una dalle mie parti, tanto per fare un esempio, che per opera di un suo attuale importante esponente (noto e influente professionista romano), sostiene di vantare ascendenze cavalleresche, parentele illustri con uomini di Chiesa omonimi e un titolo nobiliare ("visconte") mai riscontrabile nei documenti passati.
Anche loro possiedono un palazzo (in un paesegrande più o meno come quello in cui vissero i Pelliccioni) e alcuni ridicoli quadri "taroccati" che ho avuto modo di vedere personalmente.
Questi "signori" hanno scritto e fatto scrivere vari libri e libretti sulla storia della loro famiglia (tutti astutamente ingannatori) e, grazie alle attuali conoscenze e al denaro posseduto, vari esponenti della stessa fanno oggi parte di un importante ordine cavalleresco.
Cosa aggiungere, ancora?
Mi auguro di non essere annoverabile tra coloro che vivono con la paranoia del forzato "pregiudizio per la ricerca storica"....sempre ed ovunque.
Spero, al contrario,di perseguire umilmente l'amore per la verità. Sui Pelliccioni, in ogni modo, rimango possibilista e in attesa di novità.
Buona giornata!
Ferrante
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