Stemma Pelliccioni

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Stemma Pelliccioni

Messaggioda Silvaticus » martedì 24 maggio 2005, 13:16

Non so quale altro commento potrei inserire. Questo è l'immagine che posseggo. Chiedetemi pure cosa volete sapere.
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Messaggioda MMT » martedì 24 maggio 2005, 16:20

Per esempio ci daca da dove è tratta, se non sbaglio fa parte di qualcosaltro...

Saluti,
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 24 maggio 2005, 16:39

...anche perchè la sua provenienza potrebbe chiarire l'insolita e assurda :shock: coesistenza, al suo interno, di due toni di azzurro...

Bene :D vale
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Messaggioda MMT » giovedì 21 luglio 2005, 17:43

Solo ora mi accorgo che è rimasta in sospeso la questione sulla provenienza dell'immagine.


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Messaggioda Silvaticus » mercoledì 10 agosto 2005, 7:56

salve a tutti, mi scuso per il ritardo nella risposta, non ho più avuto modo di entrare nel forum.

Riguardo all'immagine, fa parte di un alberano di una famiglia di Capranica Prenestina nella cui ascendenza vi è una Pelliccioni.
Ora non sono a Roma, ma se Vi interessa, ho trovato fra le mie carte anche la blasonatura dello stemma e potrei riportarla.
Comunque, se non ricordo male, nella Chiesa di S.Francesco di Paola a Roma dovrebbe esserci una tomba con stemma Pelliccioni, proverò a fare una foto se vi interessa.
cari saluti
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Messaggioda MMT » giovedì 9 marzo 2006, 13:58

Rimaniamo sempre in attesa. :wink:

Saluti cordiali,
MMT
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Messaggioda MMT » venerdì 11 gennaio 2008, 18:01

Ho delle novità sui Pelliccioni come famiglia.
Devo intanto premettere che le notizie sono “di parte” cioè scritte da Luciano Pelliccioni di Poli, quindi pro domo sua, è ovvio.
Non avendo per ora trovato altre fonti riporto queste, da prendere con le pinze e tuttavia considerando che il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.

Quanto segue è tratto da “Un avventuriero del XVI secolo (il cavaliere Paolo Pelliccioni, dei conti di Montecocullo)”.

«La famiglia Pelliccioni di Poli, avente per capostipite Ubertino, venuto in Italia prima della fine dell’ottavo secolo con l’imperatore Carlo Magno, e da questi decorato del titolo di conte e signore di Montecocullo, confermato dal pontefice Sisto IV della Rovere con Bolla del 15-10-1479 (1) tra la fine del XV secolo e i primi decenni del XVI era molto diminuita di potenza e censo in conseguenza dalla cacciata dal feudo di Montecocullo nel 1474 del conte Francesco Pelliccioni da parte dei fuorusciti ascolani (2) e delle persecuzioni seguite all’attentato al pontefice Pio IV Medici effettuato dal conte Gian Giacomo Pelliccioni nel 1565 (3). Molti membri della famiglia si dedicarono perciò nel XVI secolo al mestiere delle armi: Nicolò dopo essere stato capitano dei castelli di Monza e di Gavi, fu uno dei più famosi capitani e luogotenente del celebre condottiero Gian Giacomo de’Medici, marchese di Marigliano (4), suo fratello Lancillotto fu capitano del castello di Monza nel 1523 (5); i fratelli Francesco e Teofilo (dal quale ultimo discende direttamente l’autore) furono capitani di Camillo Colonna nella guerra contro il Lautrec e di Carlo V all’impresa di Algeri (6); Anacleto, padre di Paolo, fu Capitano in Ungheria e nelle Fiandre: “ferì, rimase ferito, ammazzò in battaglia e più fuori di battaglia” (7) ».
Paolo è invece il protagonista del libello a cui è dedicato un racconto storico edito a Milano nella seconda metà del’800 (8) fu un avventuriero e un bandito conosciuto col nome di Venanzio Tombesi, che si faceva chiamare “duca di Nettuno” . Pare che ebbe un palazzo Pelliccioni in Roma, affrescato da dagli allievi di Giulio Romano, e una villa a Nettuno. Quasi bigamo, uccise la “finta” moglie Violante d’Ayerbe d’Aragona, diseredata dal padre, per risposarsi con Geltruda Savelli, figlia di Silla. Sembra che Sisto V lo mise a capo della spedizione che catturò il famoso brigante exprete Guercino e la sua amante (che gli strappò un orecchio a morsi prima di morire) e venne ricompensato con 2000 scudi e la mano della Savelli, che però non gli andò in sposa poiché venne scoperto l’assassino della d’Ayerbe e gli altri reati commessi da brigante: fu dunque arrestato durante i festeggiamenti del matrimonio, non ancora celebrato. Venne strangolato nel carcere di Tor di Nona nel 1590.

Note
(1) Spreti, Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana VI, 260; Andreantonelli, Historiae Asculane Libri IV, Padova 1673, 152; Armadio, Toponomastica Marchigiana, Montalto Marche, 1952, I, 102; Fabiano, Ascoli nel Quattrocento, Ascoli Piceno 1951, II, 99; Mariotti Sul Colle di San Marco, Ascoli Piceno 1935, 23-24; Capponi Memorie Storiche della chiesa ascolana, Ascoli Piceno s.d. 27; Rosa, Disegno della storia di Ascoli Piceno, Ascoli Piceno 1869, 95;
(2) Marcucci, Saggio delle cose ascolane, Teramo 1766, 348; Pacifici, Apologia della S.Consulta dei Nobili di Ascoli, Ascoli 1670, 36
(3) Henrion, Storia universale della Chiesa, Milano 1840, VIII, 244; Pastor, Storia dei papi, Roma 1950, VII, 534sgg.; Saba e Castiglioni, Storia dei Papi, Torino 1936, II, 308
(4) Missaglia, Vita di G.G. Medici, Milano 1605; Belotti, Storia di Zogno, Bergamo 1942; Buzzoni, la Guerra di Musso, Milano 1857
(5) Fara, Gian Giacomo Medici in Società Storia Comese, vol. LI, 54
(6) Zappi, Annali e Memorie di Tivoli, Tivoli 1920, 136; Archivio Pelliccioni di Poli
(7) Guerrazzi, Paolo Pelliccioni, Milano 1864, I, 36-9
(8) “ “


Immagine
Stemma dei Pelliccioni

Immagine
“ritratto di Paolo Pelliccioni; l’avventuriero è raffigurato con una giubba di panno azzurro scuro, colletto e polsini di merletto, e al collo una collana d’oro da cui pende una croce ottagona di smalto bianco, filettata d’oro, con uno sperone d’oro nel braccio inferiore; dovrebbe trattarsi dell’Ordine dello Speron d’Oro, detto anche della Milizia Aurata, le cui origini leggendarie risalgono all’Imperatore Costantino il Grande, e che fu riorganizzato dal Pontefice Pio IV Medici (1559-1565), circa trent’anni prima dei fatti raccontati dal Guerrazzi.
Si noti lo stemma dei conti Pelliccioni di Poli che è: spaccato: nel I d’azzurro, alla banda di rosso, accompagnata da due palle d’oro, una in capo ed una in punta; nel II d’azzurro, a due leoni d’oro controrampanti, tenenti con le branche anteriori destre una spada d’argento con l’impugnatura d’oro, e con le anteriori sinistre una pelliccia di ermellino grondante sangue (Spreti, IV, 260; Bibl. Naz. V.E. II di Roma, Mss. 319, n. 2504; Inventario della Chiesa di S. Maria Maddalena di Capranica Prenestina, pag. 117)”.

Il quadro era uno dei cinque (mi pare di ricordare) che erano nello studio di Luciano Pelliccioni nella sua casa di via Cola di Rienzo a Roma, cui accennavo qualche post fa.

Sarebbe molto interessante controllare la bibliografia.

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Messaggioda FML » sabato 12 gennaio 2008, 1:37

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.

Sulla base di riscontri personali e 8) senza entrare nel caso specifico, posso dire che quello da te descritto, caro Michele, è lo stile tipico (oserei dire da "manuale") di chi all'amore per la verità storica antepone la mistificazione.

Quadri degli antenati (nella migliore delle ipotesi: "anonimi" acquistati da qualche antiquario; nella peggiore: pacchiane produzioni "simil antico") ostentati sulle pareti di casa, compresi!

Perdonami :oops: lo sfogo!

Cordialmente,
Ferrante
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Messaggioda San Marco » sabato 12 gennaio 2008, 1:49

Stemma " ufficiale " Pellicioni di Poli.


Immagine
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Messaggioda MMT » sabato 12 gennaio 2008, 2:23

Esattamente, gentile San Marco. Da dove l'ha tratto?

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Messaggioda MMT » sabato 12 gennaio 2008, 2:28

Zaccheo ha scritto:
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.

Sulla base di riscontri personali e 8) senza entrare nel caso specifico, posso dire che quello da te descritto, caro Michele, è lo stile tipico (oserei dire da "manuale") di chi all'amore per la verità storica antepone la mistificazione.

Quadri degli antenati (nella migliore delle ipotesi: "anonimi" acquistati da qualche antiquario; nella peggiore: pacchiane produzioni "simil antico") ostentati sulle pareti di casa, compresi!

Perdonami :oops: lo sfogo!

Cordialmente,
Ferrante


Non vuoi nemmeno dare il beneficio del dubbio a qualche riga? Io, che vengo definito un "buonista" sto cercando di verificare alcune cose scritte. Per ora resta il fatto che un Pelliccioni (quello che da Capranica Prenestina si trasferì a Poli) era un alto funzionario pontificio (direi governatore di Poli, ma non vorrei sbagliare) che ebbe un magnifico palazzo in questa cittadina tutt'oggi ricordato come Palazzo Poli anche su siti "ufficiali" del luogo (basta fare una veloce ricerca con un qualsiasi motore di ricerca). Non so nulla ancora del palazzo di Roma. Cercherò di informarmi e questo vale anche per la "famosa" bolla.
A mio avviso l'occhio critico va benissimo ed è giusto ma il pregiudizio può essere deleterio per la ricerca storica! :wink:

Michele
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Messaggioda FML » sabato 12 gennaio 2008, 10:38

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
Zaccheo ha scritto:
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:il Pelliccioni amava mischiare, come in una sorta di romanzo storico, la Storia in grande, la storia di famiglia vera, con personaggi di dubbia esistenza e famiglie omonime, che servivano ad infiocchettare il tutto.

Sulla base di riscontri personali e 8) senza entrare nel caso specifico, posso dire che quello da te descritto, caro Michele, è lo stile tipico (oserei dire da "manuale") di chi all'amore per la verità storica antepone la mistificazione.

Quadri degli antenati (nella migliore delle ipotesi: "anonimi" acquistati da qualche antiquario; nella peggiore: pacchiane produzioni "simil antico") ostentati sulle pareti di casa, compresi!

Perdonami :oops: lo sfogo!

Non vuoi nemmeno dare il beneficio del dubbio a qualche riga?
(omissis)
A mio avviso l'occhio critico va benissimo ed è giusto ma il pregiudizio può essere deleterio per la ricerca storica! :wink:


Il mio discorso, caro Michele, si riferisce più in generale ai tentativi di quanti, sulla base di un passato familiare notabile e nulla più, si arrogano con presunzione ed inganno la libertà di ingrandire a dismisura l'importanza storica del proprio casato....mistificando la verità.
Questo fenomeno, assolutamente frequente e detestabile, avviene solitamente tramite l'uso di alcuni meccanismi ed espedienti equivoci di cui ho (ed hai) fatto cenno prima.
Si gioca sulla buona fede delle persone, spesso ignoranti in materia, e sul fatto che, al giorno di oggi, non si è perseguibili più di tanto in termini di legge.

Non voglio entrare nello specifico: di famiglie notabili al pari di quella di cui si sta parlano, se ne possono contare a migliaia.
Ne esiste una dalle mie parti, tanto per fare un esempio, che per opera di un suo attuale importante esponente (noto e influente professionista romano), sostiene di vantare ascendenze cavalleresche, parentele illustri con uomini di Chiesa omonimi e un titolo nobiliare ("visconte") mai riscontrabile nei documenti passati.
Anche loro possiedono un palazzo (in un paese :roll: grande più o meno come quello in cui vissero i Pelliccioni) e alcuni ridicoli quadri "taroccati" che ho avuto modo di vedere personalmente.
Questi "signori" hanno scritto e fatto scrivere vari libri e libretti sulla storia della loro famiglia (tutti astutamente ingannatori) e, grazie alle attuali conoscenze e al denaro posseduto, vari esponenti della stessa fanno oggi parte di un importante ordine cavalleresco.

Cosa aggiungere, ancora?

Mi auguro di non essere annoverabile tra coloro che vivono con la paranoia del forzato "pregiudizio per la ricerca storica"....sempre ed ovunque.
Spero, al contrario, :) di perseguire umilmente l'amore per la verità. Sui Pelliccioni, in ogni modo, rimango possibilista e in attesa di novità.

Buona giornata!

Ferrante
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Messaggioda San Marco » sabato 12 gennaio 2008, 13:30

Caro Zaccheo, lo stemma Pelliccioni l' ho ricavato da un pieghevole del 1995 inviato alla biblioteche per " propagandare " l'acquisto del volume " Cavalleria e Ordini Cavallereschi in Casanatese " sotto l'egida del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali ( Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e editoria) in cui era presente anche il suo contribuito.
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Messaggioda MMT » sabato 12 gennaio 2008, 16:05

Zaccheo ha scritto:Il mio discorso, caro Michele, si riferisce più in generale ai tentativi di quanti, sulla base di un passato familiare notabile e nulla più, si arrogano con presunzione ed inganno la libertà di ingrandire a dismisura l'importanza storica del proprio casato....mistificando la verità.
Questo fenomeno, assolutamente frequente e detestabile, avviene solitamente tramite l'uso di alcuni meccanismi ed espedienti equivoci di cui ho (ed hai) fatto cenno prima.
Si gioca sulla buona fede delle persone, spesso ignoranti in materia, e sul fatto che, al giorno di oggi, non si è perseguibili più di tanto in termini di legge.

Non voglio entrare nello specifico: di famiglie notabili al pari di quella di cui si sta parlano, se ne possono contare a migliaia.
Ne esiste una dalle mie parti, tanto per fare un esempio, che per opera di un suo attuale importante esponente (noto e influente professionista romano), sostiene di vantare ascendenze cavalleresche, parentele illustri con uomini di Chiesa omonimi e un titolo nobiliare ("visconte") mai riscontrabile nei documenti passati.
Anche loro possiedono un palazzo (in un paese :roll: grande più o meno come quello in cui vissero i Pelliccioni) e alcuni ridicoli quadri "taroccati" che ho avuto modo di vedere personalmente.
Questi "signori" hanno scritto e fatto scrivere vari libri e libretti sulla storia della loro famiglia (tutti astutamente ingannatori) e, grazie alle attuali conoscenze e al denaro posseduto, vari esponenti della stessa fanno oggi parte di un importante ordine cavalleresco.

Cosa aggiungere, ancora?

Mi auguro di non essere annoverabile tra coloro che vivono con la paranoia del forzato "pregiudizio per la ricerca storica"....sempre ed ovunque.
Spero, al contrario, :) di perseguire umilmente l'amore per la verità. Sui Pelliccioni, in ogni modo, rimango possibilista e in attesa di novità.

Buona giornata!

Ferrante


Caro Ferrante sono d'accordo con te, anche io ritengo che si tratti di una famiglia notabile, buona di Capranica poi di Poli, che abbia voluto cercare di "strafare". Tuttavia ho scoperto che spesso c'è molto da imparare e scoprire e quindi non rimarrei del tutto stupito se si trovasse conferma di alcune cose scritte in questa storia.
Per ora la strada della "favola" è quella che viene suffragata: non esiste la bolla all'Archivio Segreto Vaticano (qui Francesco Francesconi saprà essere più preciso) e non ho trovato palazzi Pelliccioni a Roma.

Michele :wink:
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Messaggioda San Celestino » sabato 12 gennaio 2008, 16:59

xxx
Ultima modifica di San Celestino il venerdì 13 novembre 2015, 20:42, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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