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Re: Info

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 3 febbraio 2011, 16:57

I rabescamenti infatti li avevo a suo tempo elencati tra gli elementi germanici da considerare.
Per il resto adesso ho fame, guarderò e ci penserò più tardi ;)
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Re: Info

Messaggioda Tilius » giovedì 3 febbraio 2011, 17:08

Franco Benucci ha scritto:. Comunque manoscritto, non stampa anticheggiante, e il metodo di datazione è lo stesso dei codici Fugger. Sempre di epoca manieristica alla vigilia del barocco sono, e anche alcuni dettagli dei cartocci mi paiono abbastanza confrontabili...

Somiglianza generica e circostanziale.
E parliamo di cose che nella migliore delle ipotesi distano 70 anni.
E 'sto fantomatico codice veneziano é noto in originale? Sì? Perché sul sito CGNI lo si dice tratto da brossura moderna anonima senza indicazione annessa alcuna...


E sì, concordo: decisamente ANZOLO fa molto teutonico (e specificamente di quella parte di Germania che sta fra Malamocco e Torcello... [thumbup.gif] )

Questo no, ci metti troppa malizia ;)

Non é malizia. É argomentare a 360°. ;)
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Re: Info

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 4 febbraio 2011, 0:11

Tilius ha scritto:É argomentare a 360°. ;)

Anche a 380*, visto che si stava parlando di un aspetto specifico e non dell'altro...
Comunque ho guardato: sicuramente ci sono mani diverse: guarda il San Marco del 271 e quello del 274: non si direbbero neanche lontani parenti...
Isabella d'Este invece ha i nastri più o meno come tutti gli altri, non mi pare significativa.
Franco Benucci
 

Re: Info

Messaggioda Tilius » venerdì 4 febbraio 2011, 1:05

Franco Benucci ha scritto:
Tilius ha scritto:É argomentare a 360°. ;)

Anche a 380*, visto che si stava parlando di un aspetto specifico e non dell'altro...

Anche a 720°, così col doppio giro di giostra siamo sicuri di non tralasciare nessun aspetto. ;)
Comunque ho guardato: sicuramente ci sono mani diverse: guarda il San Marco del 271 e quello del 274: non si direbbero neanche lontani parenti...

Appunto. Da cui l'evidenza di come la tesi che il miniatore sia uno solo (e che sia lo Strada...) sia un delirio totale.
Isabella d'Este invece ha i nastri più o meno come tutti gli altri, non mi pare significativa.

E io mica dissi che era più significativa di altre raffigurazioni: la portavo a esempio dei nastri (che comunque sono più abbondanti qui che altrove).
La coeva roba tedesca garantita teutonica d.o.c. & i.g.p. non ha nastri.
Ha questa foresta di lambrecchini fitomorfi simili a mangrovie...
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É proprio un approccio culturale diverso.
Italiano.
Che poi magari gli esecutori materiali di questo progetto culturale fossero di madrelingua alemanna, é(sarebbe...) fatto puramente accessorio.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 4 febbraio 2011, 11:01

Tilius ha scritto:abbiamo dei raffronti araldici di metà '500, sicuramente & indiscutibilmente italiani e di eguale livello qualitativo?
Al momento non mi viene in mente nulla.


Beh il Codice Archinto è già un buon modello comparativo per epoca, qualità e area. Chi abbia a mente lo stile di quel codice pittato in Alta Italia, potrà percepire l'evidente differenza nello stile e nel gusto.
L'esempio offerto da Franco - a prescindere dalla differente qualità - lascia pochi margini: a quell'epoca un leone così flamboyant che manteneva ed esasperava maniere gotiche era ormai del tutto estraneo certamente all'araldica veneta - si pensi anche allo stemmario Orsini de Marzo -, ma anche da quella lombarda o toscana che, seppur uscite dal comune stipite goticheggiante proprio all'araldica europea, avevano ormai preso altre strade. Qualcosa di più compatibile si potrebbe trovare nelle terre alpestri oggi italiane e in Piemonte dove modi francesi di origine borgognona potevano ancora produrre cose magari non troppo dissimili.

È se è anche vero che alla corte gonzaghesca un gusto araldico gotico si osserva radicato per ragioni politico-matrimoniali, che i mantovani - si ipotizzava una esecuzione a Mantova giusto? - facessero ancora cose del genere mi pare quasi inverosimile.

Ciao,

F.
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Messaggioda Franco Benucci » venerdì 4 febbraio 2011, 20:03

Una pagina a caso dell'Archinto, putroppo non delle grandi famiglie, ma la sostanza non cambia...
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Messaggioda Franco Benucci » venerdì 4 febbraio 2011, 20:17

Tilius ha scritto:Anche a 720°, così col doppio giro di giostra siamo sicuri di non tralasciare nessun aspetto. ;)

Allora facciamo 1440°

Appunto. Da cui l'evidenza di come la tesi che il miniatore sia uno solo (e che sia lo Strada...) sia un delirio totale.

Parola sacrosante: mai detto né pensato che il miniatore fosse unico. Semmai lo dice(va) chi pensa(va) a mano italiana...

La coeva roba tedesca garantita teutonica d.o.c. & i.g.p. non ha nastri.
Ha questa foresta di lambrecchini fitomorfi simili a mangrovie...
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É proprio un approccio culturale diverso.
Italiano.

Per caso intendi una cosa come questa? [dev.gif] (BSB cod. icon. 271 c. 2r)
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Che poi magari gli esecutori materiali di questo progetto culturale fossero di madrelingua alemanna, é(sarebbe...) fatto puramente accessorio.

Mica tanto direi, sia per lo stile pittorico-miniaturistico che si portavano dietro, sia per la mancanza di competenza linguistica da cui derivava il non riconoscimento (e quindi l'alterazione) delle armi parlanti
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Re: Info

Messaggioda Tilius » sabato 5 febbraio 2011, 2:40

Quella che hai prontamente ribattezzato quale alterazione delle armi parlanti magari era la mera attestazione di diverse varianti in essere (rammento la corda arrotolata... presente anche come tale).

La avverti la diversa sensibilità con cui é disegnato il secondo stemma?
E siamo negli stessi identici anni, ergo non é una questione di scarto temporale.
É una sensibilità affatto diversa.
In tutto.
In particolare richiamo la tua attenzione sui lambrecchini "alla tedesca", che nel secondo caso sono puri e semplici girali d'acanto di ascendenza classica, rinascimentale, italiana.
Qua siamo di fronte alla palese, raffinatissima quanto ignorante copia (e conseguente reinterpretazione) di uno stemma tedesco fatta da un disegnatore che i lambrecchini non sapeva nemmeno cosa fossero, e che ha ben pensato di trasformare l'usuale groviglio sfrangiato di ascendenza gotica in un più ordinato e rinascimentalmente gradevole decoro di derivazione classica.
Ma discorso analogo potrebbe applicarsi a ogni singolo elemento corrispondente nei due stemmi.

PS: grazie per il contributo del 2° stemma. Contributo che é forse il più determinante finora apportato all' ipotesi italiana di questa discussione... [thumb_yello.gif]
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Re: Info

Messaggioda Franco Benucci » sabato 5 febbraio 2011, 12:44

Mah, :? io vedo corni e corna di bufalo, vescovesse, gigli molto allungati e lambrecchini appena un po' pettinati e imboccolati dal clima zitronico e/o dall'umidità mantovana: qualcuno più sensibile di me?
Franco Benucci
 

Re: Info

Messaggioda Tilius » sabato 5 febbraio 2011, 13:02

Non il cosa é disegnato, ma il come é disegnato.
(Sai com'é... a volte il tanto vituperato [bangin.gif] approccio "da storico dell'arte" aiuta ad ampliare la propria visione ... e a meglio focalizzarla).
Dopodiché, mi arrendo. Immagine
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