da carlo tibaldeschi » martedì 21 aprile 2009, 1:06
Mi sono alquanto sorpreso, venutomi all’occhio il presente topic, al vedere come nessuno abbia ritenuto di leggere completamente la lapide in oggetto neppure dopo il sollecito del Moderatore.
Il fatto che questo settore del Forum tratti argomenti rigorosamente araldici non può esimere nessuno dal leggere una lapide che, come tutte le lapidi ben nate, è stata confezionata con il preciso scopo di essere letta. Massime se si pensa che, in un reperto di questo genere, gli stemmi sono un complemento utilissimo ma di valenza affatto secondaria e dove la loro presenza a corredo incide poco sulla lettera del testo. Intendiamoci – non mi si venga quindi a dire che misconosco il valore del documento araldico – ugualmente di altissimo valore documentario nel precisare l’appartenenza degli interessati ad una famiglia piuttosto che ad un’altra.
Queste mie parole vogliono esclusivamente sottolineare la sorpresa nel vedere come l’attenzione di tutti si sia concentrata sui soli stemmi senza avere badato a leggere per primissima cosa tutto intiero il testo scritto. Che dice:
UNIVERSIS HUNC LAPIDE(M) INSPECTURIS NOTUM SIT QUALITER IANOTUS GENTILIS P A..T.. CUM MARIETINE EIUS UXOR(E?) ET FILIE D. ANT. BONIVARDI IN OBSERVACIONE TESTAMENTI FACTI PER IPSAM CUM TRADIDI(SSE) IN PERPETUUM PROVINTUS SEPTEM LOCORUM SANCTI GEORGII SCRIPTORUM IN CAR°(...) P II SUPRADICTA(M) CUM FRATRIBUS ET CONVENTUS ECLEXIE SANCTE MARIE DE CELA PRO CUIUS ANIMA PQR ET CETERI FRATRES MONESTERII PREDICTI CAPITUL(...) ACCEPTAVERUNT ET PROMISERUNT OMNI DIE IN PERPETUUM UNAM MISSAM CELEBRARE IN EADEM ECLEXIA ET EAM ASIGNAVERUNT IN SUIS ORACIONIBUS ET ALIIS OPERIBUS SPIRITUALIBUS PARTICIPEM …
QUE OBIIT MCCCCLXXII DIE XII MARCII. CUIUS ANIMA IN PACE REQUIESCAT.
Latino pessimo e lapicida falloso, il quale (ma è solo un sospetto buttato lì) potrebbe anche avere interpretato maluccio lo stemma della seconda famiglia (la prima è quella dei Gentile, nessun dubbio). I Gentile sono finiti nei Pinelli (Pinelli Gentile), ma non riesco a ravvisare nella figura arborea il pino fruttifero di pigne di una famiglia delle famiglie Pinelli genovesi, nodrito su una campagna e talvolta su una zolla. Qui inoltre abbiamo a che fare con un troncato. Né trovo, fra i miei repertori, famiglia Bonivardi (ammesso che quello sia il cognome) che mostri stemmi concordi al modello.
Lo spirito del Bonivardi aleggia sulle memorie e probabilmente, in un angolo, se la gode del nostro imbarazzo ed in particolare della mia personale ignoranza.
Un caro saluto a tutti. Carlo Tibaldeschi