corone patriziali

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 31 gennaio 2005, 19:50

Caro Fra' Eusanio,

in che senso ritieni che quella sulle corone «formalmente è la disposizione legislativa tuttora in vigore!»?

Un caro saluto,

FJVT
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 31 gennaio 2005, 21:46

...nel senso che le note leggi numm. 651 e 652 del 1943 (di cui queste regolamentazioni sulle corone fanno parte) formalmente non mi risulta siano mai state abrogate, né altro!

Bene :D vale
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 1 febbraio 2005, 10:13

… quindi a tuo parere i due RR.DD. 7.VI.1943, 651 e 652 relativi all'"Ordinamento dello stato nobiliare italiano" e al "Regolamento per la Consulta araldica del Regno" sarebbero ancora vigenti? Sembrerebbe una curiosa interpretazione… non sono un tecnico od un espero del diritto e resto molto perplesso…

Il problema certamente si pone nel senso che la legge che avrebbe dovuto disciplinare la soppressione della Consulta Araldica stabilito dall'art. XIV delle Disp. transitorie finali della Costituzione non è mai stata emanata, e questa legge, in teoria avrebbe abrogato le norme obsolete con il nuovo ordinamento repubblicano.

Tuttavia credo che se oggi la Corte Costituzionale per sua ventura si trovasse ad affrontare la questione non riterrebbe di certo ancora in vigore suddetti 651 e 652 perché non abrogati… non ti pare?

un saluto,

FJVT
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Messaggioda Grimaldi » martedì 1 febbraio 2005, 15:26

No. Non sono vigenti, perchè essi non hanno valore giuridico nella nostra Repubblica.


In effetti,
LA CORTE COSTITUZIONALE con la sentenza 101 del 1967

"dichiara la illegittimità costituzionale del R.D. 11 dicembre 1887, n. 5138, del R D. 2 luglio 1896, n. 313, del R D. 5 luglio 1896, n. 314, del R D. L. 20 marzo 1924, n. 442 (convertito con legge 17 aprile 1925, n. 473), del R.D.L. 28 dicembre 1924, n. 2337 (convertito con legge 21 marzo 1926, n. 597), del R D. 16 agosto 1926, n. 1489, del R D. 21 gennaio 1929, n. 61 e del R.D. 7 giugno 1943, n. 651, nei limiti in cui ad essi si dà applicazione per l'aggiunta al nome di predicati di titoli nobiliari anteriori al 28 ottobre 1922 ma non riconosciuti prima dell'entrata in vigore della Costituzione; nonché nei limiti in cui essi sottopongono il diritto predetto e la relativa tutela giudiziaria ad una disciplina diversa da quella disposta dall'ordinamento per il diritto al nome. "
http://www.giurcost.org/decisioni/1967/0101s-67.html

Ma il fatto che formalmente non sono stati aboliti non toglie che, in base alla nostra Costituzione, nella nostra Repubblica le Leggi che si occupano di "diritto nobiliare" non possono esistere giacchè per la XIV Disp. Trans. titoli e diritti nobiliari non hanno più valore giuridico.


.........
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 1 febbraio 2005, 15:48

Gentile signor Grimaldi,

La ringrazio della citazione della sentenza della Corte costituzionale che fornisce validi spunti sulla questione e che rafforza la mia convinzione che i due RR.DD. siano oggi considerabili solo da un punto di vista storico e, nella loro parte araldica - visto che si parlava delle corone patriziali -, per un'eventuale, ma non certo obbligatorio, "allineamento" grafico a quei dettami, come a tanti altri che l'araldica nel corso della sua storia ha codificato.

Mi pare di poter ritenere che se i due decreti in oggetto non sono stati aboliti nello specifico lo sono "de facto" essendo tutta quella legislazione obsoleta e in contrasto con l'attuale costituzione repubblicana.

Un saluto cordiale,

FJVT
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Messaggioda Grimaldi » martedì 1 febbraio 2005, 15:55

Infatti.
La repubblica non riconosce giuridicamente il diritto nobiliare.
Ed un "diritto" che non è riconosciuto dal Diritto è una contraddizione in termini.
Da parte, poi, l'eventuale valore storico, morale ecc. ecc.
La questione è giuridica.

Cordiali saluti.
Grimaldi
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 16:08

Il vecchio frate :oops: non è un leguleio, ma nella sostanza (e col buon senso dei :roll: non più giovani) ritiene che tutto quel che non viene formalmente abolito, è formalmente valido... :shock:

...anche e soprattutto da un punto di vista tecnico-normativo, più che strettamente legale! 8)

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Messaggioda Grimaldi » martedì 1 febbraio 2005, 17:30

Caro frate,
lei infatti ha ragione dal punto di vista "tecnico".
Le ultime regole in materia araldica (e nobiliari) sono quelle in vigore in epoca regia.
Ma nel nostro Stato vale il diritto riconosciuto come tale dalle nostre Leggi.

Cordiali saluti.
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 1 febbraio 2005, 17:42

Caro Frate

questa tua interpretazione è davvero curiosa e originale…

Che dire, con questo metro regali immortalità imperitura tutti gli enti obsoleti dispersi nell'italica burocrazia, come" l'Associazione per gli orfani dei Mille", l' "Associazione Vedove dei militi di Adua", "Associazione Reduci di Crimea" tutti ormai defunti per estinzione ma mai aboliti !

Un saluto

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Messaggioda Grimaldi » martedì 1 febbraio 2005, 18:00

Vabbè...... non esageriamo......

Credo che il riferimento era solo per quanto riguarda l'aspetto "tecnico" della materia.....

Siccome dopo tali leggi non c'è stato più una regolamentazione araldica in effetti ci si attiene per prassi, nella materia, a quelle......
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 1 febbraio 2005, 19:44

… certamente: i vari 'enti" erano un paradosso scherzoso e, ne sono certo, il buon frate che non difetta di humor me l'avrà concesso…

Tuttavia non mi convice la conclusione che "per prassi" ci si debba attenere a questa regolamentazione in quanto "ultima" mai emanata, soprattutto la sua connotazione esclusivalente nobiliare contrasta con l'evoluzione che il senso dell'araldica ha subito oggi e questo anche nei paesi di antica e ferrea tradizione monarchica (se a tutti i costi si vuole sempre collegare araldica+nobiltà ad una monarchia) per tacere delle burocratiche limitazioni grafico-formali di elmi corone scudi etc.

Insomma siamo congelati per sempre al 1943?

Un saluto cordiale.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 20:07

Grimaldi ha scritto:Caro frate,
lei infatti ha ragione dal punto di vista "tecnico".
Le ultime regole in materia araldica (e nobiliari) sono quelle in vigore in epoca regia.
Ma nel nostro Stato vale il diritto riconosciuto come tale dalle nostre Leggi.
Cordiali saluti.


Mi sta bene.

Certo, la nobiltà e i suoi segni non sono più regolati nè tutelati...

...ma allora cosa rispondere ai colleghi che chiedono lumi su quale foggia di corone usare? :shock:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 20:13

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Caro Frate
questa tua interpretazione è davvero curiosa e originale…

...dici?

Che dire, con questo metro regali immortalità imperitura tutti gli enti obsoleti dispersi nell'italica burocrazia, come" l'Associazione per gli orfani dei Mille", l' "Associazione Vedove dei militi di Adua", "Associazione Reduci di Crimea" tutti ormai defunti per estinzione ma mai aboliti !
Un saluto
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...qui l'ironico lo fai tu, che sai benissimo quanti sono gli enti di cotal fatta tuttora esistenti (e per alcuni dei quali voi del secolo pagate anche :twisted: le tasse e le prebende collegate...!!!)...

Bene :!: vale
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 20:14

Grimaldi ha scritto:Vabbè...... non esageriamo......

Credo che il riferimento era solo per quanto riguarda l'aspetto "tecnico" della materia.....

Siccome dopo tali leggi non c'è stato più una regolamentazione araldica in effetti ci si attiene per prassi, nella materia, a quelle......


Esatto, caro Giovanni! :P

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 1 febbraio 2005, 20:18

Franz Joseph von Trotta ha scritto:… certamente: i vari 'enti" erano un paradosso scherzoso e, ne sono certo, il buon frate che non difetta di humor me l'avrà concesso…

... :wink: ...

Tuttavia non mi convice la conclusione che "per prassi" ci si debba attenere a questa regolamentazione in quanto "ultima" mai emanata, soprattutto la sua connotazione esclusivalente nobiliare contrasta con l'evoluzione che il senso dell'araldica ha subito oggi e questo anche nei paesi di antica e ferrea tradizione monarchica (se a tutti i costi si vuole sempre collegare araldica+nobiltà ad una monarchia) per tacere delle burocratiche limitazioni grafico-formali di elmi corone scudi etc.
Insomma siamo congelati per sempre al 1943?

Un saluto cordiale.

FJVT


Un Ufficio Araldico che si rispetti avrebbe da tempo emesso o prodotto un'apposita normativa interna, o quant'altro, se non altro per far conoscere come e perchè e con quali criteri e su quali basi storico-iconografiche abbia creato (ad esempio) una curiosa ed inedita foggia di corona radiata per la Regione Valle d'Aosta...

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