Trasformazione di blasone ?

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Messaggioda pierluigic » martedì 13 settembre 2005, 20:28

una stranezza anche i buonfantini sono altrove ( ceramelli -papiani ) descritti con smalti diversi cioe decussato azzuro oro invece che decussato azzuro argento

che ne dice fra Eusanio ?

un altra domanda al cortesissimo Franz Joseph von Trotta

ha scritto 1291-1388 ............. puo' ricontrollare ?

mi risulta 1291 ( primo priorato di durante di buonfantino ) 1344 ( priorato di buonfantino di feo di buonfantino )

e il Benvenuti vero l'autore dello stemmario ? quale persona cita in carica per il 1388 per i buonfantini ?

un terzo grado mi scusi !!!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 settembre 2005, 20:33

pierluigic ha scritto:una stranezza anche i buonfantini sono altrove ( ceramelli -papiani ) descritti con smalti diversi cioe decussato azzuro oro invece che decussato azzuro argento

che ne dice fra Eusanio?...(omissis)...


...esattamente quanto abbiamo già precisato: attenzione, attenzione, e ancora attenzione alle fonti, che vanno sempre esaminate criticamente (soprattutto in caso di discrepanze con altre fonti)!

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Messaggioda pierluigic » martedì 13 settembre 2005, 21:17

questa era la recensione

Stemmario Fiorentino di Bernardo Benvenuti ( .... -1708 )

Edito da : Orsini De Marzo Via Cernaia 11 • I-20121 Milano (Italia) Telefax (0039) 02.6551900

http://www.orsinidemarzo.com/default.asp?l=it&id0=1

Il volume (210x297 mm), di oltre 1000 pagine di cui ben 886 sono quelle riproducenti a colori le tavole dello stemmario, è rilegato in tela verde con le titolature impresse in oro. Una breve ma esaustiva introduzione bilingue (in italiano ed inglese) presenta il manoscritto collocandolo nel giusto contesto storico con una particolare attenzione alla storia delle arti decorative araldiche ed alle fonti manoscritte e bibliografiche; segue l'indice degli oltre 1200 stemmi raffigurati.

Opera di Bernardo Benvenuti, priore di Santa Felicita in Firenze ed antiquario del granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici che collazionò gli antichi stemmari e prioristi a sua disposizione con competenza e metodo, questo fondamentale stemmario fiorentino seicentesco vanta tra le proprie fonti manoscritte (molte delle quali oggi perdute) anche un Libro Antiquo dell'Arme del 1302, l'anno dell'esilio di Dante: ciò basta a dare l'idea dell'importanza documentaria di questo codice. Esso riporta, per il periodo della repubblica fiorentina intercorrente tra il 1282 ed il 1531, le armi gentilizie di tutte quelle famiglie, cittadine o provenienti dai borghi vicini, che dettero dei priori al governo cittadino: più di 1200 sono gli stemmi, disegnati ed acquerellati, raffigurati, il cui elenco alfabetico è consultabile qui.

Quest'opera, attualmente conservata a Parigi in una collezione privata, proviene probabilmente dal Museo privato della Casa Fiorentina Antica allestito da Elia Volpi a Firenze nello storico palazzo Davanzati, i cui arredi vennero dispersi all'asta a New York nel 1916.

La sua grande importanza, al di là del pregio estetico, consiste nel riportare, per ogni stemma, le fonti: spesso lapidi o monumenti artistici di cui si è persa anche la memoria, e le relative iscrizioni, rendendo così attribuibile lo stemma ad una ben precisa famiglia.

Non mancano gli stemmi del maestro stesso di Dante, quel ser Brunetto Latini autore in Francia del Livre du Trésor, né di altri illustri nomi delle lettere, delle arti e della scienza, oltreché della storia mondiale: fra i quali quelli di Amerigo Vespucci, di Cavalcanti e Boccaccio, di Machiavelli e Guicciardini, di Taddeo Gaddi e di Galileo Galilei.

Accanto agli stemmi dei nomi storici del patriziato ed a quelli delle famiglie meno note, figurano anche le insegne delle varie arti, dei sestieri e quartieri di Firenze, con i loro gonfaloni e degli uffici e delle magistrature cittadini.
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Messaggioda pierluigic » martedì 13 settembre 2005, 21:25

provo ad inviare l'immagine della madonna boni carnesecchi ( la madonna di Brema ) di Masolino
Il dipinto porta segnata la data 1423 e a sinistra di chi guarda porta lo stemma dei carnesecchi a destra quello dei boni lo stemma a me pare con il rocco d'oro ed e' del 1423 appunto


Immagine
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 14 settembre 2005, 8:18

Gentile signor Pierluigi,

si le date sono quelle che dice lei, lo Stemmario fiorentino Orsini De Marzo riporta effettivamente

Buonfantini 1291 1344

Per il resto le confermo tutti i dati già citati.

Buon lavoro!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 settembre 2005, 16:50

pierluigic ha scritto:...(omissis)...lo stemma dei carnesecchi a destra quello dei boni lo stemma a me pare con il rocco d'oro ed e' del 1423 appunto


Lo è, difatti.

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matrimonio

Messaggioda pierluigic » mercoledì 14 settembre 2005, 20:38

Vorrei chiedere a proposito del dipinto di Masolino

io so poco di questo dipinto ( quindi ogni informazione e' gradita )
una delle ipotesi lo lega ad un matrimonio tra i Carnesecchi e i Boni

chiedo stante la posizione degli stemmi di che famiglia e' il marito e di che famiglia e' la moglie ?

l'araldica detta delle regole in un caso come questo ?

( e' veramente bella questa Madonna vero )

grazie come sempre

pierluigi
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Re: matrimonio

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 settembre 2005, 20:44

pierluigic ha scritto:chiedo stante la posizione degli stemmi di che famiglia e' il marito e di che famiglia e' la moglie? l'araldica detta delle regole in un caso come questo?

No, nella libera rappresentazione artistica non esistono "regole" di codesto genere, mentre in araldica se due scudi vengono accollati fra loro (cioè effigiati a immediato e diretto contatto fra loro), di solito quello della moglie è il sinistro (cioè quello a destra dell'osservatore).

( e' veramente bella questa Madonna vero )

...Ella lo è sempre.

grazie come sempre
pierluigi


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Messaggioda pierluigic » sabato 17 settembre 2005, 12:01

Cari amici (mi posso permettere ? ) : ho incontrato in questo forum delle persone di una cortesia impagabile

Il mio topic langue

E allora approfitto per spiegare il mio entusiasmo per la lapide di ser Pero di Durante Ricoveri
Spero parlandone insieme che a qualcuno venga qualche idea un modo di scoprire qualche ulteriore sentiero che ancora non ho percorso e che apra nuove prospettive alla mia indagine
Le ripetizioni servono a far in modo che si possa avere la stessa conoscenza dell'argomento e permettermi cosi di approfittare meglio del vostro aiuto

Oggetto
lapide in Santa Maria Novella a Firenze con l'iscrizione : "Ser Pero di Durante Ricoveri et filiorum " e lo stemma dei Carnesecchi scolpito sopra

Comincio con una domanda : Domanda per il forumista Cipollone :
a me non sembra che il testo della lapide non possa essere trecentesco in modo particolare non mi convince quel "ser "

Il Benvenuti ebbe l'incarico dal Granduca di compilare un "Priorista a famiglie attendibile " da utilizzarsi nelle provanze di nobilta' . Questo circa (vado a memoria ) nel 1685
Firenze fino al 1532 non aveva nobilta' perche' non aveva signori. I cittadini ( in realta' un oligarchia piu' o meno larga a seconda dei periodi ) si alternavano alle cariche dei Tre Maggiori e quindi al governo dello Stato
Gli unici titoli di nobilta' erano legati a concessioni esterne ma che non avevano alcun valore per la Repubblica.
Successivamente si penso' di considerare titolo di nobilta' questo aver partecipato alle cariche dei Tre maggiori
Esistevano ed esistono elenchi spesso incompleti dei cittadini che hanno partecipato alle cariche del periodo repubblicano dal 1282 al 1532 e questi manoscritti vengono chiamati Prioristi a cariche
Nel catasto del 1427 solo il 36% delle famiglie di Firenze compare con un cognome ( e questa percentuale va ancor piu' diminuita poiche' alcuni di questi cognomi debbono solo considerarsi patronimici soggetti a modifiche nei tempi successivi )
Il passaggio da un Priorista a cariche a un Priorista a famiglie ( grazie Vieri .Sono stato un buon allievo ? ) presenta evidenti difficolta' ponendo il problema di attribuire ad un individuo che non aveva un cognome un cognome che solo i suoi discendenti generazioni dopo assumeranno
Molte genealogie , anche nobiliari e anche di altri luoghi , sono fortemente falsate da questo problema e vivono sugli allori di associazioni fatte erroneamente dai genealogisti in passato e che oggi non potrebbero reggere al confronto coi documenti . Cosi come molte genealogie soffrono di queste cognomizzazioni precoci cioe' attribuiscono un cognome a chi ancora non lo aveva. Falsando il significato storico della genealogia

Il Benvenuti si accinse all'opera immane : erano circa 2000 le famiglie fiorentine che avevano partecipato alle cariche moltissime anche solo per una volta e molte non potevano neppure esser considerate famiglie ma individui. Non termino l'opera poiche' mori nel 1708 . A lui successe il Mariani che completo lo studio nel 1722

Risultato per i Carnesecchi : I Carnesecchi discendono da Durante di Ricovero oste del popolo di Santa maria Maggiore e Priore un'unica volta nel 1297 Se voi chiedete ad uno storico sulla questione oggi vi risponde cosi

Tuttavia nel 1645 Scipione Ammirato il giovane nelle sue " Istorie fiorentine " parlando di Durante di Buonfantino gonfaloniere nel 1299 dice " sono i Carnesecchi "

Cosa c'entra la lapide ?

I Carnesecchi discendono da Grazino e Matteo figli di Durante , presunti fratelli di Pero
I Carnesecchi assumono questo cognome non prima del 1390 e di conseguenza dovrebbe essere cosi databile il loro stemma.
Pero di Durante ebbe una vita politica dal 1319 al 1339 e presumibile morisse tra il 1340 e il 1350 e i suoi figli che ebbero un intensa vita politica tra il 1349 e il 1363 e' probabile morissero tra il 1365 e il 1375 ( sono anni di peste )

Ecco uno stemma del 1390 su una sepoltura del 1375

Chi e' quando mise la scritta e lo stemma sulla sepoltura
Vincenzio Borghini , sommo conoscitore delle cose fiorentine nel cinquecento , non sa nulla del legame tra i Carnesecchi e Ricovero ( fissa per il primo priorato dei Carnesecchi la data del 1319 : priorato di Pero di Durante ) e quindi non conosceva la lapide .Vincenzio Borghini (1515-1580 ) Il fatto che un erudito della forza del Borghini non conoscesse una lapide cosi utile fa presumere che la lapide non ci fosse ancora
Purtroppo io non conosco le provanze dei Carnesecchi per l'ammissione all'ordine di santo Stefano .
Conosco pero' le provanze di un Buonamici di Prato la cui madre era una Carnesecchi di Firenze (Libro del compianto dr Bruno Casini )
In tali provanze nell'anno 1624 e' detto : …….che i Carnesecchi avevano avuto 11 gonfalonieri e 59 priorí dal 1297 al 1530 e dal 1532 fino ad allora 7 senatori; ……….
Il primo priorato e' fissato nel 1297 quindi in quello di Ricovero.

Nel 1645 Scipione Ammirato sconvolge la lezione consolidata dalle provanze affermando la discendenza dei Carnesecchi da Buonfantino

Io credo la lapide vada collocata in questo lasso di tempo tra la morte del Borghini e l'affermazione dell'Ammirato cioe tra il 1580 e il 1647

E fu opera ovviamente dei Carnesecchi di quei tempi che si appropriarono di un personaggio appetibile come Pero di Durante

La lapide ritengo abbia tratto in inganno il Benvenuti che vide in questa una dichiarazione genealogica fatta e accettata dagli stessi Carnesecchi

Pierluigi
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Messaggioda pierluigic » domenica 18 settembre 2005, 14:54

Ove fosse vero quanto sostenuto da Scipione Ammirato il giovane Il progenitore dei Carnesecchi sarebbe Durante di Buonfantino

Durante di Buonfantino Cancellieri aggiunge Ottokar ( Firenze alla fine del dugento )

Ho trovato questi documenti :
dominus Buonfantinus condam domini Cancellerii de Adimaris in un atto del 1251
Dominus Lutterius quondam Cancellerii Bellonis in un atto del 1247
Cancellerio di Bellone di Lotterio in un atto del 1201

Cioe una linea genealogica degli Adimari

Gli Adimari furono
Un antica famiglia di consoli civitatis fiorentina
Una delle piu' importanti famiglie guelfe

Nel 1295 furono colpiti dagli ordinamenti di giustizia come Magnati o Possenti

Il trecento e' il secolo in cui la ricchezza di Firenze raggiunge il suo apice
Il trecento e' anche il secolo delle prime idee di rivolta nella classe operaia
Il trecento e' il secolo di una trasformazione in senso fortemente oligarchico del Reggimento fiorentino
Il trecento e' un secolo pieno di tutto e di tutte le contraddizioni : massimo sviluppo economico , ristagno economico , risveglio delle arti minori , forte movimento democratico , reazione oligarchica , peste con dimezzamento della popolazione, espansione territoriale ecc

Gli ordinamenti di giustizia avevano tra l'altro lo scopo di spezzare le antiche consorterie ( che derivavano dalla societa' delle torri ) tra famiglie amiche e le consorterie delle famiglie appartenenti allo stesso sangue che formavano gruppi di centinaia di individui ( e non bisogna dimenticare i famigli ) che spesso tendevano ad imporre con la forza la loro volonta' all'interno della citta'

L'emarginazione delle famiglie magnatizie spinse gruppi di queste in periodi successivi a farsi di popolo rinunciando al nome di famiglia ed al proprio stemma

Non esiste pero' nessun documento ad oggi conosciuto che lasci intuire qualcosa del genere per i Carnesecchi

C'e' da dire che la mole dei documenti fiorentini del trecento presenti negli Archivi e' molto grande e la per la maggior parte inesplorata

Non prima del 1390 un gruppo di sei individui fra di loro fratelli e cugini ( prima di allora individuati coi patronimici come Mattei e Grazini o anche come Duranti ) assume il cognome Carnesecchi

Individuare quali antenati dei Carnesecchi gli Adimari non avrebbe ovviamente solo un valore genealogico

Il Pastoreau, Strategies heraldiques et changements d’armoires chez le magnates florentins du XIVe siécle, "Annales. Èconomies Sociétés Civilisations", 43e année, n° 5, 1988, pp. 1241-1256.

Esamina il cambio di blasone delle nuove famiglie di cui si ha notizia dai documenti ufficiali e dai cronisti ( e tra queste ribadisco non compaiono i Carnesecchi )

Dice delle cose molto interessanti

Mostra la tendenza di certe famiglie di nasconder nel nuovo blasone messaggi che avessero il potere di mantenere il legame che la forza dello Stato li costringeva a spezzare

Interessante e' l'esempio sulla famiglia degli Agli……………….

Questo non contradice chi dice che l'araldica non nasconde simbolismi o arcani .

E' un caso del tutto particolare in cui le famiglie costrette a rompere la consorteria cercano di mantenerne un ricordo nel blasone senza che cio' sia troppo evidente alle commissioni in cui si definivano le pratiche di popolarita'

Ripeto individuare gli Adimari quali antenati dei Carnesecchi non avrebbe ovviamente solo un valore genealogico ma aggiungerebbe un elemento per la comprensione di un vivacissimo periodo della storia fiorentina

Rinnovo quindi la domanda iniziale a ciascuno dei forumisti :
Che cosa ci vedete in questo cambio di blasone ?
Intingendo nelle vostre conoscenze araldiche riesaminate la cosa come vi trovaste di fronte ad un gioco d'astuzia
Secondo voi se ne puo' ricavare qualcosa ?

Grazie pierluigi
pierluigic
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 19 settembre 2005, 17:58

pierluigic ha scritto:...(omissis)...Il Pastoreau, Strategies heraldiques et changements d’armoires chez le magnates florentins du XIVe siécle, "Annales. Èconomies Sociétés Civilisations", 43e année, n° 5, 1988, pp. 1241-1256.
Esamina il cambio di blasone delle nuove famiglie di cui si ha notizia dai documenti ufficiali e dai cronisti ( e tra queste ribadisco non compaiono i Carnesecchi )

:shock: Pensi quindi che tali documenti non esistano?

...(omissis)...individuare gli Adimari quali antenati dei Carnesecchi non avrebbe ovviamente solo un valore genealogico ma aggiungerebbe un elemento per la comprensione di un vivacissimo periodo della storia fiorentina

Certo, ma occorrono prove...

Rinnovo quindi la domanda iniziale a ciascuno dei forumisti: Che cosa ci vedete in questo cambio di blasone ? Intingendo nelle vostre conoscenze araldiche riesaminate la cosa come vi trovaste di fronte ad un gioco d'astuzia
Secondo voi se ne puo' ricavare qualcosa ?
Grazie pierluigi


...una volta dimostrata la relazione fra le famiglie, le deduzioni araldiche sono conseguenti ed immediate.

Il contrario, in questo caso, è un azzardo: gli stemmi Adimari e Carnesecchi hanno in comune la partizione (troncato) e gli smalti (azzurro e oro).

Con analogo ragionamento, sarebbe come dire che le città di BariImmaginee di Susa (TO)Immaginehanno evidentissime affinità...

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Messaggioda pierluigic » sabato 8 ottobre 2005, 1:39

prima di tutto ben ritrovati a tutti
finita e' la tempesta

io sto continuando la mia ricerca frugando a destra e a sinistra confidando nella cortesia di questo e quello

cosi una persona molto cortese il direttore dell'Archivio di Stato di Pistoia : il dr Vivoli mi ha risposto

Con riferimento alla Sua richiesta Le comunico che nella pubblicazione curata da M. Cecchi e E. Coturri, "Pescia e il suo territorio" (Pistoia, Tip. Pistoiese, 1961) è riportato un elenco dei vicari e dei podestà, da cui risulta appunto Zenobio di Berto Carnesecchi vicario nel 1402, ma anche Zanobi Carnesecchi (forse lo stesso) podestà nel 1384, Piero di Simone Carnesecchi vicario nel 1473 e almeno altri quattro Carnesecchi vicari a Pescia tra il 1509 e il 1528, per non andare oltre. Per uno di questi ultimi quattro, gli unici dei quali è ancora conservata la documentazione nella Sezione di Archivio di Stato di Pescia, dal momento che la più antica è andata distrutta nel corso dell'Ottocento, e per l'esattezza per Bernardo di Francesco Carnesecchi del 1509, c'è una filza degli Atti con lo stemma sulla coperta, sugli stemmi dei vicari pesciatini è in corso di pubblicazione uno studio di Vanessa Gabelli che dovrebbe essere pubblicato nel bollettino "Valdinievole-Studi storici" pubblicato dall'Istituto Storico Lucchese, sezione Valdinievole. Per quanto riguarda i vicari del XIV e XV secolo, dei quali non è come detto conservata la documentazione, forse potrebbe esserci qualche citazione nelle Deliberazioni dell'Archivio del Comune per le quali andrebbe fatta una ricerca specifica in loco.

ecco che ritorna il bernardo di francesco di cui Cipollone ha proposto lo stemma
ecco la possibilita di controllare il suo stemma ( oro-argento ) ed eventualmente l'impresa

c'e' nessuno in grado di darmi maggiori informazioni sui Carnesecchi vicari di Pescia

in particolare qualcuno ha la possibilita' di controllare lo stemma di bernardo di francesco

in particolare sono perplesso su quel Zanobi Carnesecchi del 1384 , che io sappia nel 1384 i Carnesecchi non erano cosi cognominati
e' possibile che si tratti di un attribuzione di cognome a posteriori ?

qualcuno mi puo' aiutare magari mettendomi in contatto con qualche esperto di storia locale ?

grazie come sempre e nuovamente ben ritrovati
pierluigi
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Re: Trasformazione di blasone ?

Messaggioda pierluigic » martedì 21 dicembre 2010, 21:47

.

CINQUE ANNI DOPO

Su questo forum ho imparato molte cose che mi sono state utili nelle mie ricerche
Vorrei esser utile anch'io ad altri che cominciano il loro cammino di roicerca raccontando i miei errori

Cose da evitare : un utile guida di alcune cose che non si devono fare in una ricerca genealogica

Ho ripreso questo vecchio topic perche' oggi mi rendo conto della mia profonda incompetenza di ieri.
Oggi dopo tanti errori commessi mi pare di aver imparato qualcosa ( controllero' questa affermazione comunque nuovamente tra cinque anni )

---------------------------------------------------------------------------

Alla base di quelle mie domande esposte nel topic era un affermazione di Scipione Ammirato il giovane : "Stipite dei Carnesecchi fiorentini e' tale Durante di Buonfantino giudice"
Mi e' parso di poter individuare , in base ad un documento del 1251 , in questo Buonfantino un individuo della famiglia Adimari , famiglia tra le piu' importanti di Firenze nel XII e nel XIII secolo

Da questo assunto il tentativo di mettere in relazione lo stemma dei Carnesecchi con quello degli Adimari .

QUINDI LA PARTENZA DELLE MIE CONSIDERAZIONI ERA L'ACCETTAZIONE DI QUANTO AFFERMATO DA UNO STORICO SEICENTESCO ( storico di una certa importanza )
Oggi la mia esperienza personale mi porta ad affermare che quanto scritto dagli storici seicento-settecenteschi -ottocenteschi deve essere preso con le pinze e il tutto deve essere controllato cercando il riscontro dei documenti .

Vedo molti ( veramente troppi ) siti famigliari sul web costruire alberi genealogici su affermazioni di storici che non hanno pero' riscontro su alcun documento e danno per certe omonimie che paiono gia' ad una prima occhiata molto dubbie e comunque impossibili ad essere provate. QUESTO SENZA PORSI ALCUN PROBLEMA

Anche per me era cominciata cosi

Poi ho scoperto ( come sostenuto da altri storici ) le affermazioni dell'Ammirato essere sbagliate in base ad una lapide in Santa Maria Novella che riportava lo stipite in Durante di Ricovero
Durante di Ricovero era molto prosaicamente un taverniere .

Oggi posso dire per diretta esperienza ho trovato errori anche grossolani nel Mugnos , nel Cantini , nel Crollalanza , nel Passerini ……..


---------------------------------------------------


Crollata miseramente l'ipotesi di parentela dei Carnesecchi con gli Adimari diveniva impossibile ipotizzare un legame per via dell'uso dei medesimi colori negli stemmi che allora era un mio chiodo fisso


Col tempo ho cosi capito che spesso voler trovare significati reconditi negli stemmi espone a errori importanti e che la scelta del disegno di uno scudo obbediva molto spesso solo a puri criteri estetici ( con parziale esclusione delle armi parlanti ) e che dall' araldica bisogna aspettarsi solo quello che puo' dare . Che e' molto ma non tutto
Sicuramente esclude ipotesi troppo laboriose

------------------------------------------------

Araldica e possessi fondiari aiutano sicuramente la genealogia e talvolta la possono sostituire

Quando ho trovato nel Ceramelli Papiani la fotografia dello stemma del progenitore Durante mi sono reso conto di altri vantaggi dell'araldica fiorentina

Genealogia :----la lapide per l'abitudine fiorentina di citare il padre e il nonno era un piccolo albero genealogico lapideo

Pero' :

A Monte San Savino secondo quanto riferitomi dal dr Gravano-Bardelli esisteva nel cinquecento una famiglia di condizione modesta cognominata Carnesecchi
uno stemmario settecentesco senza alcuna certezza genealogica assegna a questa famiglia lo stemma dei Carnesecchi fiorentini
A dar fede allo stemmario si rischia di andare fuori strada
Anche nell'araldica occorre quindi un rigoroso controllo delle fonti e della loro attendibilita'

Quindi occhio ad attribuzioni su pure omonimie occorre la certezza che quello stemma fosse usato effettivamente da quella famiglia e non attribuito a posteriori



-------------------------------------------------------------------------------

un ultima conclusione

Datazioni : ----- lo stemma di Durante aveva un bandato con 4 bande quello dei Carnesecchi aveva tre bande . I Carnesecchi prendono il loro stemma probabilmente intorno al 1380 Questo fatto permetteva talvolta una datazione approssimativa per taluni oggetti stemmati fissando delle barriere cronologiche
Alcune particolarita' degli stemmi possono aggiungere elementi a supporto di altre discipline



Forse sono considerazioni banali ma mi sentivo di aggiungerle

Pierluigi

.
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Re:

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 24 dicembre 2010, 0:21

cipollone ha scritto:nelle realizzazione degli stemmi spessissimo si hanno delle abbreviazioni dei nomi più lunghi ... Faccio un esempio riportando un'immagine ...:
Questo cartiglio è di un Vicario di nome Bartolomeo e anche il padre si chiamava Bartolomeo anche se nella realizzazione si legge solo BARMO DI BARMO con una specie di piccolo segno ondulato a forma di omega (che non so come si chiama) a cavallo fra la M e la O. E' proprio quel piccolo segno che indica che la parola è stata mutilata forse per motivi di spazio

Le immagini non ci sono più, ma il "segnetto" si chiama titulus e indica abbreviatura generica di una parola, senza essere associato a specifici valori grafico-fonetici.
Franco Benucci
 

Re: Trasformazione di blasone ?

Messaggioda Sigillum1 » domenica 26 dicembre 2010, 12:04

Caro Pierluigi, buon Natale intanto e buon Anno....Una testimonianza preziosa, quella che condividi con noi, perchè frutto di un concreto e complesso percorso di ricerca, riveduto e man mano corretto con tutti gli strumenti che ognuno di noi deve imparare ad utilizzare; te ne ringraziamo molto. E con l'occasione: non ho partecipato allora al dibattito storico araldico sulla tua famiglia; aggiungo ora un minuscolo tassello, a proposito degli stemmi sui palazzi dei capitani: sulla facciata del palazzo di Bagno di Romagna c'è lo scudo di un tuo antenato: Antonio di Manetto Carnesehi, che esercitò la funzione fra il I ottobre del 1512 e il 30 settembre del 1513; lo scudo è quello classico ma privo di smalti (ho sul tema una tesi di laurea che metto a disposizione di chi sia interessato). Hai consultato le opere di Del Gratta? Ci sono diversi personaggi della tua famiglia che hanno studiato presso studi toscani fra XVII e XVIII secolo. Posso fornirti un elenco se non hai i volumi a disposizione, mentre mi pare che nessuno della famiglia abbia studiato a Bologna. Ciao. Silvia
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