C.Quaratesi ha scritto:Quando siamo di fronte a un pannello e non a un cassone ancora integro bisogna sempre dubitare che il tutto sia stato rimontato in nuova foggia in epoca diversa. La datazione relativa alle tavolette dipinte potrebbe infatti essere esatta ma non rispecchiare quella della zona di contorno in pastiglia dorata con gli stemmi. Ci sono casi in cui questa è stata magistralmente ricostruita da artigiani ottocenteschi, desiderosi di fornire una cornice adeguata a pezzi erratici. Addirittura, la curiosa interruzione al centro della tavola - se non fosse funzionale a scandire i tempi diversi del "racconto" - lo farebbe addirittura sospettare. Inoltre la lettura degli stemmi potrebbe esser falsata da ridipinture e integrazioni. In sostanza, datare un pannello del genere senza averlo ispezionato da vicino mi pare assai rischioso...
Dal momento però che esiste un' iscrizione corrente sotto tutta la tavola (immagino che gli esperti del settore possano verificarne l'autenticità) e la proporzione generale dell'opera sembra davvero compatibile con il fronte di un cassone, penso che sia più utile cercare più a fondo nel mare magnum dell'araldica. Non ce lo vedo, in effetti, un ricco senese del cinquecento, a riciclare per la figlia gli antiquati pannelli del cassone della nonna per realizzare un nuovo cassone "vintage", o un intrigante falsario a dipingere stemmi poco noti per divertirsi alle spalle di sprovveduti aquirenti:avrebbe almeno citato famiglie famosissime per alzare il prezzo!
Caterina
Gentile Caterina, quello che è finalmente evidente grazie al tuo intervento, se ho capito bene, è che nella datazione si può separare il pannello pittorico propriamente detto dalla zona di contorno in pastiglia dorata con gli stemmi. E' in questo ultimo ambito che potrebbe essere avvenuta una manipolazione ottocentesca. Per quanto l'iscrizione coerente alla base della tavola ( [QV]ESTA SIE LA STORIA QVANDO LA REINA SABA ANDO AVDIRE LASAPIENTIA DELRE [S]ALAMONE IN GIERVSALEM) e le proporzioni dell'opera sono assolutamente compatibili con un'opera quattrocentesca, tanto che suggerisci di continuare a cercare più a fondo nel mare magnum dell'araldica. Chiedo agli esperti di araldica, la forma degli stemmi è compatibile con un cassone del '400?
La questione della datazione cinquecentesca credo di averla scatenata io dicendo che i Luci sono attestati a Siena dopo la conquista fiorentina del 1555, negli ultimi decenni del '500. Spostare la datazione dell'opera ai primi anni del '500 non aiuterebbe comunque a granché, perché per essere compatibile con questa attestazione, andrebbe spostata agli ultimi anni del '500. Più in generale, è assolutamente ipotizzabile un matrimonio negli ultimi decenni del '400 tra una famiglia di Colle Val d'Elsa e una di Siena, senza aver bisogno di scomodare attestazioni particolari. Colle dista solo 24 chilometri da Siena. Colpa mia che ho depistato involontariamente la questione. Anche perché la questione dell'identificazione dello stemma alla sinistra (per chi guarda) del pannello, è ancora aperta.
Tornando alla questione della possibile manipolazione o ricostruzione ottocentesca, in quale periodo dell'800 potrebbe essere avvenuta? Nel 1897 l'opera si trovava ancora in ambito senese, di proprietà dei fratelli Palmieri Nuti, patrizi di Siena (http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=26992&RicLin=it).
Un'ultima curiosità: il tema della Regina Saba che visita il Re Salomone è ricorrente nei cassoni matrimoniali della seconda metà del '400?
Grazie di nuovo per essere intervenuta.
Cordialmente,
Arrigo

avrebbe almeno citato famiglie famosissime per alzare il prezzo! ![nono1 [nonono.gif]](./images/smilies/nonono.gif)




