Stemma da identificare in un pannello senese del '400

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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Arrigo il Pacifico » lunedì 28 novembre 2011, 11:59

C.Quaratesi ha scritto:Quando siamo di fronte a un pannello e non a un cassone ancora integro bisogna sempre dubitare che il tutto sia stato rimontato in nuova foggia in epoca diversa. La datazione relativa alle tavolette dipinte potrebbe infatti essere esatta ma non rispecchiare quella della zona di contorno in pastiglia dorata con gli stemmi. Ci sono casi in cui questa è stata magistralmente ricostruita da artigiani ottocenteschi, desiderosi di fornire una cornice adeguata a pezzi erratici. Addirittura, la curiosa interruzione al centro della tavola - se non fosse funzionale a scandire i tempi diversi del "racconto" - lo farebbe addirittura sospettare. Inoltre la lettura degli stemmi potrebbe esser falsata da ridipinture e integrazioni. In sostanza, datare un pannello del genere senza averlo ispezionato da vicino mi pare assai rischioso...

Dal momento però che esiste un' iscrizione corrente sotto tutta la tavola (immagino che gli esperti del settore possano verificarne l'autenticità) e la proporzione generale dell'opera sembra davvero compatibile con il fronte di un cassone, penso che sia più utile cercare più a fondo nel mare magnum dell'araldica. Non ce lo vedo, in effetti, un ricco senese del cinquecento, a riciclare per la figlia gli antiquati pannelli del cassone della nonna per realizzare un nuovo cassone "vintage", o un intrigante falsario a dipingere stemmi poco noti per divertirsi alle spalle di sprovveduti aquirenti: [dev.gif] avrebbe almeno citato famiglie famosissime per alzare il prezzo!
Caterina


Gentile Caterina, quello che è finalmente evidente grazie al tuo intervento, se ho capito bene, è che nella datazione si può separare il pannello pittorico propriamente detto dalla zona di contorno in pastiglia dorata con gli stemmi. E' in questo ultimo ambito che potrebbe essere avvenuta una manipolazione ottocentesca. Per quanto l'iscrizione coerente alla base della tavola ( [QV]ESTA SIE LA STORIA QVANDO LA REINA SABA ANDO AVDIRE LASAPIENTIA DELRE [S]ALAMONE IN GIERVSALEM) e le proporzioni dell'opera sono assolutamente compatibili con un'opera quattrocentesca, tanto che suggerisci di continuare a cercare più a fondo nel mare magnum dell'araldica. Chiedo agli esperti di araldica, la forma degli stemmi è compatibile con un cassone del '400?

La questione della datazione cinquecentesca credo di averla scatenata io dicendo che i Luci sono attestati a Siena dopo la conquista fiorentina del 1555, negli ultimi decenni del '500. Spostare la datazione dell'opera ai primi anni del '500 non aiuterebbe comunque a granché, perché per essere compatibile con questa attestazione, andrebbe spostata agli ultimi anni del '500. Più in generale, è assolutamente ipotizzabile un matrimonio negli ultimi decenni del '400 tra una famiglia di Colle Val d'Elsa e una di Siena, senza aver bisogno di scomodare attestazioni particolari. Colle dista solo 24 chilometri da Siena. Colpa mia che ho depistato involontariamente la questione. Anche perché la questione dell'identificazione dello stemma alla sinistra (per chi guarda) del pannello, è ancora aperta.

Tornando alla questione della possibile manipolazione o ricostruzione ottocentesca, in quale periodo dell'800 potrebbe essere avvenuta? Nel 1897 l'opera si trovava ancora in ambito senese, di proprietà dei fratelli Palmieri Nuti, patrizi di Siena (http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=26992&RicLin=it).

Un'ultima curiosità: il tema della Regina Saba che visita il Re Salomone è ricorrente nei cassoni matrimoniali della seconda metà del '400?

Grazie di nuovo per essere intervenuta.

Cordialmente,
Arrigo
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Pantheon » lunedì 28 novembre 2011, 12:03

I ceffoni possono avere una funzione pedagogica ed in questo senso li ho coniugati con la comicità di quella scena.
Esaurito lo scopo, essendo stata svelata in qualche modo (non da me) la metafora non vorrei fare come il Perozzi che finiva sempre per prendere a schiaffi l'incolpevole figlio.... :D
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Arrigo il Pacifico » lunedì 28 novembre 2011, 12:59

Tilius ha scritto:Alle davvero documentatissime e ineccepibili osservazioni di Caterina, aggiungo solo che, nello scorcio del XIX e nel XX, esistevano falsari molto più scafati della maggioranza dei colleghi, che avevano capito come i riferimenti illustri & roboanti erano molto più sgamabili rispetto a scelte più provinciali: e allora vai di stemmi inventati o comunque minori. :D


Il problema è la combinazione di questi stemmi familiari, non famosissimi come ha detto giustamente Caterina, ma che non possono neanche essere definiti serenamente minori. Il pannello alla fine dell'800 è ancora a Siena, e se è vero che lo stemma alla sinistra di chi guarda può essere definito minore o provinciale (l'identificazione è ancora aperta, ma una copia dello stemma, se si tratta dei Luci, si trova nel cortile del palazzo Pubblico di Siena, un luogo piuttosto frequentato. E' qui la chiave di lettura?), è altrettanto vero che quello degli Spannocchi non può essere definito così. Gli Spannocchi sono stati una famiglia di primo piano di Siena, dopo i Borghese, i Piccolomini ecc... Come ha fatto giustamente notare Contegufo in un'altra discussione, la sede storica del Monte dei Paschi di Siena si trova a Palazzo Spannocchi nella via principale di Siena (altro luogo molto frequentato a Siena). A mio modesto avviso una scelta bizzarra per un falsario scafato. Ma il mio parere lascia il tempo che trova, non conosco la realtà nella quale si muovevano i falsari della fine dell'800.
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda C.Quaratesi » lunedì 28 novembre 2011, 13:22

Comincio dal fondo.
La storia della Regina di Saba che affronta un lungo viaggio per incontrare Salomone è frequentissima nel Quattrocento in ambito toscano (Porta del Paradiso del Ghiberti, Piero della Francesca ad Arezzo ecc, ecc.) perché vi si ravvisò una sorta di profetico riferimento al Concilio di Firenze del 1439, tentativo di riconciliazione fra Chiesa di Oriente e Chiesa di Occidente. Inoltre il tema è tipicamente matrimoniale (la sposa che lascia la sua casa per stabilirsi presso quella del marito) e frequente nella raffigurazione di oggetti e arredi legati alle nozze. Non mi vengono in mente cassoni specifici o spalliere, ma credo ce ne siano diversi...se poi ho tempo per cercare, vi faccio sapere.
Ammesso che la parte in pastiglia sia stata manomessa o alterata - cosa di cui non sono affatto convinta, peraltro - il "fattaccio" dovrebbe essere avvenuto nel momento del distacco del pannello da quello che si suppone essere un cassone. Di certo, se il pannello è stato segato o comunque staccato dal resto dell'arredo, è stato risistemato in qualche modo. E come dice Tilius, era in loco (a Siena o a Firenze) che agivano restauratori bravissimi e abilissimi falsari. Di più non so dire. Anzi, mi scuso se ho definito, errando, "non di primo piano" i blasoni sul pannello. Visto che l'araldica non è davvero il mio forte, dovrei imparare a tacere e ascoltare quando si entra in questo campo.
Caterina
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Pantheon » lunedì 28 novembre 2011, 17:49

Scherzi a parte. Quanto affermano Caterina e Tilius è vero ed in parte anche documentato.
Dalla seconda metà del XIX fino agli inizi del XX si è "rifece" un po' di tutto, valendosi della maestria di abilissimi artigiani.
Un'attività quest'ultima che non fu strumento per "gabbare" il prossimo bensì per compiacere il gusto dei committenti, spesso nobili danarosi intenzionati a dare in qualche modo lustro alle proprie collezioni e magari anche alla prorpria casata.
In Toscana, m anche in altre regioni d'Italia, oltre i mobili, si arrivò a riprodurre perfino reperti antichi e preziosi (etruschi-egiziani.assiri ecc...).
A quanto pare, qualche volta ritornano !
Saluti.
Pantheon
 
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Arrigo il Pacifico » lunedì 28 novembre 2011, 21:11

Pantheon ha scritto:Dalla seconda metà del XIX fino agli inizi del XX si è "rifece" un po' di tutto, valendosi della maestria di abilissimi artigiani. Un'attività quest'ultima che non fu strumento per "gabbare" il prossimo bensì per compiacere il gusto dei committenti, spesso nobili danarosi intenzionati a dare in qualche modo lustro alle proprie collezioni e magari anche alla prorpria casata.


Mi hai fatto venire in mente una mostra sui falsi d'autore che si tenne proprio a Siena, qualche anno fa.

Le famiglie citate (gli Spannocchi, i Luci) si estinguono nei rami principali proprio all'inizio della seconda metà del XIX secolo. Così è riportato in alcune fonti. Quando Paicap era ancora un infante, per intendersi. Solo una famiglia Insegni/Boninsegni risulta ancora fiorente all'inizio del XX secolo, ma il blasone non coincide con quello del pannello. Paicap era in rapporti stretti con Berenson. E' riportato in tanti testi. E Bernhard Berenson sembra essere stato il primo a occuparsi di questo pannello, nel 1897, quando Paicap aveva 31 anni.

Dalla scheda del Met:

Bernhard Berenson, The Central Italian Painters of the Renaissance. reprinted 1903. New York, 1897, p. 176, as by Sano di Pietro, in the Palazzo Palmieri-Nuti, Siena; identifies it as a cassone panel.

Pantheon, eccoci servita la beffa toscana che sembri tanto apprezzare. ;)

Se si tratta di falso, sottolineo "se", le due famiglie blasonate nella cornice in pastiglia, probabilmente non hanno neanche mai saputo dell'esistenza del pannello. A quanto pare, Sano di Pietro era uno dei pezzi forti di Icilio Federico Joni, in arte Paicap.

Attualmente il pannello è identificato come opera di un Maestro Anonimo di Lecceto.

Cordialmente,
Arrigo
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda antonio33 » lunedì 28 novembre 2011, 22:00

Un pastrocchio, una mezza burla... [nonono.gif]
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Arrigo il Pacifico » lunedì 28 novembre 2011, 22:25

antonio33 ha scritto:Un pastrocchio, una mezza burla... [nonono.gif]


Antonio, la prego, non sia timido. Si possono anche terminare le frasi ogni tanto. :-)

Cordialmente,
Arrigo
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda antonio33 » lunedì 28 novembre 2011, 22:41

Più che timidezza, la definirei autocensura. Dopo tanti anni di collegio dai Carissimi devo frenare lo spirito goliardico che animerebbe frasi non consone al serioso ambiente....
Privatamente potrei però... chiudere il discorso.
Antonio :D
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Arrigo il Pacifico » martedì 29 novembre 2011, 19:34

C.Quaratesi ha scritto:Comincio dal fondo.
La storia della Regina di Saba che affronta un lungo viaggio per incontrare Salomone è frequentissima nel Quattrocento in ambito toscano (Porta del Paradiso del Ghiberti, Piero della Francesca ad Arezzo ecc, ecc.) perché vi si ravvisò una sorta di profetico riferimento al Concilio di Firenze del 1439, tentativo di riconciliazione fra Chiesa di Oriente e Chiesa di Occidente. Inoltre il tema è tipicamente matrimoniale (la sposa che lascia la sua casa per stabilirsi presso quella del marito) e frequente nella raffigurazione di oggetti e arredi legati alle nozze. Non mi vengono in mente cassoni specifici o spalliere, ma credo ce ne siano diversi...se poi ho tempo per cercare, vi faccio sapere.


Grazie, Caterina. Davvero impeccabile come sempre, ha ragione Tilius.

Sui cassoni matrimoniali con questa tema, ho trovato un libro monografico di Alessandra Uguccioni, "Salomone e la regina di Saba - la pittura di cassone a Ferrara - presenze nei musei americani", (Corbo, Ferrara 1988).

Immagino che la diffusione in ambito ferrarese, sia anche in parte dovuta al fatto che il Concilio voluto da papa Martino V ebbe come prima sede italiana proprio Ferrara.

Anche a Siena si tenne, poco prima di Firenze, un concilio.

C.Quaratesi ha scritto:Ammesso che la parte in pastiglia sia stata manomessa o alterata - cosa di cui non sono affatto convinta, peraltro - il "fattaccio" dovrebbe essere avvenuto nel momento del distacco del pannello da quello che si suppone essere un cassone. Di certo, se il pannello è stato segato o comunque staccato dal resto dell'arredo, è stato risistemato in qualche modo. E come dice Tilius, era in loco (a Siena o a Firenze) che agivano restauratori bravissimi e abilissimi falsari. Di più non so dire. Anzi, mi scuso se ho definito, errando, "non di primo piano" i blasoni sul pannello. Visto che l'araldica non è davvero il mio forte, dovrei imparare a tacere e ascoltare quando si entra in questo campo.
Caterina


Dopo quella che sembra la prima attestazione dell'esistenza del pannello-cassone, ad opera di Berenson (1897) che lo visiona nel palazzo senese dei Palmieri-Nuti, il pannello viene esposto a Siena nel 1904 in una mostra a Palazzo Pubblico. Dopo il 1904 viene venduto dai fratelli Palmieri-Nuti a un noto gallerista di Monaco di Baviera, Paul Drey, che lo rivende nel 1914 al Metropolitan Museum (Drey nel 1912 fonda a New York la filiale americana dalla sua galleria).

Un estratto da "Corrado Ricci, Il Palazzo pubblico di Siena e la mostra d'antica arte senese con 215 illustrazioni, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo 1904".

Seguono due Madonne con angeli e santi della maniera di Neroccio; una (n. 29) del Seminario Arcivescovile di Siena; l'altra (n. 529) della Contrada dell'Istrice. E dello stesso Seminario è pure il primo cassone (n. 30) con fasti di coraggio fenmiinile come Giuditta che mozza il capo ad Oloferne, Dalila che tosa Sansone ecc. Il secondo (n. 1542) con la Regina Saba che si reca da Salomone, appartiene ai nobili fratelli Palmieri Nuti come il Voto in tempesta a S. Antonio di Giovanni di Paolo (u. 2634, fig. 75), una delle pitture più strane della Mostra.

L'autore del pannello è inizialmente identificato in Sano di Pietro. Oggi il pannello viene attribuito al Maestro di Lecceto (Brandi, Zeri, Pope-Hennessy, Cristiansen), autore di alcuni affreschi all'eremo di Lecceto, a pochi chilometri da Siena. Al Maestro di Lecceto viene attribuito anche un cliclo dedicato a un'altra figura mitologica femminile, Didone. Le cinque tavole con le storie di Didone sono conservate al Pétit Palais di Avignone. L'indirizzo è questo: http://www.petit-palais.org/musee/fr/voir-la-collection-les-peintures-italiennes/collection/les-peintures-italiennes/tri-par/region/et/sienne/page/4.

Per un raffronto con il pannello conservato al Met, pubblico un paio di immagini delle Storie di Didone. Le altre tavole sono visibili nel sito del museo di Avignone. Da assoluto profano, a me sembrano opera della stessa mano.

Arrivo dei Massitani a Cartagine, Maestro di Lecceto (3e quart du XVe siècle)

Immagine

Didone ignara accetta il contratto matrimoniale, Maestro di Lecceto (3e quart du XVe siècle)

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Cordiali saluti,
Arrigo
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda bardo » martedì 29 novembre 2011, 21:17

Un modesto contributo a questa interessantissima discussione.
Un cassone con la storia della Regina di Saba e di Re Salomone, dal Victoria&Albert Museum di Londra.

Immagine

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Per informazioni dettagliate, qui.

un saluto ;)
Luca
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Tilius » mercoledì 30 novembre 2011, 16:25

Arrigo il Pacifico ha scritto:a me sembrano opera della stessa mano.


La fisionomia e il trattamento pittorico dei volti delle figure é identico.
I panneggi sono tratteggiati con maggiore finezza nelle tavolette di Avignone, ma può essere una semplice questione di differente stato di conservazione.
Paradossalmente, nelle tavole di Avignone, dove ci sono molti meno personaggi, viene invece sfoggiata una maggiore inventiva e fantasia nella foggia e nei colori delle vesti.
E non viene decapitata/tranciata alcuna figura dal bordo della superficie dipinta.

Mi hai fatto venire in mente una mostra sui falsi d'autore che si tenne proprio a Siena, qualche anno fa.
...aggiungete anche me al novero di quelli che hanno rammentato quella mostra. :D

la forma degli stemmi è compatibile con un cassone del '400?

Certo. Anzi, forse é la forma di scudo maggiormente tipica di quel secolo.
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda antonio33 » mercoledì 30 novembre 2011, 18:44

Se permettete, senza alcuna pretesa, direi la mia.
Il primo cassone lo riterrei conseguenza di uno o più rimaneggiamenti, forse ottocenteschi, con il riutilizzo di una unica tavola di epoca incerta e precedente, credo accidentalmente rotta e/o rovinatasi in qualche modo (vedi figure decapitate ed incomplete e ricoperte in malo modo).
Stupisce il fatto che se ne certifichi l'autenticità, sia per l'esecuzione che per l'epoca.
Forse qualcuno, nell'intento di nobilitare il cassone, invece ha rovinato quanto di buono aveva per le mani.
Per quanto riguarda i due stemmi mi rimetto, essendo incompetente in assoluto, al vostro parere.

Sul secondo cassone di Bardo, invece, è più plausibile, a colpo d'occhio, che non si tratti di un falso o di una ricostruzione.
Da un esame accurato del legno si potrebbe più facilmente risalire alla coevità dei singoli componenti.
Sulle figure, complete questa volta e senza pastrocchi, anche più gradevoli, però sono impreparato, anche se mi fiderei della competenza dell'eccellente Caterina...

Un restauratore dilettante avrebbe comunque il terrore di metterci le mani...
Cosa che, evidentemente, non fece colui che rimaneggiò il primo cassone.
(Caro Arrigo, sfacciatamente e pubblicamente ho completato il mio pensiero,puntini puntini :D )

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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Salvanèl » giovedì 1 dicembre 2011, 11:35

La mia osservazione potrebbe essere irrilevante.
I due scudi, meglio definiti col termine targa o scudo a tacca (in tedesco Tartsche), molto di moda nell’araldica tedesca e italiana della seconda metà del XV secolo e fino al terzo decennio del successivo, sono collocati in posizione speculare come è d’uso per le alleanze matrimoniali. Ma la tacca dello scudo di sinistra per chi guarda, per ragioni di euritmia, avrebbe dovuto essere rivolta verso lo scudo di destra.
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Re: Stemma da identificare in un cassone senese del '400

Messaggioda Tilius » giovedì 1 dicembre 2011, 12:35

Non dimentichiamo che i fondi oro dell'Icilio Federico Joni sbarluccicano (oggi nei depositi, allora esposti con tutti gli onori di opere originali) al Metropolitan Museum di New York (specialmente nei fondi Rogers - cui guarda caso appartiene anche il nostro cassone - e Lehman), nei musei di Cleveland, Baltimora, Boston, all'Università di Yale, nelle collezioni del Monte de' Paschi di Siena (ex raccolta Chigi-Saracini) come pure nella villa "I Tatti" di Berenson, eloquente segno che neppure il ferratissimo "BB" sfuggì all'insidiosa perfezione dei quadri di Joni.
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