Enigma trecentesco

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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » sabato 11 dicembre 2010, 10:07

Salvanèl ha scritto:Confermo che si tratta di rosso ammonitico di Trento. La lastra sepolcrale è situata all'interno della cattedrale di Trento ad altezza d'uomo e la patina si è formata nei secoli a causa del contatto dei fedeli.


Infatti il mio "presumibilmente" si riferiva a "veronese": buono a sapersi che ci sono cave di Rosso anche presso Trento (oltre che sull'Altopiano, ma sono di sfruttamento assai più recente).
Quanto agli ultimi suggerimenti di Contegufo, non posso che associarmi e invitare a attuarli sul posto, tempo e energie permettendo...
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 13 dicembre 2010, 23:33

Tormando alle proposte terminologiche, e riprendendo l'idea del profilo della botte. Dato che il lessico araldico è di derivazione francese, forse si potrebbe definire "scaccato barricato", che rientra nella serie morfologica participiale, è un francesismo e sfrutta un termine già noto e diffuso in altro ambito senza crearne di nuovi e senza perdersi nella minuziosa descrizione delle sinuosità. Che ne dite?
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda adj » martedì 14 dicembre 2010, 0:15

Personalmente direi che la cosa potrebbe andar bene...
... anche se il problema resta sempre lo stesso, è cioè la mancanza di una codifica "ufficiale" per questa tassellatura.
Tradotto in altri termini: se un araldista legge "scaccato barricato", riesce a comprendere esattamente cosa stiamo cercando di descrivere, in mancanza di una tradizione che abbini la forma verbale a quella visiva?
Ovviamente la tradizione (questa o un'altra, il discorso non cambia) possiamo inaugurarla noi: tutto sta a vedere se abbiamo la forza sufficiente per imporla...
adj
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Tilius » martedì 14 dicembre 2010, 2:14

Scaccato barricato e millesimato? [dev.gif]

PS: e se fosse un banale scaccato disegnato così per vezzo goticista dello scalpellino? [hmm.gif]
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Guido5 » martedì 14 dicembre 2010, 3:51

Cari amici,
disegnata con una qualche regolarità, l’enigmatica seconda partizione rimane un banale scaccato e per definire quel tipo di curvature esistono termini consolidati. Gli scacchi sono biconcavi e biconvessi a un tempo, così come biconvessa (quella con le due bombature) è una normale lente da ingrandimento e biconcava è quella degli occhiali da miope.

Immagine

Rispetto ad altri gli aggettivi biconcavo e biconvesso hanno un vantaggio, quello di riguardare senza equivoci due lati paralleli e non due consecutivi, come nella figura di destra, per cui usarli in un blasone non può dar luogo a interpretazioni distorte.

Ciao a tutti!
Guido5

P.S. – Scriveva Alessandro Manzoni che “l'uso è l'unica causa che faccia le parole buone, vere, legittime, parole di una lingua”. Bene: comincio con il fare le barricate contro l’uso di “barricato” nel senso proposto da Franco Benucci (che spero non me ne voglia). Oltretutto non ho mai visto un barile o una botte con quel profilo...
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » martedì 14 dicembre 2010, 14:09

Biconcavo e biconvesso mi pare un'ottima soluzione, senza bisogno di alzare barricate ;)
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Salvanèl » martedì 14 dicembre 2010, 15:29

Immagine

Variante dello stemma precedente databile al 1485.
Sepolcro di Calepino Calepini (omonimo ma non parente dei ergamaschi conti di Calepio) nel Duomo di Trento, in pietra bianca ammonitica locale.
Pur essendo collocato alla destra araldica, appartiene alla moglie del defunto, mai citata nei documenti noti, appartenente forse alla famiglia dei notai trentini de Brezio (ma anche de Bretio, de Brecio, de Pretio). Bret in tedesco è l’assicella, la tavola e Schachbret lo scacchiere: arma alludente?

La definizione di “scacchi biconcavi e biconvessi” di Guido5, accompagnata da una risoluzione grafica eccellente, mi sembra la più azzeccata.
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » martedì 14 dicembre 2010, 16:03

Ah ecco, allora c'era il trucco in tutta la storia... ecco perché fin dall'inizio è uscito "assicellato". Alludente... direi senz'altro di sì
Salvanèl ha scritto:...in pietra bianca ammonitica locale.

Tecnicamente "Rosso ammonitico decolorato" (da strati alti del banco di cava, con basso tenore di ferro)
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 14 dicembre 2010, 16:28

Scusate una cosa: il nostro bravo Salvanèl ci segnala che questo stemma è in ballo da sette secoli.

Anno più, anno meno.

Possibile che i primi a cercare di blasonarlo siamo noi...!?

Bene :D valete
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Tilius » martedì 14 dicembre 2010, 16:50

Franco Benucci ha scritto:
Salvanèl ha scritto:...in pietra bianca ammonitica locale.

Tecnicamente "Rosso ammonitico decolorato" (da strati alti del banco di cava, con basso tenore di ferro)

Pietra bianca ammonitica rende meglio. [thumb_yello.gif]
Il concetto di decolorazione (secondaria) é un tecnicismo in filino troppo geologicamente spinto.
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » mercoledì 15 dicembre 2010, 0:00

Salve

Ricorderete che avevo percepito l'effetto come di una rete tirata che poteva anche essere la trama di una cotta in filo di ferro oppure guardando bene nel disegno di Guido 5 l'alternanza di asce bipenni.
A mio modesto parere il termine più indicato dovrebbe essere quello che evoca una correlazione fra disegno e elementi dell'epoca piuttosto che voler razionalizzare con la matematica quello che incidentamente ne discende.

SCACCATO AD ASCE BIPENNI

Cordialmente
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 15 dicembre 2010, 0:06

Il mio intervento in cui proponevo barricato, poi giustamente chiosato da Tilius come anche millesimato, mirava soprattutto a rimettere in modo un dibattito che si era in qualche modo incagliato, e mi pare che lo scopo sia stato raggiunto, con buoni sviluppi. Come dicevo in un post ancora precedente, possiamo scegliere tra due vie: la definizione analitica delle specifiche proprietà geometriche di questo scaccato (e allora biconcavo-biconvesso è perfetto), oppure la definizione sintetica (e analogica) della sagoma risultante per ogni singolo scacco (e allora di asce bipenni mi pare indovinato).
Le due vie in realtà non sono alternative, ma sono punti di vista diversi sulla stessa cosa: forse i nostri antichi avrebbero preferito la seconda via (è come dire quella è acqua), forse noi oggi preferiremmo la prima (è come dire quello è H2O allo stato liquido). Dico forse: dipende da quanto tradizionalmente descrittiva o quanto modernamente analitica vogliamo che sia la nostra araldica del XXI secolo e dipende anche dai gusti personali e dagli scopi che ci si prefigge. Forse in un manuale didattico metterei "scaccato di asce bipenni, risultante dall'alternanza di tasselli biconcavi-biconvessi"
Ultima modifica di Franco Benucci il mercoledì 15 dicembre 2010, 16:02, modificato 3 volte in totale.
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 15 dicembre 2010, 0:09

Tilius ha scritto:
Franco Benucci ha scritto:
Salvanèl ha scritto:...in pietra bianca ammonitica locale.

Tecnicamente "Rosso ammonitico decolorato" (da strati alti del banco di cava, con basso tenore di ferro)

Pietra bianca ammonitica rende meglio. [thumb_yello.gif]
Il concetto di decolorazione (secondaria) é un tecnicismo in filino troppo geologicamente spinto.

Tecnicamente ho detto, cioè petrograficamente: non decolorazione secondaria (chimica o da lavorazione di altro tipo), ma primaria (da carenza di ferro rispetto al rosso canonico: come dicevo l'altro giorno, il Rosso va dal bianco al nero, passando per giallo, rosa, rosso, ecc., ma sempre Rosso è). Poi possiamo capirci in tanti modi, ma il suo nome tecnico è quello, come ho appreso a mie spese...
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Tilius » mercoledì 15 dicembre 2010, 1:17

Forse é meglio tornare sull'assicellato di partenza... :roll:
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Salvanèl » mercoledì 15 dicembre 2010, 7:41

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Scusate una cosa: il nostro bravo Salvanèl ci segnala che questo stemma è in ballo da sette secoli.

Anno più, anno meno.

Possibile che i primi a cercare di blasonarlo siamo noi...!?

Bene :D valete

Proprio così. Conosco abbastanza bene le fonti locali, a stampa e archivistiche. In CASTELNUOVO E., a cura di, Il duomo di Trento : pitture, arredi e monumenti, Trento 1993 sono stati catalogati tutti i monumenti funebri della Cattedrale con schede di Marco Collareta e Michelangelo Lupo ma lo stemma era stato blasonato come "mantello di vaio" ed attribuito erroneamente ad altra famiglia.
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