da GdOC » domenica 17 gennaio 2010, 15:54
E in effetti:
Il 20 Luglio 1772 Marianna Chiaramonti, nata Aldini, mette al mondo due gemelle: ELENA, prima nata e AURELIA. Elena, non sopravvisse a lungo e morì infatti nel 1774. Aurelia si sposò invece, a quasi 22 anni, con il nobile Camillo Carabetti Beccari. Le nozze, avvenute il 24 Novembre 1794, furono celebrate dal Cardinal Gregorio Chiaramonti, allora Vescovo d'Imola e, infine, dopo i tanto sospirati maschi (Scipione, Nicolò, Barnaba, Ludovico), arrivò TERESA, nata il 15 Aprile 1779, che si maritò a settembre del 1802 in casa Gaddi Il marito, il conte Antonio, oltre al palazzo di Forlì dove farà decorare il suo appartamento da Felice Giani, aveva una bella villa a Forlimpopoli, dono di nozze di Ercole Gaddi, soddisfattissimo padre per il bel matrimonio del figlio, dove si conserva ancora qualche cimelio di Pio VII.
Palazzo Gaddi, situato nella centralissima Via Garibaldi, è oggi sede del Museo del Risorgimento. In cima allo scalone c’è un grande stemma partito Gaddi-Chiaramonti che ricorda il matrimonio di Antonio e Teresa e la loro ristrutturazione dell’antica dimora cinquecentesca.
1l 13 aprile 1814, ricevette a Forlì il Papa che tornava dalla Francia: una stampa la ritrae mentre, un ginocchio a terra di fronte al Pontefice, gli presenta col marito il figlio Ercole.
Pietro Maroncelli è ancora oggi ricordato dal ristorante aperto nella fortezza dello Spielberg che offre lo stinco alla Maroncelli ai commensali ignari della terribile amputazione della gamba che patì nel carcere moravo descritta ne "Le mie Prigioni" da Silvio Pellico. Prima di finire nelle mani degli austriaci, Pietro era stato arrestato a Forlì per documenti compromettenti che la gendarmeria pontificia gli aveva trovato in casa. Tradotto a Roma, in attesa di giudizio, nel luglio 1818 fu proprio Teresa che, su richiesta del marito, si appellò allo zio Papa perché ridesse la libertà a quella che sarebbe divenuta una delle più note figure del Risorgimento.
Teresa morì un anno prima dello zio, all’età di appena 42 anni, il 16 gennaio 1822, poco dopo aver messo alla luce il quinto figlio, e per lei venne eretta in San Domenico una macchina funeraria di ampia mole: 12,1 metri d’altezza con un basamento di 8,7 metri per ogni lato, che celebrava non solo la Contessa Gaddi, Dama dell’Imperial Ordine della Croce Stellata - ordine femminile austriaco che comportava il riconoscimento dei sedici sedicesimi di nobiltà - ma soprattutto una signora rimpianta per la sua “affabilità, cortesia e beneficienza, che la rendevano a tutti stimabile e ben vista” . Fu sepolta in San Domenico a Forlì, rompendo una tradizione, perché i Gaddi avevano sempre sepolto i propri morti nella chiesa di San Girolamo in San Biagio. Dei figli, Ercole si sposò nel 1831 con Costanza dei conti Pasolini e, nel 1838, in seconde nozze, dopo la prematura scomparsa di Costanza avvenuta nel 1834, con la contessa austriaca Eugenia di Auersperg da cui ebbe il sospirato maschio Antonio; Anna si sposò nel 1821 col cesenate marchese Lorenzo Romagnoli. Quanto al marito di Teresa, Antonio Gaddi si spense, in una delle stanze così ben decorate da Giani, nel 1836.
Confermo l'utilizzo dello stemma partito (monte benedettino + Chiaramonti) da parte del futuro Pio VII quando era ancora Vescovo di Tivoli, prima quindi di vestire la porpora e di accedere all'episcopato di Imola.
Secondo il Masdeu, i mori sullo stemma ricordano la presa del castello di Claramunt in Catalogna (che esiste ancora) tolto ai mori da parte un antenato.
GdOC