S. E. R. Mons. Angelo Acerbi

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 11:48

Zaccheo ha scritto:
dpascale ha scritto:Mi pare che l'animale rappresentato sia un cervo... o una cerva? In quest'ultimo caso vengono naturalmente in mente le parole: come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio (Salmo 42). Ma in questo stemma non vediamo accenno ai corsi d'acqua; forse la stella d'oro simboleggia Dio?

Caro Daniele,
molti araldisti (di Crollalanza, Guelfi Camajani, ecc.) ci insegnano a vedere nella figura del cervo un simbolo di saggezza e riflessione.
Un simbolo, dunque, di maturità umana e spirituale (e di "vecchiaia", intesa nell'accezione :) più buona del termine).
Non a caso questo animale è presente nello stemma di vari famiglie Vecchi, de Vecchis, Vetusti, ecc.

Quanto alla stella, fissata dallo sguardo dell'animale, potrebbe benissimo rappresentare Dio o, più semplicemente, l'aspirazione a cose "alte".
Essa è a cinque punte....speriamo :lol: che non se ne accorga lo stimato Giorgio Aldrighetti!

Cordialmente,
Ferrante

...le interpretazioni generali e generiche dei simboli vanno tenute a mente, ma :evil: mai prese per oro colato...

...nel caso in quesitone, state tutti :roll: dimenticando che il ramifero animale riveste un ruolo centrale nella vicenda di conversione del milite romano che assunse poi il nome di Eustachio e la qualifica di martire...

...e che vide nel cervo un simbolo del Cristo stesso.

Bene :) valete
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 11:50

Zaccheo ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto:
Zaccheo ha scritto:
San Marco ha scritto:Desideravo porre l'attenzione su un particolre delle stemma di S. E. R. Mons. Angelo Acerbi, la lingua fuori dell'animale. Tale simbolo viene "tradotto" come arsura, quindi a dare una maggiore valenza al Salmo 41,1 già ricordato: <Come la cerva che brama le fonti d'acqua viva, così a te anela l'anima mia, o Signore>.

Tale particolare, cari amici, persuade anche me a ritenere, in via ipotetica, che lo stemma dell'arcivescovo Angelo Acerbi sia verosimilmente ispirato al celebre passo del Salmo 42 (41) citato.

Cari amici, siete certi che la lingua all'infuori debba esser necessariamente tradotta come arsura? :roll:

No, :wink: per ciò che mi riguarda.

Ferrante

Accade normalmente che gli animali araldici abbiano la lingua estroflessa.

Il concetto di arsura avrebbe ben potuto trovare espressione nello stemma, abbinando l'animale ad un qualcosa legato all'impossibilità di bere.

Bene :D valete
Ultima modifica di fra' Eusanio da Ocre il mercoledì 2 gennaio 2008, 13:37, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:01

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...nel caso in quesitone, state tutti :roll: dimenticando che il ramifero animale riveste un ruolo centrale nella vicenda di conversione del milite romano che assunse poi il nome di Eustachio e la qualifica di martire...

Accade normalmente che gli animali araldici abbiano la lingua estroflessa.

Che vergogna! :oops: Pensare che ci passo spessissimo davanti la chiesa romana intitolata a questo Santo. E va bene! La prima corniolata dell'anno è arrivata! :wink:

Approfitto per farti una domanda, caro frate. Spero non sia sciocca... C'è qualche ipotesi circa il motivo della "normalità" della lingua estroflessa negli animali araldici?
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Messaggioda dpascale » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:03

Scusate la domanda, forse ingenua: che collegamento c'è quindi tra Sant'Eustachio e il Prelato dell'Ordine di Malta?

Grazie


Daniele
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:05

antonio p. v. g. ha scritto:Approfitto per farti una domanda, caro frate. Spero non sia sciocca...

Le domande intelligenti non abbisognano di altri aggettivi. 8)

C'è qualche ipotesi circa il motivo della "normalità" della lingua estroflessa negli animali araldici?

Pensa al primo e più noto degli animali araldici...

...e prosegui :wink: il ragionamento!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:07

dpascale ha scritto:Scusate la domanda, forse ingenua: che collegamento c'è quindi tra Sant'Eustachio e il Prelato dell'Ordine di Malta?
Grazie
Daniele

...e chi ha detto che ve ne sia? :wink:

Il vecchio frate ha soltanto aggiunto l'esempio di Sant'Eustachio alla gamma di significati teorici ed ipotetici sul cervo già ventilata da altri.

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Messaggioda dpascale » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:12

Tutto chiaro! :wink:


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:16

...mai fare troppo affidamento sui significati generici, caro Daniele...

...meglio perder tempo a cercare quelli veri...

...i quali, anche se difficili da rilevare (se non :oops: impossibili, a volte), sono gli unici cui far fede caso per caso e stemma per stemma...

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Messaggioda dpascale » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:31

Certo, anche i miei studi di storia dell'architettura mi insegnano che la risposta più facile a trovarsi non sempre è la più giusta: per esempio, nell'analisi di edifici ecclesiastici, molti si fermano solo a valutare la rispondenza con determinati significati simbolici, banalizzando sia la sfera dei simboli, sia quella dell'architettura: quante componenti entrano nella progettazione di una chiesa!
Ritornando al nostro stemma, dopo questa piccola divagazione: la soluzione migliore sarebbe mettersi direttamente in contatto con il Prelato, per sapere quali elementi della sua storia personale, della sua spiritualità, della sua visione della Chiesa ha voluto rappresentare con il cervo.

Grazie ancora :wink:


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:33

dpascale ha scritto:la soluzione migliore sarebbe mettersi direttamente in contatto con il Prelato, per sapere quali elementi della sua storia personale, della sua spiritualità, della sua visione della Chiesa ha voluto rappresentare con il cervo.

Giustissimo.

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:52

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto:Approfitto per farti una domanda, caro frate. Spero non sia sciocca...

Le domande intelligenti non abbisognano di altri aggettivi. 8)

C'è qualche ipotesi circa il motivo della "normalità" della lingua estroflessa negli animali araldici?

Pensa al primo e più noto degli animali araldici...

...e prosegui :wink: il ragionamento!

Il leone con la bocca spalancata ruggisce, attacca, divora! E' il leone. Un leone vivo. Se tenesse le fauci serrate avrebbe qualche problema. Per imitazione gli altri animali hanno seguito l'esempio del re della foresta e degli scudi! :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 12:56

...compresi gli animali normalmente mansueti, come i conigli...

...vedi che lo :wink: sapevi?

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 2 gennaio 2008, 13:09

Sì, lo sapevo. :) Ma solo con l'illuminazione fratesca è emerso. Te ne ringrazio.

Quanto agli animali mansueti, anche il più mite di tutti - lo sappiamo 8) bene - può diventare il più forte. :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 13:41

...il più mansueto, tu m'insegni, è il più forte...

...l'apparente paradosso è norma nel mondo del simbolo...

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 2 gennaio 2008, 13:48

... ed è ciò che lo rende così affascinante! :D
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