Riporto dal sito indicato da Ferrante:
"Secondo Della Marra lo stemma dei da Ceccano era l’aquila trinciata (ossia divisa diagonalmente) d’argento in campo rosso nella parte superiore, e di colori invertiti in quella inferiore. Gelasio Caetani invece fa notare che nello stemma del cardinale Annibaldi da Ceccano, di cui vi sono vari esempi a S.Maria a Fiume presso Ceccano e a Carpineto, l’aquila è partita (ossia divisa verticalmente). Il Caetani sostiene inoltre che lo stemma che si vede, unicamente a quello Caetani, sulla facciata del duomo di Anagni, sopra la statua di Bonifacio VIII, è quello dei da Ceccano ed è d’argento all’aquila partita d’azzurro e di rosso. Una recente scoperta ha consentito di poter dire una parola definitiva sulla composizione dello stemma della potente famiglia dei da Ceccano, che per circa tre secoli ebbe un ruolo preminente nella Campagna e nella Marittima. Nella biblioteca “Mediateque Ceccano”, all’interno dell’omonimo palazzo ad Avignone, vi sono delle raffigurazioni dello stemma del cardinale Annibaldo da Ceccano formato da una mezza aquila e quattro lunette. Raffigurazione questa identica a quella che si può vedere sulla facciata del convento dei celestini in Carpineto: mezza aquila e quattro lunette.
La prova definitiva sulla composizione dello stemma della casa ceccanese si ha proprio nelle raffigurazioni del palazzo in Avignone in passato di proprietà di un de Ceccano, vissuto nel medioevo e morto nel 1350. Nello stesso palazzo, quasi a consacrare la verità storia, insiste anche una raffigurazione dello stemma dei da Ceccano: un aquila partita d’argento in campo rosso.
Nella descrizione tecnica ed araldica del blasone originario dei de Ceccano l’aquila, antica figura simbolica, presente anche nelle insegne romane, simboleggia maestà e vittoria, forza e potere sovrani. La partitura di colore d’argento rappresenta la luce e l’aria, la luna tra gli astri, la perla tra le gemme. E’ simbolo di concordia, di purezza, clemenza, gentilezza, sincerità. Mentre il fondo rosso dello stemma è il colore di Marte, del fuoco, del rubino. Simboleggia amore, valore, audacia, generosità, grandezza, nobiltà e dominio. Attualmente lo stemma del cardinale Annibaldo da Ceccano è stato adottato dall’Amministrazione Comunale di Ceccano che con propria bandiera e gonfalone reca le insegne e i colori della città, un tempo feudo potentissimo. Lo stemma è del tipo bipartito. A sinistra raffigura metà stemma dei conti “Da Ceccano”: mezza aquila imperiale ad ala spiegata. A destra, metà stemma della famiglia Stefaneschi dalla quale proveniva la madre di Annibaldo: sei bande alternate, con disegnate nella seconda tre mezze lune, nella quarta due mezze lune, nella sesta banda una mezza luna; tutte con punte rivolte in alto. Sulle bande i colori sono rosso e blu ed il campo dell’aquila è in oro".
Michele