La funzione più antica delle
BOLLE DUCALI era quella di asseverare privilegi e concessioni.
Importante atto il privilegio , con cui uno straniero otteneva la cittadinanza di Venezia, pratica alla quale il governo della città , tramite l’ufficio dei Provveditori di Comune , ricorreva con frequenza non solo nei confronti degli italiani , d’ogni estrazione sociale , dai cenciaiuoli ai correggiari agli speziali

ai pittori ai grammatici ai notai e così via , ma anche di gente di altro idioma , soprattutto greci , croati e tedeschi .
Saggia usanza ,utilizzata con larghezza quando guerre o pestilenze creavano troppi vuoti nelle isole della laguna. La nazione ,rimasta per secoli un crogiulo , usciva rinvigorita dal nuovo sangue e ritemprata dalla volontà di bene fare dei sopraggiunti . Il graduale abbandono della pratica , dovuto anche all’istaurarsi di divisioni e di scompensi nel tessuto sociale veneziano , condusse all’indebolimento del concetto stesso della nazione.
Venezia nei secoli subì una selezione naturale al contrario , nel senso che i suoi figli migliori
( salvo impedimenti fisici tutti i rampolli delle famiglie nobili dovevano servire la repubblica almeno sino al trentesimo anno di età se non al quarantesimo , il più delle volte a proprie spese se essi volevano anche seguire il ” cursus honorum “ ) , pagarono un eccezionale tributo di tempo , di giovinezza , di spirito e soprattutto di sangue all’ ideale di libertà e d’indipendenza che distinse sempre , tra tutti in Europa la Serenissima .
Il doge era DEI GRATIA DUX VENETIAE DALMATIE ATQUE CHROATIAE poi ( da Giovanni Dolfin ,1356 )
DEI GRATIE DUX VENETIARUM ET CETERA.
Interessi ed ambizioni erano proiettati verso l’oriente ed il mondo conosciuto sicchè i “ non veneziani “ venivano confinati negli “ eccetera “almeno fino a quando la nobiltà non ebbe scoperto la proprietà e le rendite terriere. Proprio questo fatto unito all’impoverimento per estenuazione delle migliori forze , portò al lento ma progressivo prevalere dei “ fainéants “ossia degli indolenti

ai quali manca l’animo nobile suscitatore della lungimiranza e delle grandi imprese.
Le avvisaglie del fenomeno erano avvertibili già nella prima metà del XVII secolo (l’ inizio della fine della Dominante ) .