"manto" napoletano?

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Messaggioda Gian » lunedì 4 settembre 2006, 23:54

Guardi se può il sito di Marco Foppoli...vedrà alcuni esempi di lambrecchini di foggia antica...ci dirà se sono come quelli da lei indicati
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 5 settembre 2006, 15:04

Aesculapius ha scritto:...(omissis)...attendendo i pareri di forumisti molto più esperti di me, Le comunico la sensazione personale che questo manto abbia più una motivazione "estetica" che araldica, e mi da l'idea - essendo posizionato sull'elmo in tal modo - che si tratti di un modo di rappresentare i lambrecchini...(omissis)...Antonio


Sensazione :wink: forse personale, carissimo Antonio...

...ma sostanzialmente :P esatta, giacchè in quest'immagine il "manto" appare essere un'esagerazione estetica degenerata dei normali lambrecchini.

La figura da te proposta suona a conferma della teoria che vede proprio i lambrecchini all'"origine" del manto che oggi conosciamo, la forma del quale avrebbe subìto un'evoluzione grafica di cui tale immagine testimonierebbe un passaggio intermedio.

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Messaggioda Aesculapius » mercoledì 6 settembre 2006, 10:27

Gentili Amici,
Carissimo Fra' Eusanio,

credo siano i i delicati e sofisticati lambrecchini a derivare dal grezzo lembo di stoffa che si poneva sull'elmo a mo di "parasole" :lol: e non viceversa, secondo quel processo comune in molti campi per cui ciò che prima doveva essere solo utile dopo diviene "utile e bello"...
Del resto, come da me accennato, il nome stesso di lambrecchino deriverebbe dall'aggettivo "lemniscatus" che significa "ridotto a lemnischi" e cioè "ridotto a striscioline"... e si può ridurre a striscioline solo qualcosa che prima era intero oltre che "largo"...

Cosa ne pensate ?

Antonio
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Messaggioda Mothia » domenica 17 settembre 2006, 18:17

Recentemente ho trovato notizie dell'Ordine del Cingolo Militare.
Riporto:
"Fu fondato nell'XI secolo dal Gran Conte Ruggiero per fare onore a molti distinti personaggi militari che militi appellavansi.
Ruggiero II reso nel 16° anno atto alla guerra qual capo dell'ordine, dice Inveges, prese le armi ed il cingolo di cavaliere; talché accordavasi a' primarii baroni e nobili del regno. Ricevevasi con gran pompa per mani del rè con queste parole: "nostro Signore Iddio e messer S. Giorgio facciavi buon cavaliere".
Le insegne secondo il Villabianca erano una collana d'oro, un cingolo con una spada d'argento, ed una manta nobile di drappo di Zendado.
Sotto Ludovico II venne detto Cavaliere aurato."

E' possibile secondo Voi che quel drappo non sia un lambrecchino ma questo "manto nobile di drappo di Zendado" di cui potevano fregiarsi i cavalieri dell'Ordine?

Cordialmente,
F.A.
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Messaggioda Aesculapius » domenica 17 settembre 2006, 19:03

Gentile Francesco,
il manto presente sull'elmo che cima lo stemma da Lei indicato non è raro o infrequente nell'iconografia araldica: spesso si trovano tali drappi che, come già ampiamente detto, avevano la finalità di proteggere l'elmo dai raggi del sole; da tale drappo derivarono i lambrecchini. Non credo sia giusto vedere in quel drappo, uno dei tanti e uno come tanti, il drappo di zenzado (cioè sottile drappo di seta) distintivo della qualifica di cavaliere del cingolo militare [confesso però di non aver mai visto, probabilmente, tale tipo di drappo] : mancherebbero inoltre gli altri elementi ben più caratteristici dei cavalieri del cingolo e cioè la collana e il cingolo da cui pendeva la spada, elementi questi che non si osservano nello stemma dei Tricarico.
Il manto d'ermellino aveva invece altre finalità: diversamente dal drappo e dai lambrecchini, sarebbe derivato dal "tappeto" dove mettere in mostra le armi e gli stemmi prima del torneo.

Approfitto dell'occasione, invece, per parlare della corona dello stemma dei Tricarico che a naso avevo definita "a punte di lancia": effettivamente la corona di nobile generico dovrebbe essere provvista di punte di tale maniera e non di fioroni che, sebbene rendano la corona più dignitosa e più "simile a quella di marchese", devono essere utilizzati per altri tipi di corone di rango.

Saluti
Antonio
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Messaggioda Filippo Fontana » domenica 17 settembre 2006, 21:40

Gentili Signori,

entro nella discussione per cercare di identificare la corona posta sul nostro stemma. A quanto mi detta la mia esperienza personale è identica alla corona anticamente usata dalle famiglie di nobiltà generosa e feudale, soprattutto nel Nord Italia, che si compone di tre fioroni ( quattro in giro ) alternati da piccole perle. Una versione, se vogliamo, " diminuita " rispetto a quella di Marchese ma sempre usata per indicare un particolare tipo di nobiltà. Il cerchio d'oro sormontato da cinque perle visibili è la forma moderna della corona indicante nobiltà non generosa.Così leggo anche nel Guelfi Camajani e nel Crollalanza. La corona di patrizio presenta al posto dei fioroni delle punte di lancia, come ha giustamente notato Antonio, ed è una forma differente rispetto al semplice cercio d'oro.

Saluti

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Messaggioda Aesculapius » lunedì 18 settembre 2006, 0:35

Cari amici,
per amore di "concinnitas": credo che quella che sormonta lo stemma dei Tricarico sia una corona di patrizio (quella indicata dalla Consulta Araldica il 4 maggio 1870, ovvero cerchio di oro liscio, brunito al margine inferiore e sormontato da quattro punte di lancia alternate con quattro globetti simili a perle, moventi da altrettante basse punte, il tutto d’oro) e non di nobile generico... :roll:

Saluti
Antonio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 18 settembre 2006, 15:59

...vista la natura (anzi, la 8) materia) di quel che si sta trattando, direi aurea concinnitas, caro Antonio...

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