Stemmi dei Conti

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda Lasa pur dir » giovedì 7 settembre 2006, 0:08

Andrea Conti ha scritto:Desidero rispondere al quesito del Signor Domenico Maria d. B. “Lasa pur dir”, circa il significato degli stemmi del “fascione” del salone del piano nobile del Palazzo Conti a Poli. Innanzitutto l’intero ciclo di affreschi – del Cavalier d’Arpino con interventi di altri artisti – è teso ad esaltare le glorie della famiglia Conti (ramo di Poli) ed in particolare del committente, Lotario (Lotario “II”), Duca di Poli e Guadagnolo. Lotario fu infatti Consigliere di Stato di Papa Clemente VIII e fu dal buon Pontefice nominato Nunzio – benché fosse laico, caso forse più unico che raro nella storia della Chiesa! – presso varie corti d’Italia e d’Europa; infatti tutto intorno alla sala sono presenti i ritratti di vari principi con i quali Lotario ebbe rapporti, l’Imperatore Rodolfo II, innanzitutto – se non erro sulla porta di ingresso dovrebbero essere rappresentati un bastone di comando, una spada ed una pistola, a ricordo degli stessi oggetti che Rodolfo II donò a Lotario – poi Ferdinando de’ Medici, Granduca di Toscana, Alessandro Farnese, Duca di Parma e Piacenza, Sigismondo Bathory, Principe di Transilvania. E veniamo ai “lambrecchini” sulla cui presenza si interroga il Signor Domenico Maria d. B., cioè agli scudetti del fascione che sovrasta questa serie di ritratti e gli altri affreschi: in essi si nota la presenza degli stemmi delle famiglie Conti e Pierleoni – i Pierleoni, da alcuni genealogisti, son fatti discendere, al pari dei Conti e dei Frangipane, dalla gens Anicia e dalla gens Olibria (A. Kircher; E. Conti). Degli altri stemmi: 1) alcuni contengono elementi araldici allusivi agli stemmi delle famiglie imparentate con i Conti del ramo di Poli; attenzione: nella lunga decorazione non sono presenti gli stemmi di queste famiglie ma solo alcuni elementi presenti in tali stemmi, così la parentela con i Farnese (La mamma di Lotario II era una Farnese, Violante), è ricordata da uno stemma con un solo giglio, ed il legame con gli Orsini (Lotario sposò due donne di casa Orsini, prima Clarice, poi Giulia) è ricordato dallo stemma con una rosa … 2) altri contengono allusioni alle proprietà del ramo polese della famiglia, quali quelli con un edificio che evidentemente è la celebre Villa Catena, a pochi chilometri da Poli; 3) altri ancora portano l'impresa ed il motto di Lotario II, le sette stelle dell'Orsa Maggiore col motto "his micat stelis"; 4) altri infine contengono vari simboli, quali la fenice, augurio di Immortalità, o la lucerna, che allude alla Vigilanza …
Cordialmente,
Andrea Conti
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Un sentito grazie per le preziose quanto esaustive informazioni!


Sempre cordialmente.


Domenico Maria d. B.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 7 settembre 2006, 15:21

Andrea Conti ha scritto:...(omissis)...nella lunga decorazione non sono presenti gli stemmi di queste famiglie ma solo alcuni elementi presenti in tali stemmi,

Un classico esempio di para-araldica, quindi.

così la parentela con i Farnese (La mamma di Lotario II era una Farnese, Violante), è ricordata da uno stemma con un solo giglio...(omissis)...


Attenzione, però: trattandosi di para-araldica, non si può nè si deve parlare (nell'esempio) di "stemma Farnese con un solo giglio", ma più correttamente di un pannello, o di un decoro, o di un quelchecipare con un giglio farnesiano. :wink:

Ma mai di 8) uno stemma...

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Messaggioda Lasa pur dir » giovedì 7 settembre 2006, 16:22

Dopo le preziosissime informazioni forniteci dal Sig. Conti ho pensato di inserire un ingrandimento della fascia decorativa a lambrecchini del salone di Palazzo Conti a Poli.

Immagine

Spero sia sufficientemente nitida.


Sempre cordialmente.

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Messaggioda Andrea Conti » venerdì 8 settembre 2006, 21:30

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Andrea Conti ha scritto:...(omissis)...nella lunga decorazione non sono presenti gli stemmi di queste famiglie ma solo alcuni elementi presenti in tali stemmi,

Un classico esempio di para-araldica, quindi.

così la parentela con i Farnese (La mamma di Lotario II era una Farnese, Violante), è ricordata da uno stemma con un solo giglio...(omissis)...


Attenzione, però: trattandosi di para-araldica, non si può nè si deve parlare (nell'esempio) di "stemma Farnese con un solo giglio", ma più correttamente di un pannello, o di un decoro, o di un quelchecipare con un giglio farnesiano. :wink:

Ma mai di 8) uno stemma...

Bene :D vale


Più che giuste le osservazioni di fra' Eusanio da Ocre :oops: ; tuttavia, per la precisione, io non ho scritto "Stemma Farnese con un solo giglio" ma che la parentela fra i Conti del ramo di Poli ed i Farnese, è ricordata da "uno stemma con un solo giglio". Comunque, "ubi maior ..." con quel che segue :D : poichè l'approssimazione non piace nemmeno a me, ringrazio per la correzione :D .
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Ultima modifica di Andrea Conti il venerdì 8 settembre 2006, 21:39, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 8 settembre 2006, 21:37

Grazie a te dell'intelligente :wink: comprensione.

Sempre per amor di precisione (e null'altro, per :oops: carità!), permetti però al vecchio frate di modificare quello "...stemma con un solo giglio..." in un più corretto "...pannello (o decoro, o quel che ti pare) color oro con un giglio azzurro farnesiano..."... 8)

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Messaggioda L.de Bellis » sabato 9 settembre 2006, 15:50

Preg.mo Michele,

questa famiglia storica, fu presente in Puglia come Conti di Andria.
portarono la seguente arma:

d'oro all'aquila spiegata, scaccata di rosso e di nero, coronata d'argento, e tenente tra gli artigli un biglietto dello stesso.

Rendo questa breve nota, con cortesia.

Lorenzo longo de Bellis
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Messaggioda MMT » sabato 9 settembre 2006, 16:45

Caro Lorenzo,
grazie per l'informazione, in effetti sembrerebbe esserci un collegamento araldico tra le due famiglie che andrebbe supportato con una prova genealogica. Anche perchè potrebbe essere, ed è capitato, che una famiglia omonima o quasi abbia alzato uno stemma simile a quello della potente famiglia romana per rivendicarne una discendenza.

Grazie ancora del contributo,
Michele
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Messaggioda Lasa pur dir » sabato 9 settembre 2006, 17:20

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Grazie a te dell'intelligente :wink: comprensione.

Sempre per amor di precisione (e null'altro, per :oops: carità!), permetti però al vecchio frate di modificare quello "...stemma con un solo giglio..." in un più corretto "...pannello (o decoro, o quel che ti pare) color oro con un giglio azzurro farnesiano..."... 8)

Bene :D vale


Reverendissimo Frate,

approfitto della sua precisazione per chiederle di essere se le è possibile, ancora più preciso.

Il "pannello o decoro" è detto tecnicamente "lambrecchino" indicando una una banda di stoffa pendente, a festoni, impreziosita con ghiande e frange, utilizzata dai tappezzieri per decorare i rideaux delle finestre e i cieli del letto per fini decorati (anche se in origine la sua funzione era di mascondere i meccanismi di scorrimento dei tendaggi. In architettura, il termine lambrecchino indica l'elemento frastagliato con cui si orna l'orlo delle tettoie per nascondere grondaie e doccioni.

I lambrecchini araldici più famosi sono sicuramente quelli del baldacchino del Bernini a San Pietro decorati dalle famosi api barberiniane.

Mi domandavo se il termine sia passato dall'araldica all'architettura o viceversa.

Potrebbe illuminarmi?

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.
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Messaggioda Andrea Conti » domenica 10 settembre 2006, 14:54

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Caro Lorenzo,
grazie per l'informazione, in effetti sembrerebbe esserci un collegamento araldico tra le due famiglie che andrebbe supportato con una prova genealogica. Anche perchè potrebbe essere, ed è capitato, che una famiglia omonima o quasi abbia alzato uno stemma simile a quello della potente famiglia romana per rivendicarne una discendenza.

Grazie ancora del contributo,
Michele


Mi permetto di inserirmi nel dialogo fra il Signor Longo de Bellis ed il Signor Tuccimei di Sezze, poichè in realtà un legame fra la famiglia Conti di Roma e la città di Andria esiste, in quanto Giacomo "iustitiarius et capitaneus totius terrae Apuliae et terrae Laboris" (stando almeno a quel che scrive Ermindo Conti nella sua "Storia genealogica della famiglia Conti di Chiusdino"), ebbe in feudo questa città. Giacomo era figlio di Gregorio a sua volta figlio di Trasimondo e fratello del grande Papa Innocenzo III. Tuttavia, nessun genealogista dà notizia di una discendenza di Giacomo o dei suoi due fratelli: Andrea (il primo della serie! :wink: ) e Giovanni, Cardinale Diacono di Santa Maria in Cosmedin e Cancelliere di Santa Romana Chiesa, ma non è da escludere che essa vi possa essere stata (... spero non per merito del Cardinale !!!).

Cordialmente,
Andrea Conti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 11 settembre 2006, 18:33

Lasa pur dir ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:permetti però al vecchio frate di modificare quello "...stemma con un solo giglio..." in un più corretto "...pannello (o decoro, o quel che ti pare) color oro con un giglio azzurro farnesiano..."... 8)
Bene :D vale


Reverendissimo Frate,
approfitto della sua precisazione per chiederle di essere se le è possibile, ancora più preciso.
Il "pannello o decoro" è detto tecnicamente "lambrecchino" indicando una una banda di stoffa pendente, a festoni, impreziosita con ghiande e frange, utilizzata dai tappezzieri per decorare i rideaux delle finestre e i cieli del letto per fini decorati (anche se in origine la sua funzione era di mascondere i meccanismi di scorrimento dei tendaggi. In architettura, il termine lambrecchino indica l'elemento frastagliato con cui si orna l'orlo delle tettoie per nascondere grondaie e doccioni.
I lambrecchini araldici più famosi sono sicuramente quelli del baldacchino del Bernini a San Pietro decorati dalle famosi api barberiniane.

Già qui permetti al vecchio frate un'ulteriore osservazione.
Nel lessico blasonico, lambrecchino è il decoro più o meno frastagliato che scende dal coppo dell'elmo per coprirne la parte posteriore: siccome è spesso applicato agli elmi che timbrano gli scudi, i lambrecchini finiscono quindi sovente coll'avvolgere l'intero scudo.
Quindi ancora... i lambrecchini araldici sono (in senso stretto) tutti quelli che decorano gli elmi sopra uno scudo.
E solo in senso lato si può dire che quelli del baldacchino berniniano sia araldici: ma solo per il fatto che (come quelli dei Conti di cui si parlava sopra) contengono figure che fanno parte di un noto stemma.


Mi domandavo se il termine sia passato dall'araldica all'architettura o viceversa.
Potrebbe illuminarmi?

Onestamente... lo ignoro!
Non so se le due discipline si siano influenzate a vicenda, o se (come credo più probabile) usino in maniera indipendente un analogo termine.


Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.


Semper!

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Messaggioda FML » martedì 12 settembre 2006, 17:14

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Caro Lorenzo,
grazie per l'informazione, in effetti sembrerebbe esserci un collegamento araldico tra le due famiglie (Conti di Anagni-Segni e Conti di Andria, ndr) che andrebbe supportato con una prova genealogica. Anche perchè potrebbe essere, ed è capitato, che una famiglia omonima o quasi abbia alzato uno stemma simile a quello della potente famiglia romana per rivendicarne una discendenza.

Che dire, allora, della famiglia siciliana degli Anicito?
A detta del Mugnos, questa stirpe originaria della città di Benevento ebbe particolare fama ai tempi di Federico II. Nello stesso periodo (XIII sec.) Giorgio Anicito si trasferì a Messina e i suoi figli ricoprirono alti incarichi statali.

Gli Anicito di Benevento e Messina, forse discendenti dalla romana gens Anicia (supposta famiglia dei papi Felice III e Gregorio I Magno), ebbero (guarda caso :roll:) per stemma uno scudo di rosso, all'aquila scaccata d'oro e di nero al volo spiegato.

Come ben detto dal signor Andrea Conti, si evidenzierebbe, quindi, una relazione tra la gens Anicia e i Conti di Anagni-Segni che, a mio avviso, vollero attribuire in modo retroattivo la loro stessa arma all'antica famiglia romana, come prova (?) di autentica discendenza.
Da qui gli Aniceto di Sicilia :wink:.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 12 settembre 2006, 17:56

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...(omissis)...Gli Anicito di Benevento e Messina, forse discendenti dalla romana gens Anicia (supposta famiglia dei papi Felice III e Gregorio I Magno), ebbero (guarda caso :roll:) per stemma uno scudo di rosso, all'aquila scaccata d'oro e di nero al volo spiegato...(omissis)...


In uso :wink: da quando, caro Ferrante?

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Messaggioda FML » martedì 12 settembre 2006, 18:19

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...(omissis)...Gli Anicito di Benevento e Messina, forse discendenti dalla romana gens Anicia (supposta famiglia dei papi Felice III e Gregorio I Magno), ebbero (guarda caso :roll:) per stemma uno scudo di rosso, all'aquila scaccata d'oro e di nero al volo spiegato...(omissis)...

In uso :wink: da quando, caro Ferrante?

Questo, ahimè :(, non mi è dato di saperlo!
Considerando, però, che i Conti di Anagni e Segni utilizzarono lo stemma da noi tutti conosciuto fin dal XIII secolo, risulta difficile ipotizzare una loro ispirazione araldica da un'antecedente arma della gens Anicia (Anici, Anicito).
Credo, come già detto, che l'attribuzione di uno stemma, del tutto simile a quello dei Conti, alla celebre famiglia dei pontefici Felice III e Gregorio I Magno sia da imputare esclusivamente ad una mera operazione di fanta-araldica retroattiva!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 12 settembre 2006, 18:40

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...(omissis)...Considerando, però, che i Conti di Anagni e Segni utilizzarono lo stemma da noi tutti conosciuto fin dal XIII secolo, risulta difficile ipotizzare una loro ispirazione araldica da un'antecedente arma della gens Anicia (Anici, Anicito).

...i quali, al pari di ogni altra gens romana, per stemma intendevano soltanto il ritratto d'un antenato.

Credo, come già detto, che l'attribuzione di uno stemma, del tutto simile a quello dei Conti, alla celebre famiglia dei pontefici Felice III e Gregorio I Magno sia da imputare esclusivamente ad una mera operazione di fanta-araldica retroattiva!
Ferrante


Anche su questo siamo d'accordo...

...ma mi :oops: limitavo a chiedere se era nota la data da cui la famiglia siciliana Aniceto usava lo stemma che hai detto...

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Messaggioda Andrea Conti » mercoledì 13 settembre 2006, 18:07

Non mi pare che lo stemma dei Conti sia mai stato attribuito ai Papi della Gens Anicia, che sono: San Felice III, Sant'Agapito e San Gregorio I (Magno); alcuni araldisti attribuiscono a questi tre Papi uno stemma di cui TENTO :? la descrizione: d'azzurro a due leoni controrampanti d'oro, su una terrazza di verde, tenenti un bisante di rosso bordato d'oro e caricato di una croce dello stesso. Lo stemma dei Conti è stato invece attribuito ai Papi della casa dei Conti di Tuscolo: Adriano I (a questo Papa è talvolta attribuito lo stemma dei Colonna, poichè anche questa casata rivendica la discendenza dai Conti Tuscolani), Adriano III, Sergio III, Giovanni XI, Giovanni XII, Benedetto VII, Benedetto VIII, Giovanni XIX (o XX), Benedetto IX e Benedetto X (chiedo scusa se non ho fatto distinzione fra Papi ed Antipapi :oops: , ma mi sembra poco rilevante ai fini della nostra discussione). In molte incisioni che riportano i "ritratti" di questi Papi, si trova infatti lo stemma dei Conti (mi pare anche nei ritratti dei Pontefici pubblicati dallo Spreti, ma cito a memoria), come lo si trova nella cosiddetta pietra sepolcrale di Benedetto IX nell'abbazia di Grottaferrata.
Pur non escludendo aprioristicamente la discendenza dei Conti dalla Gens Anicia e dai Conti Tuscolani :D - ma sono consapevole di incamminarmi fra le sabbie mobili :? - concordo con il Signor Mancini Lucidi nel ritenere che l'attribuire agli Anici ed anche ai Conti Tuscolani lo stemma dei Conti, sia una fantasia araldica, poichè in realtà non si hanno stemmi pontifici dei tempi precedenti al grande Innocenzo III :wink: .

Cordialmente
Andrea Conti

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