Il miglior stemma dipinto su ceramica

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Messaggioda eugubino » mercoledì 30 novembre 2005, 18:30

partito con linea ondulata: nel primo, di rosso al crescente d'azzurro; nel secondo, d'azzurro alla stella a otto raggi di rosso
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 30 novembre 2005, 18:38

eugubino ha scritto:partito con linea ondulata: nel primo, di rosso al crescente d'azzurro; nel secondo, d'azzurro alla stella a otto raggi di rosso


Bravo, lodevole tentativo, anche sei mi sei scivolato sulla sequenza dei punti e sui raggi della stella... :cry:

Basterà aggiustare :wink: qualche termine, e sarà un blasone ottimale:

partito ondato: nel 1° d'azzurro, alla stella di sei raggi di rosso; nel 2° di rosso, al crescente montante d'azzurro.

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Re: Il miglior stemma dipinto su ceramica

Messaggioda mcs » mercoledì 30 novembre 2005, 18:39

eugubino ha scritto:Accogliendo l'idea di frà Eusanio apro questo topic dedicato al miglior stemma dipinto su ceramica.
Non è una gara ... ma potrebbe divetnare un bel momento di confronto per gli appassionati di araldica, di ceramica e di tecnica pitorica.

Apro con questa opera di mastro Giorgio Andreoli da Gubbio.



Parlare di ceramica a Gubbio, soprattutto quando ci si riferisce a manufatti stemmati, significa indubbiamente identificarne l'apoteosi in mastro Giorgio, ma forse ben pochi sanno che le sue origini non sono eugubine...infatti egli vide i suoi natali ad Intra sul Lago Maggiore intorno al 1465-70 ed iniziò a lavorare a Gubbio sul finire del XV secolo.

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Messaggioda eugubino » mercoledì 30 novembre 2005, 21:23

Confermo.

Questo lo stemma della sua famiglia.

Immagine

Ci sarebbero da fare delle interessanti osservazioni:

1. Per lungo tempo la famiglia Andreoli, cioè dei discendenti di mastro Giorgio e dei suoi due fratelli, era detta "di Pavia" perché si riteneva che provenissero da quella città o da quei dintorni e perché a Gubbio esisteva da tempo un'altra famiglia Andreoli la quale, per la figura più rappresentativa del loro stemma era detta "del centauro";

2. Solo alla fine dell'Ottocento qualcuno si decise a leggere meglio i documenti e si è così scoperto che esistevano anche delle carte che indicavano in Intra ("Entra") il luogo di origine di questi Andreoli;

3. Lo stemma ha chiaramente il capo d'impero, ma non si sa quando questo fu concesso agli Andreoli "di Pavia", forse a fine Cinquecento.
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Messaggioda eugubino » mercoledì 30 novembre 2005, 21:28

Simpatica l'indicazione in calce allo stemma: "originali" invece di "originari" :)
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Messaggioda mcs » mercoledì 30 novembre 2005, 22:15

eugubino ha scritto:Simpatica l'indicazione in calce allo stemma: "originali" invece di "originari" :)


Simpatica si, ma :roll: più che mai veritiera :P !
Mastro Gubbio divenne famosissimo proprio per la sua "originalità" :shock: (estremamente importante anche dal punto di vista araldico).
Qualcuno la conosce?

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Messaggioda Guido5 » mercoledì 30 novembre 2005, 22:48

MCS: ti riferisci alla "tecnica del lustro" e ai "metalli"?
Farbrizio: in latino sia "originalis" sia "originarius" (di uso più tardo) significano "originario, indigeno"...

Ciao a tutti!
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Messaggioda mcs » mercoledì 30 novembre 2005, 23:07

Guido5 ha scritto:MCS: ti riferisci alla "tecnica del lustro" e ai "metalli"?
Farbrizio: in latino sia "originalis" sia "originarius" (di uso più tardo) significano "originario, indigeno"...

Ciao a tutti!
Guido5


Esatto :lol: !!!
Hai centrato in pieno l'argomento! E' proprio questa tecnica che lo ha reso così famoso, ma il perchè è il motivo che ne dà la rilevanza...soprattutto dal punto di vista araldico 8) !

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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 9:01

mcs ha scritto:
eugubino ha scritto:Simpatica l'indicazione in calce allo stemma: "originali" invece di "originari" :)


Simpatica si, ma :roll: più che mai veritiera :P !
Mastro Gubbio divenne famosissimo proprio per la sua "originalità" :shock: (estremamente importante anche dal punto di vista araldico).
Qualcuno la conosce?

mcs


Mi sembra di capire che tu sia un'esperta di ceramica.

Anche io bazzico da quelle parti, magari più sul fronte della ricerca archivistica e più spostato verso l'Ottocento.
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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 9:11

Guido5 ha scritto:MCS: ti riferisci alla "tecnica del lustro" e ai "metalli"?
Farbrizio: in latino sia "originalis" sia "originarius" (di uso più tardo) significano "originario, indigeno"...

Ciao a tutti!
Guido5


Grazie ancora per i tuoi approfondimenti lessicali, ma come avrai capito io leggevo quel termine con l'accezione moderna, con il significato che la lingua italiana gli da ora e, appunto, mi sembrava curioso...

Per quanto riguarda la tecnica del lustro ci sarebbero da dire un mucchio di cose (specie su mastro Giorgio), magari, chissà, andando avanti con questo topic potremmo parlarne.

Intanto posso dire che in Umbria quella del lustro era una tecnica praticata solo a Gubbio e a Deruta (anche se non si è riusciti a stabilire chi abbia avuto la precedenza, sai ... il campanile!!!).

Mastro Giorgio e i suoi fratelli (ma il primo era la vera mente pensante del team Andreoli) introdussero dei perfezionamenti sostanziali in quanto a Gubbio quella tecnica era già usata prima del suo arrivo. Anzi, i fratelli Andreoli, prima di aprire bottega autonoma, si accordarono per alcuni anni con chi in loco già produceva quel particolarissimo tipo di oggetti che, essendo a terza cottura (il pezzo, cioè, doveva subite tre cotture) avevano dei costi abbastanza elevati perché molti pezzi ... si perdevano per strada.

I servizi da pompa sono il tipo di produzione più usato, per cui, accanto ai temi storicistici, ci sono (non sempre separatamente) anche quelli araldici.

Mastro Giorgio, con il tempo, è diventato un imprenditore e si serviva di buoni pittori di ceramica.

La tecnica del lustro, a Gubbio, è scomparsa nella seconda metà del Cinquecento, quindi non è durata molto.

Poi, per lo smercio dei falsi, qualcuno l'ha "riscoperta" nell'Ottocento. Ma, come si dice in simili casi, questa è un'altra storia...

Alla prossima!!

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Messaggioda mcs » giovedì 1 dicembre 2005, 9:28

eugubino ha scritto:Mi sembra di capire che tu sia un'esperta di ceramica.

Anche io bazzico da quelle parti, magari più sul fronte della ricerca archivistica e più spostato verso l'Ottocento.


Beh... :roll: conosco alcuni aspetti di questa materia estremamente vasta, interessante e diffusa in ogni parte del mondo.

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Messaggioda mcs » giovedì 1 dicembre 2005, 9:53

eugubino ha scritto:...omissis...
Mastro Giorgio e i suoi fratelli (ma il primo era la vera mente pensante del team Andreoli) introdussero dei perfezionamenti sostanziali in quanto a Gubbio quella tecnica era già usata prima del suo arrivo. Anzi, i fratelli Andreoli, prima di aprire bottega autonoma, si accordarono per alcuni anni con chi in loco già produceva quel particolarissimo tipo di oggetti che, essendo a terza cottura (il pezzo, cioè, doveva subite tre cotture) avevano dei costi abbastanza elevati perché molti pezzi ... si perdevano per strada.

I servizi da pompa sono il tipo di produzione più usato, per cui, accanto ai temi storicistici, ci sono (non sempre separatamente) anche quelli araldici.

...ecc...

Fabrizio


Proprio il perfezionamento della tecnica del lustro consentì a mastro Giorgio di raggiungere una fama del tutto particolare anche tra i suoi colleghi contemporanei...pensate: molti ceramisti di altre zone d'Italia, portavano i loro manufatti nella sua bottega affinchè venissero completati con il suo operato...e non c'erano i mezzi di trasporto odierno :lol: !!!
E tutto per quella piccola ma fondamentale caratteristica che usciva solo dalla sua fornace...
Ma quale sarà mai stata "questa peculiarità" così fondamentale da far preferire il rischio della rottura dei manufatti (oltre che per doverli sottoporre ad ulteriore cottura) anche ai pericoli delle gerle dei muli, pur di averla sugli oggetti :shock: ?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 1 dicembre 2005, 13:49

...forse il fatto che il lustro dà un riflesso che fa apparire il manufatto come se fosse metallico?

:oops:

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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 15:55

Innanzitutto c'è da dire, appunto, che la tecnica per cui mastro Giorgio (& family) è rimasto famoso riguarda appunto la cosiddetta terza cottura, cioè l'applicazione su parti prestabilite del manufatto di composti chimici "segreti" che, ossidandosi in ambiente riducente (cioè in formaci speciali nelle quali si faceva bruciare preferibilmente ginestra e altro materiale atto a generare fumo e quindi ad assorbire l'ossigeno della camera) producevano una pellicola metallizzata che, guarda da opportuna angolazione, riluce, riflette, sembra metallizzata.

Chi ha visto un buon piatto di mastro Giorgio non se lo dimenticherà facilmente!

Come è già stato detto i pericoli per gli oggetti lustrati erano rappresentati soprattutto dal fatto che il materiale dovevano finire in formace per le TERZA volta!!

Il prodotto, quindi, doveva essere cotto con estrema attenzione, pena la produzione di molti scarti che popolano i cossiddeti "butti" di molti palazzi.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 1 dicembre 2005, 16:00

...butti che sono la :P gioia dei medievalisti!

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