Papa Facchinetti e Papa Cervini

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 novembre 2005, 22:19

Questo disegno sarebbe uno di quelli che tu dici!?... :|

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Guido5 » mercoledì 16 novembre 2005, 22:33

No di certo: non conosco Fabio Ceresa e non so come lavora. Prenderò due spighe e proverò a ingrandirle per vedere se sono identiche... Le persone che lavoravano con me erano molto brave anche con i pennelli o con l'inchiostro di china. Per intenderci un po' come mcs se si mettesse a usare "Photoshop"...
Ciao!
Guido5
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5417
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 9:07

La manualità... la manualità....

Cosa ne sarà della manualità nel terzo millennio?
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda cipollone » giovedì 17 novembre 2005, 10:43

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Pera? :shock:

:oops: ...hem... mi pareva che dovesse essere un pero, invece era un noce... :oops:
per natura son dolce e forte ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora
Avatar utente
cipollone
 
Messaggi: 312
Iscritto il: venerdì 4 marzo 2005, 16:32
Località: certaldo

Messaggioda Guido5 » giovedì 17 novembre 2005, 10:49

eugubino ha scritto:La manualità... la manualità...


Caro Fabrizio,
non dirmi che riesci a usare il computer con la sola forza del pensiero... E la manualità del tuo dentista si palesa meglio con il trapano elettrico o con il trapano a pedale dei tempi di mio nonno?

Ciao a tutti!
Guido5
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5417
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Messaggioda cipollone » giovedì 17 novembre 2005, 10:50

Interessante la diatriba fra manualità e grafica computerizzata :D
In verità propendo personalmente per la prima, anche se spezzo una lancia in favore del PC. Mi spiego: Se qualcuno deve disegnare il cerbiatto in questione e lo disegna a mano o DA SE' utilizzando la grafica di un programma di software come photoshop o Illustrator non cambia poi tanto nell'esattezza del risultato (sulla resa si potrebbe star qui a discutere per anni senza giungere a nulla). Se invece uno utilizza un programma di composizione di stemmi come ne esistono molti in giro, è logico pensare che se gli impongo di fare un "CERVINO" lui mi fa quel che diavolo gli pare, con o senza corna... (per assurdo sarebbe capace di fare anche una montagna!!!)
Ecco i limiti della tecnologia che presumo voglia evidenziare frà eusanio... :D e che non possomo che trovarmi d'accordo.
per natura son dolce e forte ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora
Avatar utente
cipollone
 
Messaggi: 312
Iscritto il: venerdì 4 marzo 2005, 16:32
Località: certaldo

Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 12:10

Guido5 ha scritto:
eugubino ha scritto:La manualità... la manualità...


Caro Fabrizio,
non dirmi che riesci a usare il computer con la sola forza del pensiero... E la manualità del tuo dentista si palesa meglio con il trapano elettrico o con il trapano a pedale dei tempi di mio nonno?

Ciao a tutti!
Guido5




Qui si stava parlando di disegni... non divaghiamo.

So che il progresso della tecnica è inesorabile. Ma, nel disegno, la manualità credo che resti fondamentale.

Questo non vuol certo dire opporsi al progresso.

Basta pensare agli architetti o ai più modesti geometri: chi disegna pù con la china, il tecnigrafo e il compasso? Nessuno!!
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 14:38

cipollone ha scritto:...(omissis)...(sulla resa si potrebbe star qui a discutere per anni senza giungere a nulla).

Esatto.

...(omissis)...Ecco i limiti della tecnologia che presumo voglia evidenziare frà eusanio... :D e che non possomo che trovarmi d'accordo.


Mi hai letto nel pensiero, carissimo amico.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 15:12

eugubino ha scritto:...(omissis)...Qui si stava parlando di disegni...

Esatto, caro Fabrizio.

non divaghiamo...(omissis)...


Giusto, torniamo subito sul tema originario che è meglio.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 17:16

Notizie tratte da : http://www.eugubininelmondo.it/MarcelloCervini.html

PAPA MARCELLO II


Biografia
Marcello Cervini nacque nelle Marche, a Montefano in provincia di Macerata, il 6 maggio 1501 da una nobile famiglia toscana originaria di Montepulciano (Siena), per questo fu allevato ed educato nella città toscana. Suo padre, il conte Riccardo Cervini, era addetto della Penitenzieria Apostolica.
Marcello studiò a Siena e a Roma; fu uomo colto, umanista, giustamente ricordato per le traduzioni dal latino e dal greco.
Nel 1525, a Roma termina per Papa Clemente VII (Giulio dei Medici, 1523-1534) la correzione del calendario, già avviata dal padre.
Dal 1526 godette della benevolenza del Cardinale Alessandro Farnese, il quale, divenuto poi Papa Paolo III (1534-1549), lo volle segretario di suo nipote cardinale Alessandro; in tal modo quando Paolo III nomina Alessandro alla segreteria di Stato, Marcello perviene ai vertici della diplomazia pontifica ed ebbe un ruolo importante nella politica dello Stato Pontificio e nelle questioni religiose. Nel 1539 segue la legazione presso l’imperatore Carlo V.


Cardinale e Vescovo di Gubbio
Marcello Cervini fu nominato da Paolo III, il 19 dic. 1539, Vescovo di Nicastro, (ora Lamezia Terme) ma tenne questo incarico poco tempo (dal 1539 al 1540) e, come scrive Francesco Russo, non si recò mai a Nicastro, come dire che, di fatto, resse la Chiesa nicastrese, amministrandola da lontano.
Fu nominato cardinale di Santa Croce in Gerusalemme il 5 novembre 1540.
L'anno successivo lo troviamo vescovo di Reggio Emilia fino al 1544, anno in cui fu nominato nostro vescovo di Gubbio.
Nell’anno seguente (1545) Paolo III lo nominò (insieme ai cardinali Giovanni Maria Ciocchi del Monte, futuro Papa Giulio III e all’inglese Reginaldo Polo) Legato della Sede Apostolica nella prima fase (1545-1548) del Concilio di Trento (1545-1563).
Marcello presiedette a questo Concilio con grande libertà d'animo nel difendere la potestà e l'autorità pontificia secondo rigidi punti di vista ecclesiastici. Di fatto ne condusse i lavori come presidente effettivo.
Nel 1548 Paolo III lo nominò Bibliotecario Apostolico, incarico che gli fu rinnovato a vita da Papa Giulio III (1550-1555). In questo periodo si fece promotore di ricerche storiche e archeologiche. Giulio III (Giovan Maria Ciocchi del Monte) lo nominò Presidente della Commissione per la riforma ecclesiastica, ma ne venne in seguito escluso per aver criticato la politica nepotista del pontefice. Di fatto il Cardinale Cervini si stava avvicinando gradualmente alle posizioni intransigenti del cardinale Gian Pietro Carafa (futuro Papa Paolo IV) distaccandosi dal riformismo iniziale.



Pontefice di Santa Romana Chiesa

Stentando a guarirsi da una grave malattia, il 17 Marzo 1555, fece ritorno alla città natale di Montefano per ritemprare il suo corpo ammalato e per recarsi in visita alla Santa Casa della Madonna di Loreto di cui era particolarmente devoto. Proprio in quei giorni (23 marzo 1555) moriva Papa Giulio III, e i cardinali riunitisi in conclave il 9 aprile 1555 elessero a Papa il nostro vescovo, per acclamazione, seguendo l’indicazione data dal Cardinale Gian Pietro Carafa.
Il Cardinale Cervini godeva infatti di un'alta reputazione per la sua integrità morale e per le sue grandi doti spirituali. Assunse il nome di Marcello II. Fu incoronato il 10 aprile 1555 e non mutò nome per far comprendere che la nuova dignità non lo avrebbe minimamente cambiato. Fu l'ultimo pontefice a non cambiare nome all'atto dell'elezione, confermando, tra l'altro, la leggenda che vuole un pontificato brevissimo per i papi che conservano il proprio nome.

Appena eletto, Marcello Cervini dette subito l'impronta della sua spiccata personalità applicando con severità lo spirito del Concilio. Si mostrò subito contrario al nepotismo e per dare il giusto esempio vietò al fratello Alessandro, alla sorella Cinzia (mamma del futuro San Roberto Bellarmino) e agli altri suoi parenti di raggiungerlo a Roma. Fu altrettanto intenzionato a tenersi lontano dalla politica per esaltare il ruolo spirituale del successore di Pietro. E’ rimasta nella storia la sua idea di abolire anche la Guardia Svizzera.
Il denaro occorrente per la sua incoronazione fu devoluto, per sua volontà, ai poveri. Appena entrato nei sacri palazzi dette ordine di ridurre il lusso e le spese della corte papale, per meglio opporsi alla Riforma protestante e toglierle motivi di accusa. Insomma si mostrò subito un uomo tutto d'un pezzo.
Purtroppo il suo pontificato fu brevissimo. Marcello II morì nella notte tra il 30 aprile e il 1 Maggio 1555, dopo solo 23 giorni di pontificato a causa di un attacco apoplettico. Alcuni ritengono che la morte fosse dovuta ad una piaga segreta di una gamba, di natura maligna.
I suoi resti riposano nelle Grotte sotto la Basilica di San Pietro. Chi si trovasse a visitare la tomba di Papa Paolo VI, ha alle proprie spalle il sarcofago semplice e spartano del nostro Papa Marcello II.


Missa Papae Marcelli
A Gubbio onestamente bisogna dire che pochi lo ricordano, ma fino pochi anni fa il suo stemma campeggiava sulla facciata della Cattedrale.
A lui Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594) dedicò, nel 1563, la “Missa Papae Marcelli” a 6/7 voci a cappella. La Missa Papae Marcelli resta un capolavoro per eccellenza della polifonia sacra romana e si pone in contrapposizione alla coralità luterana che stava dilagando nell'Europa centrale, infatti fu prescelta dal Concilio di Trento come modello di musica sacra della Controriforma. Palestrina portò la polifonia corale al suo massimo splendore, influenzando anche la produzione degli autori successivi. Per fare un esempio, il Gradus ad Parnassum di Fux, autore del periodo classico, è basato sui metodi di Palestrina, e venne studiato dagli autori seguenti.


Tre Papi in un solo anno


Il 1555 fu un anno piuttosto movimentato: tre papi in un anno!
Il 23 Marzo muore Papa GIULIO III (Giovan Maria Ciocchi del Monte, (1550-1555).
Il 9 Aprile viene eletto Papa MARCELLO II, che muore il 1° Maggio.
Il 23 Maggio, il conclave elegge Papa PAOLO IV (Gian Pietro Carafa, 1555-1559)

Le cronache ricordano che la nomina a Pontefice di Marcello II, che era notoriamente ostile a Michelangelo (1475-1564), indusse questi a lasciare subito Roma, ma la tempestiva scomparsa di Papa Cervini permise al nuovo Papa Paolo IV di rinnovargli l’incarico di direzione della “fabbrica” di S. Pietro commissionandogli anche la cupola della chiesa. Michelangelo iniziò allora quel superbo modello in legno che sarà pronto solo dopo 5 anni. La cupola sarà poi realizzata da Giacomo Della Porta e Domenico Fontana nel 1588-89.



La profezia di Malachia
Secondo la profezia del vescovo irlandese Malachia che intorno al 1140, profetizzò le successioni papali, da Celestino II sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa, Marcello II sarebbe stato "Frumentum floccidum": infatti nel suo stemma è presente il frumento e.... floccidum sta ad intendere la breve durata del suo pontificato.
Malachia era un monaco benedettino (cistercense) che fu anche vescovo e primate di Irlanda. Fu contemporaneo di S. Ubaldo e visse tra il 1094 e 1148. Fu un energico riformatore, soprattutto dei monasteri, morì nel monastero di Clairvaux (in Francia, a nord di Digione) assistito da San Bernardo da Chiaravalle (1090-1153), che aveva conosciuto durante un viaggio a Roma (1139).
Secondo alcuni queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo. Secondo altri l'opera sarebbe apocrifa e redatta probabilmente nella seconda metà del XVI sec. Sta di fatto che fu pubblicata per la prima volta, a Venezia, dal benedettino Arnold Wion nel 1595 nel suo libro "Lignum Vitae". Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma proprio o della famiglia oppure a eventi storici che caratterizzeranno il loro pontificato. Esse sono costituite da 111 motti latini relativi ai 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di Pietro dal 1143 fino alla fine dei tempi. In questa lista Marcello II sarebbe il 68°.
Che pensare di questo singolare elenco di profezie? Quello che è veramente strano è che, finora, un buon numero di queste profezie appare verosimile!
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 17:26

Ma chi erano questi Spannochi e Spannocchi?

Cercando in rete ho trovato anche questo sito.
Mi pare interessante.

http://www.bivionline.it/it/Imprese1591TOC_authors.html
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 17:29

eugubino ha scritto:...(omissis)...Che pensare di questo singolare elenco di profezie? Quello che è veramente strano è che, finora, un buon numero di queste profezie appare verosimile!


Si dice che tali profezie siano state scritte ben dopo l'XI/XII secolo, e se questa voce fosse vera ben spiegherebbe perchè quelle pertinenti ai primi pontefici siano :evil: verosimili!

Le altre, come tutte le cose a posteriori, possono essere viste sotto infinite angolazioni, qualcuna delle quali è inevitabilmente :wink: verosimile...

...a titolo di curiosità, le profezie malachiane sono riportate a fronte dei singoli Papi dipinti nella Galleria di Oriolo Romano, oggetto della recente 3ª Visita Guidata IAGI.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 17:36

Caro frà Eusanio, se diamo la stura ai commenti sulle profezie di Malachia, questo topic esploderà!!!!!
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 17:48

...e andremmo :wink: fuori tema, anzi fuori scienze documentarie della storia!

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda eugubino » venerdì 18 novembre 2005, 8:58

Direi che per il Cervini siamo a buon punto.

Tanti stemmi, tante notizie ...

Qualcuno da Montepulciano - Siena è in visione?

Ci può dare una mano?
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

PrecedenteProssimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 10 ospiti