Un giurista eugubino, Rodolfo II, un camino del primo

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 18:25

eugubino ha scritto:Questa figura "dimezzata", lo è anche come importanza o no?

Non esistono regole in questo, ormai lo sai...

Insomma, la mezza aquila è meno nobile del capo d'impero con aquila intera?


...ma è ovvio che, a livello estetico e simbolico, una mezza cosa è sempre riduttiva rispetto ad una cosa intera! :wink:

Vogliamo dire che l'augusto concedente non se la sentiva di concedere un capo dell'Impero, ma voleva limitarsi ad un qualcosa di simile? 8)

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 17 novembre 2005, 18:27

Spesso negli stemmi e nella simbologia medioevale "una parte è ( o vuole essere) segno del tutto...", una sorta di abbreviazione quindi...

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Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 18:31

L'imperatore è stato di manina un po' corta ...

Ma un'aquila intera fa sempre la sua bella figura... :2:



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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 18:31

...o di parzializzazione, caro Franz, o di non assolutezza, o comunque qualcosa di analogo... :wink:

...bisognava essere nella testa di Rodolfo, caro Fabrizio, per conoscere i motivi della sua scelta... :roll:

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 17 novembre 2005, 18:34

eugubino ha scritto:L'imperatore è stato di manina un po' corta ...



Povero Rodolfo, aveva altro per la testa: lui amava l'alchimia mica l'araldica! Mi sa che mentre era indaffarato tra alambicchi e mirabilia alla ricerca del Golem, gli facevano firmare i diplomi a raffica; ho la sensazione che Rodolfo II abbia effettivamente ascritto innumerovoli famiglie alla nobiltà imperiale; dalla mie parti moltissime nobilitazioni a famiglie anche non celeberrime si devono a lui.

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Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il giovedì 17 novembre 2005, 18:39, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda eugubino » giovedì 17 novembre 2005, 18:37

Però, almeno, gliel'ha data con due teste e due corone!!

:P
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 17 novembre 2005, 18:40

...sì, come nelle :roll: offerte dei supermercati, prendi due e paghi uno...

...quando ab antiquo l'aquila imperiale aveva :shock: una testa sola...

...si stava mostruosamente :wink: bicefalizzando giusto in quel periodo...

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Messaggioda eugubino » venerdì 18 novembre 2005, 8:47

Come è stato già sottolineato mi sembra interessante il fatto di poter accoppiare i due stemmi con la memoria storica della concessione imperiale.
Anche se quest'ultima non è un originale.
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Messaggioda eugubino » lunedì 21 novembre 2005, 12:18

Colpaccio!

Ho rintracciato una trascrizione quasi coeva della concessione imperiale.

In essa si parla pure della fascia, assente nello stemma originario dei Nucci.

Appena l'avrò trascritta e tradotta la posterò qui.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 21 novembre 2005, 15:47

Bel colpo davvero! :P

Attendiamo fiduciosi. :wink:

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Messaggioda eugubino » mercoledì 23 novembre 2005, 16:53

Domanda da :oops: 100 milioni... in base al nome, e ipotizzando si tratti d'un'arma parlante, vogliamo ipotizzare si tratti di un noce o di un nocciolo? :shock:

E bravo frà Eusanio!!!!

Il documento di concessione dice testualmente: "... de nuce arborem..." :lol:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 23 novembre 2005, 17:03

:wink: ...gallina vecchia, a :roll: volte, fa buon brodo...

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Messaggioda eugubino » giovedì 24 novembre 2005, 8:50

La trascrizione richiederà più tempo del previsto.

Abbiate pazienza! :D
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Messaggioda eugubino » sabato 26 novembre 2005, 15:36

Ecco la trascrizione della parte più interessante del documento di concessione.

Purtroppo non è stato facile decifrare la calligrafia e trasportare il tutto in un latino abbastanza corretto.

Eventuali difetti posso essere segnalati tranquillamente.

Credo che il testo sia abbastanza comprensibile anche così.



“concedimus damus et largimur scutum videlicet per traversum secundum latitudinem linea sive trabecula coeruleam seu azurream in duas partes divisum quarum virescentem et
[lacuna nel documento corrispondente allo spazio di una parola] de nuce arborem eiusdem coloris exurgentem quam bini canes candidi sive argentei posterioribus pedibus insidentes anteriorum vero altero soffulti altero stipedi eiusdem applicato et catenulis inde candidis vel argenteis colo munili rubeo circundato aligat tenere indeantur superior vero que nostra liberalitate acessu croca seu aurea representat demidiam Aquilam nigram bicipitem pectoretenus eminentem alisque late explicatis rostris iten apertis linguis rubeis exercis capitibus que coronam auream redimìtis conspicuam, scuto imitatus et galea aperta seu clautata tornearia vulgo nuncupata qua et hactenus usu fusti ornata diademata aureo receus [recens?] per nos superiu posito pherelisque seu lacineis ab utroque latere a sinistro niminum candidis sive argentes ac rubeis a destro vero nigris et croceis vel aoreis in [...] circonfusis ac molliter defluentibus et cuius ve[...] ex urgat alius canis candidus seu argenteus ad destram conerus destroroque pede anteriore sub lato verum candidum ac simbolo hoc usque ad aras notato tenens et ... reliquis per ho... similis illis qui in clipeo”.



Magari si potranno esaminare i passaggi del documento che dettagliano lo stemma e le sue decorazioni.

Si potrebbe tentare anche l'inserimento di un minimo di punteggiatura, ma forse non ce né bisogno.
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Messaggioda eugubino » lunedì 28 novembre 2005, 16:30

Un primo tentativo di traduzione, semplice, comprensibile ma da perfezionare


lo scudo sarà diviso in due da una fascia di colore azzurro

dalla una (l’inferiore) nascerà un albero di noce dello stesso colore (tronco e chioma)

due cani d’argento eretti sui piedi posteriori uno alzato e appoggiato all’albero

al collo un collare rosso con monile

sopra, in campo oro, mezza aquila nera, bicipite, “pettoruta”, con le ali spiegate, becco aperto, lingua rossa, corona d’oro

elmo volgarmente detto “da torneo” con visiera aperta o chiusa, corona d’oro, decorato con frange defluenti colorate: argentee e rosse a sinistra, nere e dorate a destra

dall’elmo (a mo’ di cimiero) nasce un cane d’argento che tiene sotto l’anteriore destro uno scudo a somiglianza del principale
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