Delahaye : ho sbagliato a non intervenire generando forse una serie di equivoci ; perche anche per questo stemma io penso si debba cercare in una famiglia autoctona di Napoli o del Regno
Credo quindi che il quesito non abbia ancora risposta
Non avevo visto questo topic quando e' stato pubblicato
Interpellato poi sullo stemma da un amico ( ora capisco a causa del topic che aveva chiamato in causa i Carnesecchi che il Ceramelli chiama del giglio di Prato ) io sono rimasto perplesso sull'attribuzione
Abito a Napoli e sul portale del palazzo seicentesco accanto al mio ho fotografato lo stemma che ti invio in allegato. Dovrebbe essere dei Carnesecchi di Prato. Dovendo studiare l'edificio, che si trova a Capodimonte, ti chiedo se hai info a riguardo e se sai se qualche esponente della famiglia è stato a Napoli in questo periodo.
I motivi della mia perplessita' sono
Gli stemmi sono simili ma diversi : il destrocherio e' in uno vestito nell' altro nudo
La cosa piu' significativa e' pero' la storia (che non mi e' completamente chiara ) che sta dietro questo stemma
Lo stemma fu presentato dai discendenti di Ulivieri Carnesecchi intorno alla meta' del 700 per l'ammissione alla nobilta' di Prato
Ulivieri Carnesecchi compare per la prima volta nei documenti di Prato mi pare intorno al 1540 ed e' un umile guardia dell' arte della Lana
A Prato vi erano altri due gruppi cognominati Carnesecchi gia dal 400 ( le cui origini non ho ancora chiarito )
Intorno al 1580 uno dei due gruppi di Carnesecchi denuncia all'autorita' i discendenti di Ulivieri " per usurpazione di cognome e di insegne "
Nel 1580 i denuncianti utilizzavano pacificamente lo stesso stemma dei Carnesecchi fiorentini quindi vuol dire che i denunciati ( i carnesecchi di -Ulivieri ) intorno al 1580 utilizzavano lo stemma col rocco dei carnesecchi fiorentini
Si va in tribunale
Per ora non ho rintracciato i documenti del processo e non so che prove vennero prodotte
Fatto sta che i Carnesecchi di Ulivieri vennero condannati a cambiare cognome e stemma
Il cognome non lo cambiarono….lo stemma non so
Non ho quindi nessuna prova che mutassero lo stemma dei carnesecchi fiorentini e pratesi con quello col destrocherio recante il giglio pratese
So invece che fecero una rapida scalata sociale
Intorno alla meta' del 700 all'atto di domandare l'iscrizione alla nobilta pratese ( probabilmente per evitare grane ) presentarono lo stemma col destrocherio
Come detto io non ho mai visto ( ma non vuol dire che non ci siano ) stemmi col destrocherio se non quello presentato per l'albo d'oro---pero' ora provero' a farmi fotografare il fascicolo del ceramelli che li riguarda---
Infine all'estinzione delle linee aristocratiche dei Carnesecchi fiorentini i Carnesecchi di Ulivieri ottennero dal Granduca di iscriversi alla nobilta' di Firenze con lo stemma col rocco dei Carnesecchi fiorentini
Come vedi una storia complessa in cui nessun elemento conosco che dica che i Carnesecchi di Ulivieri abbiano mai utilizzato lo stemma col destrocherio se non quell'unica volta
Con tutto cio' sono pronto a mutare opinione a fronte di nuovi elementi
Ribadisco penso si debba cercare il padrone dello stemma e del palazzo in una famiglia autoctona di Napoli o del Regno
le parole dell'amico napoletano sembrano indicare ci si debba orientare nel giro della corte:
Ciao Pierluigi,
posso dirti che il palazzo compare già nella planimetria di Napoli del Duca di Noja del 1775 (è proprio al confine settentrionale della Mappa). Ti invio delle foto della facciata, naturalmente la controfacciata è segnata da numerose "superfetazioni", così come il giardino retrostante, completamente lottizzato negli ultimi trent'anni. E' ubicato sulla via Bosco di Capodimonte (civico 81), a circa 50 mt. dall'ingresso del parco. Suppongo che sia coevo alla costruzione della Reggia (1738), anche per la presenza di uno stile "tardobarocco", legato ancora all'architettura del Vaccaro o del Sanfelice, come puoi evincere dalle foto, che qui a Napoli era molto diffuso almeno fino a quando le scoperte degli scavi di Pompei ed Ercolano non cominciarono a far diffondere lo stile neoclassico alla fine del Settecento. E' plausibile quindi sia un palazzo nobiliare di qualche notabile molto amico di Re Carlo di Borbone.
pierluigi
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