Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
contegufo ha scritto:Gent.ma Caterina
Mi sono preso a cuore la cosa di tuo interesse e come
si dice in gergo ho deciso di "afferrare il toro per le corna", scrivendo a Casa Siviero e illustrando la questione.
Così mi è stato risposto che ripropongo:
"Sicuramente Siviero acquistava oggetti d'antiquariato, che come
spesso succede, sono il risultato di assemblaggi e rifacimenti. Ci
sono diversi esempi del genere nella casa museo. Forse non era
solo una questione di gusto, ma anche una questione di possibilita'
economiche limitate e anche di una competenza un po' meno
profonda rispetto alla sua passione per l'arte. Siviero era soprattutto
un uomo di azione, un genio nel suo lavoro di spionaggio e di
recupero delle opere d'arte, che cercava anche di realizzare il suo
sogno giovanile frustrato di affermarsi come intellettuale e critico
d'arte, lavoro per il quale pero' era meno portato.
Io non sono uno specialista di araldica, quindi non so cosa dirle sulla
sua osservazione che trovo comunque molto interessante. La
descrizione dell'oggetto con il riferimento allo stemma Medici e'
presa dall'inventario patrimoniale della eredita di Siviero redatto nel
1983 alla sua morte. L'inventario degli oggetti di arti minori fu fatto
da Marco Spallanzani, persona molto autorevole nell settore, che
pero' non fece un vero e proprio studio scientifico, ma solo un veloce
lavoro di inventariazione di centinaia di oggetti. Quindi non mi
meraviglierei se ci fosse qualche imprecisione.
Comunque a fine Gennaio inaugureremo una piccola mostra delle
suppellettili liturgiche, che permettera' di avere una conoscenza piu'
approfondita di questo settore della collezione. Lei e' fin da ora
invitato alla mostra dove distribuiremo gratuitamente il catalogo.
Attilio Tori"
In mancanza di novità a Gennaio potremmo di nuovo dibattere sull'argomento, contenta?
Cordialmente

"Buonasera
sono un appassionato di Araldica che si è imbattuto in un oggetto esposto nel Vs museo ovvero
Ostensorio num. invent. pret.: 19D
autore: Manifattura italiana
cronologia: fine XVI-inizio XVII sec.
descrizione: Ostensorio in rame dorato e argentato fuso e cesellato. Nella base triangolare poggiante su tre piedi a forma di zampe di leone stemma mediceo cardinalizio e volti di cherubini.
notizie storico critiche:
materia: ramedorato e argentato
misure: H. cm. 48 5
bibliografia:
num. invent. stampa: 550
scheda OA:
Stiamo dibattendo, in un forum, se lo stemma posto sulla base sia dei Medici oppure no perchè dalla foto sembrerebbero esserci quattro torte o pillole anzichè le sei note.
Punto secondo qualcuno ritiene che l'oggetto sia una accozzaglia di elementi assemblati di varia provenienza atti appunto a formare l'oggetto in questione, altri attribuiscono a Siviero anche un certo interesse per gli oggetti pastiche e/o frammenti.
Sarei molto grato se si potesse far chiarezza sull'oggetto in questione.
Un grazie anticipato se vorrete rispondermi
Cordialmente
XXXXX XXXXX"
.consente anche di sorvolare sull'eleganza di alcuni che vanno a spacciare altrui valutazioni antiquariali per proprie



contegufo ha scritto: le nappe sono 10 per parte ovvero (Arcivescovo 10 nappe - 1, 2, 3, 4).
Franco Benucci ha scritto:contegufo ha scritto: le nappe sono 10 per parte ovvero (Arcivescovo 10 nappe - 1, 2, 3, 4).
Questo si evinceva già dal primo post, però l'interpretazione come arcivescovo vale per adesso, non per l'epoca in cui la base dell'ostensorio è stata realizzata.
Vero. Quello che ho detto anch'io fin dall'inizio.
Allora contava il colore delle nappe e del galero, e rosso voleva dire cardinale già allora
Addirittura già dalla prima metà del XIV secolo (in araldica; nell'uso del cappello nella realtà, almeno da un secolo prima).
(su vescovi e arcivescovi il discorso è molto più complesso e ricco di incognite: c'era il verde, il nero, a volte il verde/nero, perfino il grigio).
Sì. Anche se direi che al tempo del manufatto di cui si parla (prima metà del XVII secolo) l'uso del verde vescovile era già piuttosto consolidato.
Ma appunto: siamo sicuri che nell'oggetto in questione galero e nappe siano rossi? Dalla foto parrebbe di sì, ma non ne sono certissimo. Qualcuno vede meglio?
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto: direi che al tempo del manufatto di cui si parla (prima metà del XVII secolo) l'uso del verde vescovile era già piuttosto consolidato.
Franco Benucci ha scritto:Antonio Pompili ha scritto: direi che al tempo del manufatto di cui si parla (prima metà del XVII secolo) l'uso del verde vescovile era già piuttosto consolidato.
Mica poi tanto: conosco fior di galeri neri o grigi in pieno e tardo 600, attribuibili ad alti livelli gerarchici, sebbene con titolari e grado/funzioni non sempre identificabili con precisione. Forse l'unico che sparisce presto è il double face nero/verde di tradizione medievale
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto:Il nero/verde è sparito presto, sì (nelle rappresentazioni araldiche, mentre era previsto nell'uso reale dal Cerimoniale dei Vescovi). Ma ha conservato sia pur rarissimi "sopravvissuti" fino ai giorni nostri.
Franco Benucci ha scritto:Antonio Pompili ha scritto:Il nero/verde è sparito presto, sì (nelle rappresentazioni araldiche, mentre era previsto nell'uso reale dal Cerimoniale dei Vescovi). Ma ha conservato sia pur rarissimi "sopravvissuti" fino ai giorni nostri.
Questo lo ignoravo: in quali cerimonie? esempi di sopravvissuti?
E il grigio-argento?

QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Attilio Tori ha scritto:nel fine settimana ho avuto occasione di considerare con piu'
attenzione la sua osservazione sull'ostensorio n.inv. 19D di Casa
Siviero.
contegufo ha scritto: e dei quali NESSUNO si è arrogato la paternità!

Stiamo dibattendo, in un forum, se lo stemma posto sulla base sia dei Medici oppure no perchè dalla foto sembrerebbero esserci quattro torte o pillole anzichè le sei note.
Punto secondo qualcuno (Tilius) ritiene che l'oggetto sia una accozzaglia di elementi assemblati di varia provenienza atti appunto a formare l'oggetto in questione,
altri (Quaratesi) attribuiscono a Siviero anche un certo interesse per gli oggetti pastiche e/o frammenti.

Franco Benucci ha scritto:Informazioni interessanti e preziose, grazie don Antonio.
Oltre al galero nero con fiocchi verdi, conosco anche un caso (non araldico, ma di rappresentazione della realtà vestimentaria) di galero nero nella calotta e nel lato superiore della falda e verde nel lato inferiore della falda fino al filetto di bordatura, oltre che nei fiocchi.
Grazie a te, caro Franco.
Gli scambi con te sono sempre cordiali e stimolanti.
E anch'io ho imparato qualcosa di nuovo. E' infatti la prima volta che sento parlare di un cappello reale di doppio colore (nero/verde) come quello che descrivi. Ho presenti casi identici nell'uso araldico, oltre a paralleli simili in rappresentazioni araldiche di cappelli neri nella parte superiore e paonazzi in quella inferiore. Ma il caso singolare che tu segnali è per me una novità. E ti ringrazio dell'informazione.
Dalla foto grande che è apparsa stamattina qui sopra si vede chiaramente che non c'è nessun colore specifico: quello che sembrava rosso è in realtà il riflesso del color bronzo. Quindi siamo al punto di partenza, salvo notare che la croce accollata è a doppia traversa e avere conferma che la palla in capo è uguale alle altre, senza traccia di gigli
contegufo ha scritto:2) Opinione di Tilius circa l'ipotesi di assemblaggio di parti etereogenee
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto: Io non avrei tanta paura di mandar avanti la datazione addirittura agli inizi, se non al pieno del XIX secolo.
Lo scudo mi sembra piuttosto una rivisitazione abbastanza recente di un modello più antico.

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