Stemma di Roberto di Sanseverino Gonfaloniere di SRC

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Roberto Sanseverino

Messaggioda Fabio7131 » lunedì 7 febbraio 2005, 21:29

Signori sperando di poter accrescere ulteriormente il già ricco bagaglio

vorrei ricordarvi che Roberto Sanseverino, già signore di Pontecurone (AL) con atto del 9 gennaio 1474
viene infeudato del Titolo di Marchese di Castelnuovo Scrivia.
L'atto di infeudazione, magnificamente conservato, è lungo otto pagine è stato rogato a Milano, l si trova in Archivio Storico Milano Registri Ducali 15 del 9 gennaio 1474.

Peccato che il Marchese vi sia venuto solo per impiccare un mio antenato :cry: , di fatto il Marchesato è stato governato dal figlio Giovanni Francesco.
Il Marchesato di Castelnuovo Scrivia è stata la gallina dalle uova d'oro della famiglia Sanseverino perchè era la capitale del Gualdo (vegetale da cui si ricava il blu du roy)

PS sapevate che Roberto era cugino del Duca di Milano?
Che il Marchese il 26 dicembre 1476 è stato tra i congiurati nell'assassinio del Giangaleazzo Sforza e che a seguito di cio il 25 maggio 1477 fallisce il suo tentativo di diventare Duca di Milano?

vi aspettano altre succulente notizie

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Re: Roberto Sanseverino

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 febbraio 2005, 21:36

Fabio7131 ha scritto:...(omissis)...vi aspettano altre succulente notizie
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...nulla sul rapporto del Nostro con gli Aragona?

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roberto sanseverino

Messaggioda Fabio7131 » lunedì 7 febbraio 2005, 22:01

...potrebbero bastare lettere di Eleonora d'Aragona a Bona Sforza?

Archivio Storico di Milano Sforzesco 325 Ferrara 20 gennaio 1480

oppure tanto altro materiale sul marito Ercole d'Este

con un pò di pazienza riusciro a trovare altro materiale

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Re: roberto sanseverino

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 febbraio 2005, 22:30

Fabio7131 ha scritto:...potrebbero bastare lettere di Eleonora d'Aragona a Bona Sforza?...(omissis)...


Grazie della ricerca, ma... :oops: veramente, allo scopo che ci siamo prefissi occorrono altri tipi di corrispondenze.

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Messaggioda antonio_conti » lunedì 7 febbraio 2005, 23:07

Purtroppo non posso dire nulla in merito alla storia di questo personaggio.
Noto, come è stato fatto, che l'arma di Roberto di Sanseverino appare partita con la tecnica dell'unione delle due metà di sue stemmi diversi. Quello a sinistra mostra, infatti, chiaramente, solo metà della bordatura (brisura), mentre la parte di destra mostra l'arma di concessione reale aragonese, concessione che non è né l'arma intera (quattro pali di rosso in campo d'oro), e neanche la metà esatta, vedendo rappresentato un palato d'oro e di rosso corrispondente, se si può dire in termini non araldici, a 2/3 dell'arma d'Aragona.
Per l'esperienza che ho io (quindi non se ne deve ricavare una regola :lol: :!: ), i sovrani aragonesi concedevano l'arma (per quanto ne so, quella inquartata del palato Aragonese con quella Angioino-Durazzesca), assieme alla concessione del congnome "di Aragona".

Concordo con quanto scritto da fra' Eusanio:
"Un manufatto davvero superbo, dominato dall'aquila tirolese nello scudo centrale superiore, e reso ancor più significativo dal fatto che si tratta di un'opera compiuta e voluta da chi vinse il grande condottiero qui omaggiato.
Un grande e significativo gesto di omaggio cavalleresco.
Su quest'ultimo, più che sulla sua forma, occorrerebbe soffermarsi a meditare."

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda Grimaldi » martedì 8 febbraio 2005, 11:22

Cari signori buongiorno.
Noto che Roberto Sanseverino di Caiazzo suscita molte curiosità storiche....
Come dice il signor Conti anche a me risulta che i sovrani d'Aragona concedevano, per meriti speciali, l'uso del loro cognome e lo stemma reale (i famosi pali) che veniva partito con lo stemma originario del casato, come nel caso dei Sanseverino discesi da Roberto citato, cui venne concesso il privilegio da re Ferrante d'Aragona (come si vede anche nello stemma del suo disceso Conte Alfonso (1705- 1757), Marchese e Signore di Gualsinara (dal 1725), visionabile sul sito di Heraldique Europeenne http://www.heraldique-europeenne.org/Re ... Aragon.gif ) oppure lo stemma originario veniva inquartato, come per altri casati (vedi gli Acquaviva d'Aragona sul sito sardimpex http://www.sardimpex.com/images/acquaviva.JPG ).
Tale pratica di concedere cognome e stemma fu usata dagli Aragona soprattutto per fini politici. Non avendo stabilità il loro trono e sapendo quanto fosse infida e rivoltosa la nobiltà del Regno di Napoli questo fu un modo per legare alla propria dinastia alcune famiglie nobili, premiando in particolar modo, valorosi comandanti e uomini d'arme.
Ricordo oltre vari pesonaggi che ebbero il cognome e lo stemma d'Aragone: i citati Sanseverino e Acquaviva, i Visconti, i Milano Franco, i Gaetani, gli Avigliano ecc... ecc...
Per maggiori approfondimenti potete chiedere e vedrò se posso aiutarvi.
Grimaldi
 

Messaggioda antonio_conti » martedì 8 febbraio 2005, 14:15

Per quanto mi risulta, essendo queste concessioni, d'arma e di cognome, spesso svincolate dalla concessione di un feudo, è possibile rinvenire l'arma aragonese anche negli stemmi di quanti voltarono le spalle ai sovrani napoletani con conseguente perdita dei feudi.
Chissà se a Roberto di Sanseverino vennero concesse solo le armi strettamente aragonesi (i quattro pali di rosso in campo d'oro) o l'intera arma reale degli Aragona re di Napoli, quindi l'inquartato Aragona e Angiò-Durazzo?

Cordiali saluti

Antonio Conti
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ALFONSO I D'ARAGONA

Messaggioda Grimaldi » martedì 8 febbraio 2005, 14:28

Caro Antonio,
in verità, anche se Alfonso I d'Aragona ebbe il regno "formalmente" perchè adottato dalla regina Giovanna (che prima adottava, poi rinnegava...) non mi pare che egli usò lo stemma Aragona-Angiò Durazzo.....
Sul celebre sito già citato il suo stemma è questo http://www.heraldique-europeenne.org/Re ... Sicile.gif
E lo stemma moderno di Aragona era in realtà quello della Contea di Barcellona... i famosi pali..... come puoi vedere anche qui... http://www.heraldique-europeenne.org/Re ... Aragon.htm

Dunque mi sembra che essendo questa solo una concessione di stemma e cognome reale fu consentito solo l'uso dei citati "pali di rosso in campo d'oro"...
Grimaldi
 

Messaggioda antonio_conti » martedì 8 febbraio 2005, 18:30

Caro Grimaldi,
le cose stanno parzialmente come da lei indicate.
Gli Aragona di Spagna avevano come loro stemma i quattro pali di rosso in campo d'oro, se non erro probabilmente derivanti dalla bandiera della contea (o del conte) di Provenza.
Con l'acquisizione del Regno di Sicilia l'arma d'Aragona venne inquartata in decusse con una delle armi usate degli Svevi in Sicilia, l'aquila nera in campo d'argento.
Alfonso il Magnanimo venne adottato da Giovanna II Angiò-Durazzo nel 1421, un'adozione che venne revocata e poi confermata per essere nuovamente revocata a favore degli Angioini francesi.
Quando Giovanna II morì, nel 1435, si aprirono i giochi per la sua successione e, nonostante un primo prevalere della parte angioina, con la salita al trono di Renato d'Angiò, Alfonso I re di Sicilia riesce a impadronirsi di Napoli e del Regno nel 1443. Con ciò assunse il nome di Alfonso V, come re di Napoli.
Questi avvenimenti (che lei conosce certamente meglio di me essendo napoletano ed appassionato di storia), ebbero un importante risvolto araldico.
Infatti Alfonso V decise di usare come re di Napoli, non l'arma usata come re di Sicilia (l'inquartato Aragona-Svevia) che pure fa bella mostra di se sugli stemmi dei conquistatori nella rappresentazione del trionfo di Alfonso al Maschio Angioino; ma una nuova arma inquartata che doveva dimostrare anche araldicamente la sua legittimazione (per l'adozione del 1421) a succedere a Giovanna II d'Angiò-Durazzo.
L'arma inquartata univa l'arma "palata" aragonese all'arma interziata di Giovanna II che molti descrivono come "Ungheria-Napoli-Gerusalemme".
Su quel Napoli ho dei dubbi che non ho ancora chiarito.

Con la morte di Alfonso il Magnanimo i domini italiani degli Aragona venero divisi tra il fratello di Alfonso (Giovanni già re di Navarra) che ottenne la Sicilia e Ferdinando I (o Ferrante), che ottenne il Regno di Napoli.
Ferdinando continuò ad usare l'arma paterna, seppure tra i due si possono notare differenze nel prevalere (diverso e non continuato) dell'arma Aragonese rispetto a quella d'Angiò-Durazzo nell'inquartamento.

Il sito di araldica da lei citato è certamente meritevole per lo sforzo profuso, ma occorre prendere con le pinze quanto propone, non solo per le rappresentazioni standardizzate di corone e manti, ma anche per i contenuti degli scudi.

Cordiali saluti

Antonio Conti
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Messaggioda Grimaldi » martedì 8 febbraio 2005, 18:43

Caro signor Conti,
grazie per le sue dotte delucidazioni, che come lei dice, conoscevo in quanto "storia patria".
Alfonso però non usava come suo stemma comune quello che lei dice inquartato con le armi Angiò Durazzo...... E nel concedere l'aggiunta del suo cognome e lo stemma di famiglia usò i citati "pali".....
Non mi risulta che abbia mai concesso uno stemma Aragona-Angiò Durazzo anche perchè il privilegio che concedeva non era una filiazione....
Insomma l'investito non aveva il privilegio cognome-stemma Aragona-Angiò Durazzo....
Questo è quanto.
Lo stemma sul Maschio angioino (davanti al quale ci passo ogni giorno per lavoro) era, diciamo, più di "propaganda"..... :wink:
Grimaldi
 

Messaggioda antonio_conti » martedì 8 febbraio 2005, 18:58

Gentile Grimaldi,
l'araldica, se non è propaganda... che cos'è?
Come lei ha inteso ho sommariamente descritto l'iter di formazione degli Aragona re di Napoli.
Ho perfettamente presenti alcune concessioni araldiche di Ferdinando I d'Aragona re di Napoli (unite alla concessione dell'arma) che erano concessioni dell'arma regia: Aragona inquartata con Angiò-Durazzo.
A parte queste, confesso di non sapere se ai Piccolomini o agli Acquaviva (per esempio) simili concessioni vennero fatte da Alfonso I, da Ferdinando I o dai successivi sfortunati sovrani aragonesi, ma erano armi inqurtate Aragona con Angiò-Durazzo, anche se naturalmente la concessione del nome era solo "d'Aragona".

Avrà inteso, che quanto scritto da me sopra, a proposito ai Alfonso I ed Alfonso V, va rovesciato.
Alfonso V come re di Sicilia e Alfonso I come re di Napoli. Mi scuso per il refuso. :?

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 9 febbraio 2005, 11:13

Caro Antonio......
hai ragione..... L'araldica, specie quella regia, era di propaganda.....
Ma di certo lo stemma Aragona Angiò-Durazzo non era quello comunemente usato dalla casa reale d'Aragona e sinceramente non mi risulta che abbiano concesso tale simile stemma a qualche loro privilegiato...
Se ne sai di più mi piacerebbe approfondire il tema.
Grazie per la disponibilità.
Grimaldi
 

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 9 febbraio 2005, 13:27

Caro Giovanni,
stavo per rispondere alla sua prima secca risposta ma... :evil:
Il "triste" lavoro dello studioso di araldica comporta l'analisi degli stemmi (innanzitutto quelli originali, se ci sono) poi anche quelli riprodotti (su stemmari o in altri luoghi), comporta anche l'analisi dei documenti relativi (se si trovano... se sono mai esistiti...), l'incrocio di questi dati può dare luogo a soddisfazioni, delusioni o inc(...).
Ma queste cose sono note a tutti gli studiosi di tutte le materie, immagino.

Apprezzo quindi la nuova risposta al mio ultimo topic. :wink:

Per ora, su altro sto lavorando, le segnalo il seguente sito per gli Acquaviva d'Aragona:
http://www.comune.conversano.ba.it/cittarte/storia.htm
Mentre per i Piccolomini mi piacerebbe mostrare i meravigliosi stemmi apposti sul palazzo di Siena (sede del locale Archivio di Stato), ma non ne ho trovate. Dovrò tornare a visitare quell'archivio e se la mia macchina digitale tornerà dal ricovero torinese presso l'ospedale Nikon :( , scatterò una foto.

Per quanto riguarda l'uso da parte dei sovrani Aragonesi, numerose miniature confermano quanto ho detto sopra, così come tutte le monete coniate dagli Aragona re di Napoli descritte nel Corpus Nummorum Italicorum.

Con viva cordialità

Antonio Conti

PS
Scrivo Acquaviva e Piccolomini, non sapendo se la concessione venne fatta ad personam per un esponente della casata, per un ramo o per più rami. Mi scuserete, ma non ho mai effettuato ricerche specifiche su quelle famiglie.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 9 febbraio 2005, 13:54

Caro Antonio (diamoci dunque del "tu"),
effettivamente il campo in questione......è minato......
Un sovrano poteva avere uno stemma completo, uno d'uso comune, uno personale... Mi sovviene Palazzo Carafa di Maddaloni a Napoli, dove ci sono gli stemmi generali della casata (Carafa), quelli indicativi del ramo (la stadera, una piccola bilancia) e quelli personali del padrone di casa (una pelle)....
Per questo dicevo che non mi risulta diploma in cui la concessione del cognome e dei "pali d'Aragona" comprendeva lo stemma Aragona Angiò-Durazzo...
Al che ci sarebbe da chiedersi se nei diplomi esiste traccia di tale concessione più dettagliata dello stemma o se invece lo stemma "pali d'Aragona" era collegato alla sola attribuzione del cognome Aragona (come sarebbe più logico supporre)......
Grazie comunque per il link segnalato!
Grimaldi
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 9 febbraio 2005, 16:00

antonio_conti ha scritto:...(omissis)...Scrivo Acquaviva e Piccolomini, non sapendo se la concessione venne fatta ad personam per un esponente della casata, per un ramo o per più rami. Mi scuserete, ma non ho mai effettuato ricerche specifiche su quelle famiglie.


No, la concessione fu a valere per le famiglie, che portarono i relativi inquartati con gli emblemi Aragona-Napoli-Gerusalemme-Ungheria per secoli, spargendone esemplari a piene mani per tutt'Italia.

Complimenti per l'accurato svolgimento del tema, caro Antonio.
:P
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