Uno strano motto

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Uno strano motto

Messaggioda Fritz » martedì 18 marzo 2008, 15:13

Umberto di Savoia, conte di Romont, fu uno dei figli illegittimi di Amedeo VII il Conte Rosso e dunque fratellastro del conte Amedeo VIII.

Nato in Bresse negli anni settanta del 1300, morì nel 1443 a Estavayer (nel cantone di Friburgo), dove è sepolto.
Fu impiegato in alte mansioni a corte, soprattutto di tipo diplomatico.

Il suo stemma, attestato da vari sigilli (uno è presente negli Statuti della compagnia dell'Ordine del Collare, 1409, Archivio di Stato di Torino), è

Immagine

Già ci si potrebbe stupire per la presenza dei cinque crescenti azzurri.

Però - a mio parere - è il motto a lasciare ancor più stupiti: Allah Hac.

Il Cigna Santi lo scrive A la hac e lo traduce con Dio è Giusto.

C'è qualche conoscitore delle lingue medio-orientali che possa interpretarlo?

Grazie e cordiali saluti
Fritz
 

Re: uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 marzo 2008, 15:15

Si conosce il motivo dell'insolita brisura a cinque crescenti, caro amico?

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Re: Uno strano motto

Messaggioda mcs » martedì 18 marzo 2008, 16:59

Gent.mi tutti :P ,

da "MOTTI-DIVIDE-IMPRESE DI FAMIGLI E DI PERSONAGGI ITALIANI" di Jacopo Gelli- Hoepli 1916:

Alahac.
Fu l'anima di una delle varie imprese portate dal Conte Verde (Amedeo VI di Savoia). Il corpo di quella, animata dalla parola turca Alahac (in italiano: Dio è Giusto), era dato dalla Croce sabauda caricata di cinque crescenti. Codesta impresa ancor oggi si scorge sulla tomba di questo Principe, savio e valoroso, in Altacomba di Savoia. Dio è giusto; lascia fare e non sopraffare; non paga il sabato, ma da buon padrone sa quello che fa, e presto o tardi dà ai meritevoli il dovuto guiderdone.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 marzo 2008, 17:29

mcs ha scritto:Gent.mi tutti :P ,
da "MOTTI-DIVIDE-IMPRESE DI FAMIGLI E DI PERSONAGGI ITALIANI" di Jacopo Gelli- Hoepli 1916:
Alahac.
Fu l'anima di una delle varie imprese portate dal Conte Verde (Amedeo VI di Savoia). Il corpo di quella, animata dalla parola turca Alahac (in italiano: Dio è Giusto), era dato dalla Croce sabauda caricata di cinque crescenti. Codesta impresa ancor oggi si scorge sulla tomba di questo Principe, savio e valoroso, in Altacomba di Savoia. Dio è giusto; lascia fare e non sopraffare; non paga il sabato, ma da buon padrone sa quello che fa, e presto o tardi dà ai meritevoli il dovuto guiderdone.
mcs

Grazie dell'utile contributo!

CIl Gelli, puntuale e completo nell'esporre le informazioni di cui dispone, ribadisce quanto sopra anche nelle successive edizioni del suo fortunato manuale.

Si tratta di utili nozioni, certamente anteriori al suo lavoro, e come tali meritevoli di ulteriori approfondimenti in senso "modernamente" scientifico, per i quali la richiesta del caro Fritz
C'è qualche conoscitore delle lingue medio-orientali che possa interpretarlo?

rimane azzeccata e valida.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda mcs » martedì 18 marzo 2008, 17:55

Gent.mo fra' Eusanio :P ,

volevo semplicemente annotare che tale motto viene qui fatto risalire al Conte Verde Amedeo VI nato a Chambery il 4 gennaio 1334 e fondatore dell'Ordine Cavalleresco del Collare.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda curiosa » martedì 18 marzo 2008, 18:42

Di rosso, alla croce d'argento, caricata da cinque crescenti montanti d'azzurro, il tutto attraversato da una sbarra diminuita dello stesso.
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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 marzo 2008, 18:46

Blasone semplice, elegante, adeguato al disegno.

Brava.

Quella croce, con quei crescenti così disposti, e con quegli smalti te ne ricorda 8) per caso un'altra, carissima?

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Re: Uno strano motto

Messaggioda Fritz » martedì 18 marzo 2008, 18:50

Mi scuso per il ritardo e ringrazio per gli interventi :)

Umberto conte di Romont partecipò, con altri settanta cavalieri savoiardi, alla crociata organizzata da Sigismondo del Lussemburgo contro il sultano Bayazid (1396). Fu fatto prigioniero alla battaglia di Nicopoli, nella quale caddero o furono fatti prigionieri numerosissimi nobili borgognoni, francesi, tedeschi, inglesi e di altre parti d'Europa. Fu liberato solo nel 1402.

Allego gli stemmi di alcuni illustri personaggi che presero parte alla battaglia, alcuni dei quali furono uccisi, altri prigionieri, altri riuscirono a scampare alla sconfitta.

Immagine

Il motto potrebbe anche risalire al Conte Verde, il quale combattè in Oriente contro bulgari e turchi per liberare il cugino Giovanni V Paleologo. Ma il motto a me più noto è J’atans mon astre. Mai comunque il motto di Umberto fu adottato come motto dell'Ordine del Collare (1364).

Ora che ci penso, Alahac potrebbe essere la contrazione delle parole arabe Allah u Akhbar (cioè appunto Allah è grande).

Cari saluti
Fritz
 

Re: Uno strano motto

Messaggioda curiosa » martedì 18 marzo 2008, 18:53

Mi ricorda lo stemma di Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini:
D'argento, alla croce d'azzurro, caricata da cinque crescenti montanti d'oro. :wink:
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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 marzo 2008, 18:56

Fritz ha scritto:Il motto potrebbe anche risalire al Conte Verde, il quale combattè in Oriente contro bulgari e turchi per liberare il cugino Giovanni V Paleologo. Ma il motto a me più noto è J’atans mon astre.

Bellissimo :P quest'ultimo, per la forte carica di speranzosa fiducia di cui è pregno.

Alquanto adatto ad illustrare (e certamente meglio di mille parole) il modo in cui molti cavalieri medievali improntavano la propria esistenza.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 marzo 2008, 18:57

curiosa ha scritto:Mi ricorda lo stemma di Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini:
D'argento, alla croce d'azzurro, caricata da cinque crescenti montanti d'oro. :wink:

Esatto.

Assonanza soltanto estetica, è bene precisarlo!

Ma assai notevole, pur nelle ovvie differenze cromatiche.

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Re: Uno strano motto

Messaggioda curiosa » martedì 18 marzo 2008, 19:42

Dato che oggi è giornata...diamo l'affondo. :mrgreen:

Sono i primi quattro degli otto stemmi postati poco fa da Fritz:

Inquartato: nel 1° e nel 4° d’azzurro seminato di gigli d’oro, alla bordura composta di rosso e d’argento; nel 2° e nel 3° bandato d’oro e d’azzurro, alla bordura di rosso. Sul tutto: d’oro, al leone di nero, lampassato di rosso.

D’azzurro, seminato di gigli d’oro, al lambello antico(?) di rosso, i pendenti caricati da tre (?) d’oro.

Inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso alla croce d’argento; nel 2° e nel 3° d’azzurro a due leopardi d’oro.

D’oro a due fasce di rosso, i pezzi del primo caricati da tre uccelli di rosso, i pezzi del secondo caricati da sei losanghe vuote d’argento; al capo Savoia.


Frate mi aiuti, ce n'è da lavorare qui... :(
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Re: Uno strano motto

Messaggioda mcs » martedì 18 marzo 2008, 19:43

Fritz ha scritto:Il motto potrebbe anche risalire al Conte Verde, il quale combattè in Oriente contro bulgari e turchi per liberare il cugino Giovanni V Paleologo. Ma il motto a me più noto è J’atans mon astre. Mai comunque il motto di Umberto fu adottato come motto dell'Ordine del Collare (1364).


Gent.mo :P ,

effettivamente il motto Alahac viene riferito ad una delle varie imprese e non all'Ordine del Collare della SS. Annunziata, ma...ho trovato che il Conte Verde liberò l'Imperatore Giovanni II Paleologo figlio di Giovanna (detta Anna) di Savoia http://cronologia.leonardo.it/savoia/bio16.htm ... :roll: ...devo aver fatto confusione...

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Re: Uno strano motto

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 marzo 2008, 19:49

curiosa ha scritto:Sono i primi quattro degli otto stemmi postati poco fa da Fritz:
n° 1
[i]Inquartato: nel 1° e nel 4° d’azzurro seminato di gigli d’oro, alla bordura composta di rosso e d’argento; nel 2° e nel 3° bandato d’oro e d’azzurro, alla bordura di rosso. Sul tutto: d’oro, al leone di nero, lampassato di rosso.

...e questo va bene...

...per il n° 2, ritenta... :wink:

...uno alla volta :roll: non ci riesci proprio, eh!? :oops:
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Re: Uno strano motto

Messaggioda curiosa » martedì 18 marzo 2008, 19:55

2) D'azzurro, seminato di gigli d'oro, al lambello di rosso, ciascun pendente caricato da tre castelli d'oro.
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