Stelle e dintorni

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 5 gennaio 2007, 13:57

giacomodanesi ha scritto:Caro Fra Eusanio, ritorno per un attimo sul discorso della stella in araldica.

Sono d'accordo, carissimo Giacomo, tanto che apro un topic nuovo appositamente per questo. :P

Rileggevo ieri un intervento di Giorgio Aldrighetti...

...sull'ultimo numero del 2006 del bimestrale IAGI Nobiltà.

Per quanto riugarda la stella che appare nello stemma del Cardinal Tarcisio Bertone, Giorgio Aldrighetti scriveva: "La stella, infine, che figura caricata nel canton sinistro del capo, rappresenta la mente rivolta a Dio, la finezza d’animo e azioni sublimi. Nell’araldica ecclesiastica la stella maggiormente usata è quella a otto punte, che simboleggia il Salvatore, e le otto beatitudini evangeliche, ma rappresenta anche la ‘Stella Maris’, Maria che diviene la stella del mattino delle litanie lauretane." Molto bello. La domanda che pongo ai tutti gli amici è questa, si potrebbe una volta per tutte descrivere il significato "vero" della stella in araldica?

Nessun simbolo, per sua natura, dispone di un solo significato.
E nessuno di essi è più "vero" degli altri.


O meglio, i numerosi significati della stella in araldica, la sua postura, il numero dei raggi, il numero delle stelle, ecc.? Immagino che siano molti, anzi, moltissimi suoi significati.

Questo è un bel parlare! :wink:
Abbiamo aperto questo topic apposta per darci tempo e spazio non certo per esaurirli tutti... ma per provarci, sì.


Ti dico questo perchè un giorno mi è capitato di vedere lo stemma dell'arcivescovo emerito di Siena mons. Gaetano Bonicelli Andai a trovarlo a Stezzano (BG) e discutemmo un intero pomeriggio sul suo stemma e del cambiamento che aveva posto in essere dal giorno della sua consacrazione episcopale in poi. Nel Capo del suo stemma ultimo, vidi in campo azzurro, tre stelle a cinque punte. Fortunatamente avevo letto la sua biografia... Quelle tre stelle, infatti, rappresentavano il suo grado di Generale di Corpo d'Armata quando era Ordinario Militare per l'Italia!

Basta spostare un attimo il punto di vista, e ogni cosa cambia aspetto, in maniera anche radicale.
Nel mondo dei simboli, ciò avviene in maniera ancor più accentuata.


Mando all'amico T.G. Cravarezza lo stemma dell'arcivescovo Gaetano Bonicelli., con preghiere di pubblicazione. Se qualcuno aprisse un topic ad hoc sarebbe l'ideale.

Abbiamo obbedito :wink: con gioia all'invito.

Un caro saluto.
Giacomo Danesi


Grazie a te.

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Messaggioda Reginella » venerdì 5 gennaio 2007, 23:26

L'ultima volta che ho visto una carissima amica parlavamo (tanto per cambiare :roll: ) di cavalli, e dei vecchi libri che aveva ritrovato nella soffitta della villa dei suoi, in campagna.
Un granellino di polvere tira l'altro, e proprio quella sera mi parlava del blasone della sua famiglia materna con tre stelle comete e una luna, e ci chiedevamo dove trovarne conferma, o come saperne di più.
Poi ci siamo salutate, come tante altre volte, due sorrisi un bacio e via.
Tre giorni dopo ha avuto un incidente, e in poche ore se ne è andata:
non le ho potuto far vedere che avevo ritrovato il suo benedetto stemma - tre stelle comete e una luna.
Secondo me però Anna non è tanto lontana.
Nè dalle stelle, nè dalla luna.

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Messaggioda giacomodanesi » venerdì 5 gennaio 2007, 23:43

Cara Reginella,

bellissimo il tuo pensiero: "Secondo me però Anna non è tanto lontana. Nè dalle stelle, nè dalla luna."

Voglia il Dio che sia vero. Anche se non posso non ricordare quanto affermava Seneca nel suo "Hercules furens": "Non est ad astra mollis e terris via", ovvero: "Non c'è una via facile dalla terra alle stelle". Temo sia vero.

Grazie. Reginella.
Giacomo Danesi
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Messaggioda sir Francis Drake » venerdì 5 gennaio 2007, 23:47

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Uno stemma che ora è ricco d'un nuovo, grande significato, milady.

Come Voi siete investita d'un compito facile, ma di non poco valore.

Fate che quelle stelle raccontino ancora una storia... :wink:

Lei ve ne sarà grata. :P

state bene

sFD
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(Oscar Wilde)

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Messaggioda Reginella » sabato 6 gennaio 2007, 12:37

Grazie di cuore, carissimi: si riescono a mettere allo scoperto certe cose "delicate" soltanto se si può contare sulla sensibilità di chi le rispetterà.
Un abbraccio,
Maria Cristina
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Messaggioda Guido5 » domenica 7 gennaio 2007, 2:31

Giorgio Aldrighetti" in "Stemma del Card. Albino Luciani" ha scritto:La stella a cinque raggi di norma non la si usa MAI nell'araldica ecclesiastica, richaimando la stella massonica.
Caro Giorgio,
mi chiedo se davvero abbiamo bisogno di queste distinzioni (norme?) di carattere ideologico. Nelle tombe egiziane le stelle sono raffigurate di solito con cinque raggi e allora non si parlava certo di "liberi" muratori! Per i quali ultimi - aggiungo - non è che la stella sia uno dei simboli basilari.
Rilevo ancora che il più volte citato "L'araldica nella Chiesa cattolica" di mons. Bruno Bernard Heim riporta almeno cinque stemmi con stelle a cinque raggi, oltre - ovviamente - a quello di Giovanni Paolo I.

Ciao a tutti!
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Messaggioda MMT » domenica 7 gennaio 2007, 5:11

Posso garantire che nella mia famiglia la versione dello stemma con stelle a 5 punte piuttosto che sei è stata tranquillamente usata, con alcun riferimento che dir si voglia. In sotanza le stelle eran sempre stelle che fossero a 5 o più raggi... lo stemma non cambiava!



Saluti,
MMT
Ultima modifica di MMT il mercoledì 16 ottobre 2013, 19:08, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » domenica 7 gennaio 2007, 14:15

Per la stella a 5 raggi ancora osserviamo che dal 13 dicembre 1871 1) è il simbolo inequivocabile dell’appartenenza alle Forze Armate dello Stato ed è impiegata per blasonare il conseguimento di decorazioni al Valor Militare, venendo altresì largamente utilizzata nell’iconografia militare, in ispecie tardo ottocentesca, quale simbolo di gloria e di sublimi imprese; si vedano, al proposito le cartoline reggimentali nelle quali la stella a cinque punte viene rappresentata con la spera.

Il Bosio al riguardo testualmente recita: “alcuni studiosi hanno osservato che in molti eserciti stranieri le stellette, a cinque o sei od otto punte, erano usate quali distintivi di grado e che, quindi, la scelta della stella anche nel nostro Paese non avrebbe avuto alcun particolare significato. Altri hanno pensato, invece, ad un’origine risorgimentale del simbolo, ricordando che fin dai primi anni dell’800 l’Italia veniva rappresentata come una stella luminosa che indicava il cammino da percorrere per raggiungere l’unità e l’indipendenza. Nello stesso periodo era anche consuetudine raffigurare l’Italia come una donna giovane e formosa, recante una stella in fronte o sul capo coronato.

Altra interpretazione: l’origine delle stellette sarebbe collegata alla Massoneria, per il tramite delle società segrete del nostro primo periodo risorgimentale. Nella simbologia carbonara la stella aveva un posto preminente in quanto indicava la potenza divina che con la sua luce guida l’uomo attraverso le tenebre e la stella raggiante a cinque punte in Massoneria si trova sia nelle Officine simboliche sia nelle Camere superiori; essa è simbolo del retto costruire in quanto tracciata in conformità alla regola del numero d’oro, reca nel centro la lettera G, che nella filosofia massonica - secondo l’interpretazione più accreditata - sta a significare Geometria e quindi agire geometricamente (intendendo tale avverbio come ‘giustamente’)” 2).

“La stella fiammeggiante della massoneria è chiaramente derivata dal pentagramma pitagorico (talvolta chiamato sigillo di Salomone), anche se questa designazione è più spesso riservata in pratica all’esagono stellato o scudo di Davide. La stella fiammeggiante a cinque punte è il simbolo della manifestazione centrale della Luce, del centro mistico, del fuoco di un universo in espansione. Tracciata fra la squadra e il compasso, cioè fra la Terra e il Cielo, essa rappresenta l’uomo rigenerato che irraggia come la luce nel mezzo delle tenebre del mondo profano. Nel grado di fratello della massoneria la stella fiammeggiante ha al centro la lettera G. E’ l’equivalente dello iod, il Principio divino nel cuore dell’iniziato (BOUM, GUET)” 3).

Ci sia consentito a tal proposito di aggiungere che la stella a cinque punte, assieme alla squadra ed al compasso, rappresenta l’emblema primario del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Roma; parimenti la stella a cinque punte carica diversi scudi della scala massonica di rito scozzese antico ed accettato 4) e adorna in vari esemplari il collare del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Piazza del Gesù, Roma.

Araldicamente, infine, la stella a cinque punte si blasona anche scottish star (stella scozzese) o mullet (rotella dello sperone) 5).



1) “Nell’anno 1871 gli alamari dei carabinieri si arricchiscono di un simbolo, che è il simbolo delle forze armate nazionali: le ‘stellette’. Il decreto istitutivo porta la data del 13 dicembre 1871: ‘Sulla proposta dei ministri della Guerra e della Marina - dice il decreto - tutte le persone soggette alla giurisdizione militare porteranno come segno caratteristico della divisa militare, le stelle a cinque punte sul bavero dell’abito della rispettiva divisa’. La successiva istruzione del 4 gennaio 1872 stabilisce tra l’altro che ‘le stellette saranno ricamate in oro per gli uffiziali generali, in argento per gli uffiziali ed assimilati al grado di uffiziali superiori ed inferiori, in lana o cotone bianco per la truppa’. ‘Esse saranno foggiate - continua l’istruzione - in modo che le punte seguano i vertici di un pentagono iscritto in un circolo di 21 mm di diametro, ed i rientranti vertici di un pentagono iscritto in un circolo di 16 mm di diametro. Gli uffiziali ed assimilati a grado di uffiziale a luogo di stellette in ricamo potranno fare uso di stellette di metallo argento (o dorato se uffiziali generali), e fatte in modo da poterle levare e rimettere, purché abbiano le dimensioni più sopra indicare’. L’adozione delle stellette diventa obbligatoria a decorrere dal 1° aprile 1872 per gli uffiziali e dal 1° luglio per la truppa. ‘Per gli uffiziali dei carabinieri - precisava una nota del 28 gennaio 1872 - il centro di ogni stelletta, sempre rimanendo sulla perpendicolare innalzata sulla cucitura della goletta a 25 mm dal gangherino, dovrà trovare nel vuoto dell’alamaro per l’abito di piccola montura e fra i due alamari nell’abito di grande montura. Le stellette dovranno pure essere collocate sui baveri dei mantelli degli uffiziali dei carabinieri reali. Perciò il 1° aprile 1872 saranno tolti per far posto alle stellette, gli speciali distintivi di cui erano ornati i baveri dei cappotti-soprabito di antico modello degli uffiziali dello stato maggiore, del genio e dei granatieri’. Fin qui il decreto e le successive istruzioni. Il divieto di fare uso delle stellette da parte dei non militari viene sancito con decreto del 1907, n. 556”. (G. Maiocchi, CARABINIERI due secoli di storia italiana, Milano 1980, p. 304).

2) O. Bosio, L’Araldica dell’Esercito, Stato Maggiore Esercito, Ufficio Storico, Roma 1985, p. 67.

3) J. Chevalier-A. Gheerbrant, Dizionario dei Simboli, Milano 1994, p. 427, voce Stella.

4) G. Gamberini, (a cura di), Gli emblemi araldici della Massoneria di rito scozzese antico ed accettato, Firenze 1988,
pp. 16, 20, 22, 24, 32, 38, 42, 46, 52, 56, 62.

5) A.C. Fox-Davies, A complete guide to Heraldry, London 1993, voce Mulet, pp. 146, 295, 488, 515, voce Stars, pp.
11, 295.
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Messaggioda Reginella » domenica 7 gennaio 2007, 16:13

Quindi anche il capo dell'impero?....
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Messaggioda Gian » domenica 7 gennaio 2007, 23:58

nello stemma della mia famiglia materna la stella ha sei punte...
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Messaggioda Reginella » lunedì 8 gennaio 2007, 13:34

Scusate, ho sbagliato capo....quello dell'Impero ha l'aquila :roll: ...ma allora quello con tre stelline che capo è? :oops:
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Messaggioda MMT » lunedì 8 gennaio 2007, 15:24

quello con tre stelle non ha un nome proprio...
I capi classici sono:
1Immagine2Immagine3Immagine4Immagine
5Immagine6Immagine7Immagine8Immagine

1. dell'Impero
2. di Francia
3. di Francia antica
4. d'Angiò
5. di Napoli
6. di Sicilia
7. d'Aragona
8. di Savoia/ Malta

poi vi sono i capi religiosi e quelli che vennero usati solo da un Pontefice (Leone X).
In effetti, cara mari Cristina, il capo con tre stelle a 5 raggi non è uno stereotipo! :wink:

Michele.
ps: scusate la digressione.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 8 gennaio 2007, 15:54

È curioso che nel tentativo di "italianizzare" forzatamente anche l'araldica sud tirolese, la stella presente nel secolare stemma di Bolzano "d'argento alla fascia di rosso carica di una stella SEI punte d'oro" dopo l'annessione della città all'Italia nel 1918, veniva mutilata d'imperio di una sua propaggine e resa a CINQUE punte perchè questa era considerata la stella classica dell'araldica italiana che altri, leggo ora, definiscono scozzese :D !

Tutto questo mi fa apprezzare ancor di più la sagge parole di Guido perplesso come me verso un approccio dogmatico, ideologico, burocratico (e nazionalista aggungerei io :D oggi Bolzano ha ripreso per fortuna la sua stella a SEI punte ma non senza anacronistiche polemiche nazionali) verso l'araldica trovando a tutti costi simbolismi definitivi o univoci spesso tardivi e molto discutibili.

È inevitabile e pacifico che uno stesso simbolo in contesti differenti sia oggetto di significati diversi ma proprio l'araldista non dovrebbe stupirsene. Alle stelle (ed alle loro punte :D !) si potranno attribuire innumerevoli significati tutti corretti ed accettabili coerentemente al contesto iconografico della loro raffigurazione.

La stella a cinque punte è stata usata sin dai primordi dell'araldica, poi dai massoni, dai paesi comunisti, dalla bandiera americana, ed anche negli stemmi ecclesiastici se ne trovano ma tutto ciò senza che si debba attribuire chissà quali inquietanti o tragici collegamenti simbolici.

Saluti cordiali,

FJVT
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Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 8 gennaio 2007, 18:42

Reginella ha scritto:Secondo me però Anna non è tanto lontana.
Nè dalle stelle, nè dalla luna.


Ella è diventata le comete del suo stemma.

Ave atque vale
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Messaggioda MMT » lunedì 8 gennaio 2007, 18:42

FJVT ha scritto:La stella a cinque punte è stata usata sin dai primordi dell'araldica, poi dai massoni, dai paesi comunisti, dalla bandiera americana, ed anche negli stemmi ecclesiastici se ne trovano ma tutto ciò senza che si debba attribuire chissà quali inquietanti o tragici collegamenti simbolici.


...o almeno senza fare di tutta l'erba un fascio, sempre in ogni luogo! Solo il titolare dell'arme sa il vero significato del proprio stemma, il motivo per cui ha adottato una stella a 5 punte piuttosto che una a 6 o a 8.

Saluti,
Michele Tuccimei
MMT
 
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