Stemmi di Santi

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Stemmi di Santi

Messaggioda sebnelson » venerdì 8 dicembre 2006, 3:18

Qui è la mia nuova pagina sullo stemmi di santi in inglese:

http://members.lycos.co.uk/heraldryjunkyard/saints.htm

Non è buono.

-Sebastian Nelson
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Messaggioda aristarco » venerdì 8 dicembre 2006, 16:16

E' un buon inizio, complimenti!
In passato Lei ha segnalato interessanti immagini (ricordo la patente di età viscontea).
Mi incuriosisce l'arma di san Giovanni Bosco.
Si potrebbe aggiungere san Filippo Neri (il padre era un notaio fiorentino della prima metà del XVI sec., con qualche problema economico), san Paolo della Croce (al secolo Paolo Francesco Daneo, ovadese), sant'Ugo Canefri (cavaliere gerosolimitano)
DANEO
troncato: nel I di rosso, all'aquila rivoltata col volo abbassato di nero, coronata d'oro; nel II d'oro, al mare d'azzurro, all'anatra rivoltata natante d'argento (E. Ottonello, Gli Stemmi di Cittadinanza della Magnifica Comunità di Ovada - edizione del manoscritto tardosettecentesco di padre Bernardino Barboro)
CANEFRI
Di rosso, alla banda scaccata d’azzurro e d’argento (Alias: d’argento e d’azzurro ed accompagnata, in capo, da una stella d’argento). Cimiero: La testa di Cinghiale. Motto: GRANDIS. CAUSA (A. Manno, Patriziato Subalpino, IV, 257)

Nelle prossime ore potrei postare altri stemmi.
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Santa Maria Mazzarello

Messaggioda drin71 » lunedì 26 febbraio 2007, 16:43

buongiorno, mi stavo chiedendo se anche Santa Maria Mazzarello, co-fondatrice con Don Bosco delle Marie Ausiliatrici possedesse uno stemma.
cordiali saluti
Andrea
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » lunedì 26 febbraio 2007, 17:56

La fondatrice santa Maria Domenica Mazzarello non disponeva di stemma familiare o gentilizio; figura invece lo stemma dell'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, come figura lo stemma per i Salesiani.
Giorgio
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Messaggioda drin71 » lunedì 26 febbraio 2007, 18:05

Immaginavo non esistesse uno stemma dei Mazzarello di Mornese.
Nel 1366, Mornese appartiene a Luca Doria e ai Doria apparterrà fino alla morte di Ugo (1574) col quale si estingue la linea maschile del suo ramo. Dodici anni dopo la sua scomparsa, la vedova vende il feudo a Filippo da Passano, al quale giurano fedeltà gli abitanti di Mornese. Tra essi figurano Stefano, Bernardino ed Agostino Mazzarello, discendenti di quel Prino che, oriundo da Fiaccone (oggi Fraconalto), e più precisamente dal luogo detto Maxareto,i ha ottenuto, nel 1564, l’esenzione dalle tasse in quanto padre di tredici figli, tutti, a quella data, viventi. Gregorio, figlio di Prino, è il primo Mazzarello mornesino di cui si abbia notizia. nel 1560, Gregorio figura come teste in un atto notarile e il suo cognome, de Maxareto, viene scritto dal notaio, come lo sente pronunciare, Mazaree, successivamente latinizzato in Mazarelus. Le case e le cascine dei numerosi discendenti di Gregorio e di Stefano Mazzarello verranno a costituire, nel giro di due secoli, le popolose frazioni dei Mazzarelli. Dal ramo di Gregorio, nascerà, il 9maggio 1837, Maria Domenica Mazzarello, la Santa Confondatrice dell’ Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
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Messaggioda Guido5 » lunedì 26 febbraio 2007, 19:20

Cari amici,
per aggiungere qualche immagine al testo, eccovi gli stemmi (un po' carichi, mi sembra) dei Salesiani di don Bosco e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Immagine

Ciao a titti!
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » lunedì 26 febbraio 2007, 20:55

Per lo stemma della congregazione di san Francesco di Sales (Salesiani) mi permetto ricordare che venne fondata il 18 dicembre 1859, con decreto di lode il 23 luglio 1864 e approvazione apostolica nel 1874, con lo scopo dell’istruzione ed educazione della gioventù nelle scuole letterarie, professionali e agricole e nelle varie istituzioni giovanili; missioni tra gli infedeli .
La blasonatura dello stemma dei salesiani è: d’azzurro all’ancora di due uncini d’argento, cordata d’oro, posta in palo, accompagnata a destra dal busto del vescovo san Francesco di Sales nimbato d’oro, con il volto e le mani di carnagione e l’abito prelatizio di rosso, volto a sinistra, nell’atto di scrivere su di un libro d’argento posto sopra uno scrittoio al naturale, il tutto nascente dalle nuvole d’argento; accompagnata a sinistra da un cuore di rosso fiammeggiante d’oro sormontato da una cometa a sei punte con la coda posta in banda, il tutto d’argento; accompagnata in punta da un bosco desinente in colline e montagne innevate, il tutto al naturale. Lo scudo di forma ovale, accartocciata, è cimato da una croce latina trifogliata d’oro raggiante; dalla punta della croce si diparte un fascio di raggi d’oro in sbarra che raggiunge la nimbatura del santo vescovo. Accollati allo scudo due rami di palma e di alloro al naturale, fogliati di verde, decussati alle estremità e nell’orlatura del capo due ghirlande di rose fiorite e fogliate al naturale. Sotto lo scudo, nella lista bifida e svolazzante d’oro, il motto in lettere maiuscole di nero: DA MIHI ANIMAS CAETERA TOLLE .
“Come ogni istituzione religiosa, quella di don Bosco ha un proprio stemma spirituale o ‘carisma’, caratteristico dell’identità, della missione, dei mezzi e dei metodi prescelti dal fondatore e sanciti dalla Chiesa. Solo come ‘segno’ utile a ricordare e tradurre in azione la propria caratteristica si giustifica anche lo stemma araldico, che dunque non vuol essere blasone e scelta di classe, ma piuttosto insegna d’una ‘nobiltà di servizio’ a cui viene dedicata tutta la vita personale e comune di quanti vi si riconoscono.
Collaudato da più di un secolo, lo stemma salesiano svolge precisamente tale funzione, anche se gli intenditori di araldica avrebbero forse più d’una obiezione da muovere contro il suo disegno. Ovviamente don Bosco non teneva all’araldica; teneva al messaggio da offrire ai figli e agli amici, precisamente come monito per una identità. Per conseguenza v’è in questo stemma il tratteggio di don Bosco stesso, che lo suggerì, lo definì, lo sottolineò con un motto perché dall’insieme trasparisse un programma.
Ma non ebbe fretta di proporlo. A venticinque anni dalla fondazione la Società salesiana (nata il 18 dicembre 1859) non si era ancora data lo ‘stemma’ proprio di tutte le famiglie religiose. Come sigillo si soleva imprimere la figura di san Francesco di Sales circondata da una scritta latina che designava la ‘Società Salesiana’. Solo il 12 dicembre 1884 l’economo generale don A. Sala ne presentò al Consiglio generale un abbozzo disegnato dal torinese prof. Giuseppe Boidi per la chiesa del S. Cuore in Roma. Con qualche modifica, l’abbozzo venne approvato.
Fin dall’originale lo scudo appariva solcato al centro, in verticale, da una grande ancora, con il busto di san Francesco di Sales a destra e un cuore infiammato a sinistra. In alto campeggiava una stella raggiante a sei punte. In basso figurava un boschetto (‘Boschetto’ era il soprannome dei Bosco ai Becchi), sullo sfondo dei rilievi alpini come si vedono dai colli monferrini. Lo incorniciavano due rami, uno di palma e l’altro d’alloro, intrecciati ai gambi. Una ghirlanda di rose coronava la cima dello scudo, sormontata da una croce latina trifogliata e raggiante.
A don Bosco però non piacque la stella che sormontava lo scudo. Gli sapeva di emblema massonico. Perciò la fece togliere lasciando campeggiare la croce. In seguito la stella venne inserita nello scudo, sopra il cuore, in forma di cometa, a completare il trittico simbolico delle virtù teologali. Lo stemma definitivo apparve per la prima volta in forma ufficiale in capo a una circolare datata l’8 dicembre 1885. Esso non mutò più da allora.
I simboli palesemente abbondano. Per la fede, la stella. Per la speranza, l’ancora. Per la carità, il cuore. La figura di san Francesco di Sales esprime il patrono della Società: essa si ispira a un dipinto storico, ma l’aggiunta di un foglio e di una penna sta a indicare, verosimilmente, l’attività giornalistica del santo e l’attualità (oggi diremmo ‘mass-mediale’) che vi riconosceva don Bosco, autore di libri e fondatore di tipografie, editrici, riviste, librerie, eccetera.
Come accennato, il boschetto richiama il cognome del fondatore. Le alte montagne significano le vette di perfezione a cui devono tendere i soci. L’alloro e la palma sono emblemi del premio riservato a una vita virtuosa e sacrificata: l’alloro è simbolo di sapienza, la palma di martirio. Le rose sovrastanti sembrano alludere a un celebre sogno di don Bosco dove egli vide sé e i suoi camminare festanti in mezzo a un pergolato fiorito mentre le spine pungenti ne facevano sanguinare le carni.
Il motto in uso sul sigillo prima del 1884 era ‘Discite a me quia mitis sum’. Il Consiglio propose ‘Sinite parvulos venire ad me’, ma fu obiettato che già contrassegnava altre istituzioni. Don G. Barberis propose ‘Temperanza e lavoro’ mentre don C. Durando avrebbe preferito l’invocazione ‘Maria Auxilium Christianorum ora pro nobis’. Don Bosco risolse il problema col riproporre il ‘Da mihi animas caetera tolle’ da lui adoperato fin dai primi tempi dell’oratorio itinerante...
Storia e simboli a parte, lo stemma salesiano è un ‘condensato’ di stimoli essenziali per qualificare ogni vero figlio di don Bosco. Potrebbe sembrare assente l’imprescindibile presenza di Maria Ausiliatrice da cui - diceva don Bosco - tutto ciò che è salesiano deriva. Ma lo stesso fondatore, e tutti i ‘primi’, identificarono sempre negli emblemi dell’ancora, della stella, del cuore, anche il riferimento a Gesù e a sua Madre; e questo è un altro aspetto della densità significativa che lo stemma racchiude” .
Per lo stemma della Società salesiana di san Giovanni Bosco, oggi maggiormente conosciuta con la dizione Famiglia Salesiana, siamo in presenza di uno stemma parlante che non rispecchia appieno le complesse regole araldiche, in ispecie negli ornamenti esterni dello scudo, ma che risulta pregno di numerose figure dalla ricchissima simbologia; araldicamente, poi, ci risulta a pieno titolo un emblema mariano, risultando caricato in tutto il campo dello scudo lo smalto d’azzurro, colore per eccellenza che richiama a Maria, all’Ausiliatrice, all’Aiuto dei cristiani.
Infatti “non è Don Bosco che ha scelto Maria; è Maria che, mandata dal suo Figlio, ha preso l’iniziativa di scegliere Don Bosco e di fondare per mezzo suo l’opera salesiana, che è opera sua, ‘affare suo’, per sempre” .
“Don Bosco non si è accontentato di amare l’Ausiliatrice, ha fatto tanto per farla amare! Esiste una specie di patto tra Maria Ausiliatrice e la Famiglia Salesiana. Maria aiuta questa sua famiglia e ne sviluppa le opere. A loro volta tutti i membri e i rami della Famiglia, ognuno a modo suo, diffondono il culto dell’Ausiliatrice presso gli adulti e presso i giovani. È un aspetto del servizio salesiano alla Chiesa. È il significato dell’iscrizione luminosa che Don Bosco aveva letta sulla grande chiesa dei suoi sogni, e che in effetti fece scolpire sul frontone della basilica di Torino: ‘Haec est domus mea, inde gloria mea’: Questa è la mia casa, da qui si diffonderà la mia gloria” .
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Messaggioda Guido5 » lunedì 26 febbraio 2007, 21:40

Ringrazio Giorgio Aldrighetti per aver soddisfatto una mia richiesta del novembre 2005 riferita allo stemma della Famiglia Salesiana, della quale entrambi facciamo parte come exallievi (io due volte: il primo biennio di liceo e la mia seconda vita universitaria)
Qualcuno vuol provare a blasonarlo?
C'è solo da aggiungere che lo stemma comparve la prima volta in una circolare di Don Bosco dell'8 dicembre 1885 e venne descitto così: “La stella raggiante, la grande ancora, il cuore infiammato simboleggiano le virtù teologali; la figura di San Francesco di Sales ricorda il Patrono della Società; il boschetto nella parte inferiore ne richiama il Fondatore; le alte montagne significano le vette della perfezione a cui devono tendere i Soci; la palma e l’alloro che, intrecciati nel gambo, abbracciano lo scudo fino a metà, sono emblemi del premio riservato a una vita sacrificata e virtuosa. Il motto Da mihi animas, caetera tolle, esprime l’ideale di ogni Salesiano”.

Ciao a tutti!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 27 febbraio 2007, 17:42

...due quadretti in forme araldiche, vie di mezzo fra emblemi e stemmi...

Bene :D vale
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Messaggioda FML » martedì 27 febbraio 2007, 21:53

Dear sir Sebastian Nelson,

I would like to express my gratulations for your research and the website you have realized. I hope you appreciate the informations (in italian :wink:) and the heraldic arm, which shows the protector of Europe, St. Birgitta of Sweden:

http://www.gesuiti.it/moscati/Italiano/ ... a_MDL.html

Stemma della dinastia Folkung (sec. XIII-XIV) Immagine

Brigitta o Birgitta, nacque nel giugno 1303 nel castello di Finsta presso Uppsala in Svezia; suo padre Birgen Persson era lagman, cioè giudice e governatore della regione dell’Upplan, la madre Ingeborga apparteneva alla nobile stirpe reale dei Folkunghi (Folkung) e discendeva dal re cristiano Sverker I (sec. XII).
Lo stemma attribuito alla Patrona d´Europa é, dunque, quello materno ed é lo stesso che compare inquartato nell´arma dell´Ordine del SS. Salvatore (o Brigidino).

Best regards,
Ferrante
Ultima modifica di FML il martedì 27 febbraio 2007, 21:59, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 27 febbraio 2007, 21:55

...la fondatrice delle Brigidine, tuttora fiorenti ed a loro volta dotate dello stemma religioso femminile forse più bello e significativo, soprattutto per lo stupendo motto AMOR MEUS CROCIFIXUS EST.

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Messaggioda FML » martedì 27 febbraio 2007, 22:07

Concordo caro :wink: Fra´Eusanio,

anche se spesso nello stemma dell´Ordine brigidino l´arma dell´antica Casa Reale svedese compare priva del "seminato di cuori d´argento".

Ciao :D!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 27 febbraio 2007, 22:10

...se ben ricordo, tuttora le Brigidine ospitate negli ambienti del millenario cenobio reatino di Farfa hanno piccoli cuori di rosso nel del loro inquartato...

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Messaggioda FML » martedì 27 febbraio 2007, 22:33

Ricordi benissimo, amico :wink:!
Nello stemma dell´Ordine del SS. Salvatore (Brigidino) l´arma dei Folkunghi, famiglia materna di Brigitta, é realizzata indistintamente con o senza i cuori che, quando presenti, possono essere colorati d´argento o :roll: di rosso.

Secondo quanto affermato dagli storici, tuttavia, lo stemma piú attendibile della Dinastia svedese alla quale ci si dovrebbe riferire é con il "seminto di cuori d´argento" e con le "tre sbarre (diminuite) dello stesso", simbolo dei tre principali fiumi che attraversavano l´antica Terra dei Goti.

Buona serata :)!

Ferrante
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 27 febbraio 2007, 23:15

Vero. :P Verissimo.

É un motto che può anche sembrare :oops: crudo, se letto in superficie...

...e tanto più se lo si legge guardando lo stemma, dove il 3° quarto è direttamente composto dalle piaghe del Cristo...

...ma mai come in questo caso la visione superficiale :wink: inganna...

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