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e so che, inizialmente padovana, un ramo divenne poi veneziano e vi fu pure un ramo ferrarese.
Ovviamente ho ancora dei punti oscuri per tale ricostruzione e uno di questi riguarda il blasone del ramo veneziano.
Ed è vero che tale blasone si ritrova in qualche suppellettile in casa dei miei..
Una risposta così la considererei....assai fuori tema.
Penso che ci sia un grosso equivoco e che all'archivio abbiano pensato che noi volessimo rivendicare qualcosa.
Il punto non è quello, non vogliamo rivendicare alcunché, nè titoli di nobiltà, nè diritti a non so quali terre o quali "patrimoni".
La nostra era solo una ricerca storica, tutto qua.
Le oselle non sono/erano monete, ma medaglie o gettoni il cui valore (a parte quello simbolico e di 'rappresentanza') era solo l'intrinseco del metallo di cui erano fatte: la loro emissione non è/era un privilegio in senso tecnico ma solo l'espressione di uno status socio-economico (questo sì evidentemente privilegiato, ma è un altro discorso).
I catasti non hanno alcun valore genealogico in sè, al massimo dicono che quella casa o terreno era di Tizio figlio di Caio, se serviva a distinguerlo da suo cugino Tizio figlio di Sempronio. Ma questo non emerge dalle mappe pubblicate nei volumi citati (che hanno interesse urbanistico e topografico), bensì dalla collegata documentazione (sommarioni e analoghi) conservata negli Archivi di Stato e in parte fruibile on line.
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pierluigic ha scritto:A Firenze i catasti quattrocenteschi quanto ai beni immobili erano descrittivi
E dato che si trattava di vere e proprie dichiarazioni dei redditi portavano le bocche in detrazione
per cui vi era una fotografia della famiglia in quel momento ( compresi i nomi e le eta' )
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