Il fascio ha numerosi esempi d’uso anche nell’araldica inglese come simbolo di giustizia ecc…, specialmente in stemmi di sindaci (Lord Mayors e Mayors) come ad esempio negli stemmi di Cowan, Crowder, Durning-Lawrence, Knill, Evans, and Spokes.
Inoltre, chi non conosce la statua di Abraham Lincoln a Washington che poggia le mani su dei fasci? (
https://washington.org/DC-guide-to/lincoln-memorial)
Invece più attinente alla questione del fascio nel capo del littorio che appare nell’arme “incriminata” di Spinazzola, è il fatto che il sindaco ha sbagliato perché il capo del littorio fu abolito con un decreto di SAR il Principe Umberto di Savoia, il Luogotenente del Regno.
Riporto alcuni paragrafi tratti da un mio recente lavoro (“L’Araldica della Città di Fossano ed i suoi riconoscimenti statuali” in L’araldica e la genealogia a Fossano (1236-2015), a cura di Carmelo Cataldi, Fossano, 2016.
“[…] Una versione che non si vede molto spesso è l’arma che risale all’epoca del ventennio quando l’arma subì un leggero cambiamento e un simbolo araldico, il fascio littorio, fu imposto come parte integrale dello stemma. Già con il R.D. 11 aprile 1929, si vide una modificazione dello stemma del Regno d'Italia, a suo tempo fissato con R.D. 27 novembre 1890, con la sostituzione dei due leoni Sabaudi, che fungevano da “tenenti”, con altrettanti fasci littori come “supporti”. Poi nel 1933, il fascio, sino allora lasciato all'esterno dell'arma, viene trasferito al suo interno, quale “pezza onorevole di primo ordine” (Per uno sguardo al Capo del Littorio ed altri capi in uso nell’araldica italiana si rimanda al esauriente contributo per il 4° Convivio della Società Italiana di Studi nel 1987 di Angelo Scordo). Quest’imposizione del capo del littorio fu resa obbligatoria per tutti gli stemmi di comuni, province ed enti morali con Regio Decreto 12 ottobre 1933, n. 440 nel quale è descritto: “di porpora caricato del Fascio Littorio d'oro, circondato da due rami uno di quercia ed uno d'alloro annodati da un nastro dei colori Nazionali" (Il decreto dell’istituzione del Capo del Littorio recita: Decreto di istituzione del capo del littorio R.D.L. 12 ottobre 1933, n. 1440
Visto che il regio decreto-legge 12 dicembre 1926, n. 2061, convertito nella legge 9 giugno 1927, n. 928, che dichiara il fascio littorio emblema dello Stato; Visto il regio decreto 14 giugno 1928, n. 1430 (3), concernente l’uso del fascio littorio da parte dei comuni, delle province, delle congregazioni di carità e degli enti parastatali; Visto l’art. 79 dello statuto fondamentale del regno.
Articolo 1.
È istituito il capo del littorio determinato nella sua figurazione araldica dalla illustrazione unita al presente decreto.
Esso è di rosso (porpora) al fascio littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali.
Articolo 2.
L’emblema del fascio littorio usato, a norma delle disposizioni vigenti, dalle province, dai comuni, dalle congregazioni di carità e dagli enti parastatali autorizzati a fregiarsene, dovrà essere disposto negli stemmi di legittimo possesso iscritti nei libri araldici del regno, nella forma della figura araldica del capo.
Articolo 3.
Il capo littorio può essere concesso anche ad altri enti riconosciuti e a privati che, per servizi eminenti resi alla patria ed al Re, ne siano giudicati meritevoli. La concessione è disposta con decreto reale su proposta del capo del governo, primo ministro segretario di Stato, udito il commissario del Re presso la consulta araldica.
Articolo 4.
Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie al presente decreto o con questo incompatibili).
Una curiosità riguardante il capo del littorio è che alcuni comuni, incluso Fossano, a seguito del Decreto Luogotenenziale hanno tolto il fascio e i rami di quercia e alloro ma hanno lasciato il capo di porpora. Un esempio di questa “interpretazione” ci viene fornito dall’amico e noto araldista Giorgio Aldrighetti (vedere il suo interessante lavoro L’araldica e il leone di San Marco) che ha curato l’istruttoria araldica per il nuovo stemma, bandiera, gonfalone e sigillo della Città di Venezia, giusti DD.PP.RR 6 novembre 1996 e 8 gennaio 1997. Sarebbe curioso sapere quanti altri comuni italiani hanno commesso e continuato in tale “svista”.
È però interessante notare che prima del Regio Decreto del 1933, il fascio littorio era già sulle scene dell’araldica pubblica Italiana nel 1928, quando ad enti dello stato era stato concesso la facoltà di accollarlo ai rispettivi stemmi.
Nel 1933 vi fu un Regio Decreto dell’istituzione del Capo del Littorio che fu strettamente collegato al provvedimento n. 20161 del 12.12.1926 convertito con la legge n. 140 del 18.6.1928, firmata da Mussolini e del Guardasigilli Rocco, che istituì, come l’emblema dello Stato lo scudo sabaudo con accanto il littorio. Il Regio Decreto del 12 ottobre 1933 n. 1440 rese obbligatorio per tutti gli stemmi di comuni, province ed enti morali durante il regime fascista l’uso del capo del littorio.
L’uso del capo del littorio fu poi abolito da S.A.R. il Principe Umberto di Savoia con il Decreto Legislativo Luogotenenziale datato 10 dicembre 1944 n. 394 che ne prevedeva la eliminazione (Il Decreto Luogotenenziale recita:
Decreto Luogotenenziale 10 dicembre 1944, n. 394. Abrogazione del R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, concernente la istituzione del “capo del littorio”. Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, Luogotenente Generale del Regno
In virtù dell’autorità a Noi delegata;
Visto il decreto legislativo, Luogotenenziale 26 ottobre 1944, n. 313, con il quale tra l’altro, sono stati abrogati il R. decreto-legge 12 dicembre 1926, n. 2061, convertito nella legge 9 giugno 1927, n. 928, che dichiarava il fascio littorio emblema dello Stato, ed il R. decreto 14 giugno 1928, n. 1430, concernente l’uso del fascio littorio da parte dei comuni, delle provincie, delle congregazioni di carità e degli enti parastatali;
Visto il R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, che ha istituito il “capo littorio”;
Udito il Commissario del Regno presso la Consulta Araldica;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato:
Abbiamo decretato:
Articolo unico.
È abrogato il R. decreto 12 ottobre 1933, n. 1440, concernente la istituzione del “capo littorio” ed è conseguentemente revocata ogni relativa concessione.
L’anzidetta figura araldica è tolta dagli stemmi che la contengono, ed in essi il campo dello scudo è ricoperto interamente dalle insegne del titolare dello stemma.
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 10 dicembre 1944 Umberto di Savoia,
Bonomi
Visto, il Guardasigilli: Tupini.
Registrato alla Corte dei Conti, addì 28 dicembre 1944
Atti del Governo, registro n. 1, foglio n. 90. – Petia).”
Andrew Martin Garvey