sandro ha scritto:Gentili amici
Richiedo un vostro autorevole parere teso a sciogliere un dubbio; mi sono imbattuto in uno stemma inquartato d'azzurro e d'argento, nel quale 2 quarti sono stati occupati rispettivamente da un falco e da un pozzo, mentre gli altri due sono vuoti e senza giustificazione;
In verità, gentile Sandro, gli altri due quarti non sono "vuoti", ma - se, come ho capito, il falco e il pozzo si trovano nei quarti d'azzurro - sono "pieni" d'argento. E il termine "pieno" lo intendo non solo in senso figurato: è adatto anche per una corretta definizione blasonica [al contrario, "vuoto" indicherebbe ben altro concetto: una pezza o figura il cui smalto si limita ai bordi, essendone la parte interna totalmente ripiena di quello del campo]. Il termine "pieno" infatti blasona uno smalto quando esso solo riempie un campo privo di qualsiasi figura o pezza. Lo stemma che tu hai descritto dovremmo blasonarlo: Inquartato: nel 1° d'azzurro al falco di...; nel 2° e nel 3° d'argento pieno; nel 4° d'azzurro al pozzo di... (oltre ad altre eventuali caratteristiche delle figure in questione).
la domanda è questa; è corretto costruire uno stemma così composto, o sarebbe più corretto modificare la partizione per dare più spazio ai soggetti che a mio parere sembrano sacrificati in un solo quarto? ( la proposta potrebbe essere; d'azzurro al pozzo d'oro sormontato da un falco al naturale ).
Cordialmente
Sandro
Anche se sono rari, esistono stemmi (interamente) di smalto pieno. Ad esempio la famiglia Argentino di Venezia ha un
d'argento pieno. Non possiamo definire nei termini di corretto/scorretto un simile uso.
Ora, nel caso di uno stemma di nuova creazione, sicuramente si potrebbe - se questo piace - procedere in modo da far occupare un unico campo da tutte le figure con l'esclusione del campo d'argento, come tu proponi. Ma si potrebbe anche pensare a uno stemma bipartito (partito, troncato, trinciato, tagliato) con la conservazione di entrambi gli smalti presenti nello stemma da te presentato, e una figura su ciascuna partizione. Le possibilità sono molteplici... Sempre stiamo parlando di ipotetici stemmi creati ex-novo.
Ci sarebbe tuttavia una possibilità di porre rimedio, nello stemma da te presentato, al senso di vuotezza che potrebbe suscitare la visione dei quarti d'argento (pieno): rappresentandoli
diaprati. Vale a dire screziando l'argento nel 2° e nel 3° quarto con degli arabeschi (in forme geometriche o floreali) realizzati con una tonalità d'argento diversa. Sarebbe questo un dettaglio araldicamente irrilevante, e dunque non da descrivere. Potremmo parlare di una "licenza artistica".
Ma forse... non è così necessario!
