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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 3 novembre 2007, 14:27

Nessun :wink: problema, caro Alberto.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
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fra' Eusanio da Ocre
 
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Messaggioda GENS VALERIA » domenica 4 novembre 2007, 11:52

La funzione più antica delle BOLLE DUCALI era quella di asseverare privilegi e concessioni.
Importante atto il privilegio , con cui uno straniero otteneva la cittadinanza di Venezia, pratica alla quale il governo della città , tramite l’ufficio dei Provveditori di Comune , ricorreva con frequenza non solo nei confronti degli italiani , d’ogni estrazione sociale , dai cenciaiuoli ai correggiari agli speziali :wink: ai pittori ai grammatici ai notai e così via , ma anche di gente di altro idioma , soprattutto greci , croati e tedeschi .
Saggia usanza ,utilizzata con larghezza quando guerre o pestilenze creavano troppi vuoti nelle isole della laguna. La nazione ,rimasta per secoli un crogiulo , usciva rinvigorita dal nuovo sangue e ritemprata dalla volontà di bene fare dei sopraggiunti . Il graduale abbandono della pratica , dovuto anche all’istaurarsi di divisioni e di scompensi nel tessuto sociale veneziano , condusse all’indebolimento del concetto stesso della nazione.
Venezia nei secoli subì una selezione naturale al contrario , nel senso che i suoi figli migliori
( salvo impedimenti fisici tutti i rampolli delle famiglie nobili dovevano servire la repubblica almeno sino al trentesimo anno di età se non al quarantesimo , il più delle volte a proprie spese se essi volevano anche seguire il ” cursus honorum “ ) , pagarono un eccezionale tributo di tempo , di giovinezza , di spirito e soprattutto di sangue all’ ideale di libertà e d’indipendenza che distinse sempre , tra tutti in Europa la Serenissima .

Il doge era DEI GRATIA DUX VENETIAE DALMATIE ATQUE CHROATIAE poi ( da Giovanni Dolfin ,1356 )
DEI GRATIE DUX VENETIARUM ET CETERA.

Interessi ed ambizioni erano proiettati verso l’oriente ed il mondo conosciuto sicchè i “ non veneziani “ venivano confinati negli “ eccetera “almeno fino a quando la nobiltà non ebbe scoperto la proprietà e le rendite terriere. Proprio questo fatto unito all’impoverimento per estenuazione delle migliori forze , portò al lento ma progressivo prevalere dei “ fainéants “ossia degli indolenti :shock: ai quali manca l’animo nobile suscitatore della lungimiranza e delle grandi imprese.
Le avvisaglie del fenomeno erano avvertibili già nella prima metà del XVII secolo (l’ inizio della fine della Dominante ) .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
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