da Franz Joseph von Trotta » giovedì 5 aprile 2007, 15:50
Egregio Gesuillo Limonio,
ho letto con molto interesse il Suo scritto, molto interessanti ed indicativi i dati statistici reali che riporta.
Mi hanno molto divertito le Sue note sul "pomposo drappo" che Lei ha un po' maltrattato, ma esponendolo alla semplice verità del ragazzino che vede il re svestito avanzare tra la folla: che a rappresentare i nobili sentimenti di orgoglio ed identità civiche siano ancora oggi gonfaloni dalle forme da labaro bandistico, forme obsolete e kitsch inventate nell'Ottocento è certamente curioso in un paese che, almeno per luogo comune, è ritenuto essere ai vertici mondiali per la sensibilità diffusa verso il buon gusto e l'eleganza.
Tuttavia non vedo soluzioni sorta. Innanzi tutto per l'indifferenza con cui a livello ufficiale i Comuni avvertono la loro simbologia; talvolta anche centri piuttosto importanti non hanno la minima idea sulla storia, l'evoluzione ed il senso del loro stemma e utilizzano modelli dell'emblema dal disegno brutto, sciatto, poco accurato, dilettantesco. Ma anche ove vi sia la volontà di un consapevole ripensamento delle forme, questa si scontra con la nostra legislazione di araldica civica "congelata" che non ha permesso un'evoluzione di modi emblematici certamente solenni, ma più a loro agio con i tempi, magari distinti da una maggiore sobrietà, evoluzione che in altri paesi - Lei cita doverosamente le belle cose che recentemente si vedono in Spagna ma io penso anche ai paesi Scandinavi - è invece avvenuta da molto tempo.
Anche tra i cultori della materia in Italia, per quello che percepisco nel leggere talvolta lavori dedicati ad argomenti di simbologia pubblica, manca forse un approccio più pratico, disincantato, meno aulico che liberi la discussione da quell'aura vagamente sacrale per le quali le forme di simbologia pubblica sono ritenute già in partenza intoccabili e immutabili. Non si percepisce mai, ed esempio, la questione che riterrei basilare della "qualità media" dei manufatti simbolici, stemma, gonfalone, bandiera, ma, piuttosto del pedante rispetto della norma, della prassi, e addirittura, proprio in ossequio a queste, ove si siano mantenute in uso forme storiche tradizionali e più libere, di come queste debbano essere "normalizzate".
Quello che si fa di nuovo dunque avviene in loco con restyling più o meno indovinati opera del grafico di turno che non comprendendo cosa sia l'araldica la tratta come se dovesse eseguire un logo commerciale, o, all'esatto opposto, del dilettante allo sbaraglio che non sapendo cosa voglia dire disegnare con i minimi criteri professionali realizza stemmi sgraziati, oggettivamente brutti.
Vede, temo che l'araldica civica italiana, al di là di qualche felice ed occasionale eccezione, sia un po' tutta qui e non se ne uscirà; queste questioni di fatto non interessano a nessuno, forse servirebbe un santo a cui votarsi, ma anche lì, a sentir Lei, siamo messi male... se San Bernardino tuonava contro gli stemmi quale alleato araldico invocare tra le sfere celesti?
Saluti cordiali,
FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar