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Re: ...genealogie...

Messaggioda pierfe » martedì 16 gennaio 2007, 21:56

Incipit ha scritto:
renatocampofreda ha scritto:Caro frà Eusanio,ho sempre saputo che è cosa molto ardua,ricostruire la genealogia di una famiglia oltre il XVIsecolo,se non si hanno punti di riferimento certi.La ricerca negli archivi parrocchiali si ferma più o meno in quel periodo,poi si dovrebbe cercare negli archivi notarili,ma credo che la cosa sia piuttosto ostica.E'vero che ci sono ...Studi ...più o meno accreditati,ai quali ci si può rivolgere,ma io ho sempre molti dubbi!!!Mi ricordo sempre un passo del romanzo "I Vicerè" del de Roberto,nel quale il Cav.Eugenio di Francalanza cerca di far denari ristampando il Mugnos,ma poi comincia ad assimilare a famiglie veramente nobili,le....branche...,che per avventura avevano lo stesso cognome in diverse parti della Sicilia,per poter risquotere i premi che le ...branche... gli offrivano.Questo per dire che bisogna stare sempre all'erta ,per evitare delusioni.Renato Campofreda.


Caro sig. Campofreda

Capisco il Suo stupore, ma sono costretto a smentirLa perchè sono socio dello studio "più o meno accreditato" che ha curato questa ricerca.
Mentre è vero che i documenti parrocchiali permettono di giungere al XVI secolo non è assolutamente necessario ricorrere agli archivi notarili per proseguire, almeno in questo caso, visto che i documenti fiscali del territorio fiorentino sono ricchissimi per tutto il medioevo, e attestano la presenza di famiglie anche non blasonate per tutto il Medioevo (mai sentito parlare di Estimi, Decime e Catasti?). Basta avere un po' di fortuna (come nel caso del sig. Banchelli) per riuscire a risalire così indietro. Uno degli elementi fondamentali è la permanenza a lungo nello stesso luogo, che consente di non perdersi a ricercare i luoghi dai quali la famiglia si è spostata.
D'altra parte in altre ricerche da noi curate ci siamo dovuti fermare al XVI, talvolta anche al XVII secolo, perchè l'incertezza a proseguire non garantiva una ricostruzione certa della linea genealogica, oppure perchè lo stesso committente ha deciso di interrompere la ricerca.
Le ricordo che qui in Toscana, e a Firenze in particolare, e nell'ambito universitario ancor più in particolare, la ricerca storica è cosa seria da molto tempo, e che la nostra società non ha alcun bisogno di essere accreditata o di fantasticare sul passato delle famiglie e sulla storia dei cognomi, visto che è in grado (e lo fa) di produrre tutti i riferimenti ai documenti consultati.
Se necessita di una lista delle fonti storiche da noi usate per la ricerca in questione può scriverci, nel frattempo la saluto cordialmente.

Tommaso

p.s. Colgo l'occasione per salutare il sig. Banchelli. Le auguro di trovare il blasone giusto!


Gentile Tommaso
concordo in pieno su quanto scrive!
Ci sono zone in Italia (Toscana e Piemonte ad esempio) dove se fortunati si arriva anche al secolo XIV (almeno alla fine).
E aggiungo che oggi finalmente la ricerca genealogica fatta da alcuni professionisti sta dando risultati seri.
Noi dell'IAGI è da 15 anni che portiamo avanti un approccio serio in queste materie e cerchiamo di cambiare una mentalità solo nobiliarista.
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Messaggioda renatocampofreda » mercoledì 17 gennaio 2007, 1:13

Mi scuso con Incipit se ho dato l'impressione di criticare il lavoro svolto dal suo studio.Intendevo dire che per lo meno nelle nostre zone ,è difficile andare oltre il 1500 per le ricerche,probabilmente proprio per diverse situazioni storiche del passato,e certi documenti sono difficilmente reperibili,per cui la ricerca diventa molto complessa.Sicuramente ha ragione quando dice che la permanenza in uno stesso luogo facilita il lavoro.Mi scuso di nuovo se ho dato l'impressione di criticare il caso specifico.Distintamente.
Renato Campofreda.
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Messaggioda Incipit » mercoledì 17 gennaio 2007, 11:39

Caro sig. Campofreda

Mi scuso se ho usato toni un po' bruschi e soprattutto mi dispiace aver sviato dal tema principale di questo post, ma ho dovuto difendere la serietà delle nostre ricerche.

D'altronde è verissimo, come lei dice, che molto dipende dalle zone geografiche dove la ricerca si svolge e dallo stato di conservazione del patrimonio documentario.

Auguro a tutti un buon proseguimento di discussione e mi scuso ancora per l'intrusione.

Tommaso
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