Bene
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
si arriva in cieloFerrante Mancini Lucidi ha scritto:Gli oggetti raffigurati sui conci di chiave dei vecchi portali in pietra che lei, gentile Aramartis, ha fotografato e mostrato, non sono degli stemmi.
Come già altri colleghi ed amici del Forum hanno fatto notare, queste raffigurazioni rimandano a semplici abbellimenti che alcune famiglie più abbienti (o meno povere) fecero scolpire sugli archi lapidei d'ingresso delle loro case a partire dal XVI secolo fino agli inizi del XX.
L'Italia intera, nelle sue città, paesi e contrade, ne abbonda!
Considerando, pertanto, il diffuso utilizzo di questi "simboli familiari" e l'intento per cui si realizzavano si potrebbe affermare che ci si trova di fronte ad un fenomeno di para-araldica che, pur essendo ben distinto da questa scienza, ne imita in maniera povera il linguaggio (mutuandone ovviamente molte figure).
Girando nei centri storici (soprattutto medio-piccoli) del nostro bel Paese potremo così ammirare tanti conci di chiave su cui sono stati scolpiti animali, stelle, alberi, fiori, simboli di arti e mestieri, iniziali di nomi e, più di tutti, il celebre monogramma IHS, testimonianza che dalla famiglia che abitava in quella casa era nato un sacerdote.
Monogramma del nome Iesus, diffuso da San Bernardino da Siena (sec. XIV) e utilizzato secoli dopo dalla Compagnia di Gesù (Gesuiti) come proprio stemma.
Ferrante

Lasa pur dir ha scritto:Gentilissimo Ferrante, potrebbe dirmi la fonte dalla quale ha attinto la notizia che il monogramma di San Bernardino starebbe ad indicare che nella casa sulla quale era apposto era nato un sacerdote?
Il monogramma IHS è presente su molti edifici del centro storico della mia città ma, come riferitomi verbalmente, viene considerato una maniera per distinguere le case dei cristiani da quelli degli ebrei, che arrivarono ad essere circa un terzo della popolazione.
Sarei curioso di approfondire l'argomento.
Spesso le leggende sono maggiori, come numero e risonanza, rispetto ai dati documentati o documentabili.
Riguardo all'uso di simboli o di segni para araldici mi sembra opportuno considerare che fino alla diffusione della scolarizzazione era impensabile far scrivere, come facciamo oggi, il nome della propria famiglia (o della propria attivtà) sull'uscio, poichè quasi nessuno sarebbe stato in grado di leggerlo!...(omissis)...
si arriva in cieloMa non per questo tutti tali segni alternativi alle scritte debbono essere considerati segni o simboli con valore para-araldico!

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