Il monte all'italiana.

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 31 marzo 2006, 22:21

mcs ha scritto:
Franz Joseph von Trotta ha scritto:
mcs ha scritto:E poichè (sempre per continuare con degli esempi) a Faenza vi sono stemmi pre-cinquecenteschi con i monti all'italiana, apprendo che tale città si trova nell'Italia centro-meridionale :shock: !
mcs

Araldicamente parlando e con tutte le sfumature del caso non lo ritengo improprio... italia centrale direi viste le influenze araldiche dalla vicina Toscana di cui quei monti anteriori al '500 che Lei segnala sono segno.
Le celebri maioliche di gusto araldico locali, forse perchè io sono aduso a modi troppo nordici, mi rimandano ad un gusto toscaneggiante pienamente rinascimentale.
Magari sbaglio e la mia "sensibilità araldica" è diversa dalla Sua, magari mi correggerà ma la mia prima impressione è proprio quella.
Un saluto,
FJVT


Secondo il mio modestissimo parere, dividere l'Italia in settori per suddividerne l'araldica o l'arte in sottoinsiemi, mi pare estremamente riduttivo...(omissis)...Un saluto a Lei!
mcs


Condivido.

É giusto non dimenticare mai, nemmeno in araldica, che l'Italia di oggi deriva dalla sommatoria di più "nazioni" diverse, ma...

...è ancor più ingiusto farlo per sminuire il valore di una nostra tipicità blasonica, estetica e tecnica la quale, che ci piaccia o no, è un patrimonio tutto e solo nostro, e di cui ogni araldista italiano dovrebbe essere fiero.

A prescindere da quale sia la "nazione" cui egli appartiene.

Bene :D valete
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 1 aprile 2006, 14:28

mcs ha scritto:Secondo il mio modestissimo parere, dividere l'Italia in settori per suddividerne l'araldica (...)

mcs



Gentile MCS,

a mio avviso si tratta solo di osservare che l'araldica italiana fu sempre divisa in differenti zone di influenza "grafico-stilistica"; dal Piemonte sabaudo e saluzzese ricco di contaminazioni cortesi e cavalleresche di Francia, alla Lombardia ed alle piccole corti padane con evidentissimi influssi gotici d'oltralpe, alla Venezia che costituì, lei sì, un qualcosa di molto più vicino ad una'araldica "piccolo-nazionale" con caratteristiche sue proprie ed omogenee sia compositive che formali così come la Toscana ha evidenti modi suoi. Il non volerlo accettare o ritenerlo secondario ed esaltare solo le cose che farebbero dell'araldica italiana un sistema grafico simbolico omogeneo e nazionale può essere una scelta ma non la condivido.
Ecco perchè mi piace cogliere le differenze (che ritengo una grande nostra peculiarità) che, ad esempio, nelle figure dei monti, io riscontro nelle diverse aree di quella che oggi è Italia, oggetto di questo topic. Se ho il riscontro che in determinate aree i monti detti all'Italiana sono solo una comparsa tardiva che muta i modelli originali differenti perchè non osservarlo? Non lo capisco.

Osservare e ragionare su queste differenze araldiche non sminuisce un bel niente, a mio parere, sembra quasi che ci si preoccupi di ledere chissà quale grandezza paludata ed intoccabile dell'araldica italiana e questo non lo capisco. Pazienza.

Sulla ceramica naturalmente Lei è la "Domina" e ad una Signora ci si inchina sempre.

Un caro saluto,

FJVT
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 1 aprile 2006, 16:35

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...si tratta solo di osservare che l'araldica italiana fu sempre divisa in differenti zone di influenza "grafico-stilistica"...(omissis)...

E, ripeto, su codesto dato di fatto storico non si discute...

...(omissis)...Il non volerlo accettare o ritenerlo secondario ed esaltare solo le cose che farebbero dell'araldica italiana un sistema grafico simbolico omogeneo e nazionale può essere una scelta ma non la condivido.

...credo però che sia ugualmente indiscutibile il fatto che oggi si debba assolutamente parlare di un'araldica italiana, e non più regionale...

Ecco perchè mi piace cogliere le differenze (che ritengo una grande nostra peculiarità) che, ad esempio, nelle figure dei monti, io riscontro nelle diverse aree di quella che oggi è Italia, oggetto di questo topic. Se ho il riscontro che in determinate aree i monti detti all'Italiana sono solo una comparsa tardiva che muta i modelli originali differenti perchè non osservarlo? Non lo capisco.

A livello storico, possiamo fare questo e mill'altri ragionamenti, tutti ugualmente validi.

Osservare e ragionare su queste differenze araldiche non sminuisce un bel niente, a mio parere, sembra quasi che ci si preoccupi di ledere chissà quale grandezza paludata ed intoccabile dell'araldica italiana e questo non lo capisco. Pazienza.

Purtroppo, sappiamo tutti :oops: benissimo che l'araldica italiana (rispetto al panorama mondiale) è :( tutt'altro che grande e paludata!!!
Ma proprio per questo, bisogna evitare ragionamenti che spingano a ritenere l'attuale monte all'italiana un sottoprodotto rispetto ad ulteriori forme del monte!
Almeno nella nostra scienza, noi italiani (che siamo :roll: abilissimi in questo) cerchiamo di non farci più del :cry: male da soli...


...(omissis)...Un caro saluto,
FJVT


Altrettanto a te, caro amico.

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Messaggioda Guido5 » sabato 1 aprile 2006, 17:19

Nel non entusiasmante (con i suoi disegni computerizzati) sito del "Blasonario subalpino", a http://xoomer.virgilio.it/blasonpiemon/index1.html, il monte all'italiana è raro (appena sei stemmi di sette famiglie, una delle quali di origine marchigiana) ma comunque presente.

Ciao a tutti!
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Messaggioda mcs » sabato 1 aprile 2006, 17:55

Franz Joseph von Trotta ha scritto:
mcs ha scritto:Secondo il mio modestissimo parere, dividere l'Italia in settori per suddividerne l'araldica (...)

mcs



Gentile MCS,

a mio avviso si tratta solo di osservare che l'araldica italiana fu sempre divisa in differenti zone di influenza "grafico-stilistica"; dal Piemonte sabaudo e saluzzese ricco di contaminazioni cortesi e cavalleresche di Francia, alla Lombardia ed alle piccole corti padane con evidentissimi influssi gotici d'oltralpe, alla Venezia che costituì, lei sì, un qualcosa di molto più vicino ad una'araldica "piccolo-nazionale" con caratteristiche sue proprie ed omogenee sia compositive che formali così come la Toscana ha evidenti modi suoi. Il non volerlo accettare o ritenerlo secondario ed esaltare solo le cose che farebbero dell'araldica italiana un sistema grafico simbolico omogeneo e nazionale può essere una scelta ma non la condivido.
Ecco perchè mi piace cogliere le differenze (che ritengo una grande nostra peculiarità) che, ad esempio, nelle figure dei monti, io riscontro nelle diverse aree di quella che oggi è Italia, oggetto di questo topic. Se ho il riscontro che in determinate aree i monti detti all'Italiana sono solo una comparsa tardiva che muta i modelli originali differenti perchè non osservarlo? Non lo capisco.

Mi spiace se ho dato un'impressione di chiusura con i miei interventi...io adoro ricercare le peculiarità ed i parallelismi; le intricate vicende dei nostri trascorsi storici, hanno reso l'Italia una penisola ricchissima nella sua totalità, ricchezza che si può riscontrare in ogni ambito: così come ogni "microcosmo locale" ha reso i suoi abitanti unici , allo stesso modo è accaduto nell'arte ed in ogni sua forma. Le "contaminazioni" ci sono state da sempre e negarle non mi pare il caso, anzi ritengo sia molto interessante andarne a ricercare i percorsi e le motivazioni.

Osservare e ragionare su queste differenze araldiche non sminuisce un bel niente, a mio parere, sembra quasi che ci si preoccupi di ledere chissà quale grandezza paludata ed intoccabile dell'araldica italiana e questo non lo capisco. Pazienza.

Sulla ceramica naturalmente Lei è la "Domina" e ad una Signora ci si inchina sempre.

Un caro saluto,

FJVT


Io sono semplicemente una persona curiosa...non "domino" nulla e nel forum, le differenze di genere non ritengo debbano portare alcun tipo di privilegio :P ...ci si confronta, ci si scambiano opinioni e...ci si arricchisce :wink: !

Cari saluti a Lei.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 2 aprile 2006, 23:26

Guido5 ha scritto:Nel non entusiasmante (con i suoi disegni computerizzati) sito del "Blasonario subalpino", a http://xoomer.virgilio.it/blasonpiemon/index1.html, il monte all'italiana è raro (appena sei stemmi di sette famiglie, una delle quali di origine marchigiana) ma comunque presente.
Ciao a tutti!
Guido5


Difatti, come figura in sè non è diffusissima, ma (stante l'orografia del nostro Paese) lo è soprattutto nell'araldica civica.

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 3 aprile 2006, 8:13

Cari Fra' Eusanio e MCS,

dialogare sulla tastiera come faccciamo noi è più complesso e a volte un poco più ostico che chiacchereare direttamente, viso a viso dove capirsi "al volo" è certo più facile.

Vi rigrazio per le vostre osservazioni, direi che alla fine siamo sulla stessa linea salvo acune sfumature più generali. Al momento purtroppo, sono di fretta, ma spero di avere tempo di porgerVi una risposta più articolata alle vostre ultime parole.

Buona giornata a tutti voi.

FJ
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