da Antonio Pompili » sabato 17 settembre 2022, 12:07
Come sappiamo il Patriarcato di Gerusalemme nel XIII secolo corrispondeva sostanzialmente al territorio del Regno di Gerusalemme che già dalla metà di quello stesso secolo faceva uso araldico della croce potenziata. Non è da escludere dunque un uso che, se non propriamente araldico (con la croce all'interno di uno scudo), almeno pre-araldico o para-araldico della stessa insegna fosse stato fatto proprio anche dal Patriarcato prima della caduta del Regno nelle sue ultime vestigia (1291).
Infatti usi araldici da parte di comunità religiose (sedi diocesane, abbazie, ordini religiosi...) saranno osservabili solo a partire dal XIV secolo, mentre prima di allora si assiste ad usi personali di stemmi da parte di ecclesiastici, sporadici nella prima metà del XIII secolo poi via via più comuni. Parlare in definitiva di un anno preciso relativo all'inizio di un simile uso, anche solo pre-araldico, da parte di un patriarcato penso sia impresa ardua.
Ancor più in là andrei per l'uso della croce gerosolimitana nel proprio stemma da parte della Custodia di Terra Santa. Certamente l'arma di religione, con le caratteristiche braccia incrociate, che va a comporre insieme all'insegna della croce potenziata lo stemma della Custodia come lo conosciamo oggi, non si è definita prima della seconda metà del XV secolo [Servus Gieben in una sua interessante monografia fa risalire una versione originaria, con le sole mani, inchiodate, a San Bonaventura che fu ministro generale dell'ordine fino alla sua morte, 1274; ma testimonianze di questo trovano conferme solo in opere iconografiche della fine del Quattrocento]. Se anche ammettessimo un uso della croce gerosolimitana antecedente all'uso dell'arma composta da parte dei frati francescani - i quali erano già presenti nella "Provincia d'Oltremare" dal tempo del loro Fondatore - vedo la cosa come difficilmente ipotizzabile prima del 1342, anno in cui Papa Clemente VI approvò l'operato dei Reali di Napoli (che già da qualche anno avevano ottenuto ai frati il diritto di vivere e operare presso il Santo Sepolcro), riconoscendo ai religiosi il diritto di rappresentare la Chiesa di Roma, sancendo la Costituzione giuridica della “Custodia di Terra Santa”.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)