Uguccione della Faggiola

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Uguccione della Faggiola

Messaggioda eugubino » venerdì 18 novembre 2005, 18:07

Cari amici, sono alla ricerca dello stemma di questo celebre ghibellino.

Potete aiutarmi?

Grazie
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 23 novembre 2005, 17:45

Carissimo,
la famiglia Della Faggiola viene segnalata avere (dal Crollalanza, Dizionario..., vol. I, pag. 385) il seguente stemma:
Di rosso, alla sbarra d'oro.

Ritengo però che codesta sia una variante rara della loro arma, poichè altre fonti lo lasciano supporre: a parte Bascapè/del Piazzo (che a pag. 300 di Insegne e simboli... citano sia il Crollalanza suddetto, sia altre due fonti da un manoscritto seicentesco a loro volta poco attinente), il Marchi nel suo Repertorio di figure... dalla raccolta Ceramelli Papiani attribuisce loro tre bande d'oro (i limiti di tale peraltro notevole Repertorio sono ormai noti al forum: aggiungo che i Della Faggiola occupano il fascicolo n° 5566 del fondo Ceramelli).

Il vecchio frate reputa pertanto credibile che Uguccione alzasse un qualcosa di simile ad un:
Di rosso, a tre bande d'oro.

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Messaggioda eugubino » mercoledì 23 novembre 2005, 17:52

Grazie!

Uno stemma semplice e suggestivo.

E' strano però che un personaggio di simile levatura non abbia lasciato molto dietro di se, tanto che non si conosce - mi corregga se sbaglio - con assoluta certezza la sua insegna.

Chissà che non sia questa l'occasione per far emergere, che so, qualche stemma lapideo, magari in qualche luogo tosco-romagnolo già ghibellino.

Uguccio della Faggiola occupò Gubbio nel 1300, ma la tenne per pochissimo tempo.

Il cardinale Napoleone Orsini fece in modo che la città tornasse fedele a SRC.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 23 novembre 2005, 17:55

eugubino ha scritto:Grazie! Uno stemma semplice e suggestivo.

Perchè è antico.

E' strano però che un personaggio di simile levatura non abbia lasciato molto dietro di se, tanto che non si conosce - mi corregga se sbaglio - con assoluta certezza la sua insegna.

Infatti le fonti parlano quasi sempre dell'arma della famiglia, più che della sua.

Chissà che non sia questa l'occasione per far emergere, che so, qualche stemma lapideo, magari in qualche luogo tosco-romagnolo già ghibellino.
Uguccio della Faggiola occupò Gubbio nel 1300, ma la tenne per pochissimo tempo...(omissis)...


Tu sei espertissimo nel trovare l'introvabile... :wink:

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Messaggioda eugubino » mercoledì 23 novembre 2005, 18:00

Una cosa di "alleggerimento"

http://www.irbastione.it/lucca.htm

Introduzione Storica

Il Diorama si riferisce ad un fatto storico messo in poesia da G.Carducci in "Faida di Comune"; l'evento accaduto nel 1314 il giorno 14 Giugno si riferisce alla conquista della città di Lucca da parte delle truppe Pisane al comando di Uguccione della Faggiola, caratterizzata da una crudele messa a sacco che ebbe la durata di 8 giorni e che vide anche il trafugamento del tesoro del Papa che si trovava momentaneamente nella città Lucchese.
Nel diorama è ricreato il momento in cui i Pisani stanno per entrare in Lucca dalla Porta San Frediano e all'interno del diorama è riprodotta una scenetta che prende spunto dalla parte finale di "faida di Comune" dove si dice:
...Ma Tigrin della Sassetta
Faccia ed anima cattiva,
trasse a corsa pei capelli
un lucchese che fuggiva,
e la spada per le reni
una volta e due gli fisse,
tinse il dito entro quel sangue
e sulla porta così scrisse,
"manda a te Bonturo Dati
che i lucchesi hai consigliati,
dalla porta a San Friano
questo saluto il popolo Pisano..."

(G. Carducci, Faida di Comune, op. cit.)

Nel diorama si vede la figura di Tigrin della Sassetta che stà lasciando il suo messaggio sulle mura lucchesi; le Araldiche sia Pisane che Lucchesi sono state il risultato di ricerche a volte non facili ed appartengono a famiglie nobili e di popolo coeve al periodo storico rappresentato, così come il portastendardo del Libero Comune di Pisa è realmente stato un Della Gherardesaca.

Costruzione del Diorama

La base su cui poggia è di legno sulla quale per tirare i piani è stato incollato del polistirolo espanso ricoperto da una mescola di stucco e colla vinilica per modellare il terreno, i figurini sono in piombo per la maggior parte della Mirliton, alcuni sono modificati, per le insegne sono stati usati vari materiali, dalla carta velina a doppio incollata con colla vinilica modellata e dipinto alla stagnola delle bottiglie di spumante (usata anche per alcune gualdrappe di cavalli).
Per dipingere il terreno sono state date tre mani con diverse tonalità di marrone sfumando con tensocromatico nero le parti più scure e poi ricoperte da erba incollata con colla vinilica, per le piante sono state usate piante secche.
Per le parti delle mura e del ponte in pietra si è partiti da una base di nero con successive spennellature a secco di grigi di varie tonalità sino ad arrivare al color sabbia, mentre per i mattoni in cotto, sempre partendo dal nero si è proceduto con pennello a secco con un paio di toni di marrone e rifiniti con tensocromatico nero.
Per i guerrieri si è partiti dal nero per chi aveva cotte scure e dal bianco per chi aveva cotte chiare, le parti in maglia ferrata sono state dipinte con base nera e spennellature a secco color metallo brunito e lumeggiature argento, le parti in metallo hanno il colore di partenza di Metallo brunito e punti luce in argento, tutto il figurini cotta, parti in metallo e carne è rifinito con spennellature di tensocromatico nero e marrone per simulare macchie di terra.
[i]



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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 23 novembre 2005, 18:34

eugubino ha scritto:Una cosa di "alleggerimento" ...(omissis)


...dì meglio: stai guadagnando tempo...! :wink:

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Messaggioda eugubino » mercoledì 23 novembre 2005, 18:36

Ho controllato.

Uguccione è stato in un sacco di posti: Lucca, Pisa, Sansepolcro, ecc. ecc.

Da quelle parti forse hanno un suo stemma.

Ho visto pure che nel 1995 è stato fatto un convegno su di lui.

Ho già chiesto informazioni.

Magari bisognerebbe cercare anche in qualche stemmario.

Insomma... DATEMI UNA MANO :1: :1: :1: :1:
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Messaggioda eugubino » giovedì 24 novembre 2005, 11:22

Una notizia curiosa ed interessante.

Dal libro I° dello Statuto Vecchio del comune di Gubbio (1338).

"Statuimus, quod omnes officiale tam Civitatis quam Comitatus Eugubii sint Ghelfi, et de parte Ghelfa, scilicet qui sunt, et qui pro tempore fuerint, et non de parte contraria.
Addentes quod omnes illi qui fuerint confinati et steterint ad confinia tempore Uguitionis de Fagiola vel qui fuerunt in exercitu que Sancta Maria de Alfiolo, tempore recuperationi dicte civitatis habentur pro ghelfis
".

Uguccione della Faggiola, assieme ai fuoriusciti eugubini e a molti ghibellini, specie toscani e romagnoli (compresi i Montefeltro) occupò Gubbio il 23 maggio 1300. Fu eletto subito podestà.

Il 24 giugno la città fu recuperata alla Chiesa.

Lo Statuto identifica le famiglie guelfe eugubine con quelle che furono bandite da Uguccione e con quelle, in molti casi le stesse, che combatterono nei pressi dell'abbazia di Santa Maria d'Alfiolo per ricnoquistare la città.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 1 dicembre 2005, 16:07

Carissimo Fabrizio,
guarda un po' cos'ha trovato il vecchio frate gironzolando in Internet per libri vecchi:

http://www.unilibro.it/find_buy/libro/g ... 16&idaff=0

Càpita proprio a fagiolo, anzi alla Faggiola... :lol:

...va be', come non detto! :oops:

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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 16:09

Qui sfioriamo il colpaccio!! :D :wink:
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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 16:10

Diciamo anche che faggiola non ha nulla a che vedere con i fag[g]ioli... :P
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 1 dicembre 2005, 16:11

:wink: Buona caccia!

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Messaggioda eugubino » giovedì 1 dicembre 2005, 16:13

Piccolo tranquillo borgo appenninico che domina dall’alto di un colle la sponda sinistra del torrente Senatello, affluente del Marecchia. Terra di boscaioli, cacciatori, cercatori di funghi e di tartufi, di raccoglitori di castagne e anche di pescatori d’acqua dolce, Casteldelci viene per la prima volta citato in un documento del XII secolo come ’Casale d’Ilice’. Inizialmente fu sotto la giurisdizione temporale dei vescovi del Montefeltro, come territorio circostante la pieve di S.Martino in Vivedo, e dal 1290 sotto l’amministrazione del rettore della Massa Trabaria; successivamente, fino al secolo XV, fu governato dai Della Faggiola e a ricordo di tale casato restano ancora i ruderi del loro antico maniero. Fu nei pressi di Casteldelci che nacque il celebre Uguccione Della Faggiola (1250-1319), noto condottiero ghibellino, signore di Arezzo, Pisa e Lucca. Superato il periodo delle lotte tra Malatesta e Montefeltro (sec. XV), cadde in mano di Cesare Borgia, di Lorenzo de’Medici e del Comune di Firenze, per finire aggregato al ducato di Urbino. Svetta sull’abitato l’antica Torre Civica addossata alla chiesa di S.Maria in Sasseto e prossima alla chiesa di S.Nicolò, mentre più in basso, sul Senatello, è degno di nota l’ardito Pontevecchio ad unica grande arcata. Altamente suggestivo è il piccolo nucleo di case del castello, addossate le une alle altre a formare un tutto unico. Oltre il confine del territorio comunale sorge il monte Fumaiolo da cui nasce il Tevere in località Balze (m.1090). Consigliabile una gita al Poggio dei Tre Vescovi (m.1127), posto lungo la strada che porta fino al Passo di Pratieghi dove è il punto d’incontro dei confini regionali di Marche, Emilia-Romagna e Toscana.

http://www.marchecitta.it/comuni/casteldelci.html
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Messaggioda pierluigic » giovedì 1 dicembre 2005, 21:19

-

complimenti un'altro topic bellissimo


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