fabione 66 ha scritto:Approfitto del topic
ponendo alcune domande
1 i primi stemmi araldici militari quando furono istituiti ?
Vittorio Amedeo II, nel 1692, concesse ed autorizzò l’uso di stemmi araldici a ciascuno dei propri Reggimenti, attingendo dall’araldica dei suoi possessi. Per alcuni di questi Reggimenti, tuttora esistenti, gli Stemmi araldici - ridecretati dai Presidenti della Repubblica dopo il 1946 - contengono le stesse simbologie d’origine sabauda.
Gli Stemmi concessi da Vittorio Amedeo II furono riportati sugli Stendardi.
Ciò è stato rilevato anche nei recenti studi di Enrico Ricchiardi, condotti nei fondi dell’Archivio di Stato Torinese e pubblicati dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito nel 1993.
Il ritrovamento dei conti di pagamento ai sarti reggimentali per la fabbricazione degli Stendardi con i disegni degli Stemmi, hanno fatto ritenere al Ricchiardi che l’araldica dell’Armata sarda abbia avuto origine dai vessilli e non viceversa.FONTE:
http://utenti.multimania.it/SRG_2/id20.htmmentre, invece, con la
Circolare n° 55619 del 4 luglio 1939, il Ministero della Guerra forniva le istruzioni per le domande relative alla
concessione dello stemma per i Reggimenti
nicolad72 ha scritto:L'adozione dello scudo sannitico è dovuta al regolamento araldico del regno d'italia che lo impose per tutti gli stemmi...
L'Art. 42 del Art. 42 della
Deliberazione della Consulta Araldica del Regno d’Italia del 4 maggio 1870 recita:
La figura normale dello scudo è quella detta [b]sannitica, ossia si fa lo scudo in forma di un quadrilatero rettangolo, i lati verticali del quale siano più lunghi degli orizzontali, e l’inferiore di questi ultimi, ritondato agli angoli e ricurvato nel mezzo, e termini in punta. L’altezza dello scudo deve eccederne di un settimo la larghezza in modo che, diviso il lato superiore in sette parti o moduli, i lati verticali siano otto moduli, aggiungendo per la punta un mezzo modulo.[/b]
il
Regio Decreto n° 7282 del 27 novembre 1890 regolava gli stemmi dello Stato e delle Amministrazioni governative.
l'Art. 6 del Regio Decreto n° 234 del 13 aprile 1905 recita:
"Lo scudo d'arme normale tradizionale in Italia è quello appuntato e per le donne quello ovato. Sono tollerate le altre fogge di scudi riservando la forma romboidale alle armi femminine. Nelle concessioni si escluderanno le fogge arcaiche e di torneo, inclinate a tacca, a testa di cavallo ecc."è vero anche che la forma
sannitica è imposta alle sole Provincie e Comuni dall'Art. 39 dell'Ordinamento dello stato nobiliare italiano di cui al
Regio Decreto n° 61 del 21 gennaio 1929:
"Gli stemmi delle Provincie e dei Comuni non possono essere modificati. Essi hanno la forma cosiddetta sannitica con la corona e con le ornamentazioni prescritte dal regolamento tecnico araldico del 13 aprile 1905"con la
Circolare n° 92060 del 7 ottobre 1939, si ribadiva, per gli Enti Militari, la
forma sannitica dello scudo.
fabione 66 ha scritto:Il riferimento era a quelli "moderni" militari del topic
I
"trofei militari" che sormontavano gli scudi di cui chiedevo all'inizio fu stabilita con la
Circolare n° 210 del 13 febbraio 1950, che stabiliva le norme e le caratteristiche di ogni stemma dell'Esercito Italiano.
Le
OSCENE "corone 'civiche'" che abolivano i detti trofei, invece, furono stabilite con la
Circolare n° 121 del 9 febbraio 1987: lo Stato Maggiore dell'Esercito, su impulso del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, impose, nel quadro di un riordino generale dell'araldica militare, che tutti i Corpi ed Enti militari, che avevano diritto a fregiarsi di uno stemma, rivedessero il disegno, secondo le caratteristiche dettate.