dpascale ha scritto:Chissà... Io lo chiamerei Galgano [figlio] di Guidotto. Difficilmente in quell'epoca parlerei di cognomi, o di stemmi. Che poi questa o quella famiglia Guidotti (non solo toscana

) abbia tentato di ricondurlo nel proprio "alveo", è un altro discorso. Comunque so ben poco su tutta la vicenda, e anzi sono anch'io molto curioso di leggere pareri degli esperti del forum...
Cordiali saluti,
Daniele
Il cognome "Guidotti" fu attribuito a San Galgano molto tardi, in ragione del fatto che un codice redatto da un anonimo monaco agostiniano nel secondo ventennio del Trecento - la
Vita Beati Galgani - chiama il padre di lui "
Guidoctus"; il codice risale a circa centocinquant'anni dalla morte del Santo, avvenuta il 30 novembre 1181 e nelle fonti primarie - verbale del
processo di canonizzazione (1185);
Vita Sancti Galgani de Senis (prima metà del sec. XIII) - il nome del padre è del tutto assente mentre è presente quello della madre, Dionisia.
L'abate Antonio Libanori nella sua
Vita del glorioso San Galgano eremita cistercense, del 1645, chiama il padre del santo "
Guido Guidotti" e fa dei Guidotti un ramo dei Conti Guidi, ma si tratta di una tesi difficilmente sostenibile: i conti Guidi non avevano infatti possedimenti né in Chiusdino - luogo natale del santo - né nei dintorni, né risulta in questi luoghi la presenza dei membri di questa stirpe né rapporti di alcuno di essi con i luoghi galganiani, mentre il padre Pietro Rossi nel
Breve compendio della vita di S. Galgano da Chiusdino cittadino senese confessore, del 1780, scrive "
Guido di Guidotto" dandoci il nome del padre e addirittura del nonno del santo.
La famiglia del santo è descritta come appartenente ad un ceto sociale elevato: «
ex nobili prosapia exstitit oriundus», scrive l'anonimo monaco cistercense autore della
Vita Sancti Galgani de Senis, che a tutt’oggi è la più antica biografia del santo (prima metà del XIII sec., come detto).
Personalemente credo che il santo appartenesse ad una delle famiglie "
nobili" presenti nel XII secolo nel castello di Chiusdino, ad esempio quella del vice-conte imperiale Scolario, e perciò detta degli
Scolari, o quella di Ugo di Razo, custode del castello per conto del vescovo di Volterra ed altrimenti detta degli
Ugorazi o addirittura ad un ramo ultragenito di una delle grandi famiglie comitali della zona, come i
Gherardeschi o i
Pannocchieschi, oppure ad un’altra famiglia a noi sconosciuta ma comunque sempre appartenente al ceto dirigente della comunità.
Andrea Conti