da Caterini Carlo » mercoledì 16 giugno 2010, 15:37
I nobili Caterini dell’Umbria deriverebbero dai Cattanei di Gualdo Cattaneo, che furono Conti di Aversa nel 1520. Anch’essi si nominarono Caterini per devozione a Santa Caterina. Infatti, con il cognome Caterini furono ascritti alla nobiltà di Nocera Umbra, Acquapendente, Onano e furono insigniti del titolo di Conti dal Pontefice Leone XIII. A questa famiglia appartenne il Cardinale Prospero Caterini, il quale nacque ad Onano il 15/10/1795 dai nobili Francesco Caterini e Maria Domenica Pacelli. Egli fu Consigliere di Pio IX, Protonotario Apostolico, Diacono di Santa Maria della Scala, Visitatore Apostolico della pia casa degli orfani e del Monastero dei S.S. Quattro Incoronati, Prefetto economico della Propaganda Fide, Prefetto del Sacro Concilio Tridentino, Segretario della supremo S.C. e della Universale e Romana Inquisizione, Presidente della commissione cardinalizia per la preparazione al primo Concilio Vaticano e partecipante al primo Concilio Vaticano. Fu creato Cardinale nel 1853 da Pio IX ed ebbe l’onore di pubblicare nel 1878 dalla loggia della basilica di S. Pietro, l’elezione a Pontefice di Leone XIII, suo intimo amico. Morì a Roma il 28/10/1881 e le sue spoglie riposano al Verano nel sacello dell’Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue. La madre del Cardinale Caterini era la zia di Marcantonio Pacelli, nonno paterno di Eugenio Pacelli, che venne eletto Papa il 02/03/1939 con il nome di Pio XII. Entrambe la famiglie erano originarie di Onano e avevano importanti incarichi nella Curia, infatti, Marcantonio Pacelli fu tra i fondatori dell’Osservatore Romano e seguì il Papa-Re, Pio IX, in esilio a Gaeta. Per le sue azioni fu premiato con il titolo di marchese e nobile di Acquapendente e di Sant’Angelo in Vado. Filippo Pacelli, suo figlio e padre di Pio XII, divenne avvocato della Sacra Rota, mentre il fratello, avvocato Francesco Pacelli, condusse le trattative con il governo fascista che culminarono nella sottoscrizione dei patti Lateranensi. Nei pressi della località denominata, Grotte di Castro, vicino al Lago di Bolsena, il Cardinale Caterini, possedeva il castello di Santa Cristina, nel quale il seminarista Eugenio Pacelli trascorreva le vacanze estive in compagnia dei parenti Pacelli e Caterini. Riguardante il Cardinale Caterini si riporta un passo della Storia d’Italia di Montanelli riferito ai rapporti tormentati; durante il risorgimento, tra governo piemontese e Stato della Chiesa: <<Alla fine del 49 un alto magistrato, Siccardi, fu mandato da D’Azeglio a Roma per chiedere l’allontanamento dell’arcivescovo di Torino, Fransoni, e intavolare un negoziato. Più tardi la Curia disse ch’era stato lui stesso a farlo fallire. Ma si tratta di una sfacciata menzogna. A Siccardi fu di proposito dato come interlocutore il prelato più retrivo, intransigente e scostante, Caterini, e Siccardi capì benissimo che l’ostacolo, insormontabile, non era nelle questioni da risolvere, ma nella ripugnanza del Papa (Pio IX) a trattare con un regime costituzionale.>>
Caterini Carlo. Gens Catherina de terra Balii. Edizioni Scientifiche Calabresi.Rende 2009.