Stemma della famiglia Maschi

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Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » giovedì 30 luglio 2009, 11:25

Eccomi ancora a chiedere aiuto. Causa tesi di laurea mi sono imbattuto in un'arma della famiglia Maschi di Rimini; la storia della suddetta famiglia è nota ma la blasonatura no! Nel senso che a Rimini si conservano solo i bassorilievi sulle cimase delle finestre e piccole riproduzioni su manoscritti..... sono poi riuscito a trovare nell'Archivio di Stato di Bologna una bella riproduzione a colori e alcune disegnate a penna.
L'arma purtroppo non la riesco a blasonare dato che sono solo un appassionato di araldica; mi danno "fastidio" soprattutto quelle frecce (?) poste sulle bande o cotisse (banda larga la metà)? Lo scudo, da quello che sò non dovrebbe definirsi "bandato" dato che gli smalti sono metalli e non colori. Potrebbe essere lo scudo d'oro alle tre cotisse d'argento caricate da frecce (mi viene da pensare alle frecce soprattutto dopo aver ritrovato il disegno dell'arma a Bologna). Le cotisse o bande si devono definire cucite?
Poi anche sui due metalli affiancati si dovrebbe parlare (la famiglia Maschi fù di grande prestigio al tempo, soprattutto presso il Papa).
Infine il capo dovrebbe essere quello dei cavalieri di Santo Stefano (correggetemi pure, dato che come storia famigliare tornerebbe, mentre credo che non torni dal punto di vista araldico dato che sembra più quello dei cavalieri di Malta).

Stemma disegnato su un manoscritto (1500 ca)
http://colrimini.altervista.org/Maschi1.jpg

Stemma scolpito sul palazzo (1506 ca)
http://colrimini.altervista.org/Maschi2.jpg

Stemma disegnato su un manoscritto a Bologna (1490 ca)
http://colrimini.altervista.org/Maschi3.jpg
http://colrimini.altervista.org/Maschi4.jpg

Ringrazio fin da ora chi mi potrà dare una mano.

Gianfranco

P.S. Non riesco proprio a inserire le immagini nel forum!!!!!
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 30 luglio 2009, 11:41

Se i colori nel manoscritto non conseguono a manipolazioni posteriori, potremmo essere di fronte ad un capo di Malta e non certo ad un capo stefaniano.
Il resto dello scudo mostra comunque due bande in campo d'oro.

Il bassorilievo dell'immagine n° 2 contiene, invece, un bandato.
Ma la foto sembra troppo poco definita per desumere qualcosa di più preciso.

Le immagini nn. 3 e 4, ahinoi... non sembrano invece accessibili.

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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » giovedì 30 luglio 2009, 12:05

Ripropongo le immagini in quest'altro modo (dato che le ultime due sono le più esaustive!)

Immagine

Immagine

Immagine

Immagine

Per vederle in grande formato basta cliccarci sopra!
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 30 luglio 2009, 12:26

Grazie davvero!

La qualità delle due ultime immagini (e la loro genuinità, che sarebbe appurabile solo tramite esame diretto, ma che appare del tutto probabile) fa capire che tre delle bande lì visibili sono di vajo: anzi, di naturalistiche pelli di vajo nell'esemplare n° 3 a colori, e di vajo araldico nel n° 4 a tratteggio.

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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » venerdì 31 luglio 2009, 16:06

Ah!!!!! Non ci avevo proprio pensato!
Comunque l'ultima immagine riproduce fedelmente l'arma presente sul palazzo (purtroppo nelle foto d'epoca non xi vede bene e attualmente è ricoperta da strati di sporcizia).

Quindi come posso blasonare?
D'oro, bandato di vajo? Come potrei arricchirlo?

Vi ringrazio per l'attenzione e l'aiuto che mi avete dato finora.
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 31 luglio 2009, 17:00

Gentile amico di fatto c'è una fondamentale differenza tra l'ultima immagine e quelle precedenti.
Nelle precedenti infatti sembra di essere davanti a un bandato, come tu giustamente osservi. Con bandato intendiamo dire che lo scudo è pieno di bande, a smalti alternati (se sono 6, come in questo caso, non se ne indica il numero). Qui parleremmo esattamente di un bandato d'oro e di pelli di vajo (si indica per primo lo smalto che si trova in alto).
Per l'ultima immagine non possiamo parlare di un bandato. Cioè non siamo di fronte a una "partizione onorevole" dello scudo, ma - ammettendo di avere gli stessi smalti degli stemmi precedenti - di fronte a uno scudo d'oro caricato di bande di pelli di vajo (di cui sicuramente dobbiamo specificare il numero). Parleremo semplicemente in questi termini: d'oro, a tre bande di pelli di vajo, o se preferisci, d'oro, a tre bande di vajo piumato. Anche se dalla stilizzazione evidente nel disegno dovremmo forse preferibilmente pensare alla volontà di rappresentare piuttosto tre bande di vajo.
Resta da blasonare il capo...
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » venerdì 31 luglio 2009, 17:30

Grazie per la blasonatura!!!!! Non credevo che ci fossero differenze tra gli ultimi due stemmi, nel senso che supponevo la differente partizione una sorta di "errore" dovuto alla fretta del disegno. Tenterò di verificare, a questo punto, a cosa si possa riferire questo cambio dato che sia lo stemma disegnato (n. 4) che quello sull'edificio (n. 2) appartengono all'epoca di Carolus De Maschiis (Carlo Maschi) mentre il primo a suo padre. Il n.3 potrebbe anche essere stato riportato sul faldone in un secondo tempo, chissà!
Poi, come mi avete fatto notare, manca ancora il capo. Spero di trovare qualche notizia che leghi la storia della famiglia a quella dei Cavalieri di Malta.... sò di certo che al tempo strinsero forti legami con la città di Genova e con i Fregoso.
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 1 agosto 2009, 10:38

Jan80 ha scritto:Non credevo che ci fossero differenze tra gli ultimi due stemmi, nel senso che supponevo la differente partizione una sorta di "errore" dovuto alla fretta del disegno.

Il discorso, carissimo, è sottile.

Differenze fra i due stemmi ci sono, a livello estetico: e i differenti blasoni chiariscono come e dove.

Ma la tua supposizione che queste differenze siano frutto di un possibile "errore" è tutt'altro che peregrina: ai primordi dell'araldica, anzi, questi che a noi sembrano "errori" erano i frutti di una mentalità che "vedeva" questi generi di stemmi come una sequenza di elementi obliqui, e che talora prescindeva dai rispettivi "numeri".

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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » domenica 2 agosto 2009, 7:32

A questo punto ho un grooso quesito: mi è stato detto che quei "triangolini" in realtà sono bande di vaio...... guardando altre discussioni (tipo questa: viewtopic.php?f=1&t=4851) del forum però ho notato che non è sempre facile distinguere il vaio dall'ermellino; con questo non voglio dire che dubiti sul tipo di pelliccia ma mi piacerebbe comprendere come distinguerle (quelle antiche, s'intende, dato che in epoca moderna le due raffigurazioni sono state ben separate)
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » martedì 18 agosto 2009, 10:13

Ripropongo qui le immagini dello stemma (l'unico ancora leggibile) sulle finestre del palazzo:

Immagine Immagine

Da queste immagini sembra che si tratti di un bandato di pelli di vaio e d'oro (l'inverso di quello precedente!).... che cosa devo pensare? E' normale che cambi in questo modo anche se il committente è sempre lo stesso (Carlo Maschi)?

Ho poi un altro quesito: esiste uno stemma che non mi riuscivo a spiegare nel primo stemmario di Rimini che si sia conservato fino ai giorni nostri. Questo stemma risalirebbe alla gererazione antecedente a quella che edificherà il palazzo ma, come nel manoscritto, lo stemma ha sempre mantenuto una sua coerenza, mentre qui ho trovato qualcosa di totalmente differente:

Immagine
By Grim80

La contrada è quella giusta e quindi non ho mai capito come mai l'arma differisse così tanto: poi mi sono imbattuto in una ricerca effettuata da uno storico locale all'inizio del secolo che afferma che lo zio di Carlo Maschi (Ranieri Maschi) avrebbe avuto l'onore di inserire lo stemma della città di Volterra nel suo come ringraziamento per l'ottimo lavoro fatto presso la città in qualità di podestà..... a questo punto ho guardato su internet quale fosse ATTUALMENTE lo stemma di Volterra:

Immagine

e mi sono reso conto che l'unico elemento in comune è il grifone..... può essere una coincidenza oppure l'elemento araldico è passato da uno stemma all'altro?
Mi piacerebbe sapere in antichità (più specificamente a metà del '400) come fosse lo stemma di Volterra ma non sò dove guardare.... magari in antico aveva anche la colonna!!!! E allora sarei a cavallo (di un grifone!) :D :D :D

Chi mi può dare una mano?

[cheers.gif]
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 agosto 2009, 13:16

Il grifo si ritrova sovente in stemmi civici di zone comprese in terra etrusca (celeberrimo quello di Perugia, sia città che provincia).

Fra tutti gli esseri alati che la prima, grande civiltà italica conobbe, (derivandoli dai prodotti mitologici e artistici del Vicino e del Medio Oriente), il grifo è uno fra quelli che hanno goduto di maggiore successo nell'immaginario collettivo posteriore e che, quindi, sono giunti fino a noi.

A quanto consta al vecchio frate, lo stemma di Volterra ha queste figure in conseguenza di un'apposita concessione d'epoca medievale, che non previde colonne. E che, probabilmente, nemmeno ne sostituì.

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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » martedì 18 agosto 2009, 18:05

Capisco..... quindi niente colonna a Volterra!

Per quanto riguarda le due pellicce c'è un modo per distinguerle in maniera sicura?

Se oggi dovessi ridisegnare lo stemma bandato di vaio dovrei rifarmi alle norme odierne e quindi disegnare le bande con le campanelle azzurre e bianche? Così però perderebbe il suo antico fascino (l'azzurro proprio non rientrava nei colori utilizzati!)
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 18 agosto 2009, 18:17

Jan80 ha scritto:Capisco..... quindi niente colonna a Volterra!

Molto probabilmente è così.

Per quanto riguarda le due pellicce c'è un modo per distinguerle in maniera sicura?

Sì, il vajo piumato è nettamente meno geometrico del vajo araldico.

Se oggi dovessi ridisegnare lo stemma bandato di vaio dovrei rifarmi alle norme odierne e quindi disegnare le bande con le campanelle azzurre e bianche? Così però perderebbe il suo antico fascino (l'azzurro proprio non rientrava nei colori utilizzati!)

Di solito, un vajo piumato si modificava in un vajo araldico quando un artista riproduceva uno stemma senza vederlo, ossia sulla sola base di una descrizione blasonica "carente", se così possiamo dire.

Circa il "fascino" del vajo piumato, tieni presente che su molti dipinti, affreschi e miniature medievali si vedono importanti personaggi abbigliati con manti (o altri componenti di vestiario) dotati di finiture di pelliccia: ossia, del vajo piumato "vero"!

E i colori di questa pelliccia sono il bianco e l'azzurro.

Praticamente ;) sempre.

Fra i più belli (e, in un certo senso, fra i più inattesi) di questi personaggi in vesti preziose, il vecchio frate ricorda due Santi affrescati su altrettante colonne affiancate all'inizio della chiesa di Santa Maria Maggiore in Monte Sant'Angelo (FG).

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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda Jan80 » sabato 22 agosto 2009, 13:42

Grazie mille per le risposte e tutti i consigli!!! [thumbup.gif]
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Re: Stemma della famiglia Maschi

Messaggioda giancarlo » martedì 20 aprile 2010, 21:43

lo stemma con il grifone alato appoggiato alla colonna è lo stemma della famiglia Giannini di S. Agata feltria. Quello stemma è stato riprodotto più volte dagli storici dell'antico borgo del Montefeltro ed in particolare dal cnonico Lorenzo Maffei nel 1700. Diversi palazzi nobiliari di S. Agata contengono quello stemma dipinto nei soffitti. Non so perchè in testa porti la scritta "Maschi". posso solo aggiungere che i De Maschi sono un'altra antica famiglia di origine santagatese che nel 1500 prese due direzioni: Urbino e Rimini. Ad Urbino esiste ancora la loro casa, in pieno centro storico. Un De Maschi aiutò il Signore di Urbino, Guidubaldo, a sfuggire al duca Valentino, e quando fu sconfitto quest'ultimo gli riconsegnò le chiavi della città. Quanto ai De Maschi giunti a Rimini le vicende sono note, dopo una prima allenaza con i Malatesta divennero acerrimi nemici e il palazzo de Maschi fu distrutto. Due medaglioni dipinti nel teatro Angelo Mariani di S. Agata ritraggono due De Maschi dei due rami descritti, ed a Rimini una pergamena, un codice, conservata nella biblioteca malatestiana ritrae un De Maschi (Ranieri). L'immagine è stata riprodotta nella copertina del volume "La Signoria dei Fregoso" Atti del secondo convegno di studi storici santagatesi.
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