Egregio collega,
ripensando a ciò che le Nazioni dell'attuale Centro e Sudamerica hanno significato per gli spagnoli, è quasi ovvio

che gli iberici ne abbiano poi riempito gli stemmi di cornucopie... non per niente le definivano
Eldorado!
Torniamo alla nostra
Enna: concordo con lei che la cornucopia non è l'attributo normalmente abbinato all'iconografia di Cerere, dea delle messi, cui meglio si addicono il manipolo (o il cesto) di spighe. É peraltro vero che in una variante di quello stemma provinciale ella sorregge una cornucopia, e noi dobbiamo registrarlo così.
Caro amico, non si rammarichi della sua ipotetica "pignoleria", sia perché in questo le sarei un acerrimo concorrente, sia perché solo i "pignoli" arrivano al nocciolo delle cose. Non c'è alcuna differenza fra i variabili contenuti di una cornucopia, se non nel blasone che li descrive (veda al riguardo cosa scrissi sopra). Del resto, la mitologia insegna che Giove fanciullo, dopo aver rotto (spero per gioco) un corno alla sua capra nutrice Amaltea, lo dotò del magico potere di colmarsi di tutto quel che voleva colui che lo avrebbe posseduto. Ecco quindi perchè una cornucopia può essere
ricolma veramente di tutto...
Concordo con lei sull'abbinamento fra la cornucopia ed il concetto di
Campania felix, e sottolineo che esso era già evidente nei secoli passati, quando il circondario di
Terra di Lavoro venne dotato di uno stemma poi preso quasi di peso dell'attuale provincia di
Caserta.
Infine, aspettiamo con attenzione che lei torni dal suo
giretto in Europa... buon

viaggio! Se nel frattempo troverò qualche spunto, glielo farò sapere.
Bene

vale