I Raccamadori di Fermo

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I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Sigillum1 » domenica 8 novembre 2009, 0:27

Cari tutti, sto cercando un confronto per lo scudo di uno studente di nome Giacomo Raccamadori proveniente da Fermo: ho visto che un Domenico con lo stesso cognome è autore di un'opera storica sulla città e si tratta quindi di una famiglia nota. Ne conoscete gli emblemi araldici? Grazie sin d'ora. Silvia
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 8 novembre 2009, 1:09

Cara Silvia, lo Squarti Perla riporta l'immagine dell'arma della famiglia Raccamadoro Ramelli così come è rappresentata nel cimitero monumentale di Fermo.
Si tratta di un'incisione acroma. Sembrerebbe un tagliato (tendente al troncato in verità) cuneato, alla fascia diminuita attraversante, caricata di tre stelle di 6 punte.
Anche se questo non esclude almeno un'altra soluzione possibile per il blasone.
Spero che questa notizia possa esserti utile.
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 8 novembre 2009, 1:25

Gentile Silvia,
Le presento gli emblemi rispettivamente tratti dallo Spreti e dal Libro d'Oro.

Raccamadoro
Arma : Troncato dalla fascia d'argento caricata da tre stelle di 6 raggi d'oro ; al 1°cuneato d'oro e d'azzurro ; al 2°cuneato d'azzurro e d'oro.

Immagine

Raccamadoro Ramelli
Arma : idem come sopra

Immagine


Cordialmente
ADBdT
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 8 novembre 2009, 2:31

Bene! Il nostro ottimo Antonio viene sempre in nostro aiuto con le utili indicazioni provenienti dal monumentale Spreti.
La versione acroma riportata dallo Squarti Perla in effetti poteva indicare anche un troncato con cuneati di smalti contrari nei due quarti. Questo almeno secondo lo stemma riprodotto nell'Enciclopedia Storico Nobiliare dello Spreti.
Mentre il 1° del partito riprodotto dal Libro d'Oro sembrerebbe riportare, in base al tratteggio, un'arma più corrispondente al blasone che avevo ipotizzato e proposto.
A questo punto si fa ancora più interessante il sapere se lo stemma dello studente di cui parli, cara Silvia, sia simile a una di queste due armi.
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Sigillum1 » domenica 8 novembre 2009, 10:48

Cari tutti, ecco lo scudo di Iacobus de Recamatoribus, 1579-80, laureato in utroque iure a Bologna: http://img44.imageshack.us/img44/1975/4656m.jpg
Avevo qualche perplessità per la descrizione per molte ragioni che certamente comprenderete guardandolo (compreso il dubbio di Antonio sul partito-cunei, del tutto comprensibile e da me condiviso); il confronto certamente aiuta, anche se vi sono differenze: l'avevo descritto così: Troncato; sulla partizione una fascia azzurra caricata, secondo la pezza, da tre stelle d'oro; nel I, partito cuneato allungato di tre pezzi di lunghezza crescente d'oro e azzurro; nel II, partito cuneato allungato di tre pezzi di lunghezza crescente, azzurro e d'oro (vi sono differenze di linguaggio rispetto a quello che utilizzate in questo forum e anche rispetto a quello delle fonti, è il mio linguaggio...), ma è probabile che essenzialmente, a parte la lunghezza dei cunei, il modello sia simile a quello dello Spreti, che dite? Ciao e grazie. Silvia
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Silviabol » domenica 8 novembre 2009, 12:14

Carissimi,
Secondo il mio modesto parere il modello è lo Spreti e si tratta di un partito cuneato.
Ciao
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 8 novembre 2009, 21:37

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, ecco lo scudo di Iacobus de Recamatoribus, 1579-80, laureato in utroque iure a Bologna: http://img44.imageshack.us/img44/1975/4656m.jpg
Avevo qualche perplessità per la descrizione per molte ragioni che certamente comprenderete guardandolo (compreso il dubbio di Antonio sul partito-cunei, del tutto comprensibile e da me condiviso); il confronto certamente aiuta, anche se vi sono differenze: l'avevo descritto così: Troncato; sulla partizione una fascia azzurra caricata, secondo la pezza, da tre stelle d'oro; nel I, partito cuneato allungato di tre pezzi di lunghezza crescente d'oro e azzurro; nel II, partito cuneato allungato di tre pezzi di lunghezza crescente, azzurro e d'oro (vi sono differenze di linguaggio rispetto a quello che utilizzate in questo forum e anche rispetto a quello delle fonti, è il mio linguaggio...), ma è probabile che essenzialmente, a parte la lunghezza dei cunei, il modello sia simile a quello dello Spreti, che dite? Ciao e grazie. Silvia

Cara Silvia, a ben vedere lo stemma proposto dallo Spreti - che almeno per la partizione sembra più simile a quello da te presentato (anche se restano differenze a livello dello smalto della fascia e del numero di punte delle stelle che non sono sottovalutabili) - potremmo blasonarlo vantaggiosamente come un inquartato con la linea del partito cuneata.
Ora, lo stemma di Iacobus de Recamatoribus è certamente più problematico.
Immagine
Mi chiedo se esso nella sua forma attuale non sia il risultato di un'opera di restauro poco felicemente riuscita.
Non di meno è giusto, al di là delle possibili considerazioni che si potranno aggiungere a livello di apparato critico, blasonare il nostro stemma per come lo vediamo.
Io proporrei:
Inquartato d'oro e d'azzurro, la linea del partito cuneata, i singoli pezzi allungantesi progressivamente verso il centro; alla fascia diminuita attraversante del secondo, caricata di tre stelle di 8 raggi del primo.
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 9 novembre 2009, 0:33

Cari tutti e caro Antonio, non direi che si tratti di un restauro mal riuscito, la serie in cui è compreso questo scudo è ben conservata e direi che si può osservare soltanto qualche revisione dei colori, piuttosto era probabilmente uno scudo difficile da descrivere agli esecutori che lo hanno mal realizzato. Detto questo, e premesso che non abbiamo a disposizione una fonte d'epoca che potrebbe probabilmente far chiarezza sull'effettiva struttura dello scudo (domando per questo aiuto a chi, eventualmente abbia a disposizione altra documentazione...), l'ipotesi dell'inquartato non mi convince perchè sarebbe magari proponibile per la figura dello Spreti ma non per la struttura dell'Archiginnasio che, a parte la misura digradante dei cunei, ritengo non comune, è un partito cuneato o inchiavato, seppure allungato (almeno per i dizionari araldici italiani), piuttosto evidente; probabilmente alterato lo smalto della fascia che azzurro davvero mi pare improponibile; i raggi delle stelle sono insignificanti a quest'epoca e in questo luogo, dubito che lo siano mai stati, significanti, ma non ne ho riscontro, forse quando si tratti dell'emblema principale...Un cordiale saluto e grazie per l'aiuto. Silvia
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Re: I Raccamadori di Fermo

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 9 novembre 2009, 1:25

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti e caro Antonio, non direi che si tratti di un restauro mal riuscito, la serie in cui è compreso questo scudo è ben conservata e direi che si può osservare soltanto qualche revisione dei colori, piuttosto era probabilmente uno scudo difficile da descrivere agli esecutori che lo hanno mal realizzato.

Senza dubbio tu, cara Silvia, avendo visto lo stemma da vicino, puoi dire una parola più qualificata della mia sul fatto che possa esserci stato o meno un intervento di restauro, e che questo possa essere stato più o meno felice nei suoi esiti. La sola visione dell'immagine in internet infatti non è sufficiente per una simile valutazione. Forse in alternativa è davvero più pensabile una mala realizzazione dall'inizio, magari un non felicemente riuscito tentativo di meglio adattare i pezzi del cuneato allo scudo di forma ovale. Ma la mia è solo un'ipotesi.

Detto questo, e premesso che non abbiamo a disposizione una fonte d'epoca che potrebbe probabilmente far chiarezza sull'effettiva struttura dello scudo (domando per questo aiuto a chi, eventualmente abbia a disposizione altra documentazione...), l'ipotesi dell'inquartato non mi convince perchè sarebbe magari proponibile per la figura dello Spreti ma non per la struttura dell'Archiginnasio che, a parte la misura digradante dei cunei, ritengo non comune, è un partito cuneato o inchiavato, seppure allungato (almeno per i dizionari araldici italiani), piuttosto evidente;

Sì, la misura digradante dei pezzi del cuneato è decisamente insolita. Ma non possiamo parlare propriamente di un cuneato (o inchiavato che si voglia) allungato: l'aggettivo si usa quando i cunei toccano i bordi dello scudo. Ciò che qui non si verifica. Qui c'è un anomalo allungarsi dei cunei verso il centro dello scudo (che non senza un po' di fatica ho cercato di rendere con termini il più possibile aderenti a un corretto linguaggio blasonico). Proprio per questa stranezza della rappresentazione non escluderei possa trattarsi di un inquartato con la linea del partito cuneata, in modo simile a quello riconoscibile per lo stemma riportato dallo Spreti, seppur mal reso.
Oppure mi sembra una possibilità ragionevole anche il parlar nel nostro blasone - per quanto di solito una simile pezza muova da un cantone del capo - di un raggiante di tre pezzi. Ma in questo caso ancora più complessa sarebbe la questione circa la possibilità di una non perfetta esecuzione dello stemma. Soprattutto se ci muoviamo nell'ipotesi di una relazione con l'arma descritta dallo Spreti.


probabilmente alterato lo smalto della fascia che azzurro davvero mi pare improponibile; i raggi delle stelle sono insignificanti a quest'epoca e in questo luogo, dubito che lo siano mai stati, significanti, ma non ne ho riscontro, forse quando si tratti dell'emblema principale...

La questione sulla maggiore significatività o meno delle stelle è certo un capitolo complesso che qui purtroppo non possiamo affrontare. Ma se riconoscessimo lo stemma come un inquartato d'oro e d'azzurro mal realizzato, l'ipotesi di una fascia d'azzurro non sarebbe poi tanto improponibile. Anche se mi sembra più che ragionevole la tua idea circa uno smalto alterato.

Un cordiale saluto e grazie per l'aiuto. Silvia

Un saluto carissimo a te e grazie per questo stimolante scambio.
D.A.
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