Stemma Comune di Atena Lucana

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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 19 settembre 2009, 10:13

Esatto, caro GJo.

E l'esempio teutonico proposto dall'amico FJVT suggerisce una buona idea: applicare gli stemmi e/o gli emblemi al centro di un vessillo.

Espediente grafico che ha antesignani illustri: ad esempio la bandiera italiana con lo stemma sabaudo al centro, o quella messicana.

Bene :D valete
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 19 settembre 2009, 12:25

GJo ha scritto:
Franz Joseph von Trotta ha scritto:Che orrore :D! (È una battuta ovviamente Gjo!)

Personalmente […] neppure.



Per carità hai ragione, per quanto visto quello che (secondo me) sarebbe capaci di combinare le amministrazioni civiche ai poveri blasoni (vedi restyling) l'esistenza di un ufficio deputato a dare un parere non sarebbe questo gran male. Tra parentesi la normativa che obbligava a dotarsi di stemma era pensata più che altro per evitare che i comuni usassero nei loro atti il simbolo del regno (e ora della repubblica).

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Sulle sanzioni mensili ai sindaci io li tallonerei per altre "bazzeccole" che talvolta li riguardano come l'inquinamento dei territori comunali, l'abuso edilizio dilagante, lo sperpero del denaro pubblico, clientelismi, connivenze e malaffari vari, piuttosto che per qualche rametto in meno o una coroncina errata sullo stemma.

Un saluto cordiale,

FJVT


E qui potrei entrare in modalità Bar Sport e non se ne uscirebbe più.
Un amichevole saluto.


Caro Giò

concordo su tutta la linea, non è ovviamente l'Ufficio in sé il problema ma è lo strumento normativo "decotto" che al momento si ritrova a far rispettare senza possibili e sostanziali aggiornamenti in linea con i tempi che viviamo. Ecco perché non vedo così male gli aggiornamenti autonomi avviati dalle diverse amministrazioni pur con i rischi di vedere cose anche non ottimali, ma, come si diceva, quasi sempre anche l'araldica "normativamente certificata" non brilla per qualità esemplari...

Chiedo venia per la deriva "populista" :D, hai ragione... ma anche multare i borgomastri per lo stemma ci starebbe nei discorsi ai tavoli del bar "sport araldico" :D

Un saluto cordiale,

FJ
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 21 settembre 2009, 10:34

Ma non ci è stato già documentato(grazie Ascanio!), con la risposta sulla datazione/approvazione dello stemma in oggetto(seconda metà dell'Ottocento, era peraltro lo stemma originario della Comunità) che lo strumento normativo, che il carissimo Franz asserisce "decotto", permetteva l'accettazione di qualsiasi arme, purchè araldicamente tollerabile. Anche per quanto concerne la descrizione blasonica degli emblemi, la soppressa de facto Consulta araldica statale, adottando un suo "Vocabolario araldico ufficiale" ha espressamente affermato di imporlo solo a se stessa, liberi tutti di blasonare a proprio gusto, purchè si capisse qualcosa. Per il discorso Autorità araldiche attuali, mi sembra che l'Ufficio araldica del Governo continui su questa benemerita strada. Per quanto riguarda la vigente legislazione giova rammentare, a titolo d'esempio, che le Autorità marittime e portuali mercantili della Repubblica operano ancora in base al Codice della Navigazione del 1942, con un aggiornamento di quel mirabile strumento legislativo molto lento e ancora di più prudente(a dir poco!). Nulla impedisce alla nostra Repubblica di legiferare in assoluta libertà, ma fino ad oggi è stato seguito un percorso storico rispettoso del passato, senza "salti" e senza precipitare nell'anarchia. Un giovane giurista(non rammento il nome) sta documentando che anche la nostra attuale Costituzione è tipicamente sabauda in molte parti, impensabile senza l'antecedente Statuto ed i suoi riti. Il dibattito su opinioni le più diverse penso sia quello più costruttivo, purchè documentate. Ora occorerebbero i documenti comunali di questo stemma! Ciao,
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 21 settembre 2009, 12:48

Caro Fabrizio,

da persona cortese, intelligente quale sei e da araldista preparato, sono certo avrai potuto osservare gli ampi esempi che, ovviamente a mio parere, giustificano la definizione sulla "decottura" dei rimasugli araldici dell'"Ordinamento dello stato nobiliare italiano" che ancora oggi disciplinano la nostra araldica civica; ho dato ampio conto, mi pare, dei passati ed antiquati modelli estetici e formali che tale normativa impone ove il comune voglia adeguarvisi. Mi auguro che la definizione non Ti risulti gratuita, ma motivata nell'ottica di una più ampia analisi critica, seppur da Te non condivisa negli esiti finali.

L'aspetto più anacronistico della cosidetta "legislazione araldica vigente" è che il comune che volesse usare forme araldiche storiche più proprie della sua zona, quindi alla sua storia, NON è permesso farlo; ogni stemma è "piegato" alle forme stabilite dai burocrati sabaudi a fine 800 spacciate per norme e forme “universalmente valide” e considerate “eterne”(forme mutuate poi dalla tradizione napoleonica): quindi scudo sannitico, corona e serti vegetali (che, tuttavia non sarebbero neppure a norma perché nessun'articolo li ha mai sanciti).
Se un comune toscano o umbro privo di uno stemma nel crearlo NUOVO desiderasse avere un modello più sobrio vicino alle forme storiche di quelle regioni uno scudo a testa di cavallo, o gotico, o a targa, senza magari gli "ornamenti" soliti NON può farlo. Agli stemmi nuovi si impone sempre il sannitico perché così vollero a suo tempo gli araldisti sabaudi.

Si tollerano, eventualmente, solo forme pregeresse degli scudi - ma oggi, mi pare, molto meno che in passato - e si osserva un'uniformità dilagante; quanto all'irrimediabile "caso estetico" dei gonfaloni, esempio di "kitsch ottocentesco istituzionalizzato" già ho detto.
Non a caso regioni autonome si sono avocate la gestione della materia riconducendola a canoni più moderni, versatili, e propri.

Questo perché tale legislazione è il frutto di una mentalità accentratice tipica, lo ripeto, di un'altra Italia e di altre sensibilità politiche-istituzionali oggi imroponibili, una normativa questa davvero non rispettosa del passato, e mortificante dell'autonomie locali poste alla stregua di postulanti perché nella monarchia sabauda l'araldica era "cosa da nobili" e un privilegio del re e dei suoi delegati disciplinarla: non è un caso nell'ampio impianto legislativo dei due RD 651 e 652 la parte civica è davvero ridottissima e marginale; quasi un dettaglio, una seccatura.
I prodotti, gli stemmi che ne derivano ancora oggi non possono tenere minimamente conto delle nuove esigenze emerse a livello grafico-comunicativo, non solo per le diverse competenze degli Enti locali moderni nei rapporti coi propri cittadini, ma anche per le tecnologia moderna che confligge con l’assetto ottocentesco delle forme assunte come inderogabili. Né recepiscono gli sviluppi che l’araldica, come disciplina storica, ha assunto da alcuni decenni in Italia e in Europa. Non è quindi un caso che poi i comuni facciano da sé.

Ora si può continuare a ritenere l' "Ordinamente dello stato nobiliare italiano", con una sorta di equivoco su quello che è "tradizione araldica", sia una legislazione, eccezionale, esemplare e degna della sua sopravvivenza imperitura nell'Italia repubblicana, e sia pure (che la cosa, come si diceva, non importa a nessuno, sebbene sarebbe curioso sapere che ne potrebbe pensare la Corte costituzionale eventualmente interrogata in proposito), tuttavia sia almeno consentito, nelle sedi come questa dove la disciplina è oggetto di dibattito ed attenzione, una schietta valutazione e analisi critica che ne possa sottolineare i molti limiti che ha accumulato e che la rendono obsoleta con l'oggi, un caso unico in Europa, di certo tra gli stati democratico-repubblicani ma non solo.

Un caro saluto,

F.
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda ASCANIO CARACCIOLO » lunedì 21 settembre 2009, 14:02

Ringrazio tutti i forumisti per essere intervenuti con competenza al mio argomento!
Ma purtroppo non siamo ancora riusciti a capire il motivo di tutte quelle decorazioni esterne allo scudo.
Non si può congetturare nessuna ipotesi in merito?

Saluti,

Ascanio.
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda GJo » lunedì 21 settembre 2009, 14:18

Ipotizzo che gli ornamenti esterni siano un licenza dell'autore, ispirate probabilmente dall'“atmosfera” risorgimentale/patriottica tipica del periodo. Secondo me una risposta certa si potrebbe avere solo “scavando” nei vari archivi (comunale e di stato) dove potrebbero essere presenti delle delibere che spieghino più in dettaglio le particolari scelte relative al blasone. Qui mi fermo e spero che qualcuno più ferrato di me intervenga.
Ave atque vale.
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 21 settembre 2009, 15:03

Per Ascanio: la cosa migliore è procedere con i documenti, con le carte; è necessario reperire la documentazione a base dello stemma, come dice Gjo. Carissimi, procedendo per mera congettura, posso solo dire che due bandiere nazionali erano accollabili agli stemmi di generali di divisione; nulla so dirvi per il tamburo - spada etc., se non che sono tipici ornamenti esterni("trofei") per condottieri militari. Per Franz: per carità sono un apprendista, qui per apprendere e vagliare insieme quanto letto in materia. Ma taluni comuni(Venezia, Treporti, quest'ultimo è un nuovo comune...e spero sempre più enti comunali provinciali regionali..) con l'ausilio dello IAGI mi sembra alzino insegne corrette e piacevoli, che hanno ottenuto l'approvazione dell'Ufficio araldico governativo. Sono perfettamente d'accordo con te sull'utilità di nuove norme in materia araldica, per esempio il compianto Caratti di Valfrei ha proposto una corona specifica per le regioni, ma ce la dobbiamo prendere con la pigrizia(ignavia?) del legislatore repubblicano che tutto potrebbe, non credo con il Massimario di un Ente(la Regia Consulta Araldica soppressa de facto cioè senza una legge, prevista ancora oggi ohibò nella attuale vigente Costituzione) che di sicuro, ne sono assolutamente convinto, sarebbe rimasto al passo coi tempi. Pensa, mi ripeto, che la normativa di un fenomeno dinamico come la navigazione, ivi inclusa quella aerea, è basata su un Regio Decreto del 1942; va bene che in Italia il moderno il nuovo è stato rappresentato dal Futurismo e dintorni, ma ...ma...Non si potrebbe scrivere al ripetuto Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di partorire una nuova normativa in materia araldica, naturalmente partendo da quella superstite attualmente in vigore, ma rinnovata e adeguata ai tempi? E se i nostri iagini(te e gli altri veri esperti, gli studiosi, non certamente io) preparassero una "bozza"? Concludo: io ho paura dell'anarchia, della "deregulation", in qualsiasi materia carissimo Franz, perdonami, temo da quella più guai che benefici! Ciao,
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 settembre 2009, 14:25

Carissimo Franz, mi sono dimenticato una cosa: la Corte Costituzionale si è già pronunciata sulla normativa oggetto di discussione, come da te auspicato, abrogando la parte incostituzionale(titoli nobiliari). L'argomento è stato trattato anche nel volume "Araldica" del compianto Caratti di Valfrei. Ciao,
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 23 settembre 2009, 19:12

Caro Farbrizio,

non sono un giurista per carità, trovo assurdo quanto già detto poco sopra, se viene meno la base, crolla quello che c'è sopra. La soppressione della Consulta implicava l’abrogazione di tutte le norme varate tra il 1929 e il 1943 e concernenti lo “Stato nobiliare italiano”, ivi comprese quelle relative ad onorificenze e all’araldica pubblica. Quest’ultima avrebbe dovuto, semmai, essere regolata ex-novo.Il regolamento dell’araldica comunale e provinciale era parte integrante e subalterna di quello relativo all’araldica nobiliare; caduta questa, caduto quello.
Detti regolamenti emanavano, secondo una concezione di evidente arcaismo costituzionale, dal Sovrano, come capo e primus inter pares dello “Stato nobiliare italiano”; caduto il re, caduti i regolamenti.

In ogni caso, come mera riflessione, all'oggi:
la facoltà da parte dei re di casa Savoia di concedere stemmi nasce dalla cosidetta "regia prerogativa", facoltà espressamente prevista dallo Statuto albertino che attribuiva al sovrano il privilegio di riconoscere e/o concedere ordini cavallereschi e titoli nobiliari (Art. 77 e 78). Lo Statuto, mi pare, nulla dice sugli stemmi ma nel testo costitutivo della Consulta araldica del regno, questi, secondo la tradizione sabauda, sono elencati tra le "pubbliche onorificenze" su cui la Consulta doveva dare pareri per il sovrano.

Tra le facoltà che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica non c'è quella di concedere stemmi a chichessia: è stabilito solo che il presidente "conferisce le onorificenze della Repubblica" (Art. 87 della Costituzione).

Allora, è legittimo chiedersi se nel 2009, anche a seguito della recente riforma del titolo V della Costituzione, gli stemmi comunali possano seriosamente ritenersi come una "onorificenza" a cui i comuni debbano aspirare. Le onorificenze di una repubblica sono altra cosa. Gli stemmi civici, come sono sempre stati storicamente, sono il simbolo dell'autonomia locale svolta e rappresentata dall'Ente medesimo, e questo a maggior ragione in uno stato repubblicano.

La cavillosità e l'equilibrismo incerto dell'impianto, di matenere di quà e togliere di là, è dimostrato dal fatto che una regione e due provincie seppure autonome (Bolzano, Trento e Val d'Aosta) con una semplice Legge regionale e due leggi provinciali si sono avocate la gestione diretta degli stemmi civici dei loro comuni, dotandoli di forme e regolamenti diversi, sottraendoli a Roma e questo senza che nessuno abbia detto "bif".
Si da il caso, allora, che se volessero anche Sardegna, Sicilia e Friuli potrebbero fare lo stesso e visto la sempre più spiccata evoluzione devolutiva chissà...

In ogni caso, se gli stemmi fossero davvero ancora delle "onorificenze" nazionali come ritenevano i sovrani sabaudi gli enti autonomi non potrebberlo gestirseli in proprio e quelle leggi locali sarebbero state dichiarate nulle.

Le Provincie autonome di Trento e Bolzano infatti non conferiscono l'OMRI o altre onorificenze nazionali e anche se tentassero di farlo questo non sarebbe loro consentito.

Un caro saluto,

F.
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Re: Stemma Comune di Atena Lucana

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 25 settembre 2009, 11:16

Carissimo Franz, sì tutto bene ma solo in un ambito legislativo e consuetudinario autenticamente teutonico(Bismarck diceva che i tedeschi del sud derivano dall'unione di un essere umano con un'austriaca) con il quale il Tirolo, quello per giunta Italico a sud del Brennero, ha ben poco a che fare. Nel caso di quell'ambito, o similari, totalmente d'accordo con te! Un esempio araldico in senso lato: i Consiglieri regionali in Italia si sono attribuiti il trattamento di Onorevoli del tutto illegalmente, anche qui senza nessun "bif"; in qualsiasi altro Paese europeo sarebbe stato possibile? Credo proprio di no, non per niente il ripetuto Bismarck affermava che gli italiani, se non fossero già esistiti, si sarebbero dovuti inventare! Si sente spesso affermare che le Leggi italiane sono fatte a favore o contro qualcuno, diceva già Giolitti che sono redatte per essere interpretate per gli amici e applicate ai nemici. Sembra che storicamente massimi disastri legislativi su scala planetaria siano: il Regno delle Due Sicilie all'atto della salita al trono di Carlo(VII a Napoli V a Palermo) e la Repubblica Italiana(sembra ben oltre 300.000 leggi!). Sic stantibus rebus, la vedo male anzi malissimo anche in campo araldico in tutta la penisola, e male minore l'"arrangiatissima" in tutti i sensi sopravvivenza dell'Ufficio Araldico statale pan - italiano e della normativa che adopera, anche se simil - sabauda, in attesa di tempi e leggi nuove e migliori, che spero arrivino. Dico spesso ai miei amici(e amiche) bolzanini di non illudersi, non sono prussiani! E dire che, per merito di personaggi come Napoleone I Bonaparte o Fedeico II di Sicilia, dell'università di Bologna dove il Diritto Romano, grande gloria di Roma antica, è stato riattualizzato, etc.etc., l'Italia viene detta madre del diritto! Ciao, contraccambio il caro saluto,
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