Buon gusto e galateo araldico...

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Buon gusto e galateo araldico...

Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 19 gennaio 2005, 12:40

Signori, :P

debbono perdonarmi, ma da troppo tempo non indirizzavo Loro una delle mie domandine idiote...

Ora che ho dato il mio tributo di sangue nelle aule universitarie posso nuovamente permettermelo... :wink:

Provvedo immantinente...

Vi sono molte figurazioni simboliche in araldica... alcune di queste sono espressive di ben precise realtá sociali...

...mi riferisco nella fattispecie alle croci che, storicamente, son divenute l´emblema di vari OOCC.

Pensiamo soltanto alla croce ottagona o alla croce potenziata, simboli di due tra le piú venerande sodalitá cavalleresche.

Ecco la domanda... é lecito all´araldista servirsi di tali simboli nella composizione di stemmi... anche qualora non vi siano collegamenti fra il "rappresentato" dallo stemma e la realtá di cui il simbolo utilizzato é espressivo?

Se il sig. Rossi decidesse d´inserire nel suo stemma personale una croce ottagona non per esprimere un´appartenenza, ma spinto soltanto da criteri "artistici" (usa la croce in sé... perché é bella :P scusatemi se banalizzo) o dal desiderio di esprimere in qualche modo la propria spiritualitá... commetterebbe un abuso o un furto araldico?

Io sono propenso a ritenere di sí... mi pare tuttavia che anche all´argomentazione di cui sopra potrebbe annettersi una certa logica.

Ritengo che questo discorso possa collegarsi in certo qual modo a quanto osservato in una conversazione di molto tempo fa sull´utilizzo, nella composizione di stemmi, di ben precisi simboli aventi particolare significazione storica (vedansi capo d´Angió e capo d´impero).

In tale topic si era giunti alla conclusione che il dovere di astenersi da certe scelte (pesanti inquartature e utilizzo di capi vari) fosse soltanto morale e dettato dal buon gusto... non essendoci legge (stricto sensu) in araldica.

Che ne pensate?

Augurandomi di essere stato chiaro e non troppo "eretico".

porgo un caro saluto a tutti

Michele :P
Michele Baroncini
 

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 19 gennaio 2005, 17:15

Ben ritrovato Michele!
con riguardo al tuo quesito io mi sono fatto questa opinione.
La croce è certamente una delle figure araldiche più antiche e diffuse. Gli Ordini cavallereschi hanno introdotto nell'araldica le loro insegne che, con il consolidarsi di pratiche divenute consuetudini o regole scritte, hanno trovato col tempo una loro precisa collocazione (mi permetto di segnalare il corposo e interessante articolo di Luisa Clotilde Gentile, Note di emblematica giovannita. ecc.ecc., apparso su "Archivio Araldico Svizzero", a. CXVII, 2004-II, pp. 107-131.)
Io credo che usare le croci degli Ordini cavallereschi così come le usano i membri di tali Ordini è cosa decisamente disdicevole, specialmente se è fatto per ostentare ciò che non si è, ciò a cui non si ha diritto.
Diversamente, l'uso non conforme agli usi degli Ordini non mi pare debba essere condannato, anche se sarebbe meglio evitare confusione.
Qualora si fosse irresistibilmente costretti (per causa di forza maggiore) :lol: , a realizzare un'arma nuova con elementi comuni a quelli caratteristici di Ordini cavallereschi, varrebbe sempre la buona "norma" della brisura, meglio se vistosa :wink:

Ciao

Antonio
Libertà vo cercando
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Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 19 gennaio 2005, 17:43

Caro Antonio... :P

...sono perfettamente d'accordo con Te.

Grazie per la chiara spiegazione.

Stammi bene :P


Michele
Michele Baroncini
 

Re: Buon gusto e galateo araldico...

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 19 gennaio 2005, 20:26

Michele Baroncini ha scritto:Signori, :P debbono perdonarmi, ma da troppo tempo non indirizzavo Loro una delle mie domandine idiote...

...se le tue domande sono idiote, non oso pensare come sarebbero quelle che lo sono davvero. :evil:

Ora che ho dato il mio tributo di sangue nelle aule universitarie posso nuovamente permettermelo... :wink: Provvedo immantinente... Vi sono molte figurazioni simboliche in araldica... alcune di queste sono espressive di ben precise realtá sociali...mi riferisco nella fattispecie alle croci che, storicamente, son divenute l´emblema di vari OOCC. Pensiamo soltanto alla croce ottagona o alla croce potenziata, simboli di due tra le piú venerande sodalitá cavalleresche. Ecco la domanda... é lecito all´araldista servirsi di tali simboli nella composizione di stemmi... anche qualora non vi siano collegamenti fra il "rappresentato" dallo stemma e la realtá di cui il simbolo utilizzato é espressivo?

Dipende...

Se il sig. Rossi decidesse d´inserire nel suo stemma personale una croce ottagona non per esprimere un´appartenenza, ma spinto soltanto da criteri "artistici" (usa la croce in sé... perché é bella :P scusatemi se banalizzo) o dal desiderio di esprimere in qualche modo la propria spiritualitá... commetterebbe un abuso o un furto araldico?

Userebbe un simbolo a lui gradito, e nel migliore dei modi. Sarebbe furto se lo usasse con dolo.

Io sono propenso a ritenere di sí... mi pare tuttavia che anche all´argomentazione di cui sopra potrebbe annettersi una certa logica.
Ritengo che questo discorso possa collegarsi in certo qual modo a quanto osservato in una conversazione di molto tempo fa sull´utilizzo, nella composizione di stemmi, di ben precisi simboli aventi particolare significazione storica (vedansi capo d´Angió e capo d´impero).

Più il simbolo è graficamente "difficile" e complesso, più è ostico credere all'assenza di dolo in chi lo adotta "ex-novo"... :wink:

In tale topic si era giunti alla conclusione che il dovere di astenersi da certe scelte (pesanti inquartature e utilizzo di capi vari) fosse soltanto morale e dettato dal buon gusto... non essendoci legge (stricto sensu) in araldica.
Che ne pensate?
Augurandomi di essere stato chiaro e non troppo "eretico".
porgo un caro saluto a tutti
Michele :P


Il vecchio frate si augura lo stesso a fronte della propria risposta. :twisted:

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