debbono perdonarmi, ma da troppo tempo non indirizzavo Loro una delle mie domandine idiote...
Ora che ho dato il mio tributo di sangue nelle aule universitarie posso nuovamente permettermelo...
Provvedo immantinente...
Vi sono molte figurazioni simboliche in araldica... alcune di queste sono espressive di ben precise realtá sociali...
...mi riferisco nella fattispecie alle croci che, storicamente, son divenute l´emblema di vari OOCC.
Pensiamo soltanto alla croce ottagona o alla croce potenziata, simboli di due tra le piú venerande sodalitá cavalleresche.
Ecco la domanda... é lecito all´araldista servirsi di tali simboli nella composizione di stemmi... anche qualora non vi siano collegamenti fra il "rappresentato" dallo stemma e la realtá di cui il simbolo utilizzato é espressivo?
Se il sig. Rossi decidesse d´inserire nel suo stemma personale una croce ottagona non per esprimere un´appartenenza, ma spinto soltanto da criteri "artistici" (usa la croce in sé... perché é bella
Io sono propenso a ritenere di sí... mi pare tuttavia che anche all´argomentazione di cui sopra potrebbe annettersi una certa logica.
Ritengo che questo discorso possa collegarsi in certo qual modo a quanto osservato in una conversazione di molto tempo fa sull´utilizzo, nella composizione di stemmi, di ben precisi simboli aventi particolare significazione storica (vedansi capo d´Angió e capo d´impero).
In tale topic si era giunti alla conclusione che il dovere di astenersi da certe scelte (pesanti inquartature e utilizzo di capi vari) fosse soltanto morale e dettato dal buon gusto... non essendoci legge (stricto sensu) in araldica.
Che ne pensate?
Augurandomi di essere stato chiaro e non troppo "eretico".
porgo un caro saluto a tutti
Michele

si arriva in cielo