Scusate l'ardire, sono reiteratamente a sottoporvi ulteriori quesiti e dubbi che, manco a dirlo, saprete dissolvere:
1) Pezza onorevole di 2° ordine, è una trangla scorciata munita solitamente di tre pendenti. Oltre a significare un nodo di nastri che si attaccava all'elmo e la cui pendenza serviva a distinguere i figli dal padre, non potrebbe rappresentare pure una corona stilizzata rovesciata?
2) Essendo la brisura per eccellenza, nella concessione di nuovi stemmi si usa ancora o si preferisce ricorrere ad un bastone scorciato in banda e in abisso o altro ancora?
3)Sino a non molto tempo fa, era invalso l'uso di chiamarlo anche rastrello, creando in tal maniera confusione (vedasi SAMBIASE SANSEVERINO). E' scomparsa del tutto questa inveterata consuetudine?
4) Sovente lo si incontra di rosso su campo azzurro o viceversa (a mio modesto parere, è esteticamente brutto). Quando si blasona, perchè non si afferma questa essere un' arma d'inchiesta oppure parlare di lambello "cucito" (il cucito si usa solo per il capo e la campagna?)?
5) Non mi è mai succeduto d'incontrarne di smalto verde o porpora. Esistono anche queste versioni? Di lambello nero, ne ho incontrato unicamente che uno (CRISPOLTI).
Per quanto mi concerne, preferisco di gran lunga il lambello azzurro (preferibilmente su metallo) anche perchè ha un retaggio storico e simbolico di tutto rispetto. Il lambello azzurro figura nello stemma della Regione Piemonte in funzione del fatto che l'azzurro era la divisa araldica dei Duchi di Savoia, tanto che, a tutt'oggi, gli ufficiali italiani in alta uniforme indossano una sciarpa azzurra a ricordo del giugno 1366 allorchè i nobili guerrieri seguirono il Duca Amedeo VI (Conte Verde) in partenza per le Crociate, fasciati da una sciarpa azzurra perchè avevano posto la loro impresa sotto la protezione della Madonna. Anche i nastri delle medaglie al valore militare e per le iscrizioni delle bandiere, nonchè le maglie delle squadre sportive italiane (gli Azzurri) sono per la stessa ragione di colore azzurro.
Cordialmente
Antonio De Battisti
-----------------------
Gutta cavat lapidem

si arriva in cielo