Plinto (Biglietto)

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Plinto (Biglietto)

Messaggioda Antonio De Battisti » giovedì 22 gennaio 2009, 2:38

Il plinto o biglietto è una pezza onorevole di 2°ordine (altresì pezza meno onorevole).
Sta a simboleggiare antica nobiltà, costanza, fermezza e diritti di esenzione da oneri fiscali.

Mi risulta che in seno agli araldisti l'opinione univoca indichi essere tale pezza la pianta di un antico accampamento militare.
Lasciando in secondo piano le definizioni di alcuni studiosi che la pongono a rappresentare:
1) dei libri
2) biglietti amorosi posti dai cavalieri sulle armi in onore delle loro dame
3) pietre dei castelli
4) pezzetti di stoffa d'oro, d'argento o di seta che i grandi dell'epoca ponevano a eguale distanza sulle vesti per ornamento

perchè non mettere in cantiere l'ipotesi, peraltro già espressa, che possa trattarsi di biglietti di supplica al sovrano al fine di ottenere concessioni, favori e diplomi?
Se così fosse avremmo, almeno mi farebbe comodo pensarlo, un profilo a doppia sfaccettatura: da una parte, l'umiltà al cospetto di un sovrano "pantocrator"; dall'altra, un atteggiamento privo di filtri e di impalcature precostituite tipico e proprio dell' universo cavalleresco.
E' oltremodo azzardata questa mia congettura ? Grazie

Antonio De Battisti
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Re: Plinto (Biglietto)

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 22 gennaio 2009, 13:02

Antonio De Battisti ha scritto:Il plinto o biglietto è una pezza onorevole di 2°ordine (altresì pezza meno onorevole).

Possiamo aggiungere che al sinonimo di derivazione francese (billette) si accompagna anche la definizione di mattone, se la pezza si trova in posizione orizzontale.

Sta a simboleggiare antica nobiltà, costanza, fermezza e diritti di esenzione da oneri fiscali.

Di fatto questi sono i simbolismi legati, come per ogni figura degli stemmi (o addirittura per le combinazioni smalto/figura) in epoca barocca. Anche il Ginanni offre queste indicazioni. Ma è bene mantenere memoria di simili attribuzioni - per lo più semplicemente arbitrarie - soltanto a scopo di documentazione storica.

Mi risulta che in seno agli araldisti l'opinione univoca indichi essere tale pezza la pianta di un antico accampamento militare.
Lasciando in secondo piano le definizioni di alcuni studiosi che la pongono a rappresentare:
1) dei libri
2) biglietti amorosi posti dai cavalieri sulle armi in onore delle loro dame
3) pietre dei castelli
4) pezzetti di stoffa d'oro, d'argento o di seta che i grandi dell'epoca ponevano a eguale distanza sulle vesti per ornamento

sì, queste e altre definizioni sono riportate anche dal Crollalanza...

perchè non mettere in cantiere l'ipotesi, peraltro già espressa, che possa trattarsi di biglietti di supplica al sovrano al fine di ottenere concessioni, favori e diplomi?
Se così fosse avremmo, almeno mi farebbe comodo pensarlo, un profilo a doppia sfaccettatura: da una parte, l'umiltà al cospetto di un sovrano "pantocrator"; dall'altra, un atteggiamento privo di filtri e di impalcature precostituite tipico e proprio dell' universo cavalleresco.
E' oltremodo azzardata questa mia congettura ? Grazie

Senz'altro, esaminando ogni possibile ipotesi circa l'origine della presenza di una figura negli stemmi, le ipotesi inerenti il mondo militare e l'"universo cavalleresco" sembrano quelle più interessanti e degne di attenzione. Ma sempre di ipotesi stiamo parlando. Comunque di ipotesi formulate molto dopo la comparsa di quella figura, e il più delle volte prive di ogni fondamento documentario.
Soffermandoci ora sul plinto, la tua "congettura", gentile Antonio, non la definirei azzardata. ;) Credo sia sufficiente definirla come la definisci onestamente e giustamente tu, "congettura", perchè essa possa aver un suo posto accanto alle altre ipotesi circa l'origine di questa figura e il valore e i significati occulti ad essa legati. Ma non mi spingerei oltre, in un giudizio di maggiore o minore fondatezza su questa ipotesi, o su questa ipotesi rispetto ad altre.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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