
Nel 1617 il riminese Cesare Clementini dà alle stampe la prima parte del Raccolto istorico della fondatione di Rimino e dell'origine, e vite de' Malatesti. L'opera, sulla quale si baseranno la maggior parte degli storici successivi che i sono occupati di storia riminese, consta di cinque libri. Sul terzo e sul quinto campeggia uno stemma inquartato, e lo stesso Clementini così lo descrive in una lettera inviata il 19 novembre 1618 all'arciprete Paolo Gualdi:
Cesare Clementini ha scritto:L'arme mia inquartata de' miei quattro casati col titolo libro III. i quali casati sono Clementini, e Tingoli, che è di mia Madre, sotto a Clementini quella degli Agolanti, e sotto de' Tingoli i Sacramosi, che s'estingue. Nella mia v'è la Croce di S. Stefano, in quella di mia Madre quella di Cristo, ovvero di Portogallo; nell'arme degli Agolanti si vede S. Marco, perchè mio Proavo era Cav. della Repubblica Veneziana. In quella de Sacramosi l'abito, o Croce di S Giovanni per essere il fratello del Proavo materno Cavalier di Rodi, e seguita il terzo libro. Ho descritti i quarti per vanità, più che per informazione.
Supponendo che Cav. della Repubblica Veneziana debba intendersi come cavaliere dell'Ordine di San Marco (e non ne sono certo), l'uso di quel capo per un personaggio appartenente all'ordine, è del tutto arbitrario? O è attestato anche altrove?
un saluto
Luca


