Monsignor Bruno Forte

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Monsignor Bruno Forte

Messaggioda sebpasq » venerdì 1 ottobre 2004, 16:56

Gentili Signori
in onore della nomina ad Arcivescovo della Diocesi Chieti-Vasto (8-25 settembre 2004) pubblico lo stemma di S.E.Rev.ma Mons. Bruno Forte e la sua genealogia episcopale.

Date Age Event Title
1 Aug 1949 55.17 Born Napoli
18 Apr 1973 23.7 Ordained Priest Priest of Napoli {Naples}, Italy
26 Jun 2004 54.9 Appointed Archbishop of Chieti-Vasto, Italy
8 Sep 2004 55.1 Ordained Bishop Archbishop of Chieti-Vasto, Italy
25 Sep 2004 55.1 Installed Archbishop of Chieti-Vasto, Italy

Episcopal Lineage / Apostolic Succession:
Archbishop Bruno Forte (2004)
Joseph Cardinal Ratzinger (1977)
Bishop Josef Stangl † (1957)
Archbishop Josef Schneider † (1955)
Joseph Cardinal Wendel † (1941)
Bishop Ludwig Sebastian † (1917)
Archbishop Jacobus von Hauck † (1912)
Bishop Ferdinand von Schlör † (1898)
Archbishop Joseph von Schork † (1891)
Archbishop Franz Joseph von Stein † (1879)
Archbishop Friedrich von Schreiber † (1875)
Archbishop Gregor (Leonhard Andreas) von Scherr, O.S.B. † (1856)
Antonio Saverio Cardinal De Luca † (1845)
Giacomo Filippo Cardinal Fransoni † (1822)
Pietro Francesco Cardinal Galeffi † (1819)
Alessandro Cardinal Mattei † (1777)
Bernardino Cardinal Giraud † (1767)
Pope Carlo della Torre Rezzonico † (1743)
Pope Prospero Lorenzo Lambertini † (1724)
Pope Pietro Francesco (Vincenzo Maria) Orsini de Gravina, O.P. † (1675)
Paluzzo Cardinal Paluzzi Altieri Degli Albertoni † (1666)
Ulderico Cardinal Carpegna † (1630)
Luigi Cardinal Caetani † (1622)
Ludovico Cardinal Ludovisi † (1621)
Archbishop Galeazzo Sanvitale † (1604)
Girolamo Cardinal Bernerio, O.P. † (1586)
Giulio Antonio Cardinal Santorio † (1566)
Scipione Cardinal Rebiba †



Immagine
Ultima modifica di sebpasq il sabato 30 ottobre 2004, 16:02, modificato 1 volta in totale.
sebpasq
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 1 ottobre 2004, 16:57

Uno stemma davvero interessante...

Cosa sono le figure che tappezzano il campo d'azzurro?

E quella che sormonta il chrismon?

Bene :D vale
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Messaggioda sebpasq » venerdì 1 ottobre 2004, 18:17

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Cosa sono le figure che tappezzano il campo d'azzurro?

E quella che sormonta il chrismon?

Bene :D vale


L'ho inserito appunto per saperne di più: comunque nello stemma originale (da cui è tratta l'immagine) stampato sulla lettera inviatami dal Monsignore si vede chiaramente che il campo blu è "tappezzato" di stelle oro e sopra il chrismon se non erro dovrebbe esserci un tocco d'ermellino (potrei anche confondermi con un qualcos'altro).
Nella lista c'è scritto: LUMEN VITAE CHRISTUS.

Volendo potrei anche contattare l' Arcivescovo per saperne di più sul suo stemma.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda marcoluca » martedì 12 ottobre 2004, 16:02

Sono alquanto ignorante in materia ...ma come vien fatta una genealogia episcopale?

marcoluca
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Messaggioda pierfe » martedì 12 ottobre 2004, 17:22

marcoluca ha scritto:Sono alquanto ignorante in materia ...ma come vien fatta una genealogia episcopale?

marcoluca


Si realizza come si fa per un albero genealogico diretto ascendente, ma in questo caso al posto di indicare i nomi degli ascendenti naturali si indicano i vescovi che hanno ordinato il vescovo a cui si vuole fare la genealogia episcopale, risalendo all'indietro nei secoli (generalmente sono 3 i vescovi che effettuano l'ordinazione)
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Messaggioda sebpasq » sabato 30 ottobre 2004, 16:03

Come immaginavo S.E.Rev.ma Mons. Bruno Forte ha risposto alla mia richiesta di saperne di più sul suo stemma e lo ha fatto inviandomi niente meno che un elegante libricino, che descrive il messaggio simbolico dello stemma episcopale.
L'interpretazione teologica è a cura del Sign. Michele Giulio Masciarelli.
Innanzitutto si precisa che lo stemma in questione si è ispirato al battistero di San Giovanni in Fonte in Napoli, chiesa in cui è stato battezzato S.E.Rev.ma, quindi si introduce lo stemma come fortemente teologico.
Interpretazione dello stemma.
In alto: si tenta di simboleggiare il mistero della beata Trinità - quale principale soggetto della storia della salvezza, quale origine, grembo e approdo ultimo d'ogni vita - nella sua amorosa attitudine a custodire gli uomini e ad offrire loro il dono della vita, che s'esprime nella mano del Padre, nella Croce del Figlio, nella corona dello Spirito;

al centro: c'è un segno del mistero del Cristo, nuovo Adamo, signore del tempo e "cuore del mondo" (Liturgia delle Ore), il cui avvento del tempo è preparato ed atteso nella storia d'Israele, "radice santa" della Chiesa (Rm 11, 16 e 18) ed è significato dai filatteri, che avvolgono la mano dell'eterno Padre";

al centro del centro. è indicato il mistero della Croce, il paradosso più forte del cristianesimo, che si offre ad essere mediato e venerato quale icona più sacra consegnata alla Chiesa, quale asse centrale della storia della salvezza, quale stele orientativa del cammino degli uomini verso un approdo di senso e, infine, quale vertice della "storia trinitaria";

sullo sfondo: vi è il richiamo al cielo come simbolo della trascendenza divina e come spazio aperto all'invocazione orante;

- in proiezione di fervida speranza: è chiesto di mirare al cielo, come al futuro di Dio, creazione nuova, luogo di riposo, casa dei figli, cuore del Padre, porto di pace per tutti i cammini degli uomini, meta ultima della storia della Chiesa, senso definitivo della missione, promessa "patria trinitaria";

- nella memoria della sua radice cristiana e nella fiducia per la missione episcopale: ferve il richiamo commosso al mistero filiale indicato nel riferimento al mosaico del battistero della Chiesa Cattedrale di Napoli e al mistero paterno che l'Arcivescovo è chiamato a vivere nella Chiesa di Chieti-Vasto: un vescovo rimane sempre figlio e fratello quando inizia ad essere padre e pastore;

- nella velatezza dell'amore filiale per Santa Maria: anzitutto, si chiama all'ammirazione del cielo, la cui "porta" è la Vergine di Nazaret, la figlia di Sion, l'arca della luce che è il Figlio; si coglie, inoltre, la percezione di fede che, ieri ai bordi del suo Battistero c'era, oggi al fianco della sua cattedra episcopale c'è la presenza della Vergine Santa, che l'Arcivescovo Bruno ama chiamare "icona del mistero", la stessa che, luminosissima, dal cielo orienta i passi della nostra Chiesa, pellegrina sulla via della bellezza.

la profondità del cuore di Dio: il cielo stellato evoca: 1) il futuro ultimo con le sue incalcolabili profondità di orizzonti; 2) il misterioso "luogo" di Luce con i suoi imprevedibili riflessi sui volti dei Beati; 3) il Paradiso con l'infinita varietà delle sue delizie divine; 4) la misteriosa soglia oltre la quale saremo profondamente noi stessi e si realizzerà la segreta vocazione scritta da Dio sulla nostra particolare "pietruzza bianca" (Ap 2, 17), segno di vittoria e d'innocenza, invito alla festa eterna (cf Ap 19,9); 5) la Casa del Padre abitata dalla schiera immensa dei suoi figli ammesssi a celebrare il suo amore senza confini; 6) la Città Beata, entrando nella quale, la Gloria comincerà, il mondo sarà interamente riconciliato e Dio sarà tutto in tutti;

una stella più luminosa delle altre: nel Cielo stellato, che rischiara il campo dello stemma, le stelle sono diseguali; si nota il particolare che una di esse (in alto a sinistra) è la più grande; non sembri esagerato che quella stella possa indicare Maria, la creatura alla quale è stato attribuito in modo ricorente il simbolismo delle stelle.

* In alto, la mano del Padre - La mano simbolo regale, indica potere e signoria. La mano del Padre domina il campo dello stemma

- quale mano posta in alto, simboleggia la protezione, la guida, la custodia affettuosa e provvidente che Dio riserba al suo popolo, alla famiglia di Adamo e all'intera comunità delle creature; quella mano dall'alto ricorda che il padre della sua gloria crea, redime e salva mediante le due mani; egli suscita e anima la storia della salvezza usando, con delicatezza e forza, la "mano destra" (il Figlio) e "l'altra mano" 8lo Spirito Santo);

- quale mano aperta al dono, ricorda che siamo affidati al Padre, il quale: 1) elargisce la vita, all'inizio dei tempi, che con l'atto della creazione;
2) dona il Figlio, all'incrocio dei tempi, con l'Incarnazione;
3) consegna il Figlio, nel cuore dell'Ora, perchè innestasse il principio del Perdono nella vita degli uomini;
4) effonde lo Spirito nell'evento di Pentecoste, "metropoli delle feste" proprio perchè consegna "il primo dono ai credenti" (Liturgia), Colui che contiene in Sè tutti i doni, che rende contemporanei il Cristo e i suoi misteri (Incarnazione, Morte, Risurrezione, Glorificazione), dando così risposta piena alle invocazioni che si levano dagli abissi del cuore umano (cf Lc 1,13);

- quale mano donante una corona, allude ai vari significati che questa ha: consacrazione e potere regale e sacerdotale (cf 1 Mac 10, 20; Zac 6,11), di dignità e bellezza sponsale (cf Ct 3,11; Is 61,10), d'esistenza buona e virtuosa (cf p 3,11), di gloria e vittoria (cf 2 Tm 4,8; Ap 6,2) di vita eterna e premiata (cf 1 Ts 2,19; Ap 2,10); la corona della vittoria che sormonta la Croce è soprattutto figura dello Spirito effuso dal padre, a Pasqua, sul Crocifisso per risuscitarlo e glorificarlo.

Una croce ricca di simbolismo - La Croce, che campeggia nello scudo dello stemma presenta dicersi particolari, meritevoli d'essere evidenziati e illustrati:
- la Croce, distintivo del critianesimo: con l'incrocio dei suoi assi la Croce è segno dei momenti "di bivio" nella vita di un discepolo di gesù; è segno visivo presente in tutti i suoi luoghi più cari; è segno gestuale che inizia e conchiude i suoi atti più importanti; è segno di benedizione con cui la Chiesa accoglie la vita e s'accomiata da essa; è segno memoriale dei tre "episodi" o pellegrinaggi di gesù (quello dal Padre per entrare nella storia,; quello da Sè per offrire la sua vita a noi; quello verso il Padre, per andare alla sua destra, il santo luogo da cui Egli, con l'effusione dello Spirito, irradia la sua signoria su ogni vita e su ogni cuore).
- una Croce monogrammatica: la Croce dello stemma è formata dalla combinazione delle due prime lettere greche del nome di Cristo, X ("chi") e P ("ro"). Come spesso accade nell'iconografia sacra, alla Croce monogrammatica sono aggiunte le lettere A e W (alfa e omega). A e W simboleggiano la totalità dell'opera salvifica, la carità creante e provvidente del Padre, la carità redentiva e salvifica di Cristo, Re del'Universo, nel qual trovano luce l'inizio e il compimento della storia (cf Ap 1,8; 22, 13), la carità santificante e perfezionante dello Spirito.
- Una Croce d'Oro, che simboleggia rivelazione dell'amore e della sapienza di Dio, trasmessi dalla luce (cf Gv 1,4-5): il fondo d'oro delle pitture su tavole del medioevo è sempre un simbolo della luce celeste.

Nel cono di luce del Fonte battesimale - Come detto lo stemma s'ispira ai mosaici del Battistero di San Giovanni in Fonte, posto nel complesso monumentale del Duomo di Napoli, che è il volto di pietra della sua Chiesa d'origine.
- il Vescovo resta un figlio della sua Chiesa
- il Battesimo. cuore della missione episcopale.

Il motto: "Cristo, luce della vita" - Secondo Mons. Forte con questo motto significa che Cristo solo è tutto per noi, luce, senso e bellezza dell'esistenza personale e della storia.

Spero che sia stato d'interesse e soprattutto di non essere stato troppo prolisso.

A proposito ho anche inserito un'immagine migliore dello stemma.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 3 novembre 2004, 21:16

Ringraziamo davvero lei, e ovviamente S. E., per la completa e preziosa delucidazione.

Bene :D valete
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Messaggioda marcoluca » giovedì 4 novembre 2004, 14:10

Mi unisco al reverendo caro frate Eusanio da Ocre nel ringraziarla per la completa ed esauriente descrizione dello stemma di un così grande uomo di studio e di preghiera quale è S.E. Mons. Forte e che ora lo ritrovo Vescovo e Pastore della mia citta di adozione...un segno del destino?...pardon :oops: : provvidenziale!?
Saluto tutti cordialmente.

marcoluca
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Messaggioda sebpasq » giovedì 4 novembre 2004, 18:22

marcoluca ha scritto:Mi unisco al reverendo caro frate Eusanio da Ocre nel ringraziarla per la completa ed esauriente descrizione dello stemma di un così grande uomo di studio e di preghiera quale è S.E. Mons. Forte e che ora lo ritrovo Vescovo e Pastore della mia citta di adozione...un segno del destino?...pardon :oops: : provvidenziale!?
Saluto tutti cordialmente.

marcoluca


Gentile Signor Marcoluca
io ho solo inserito la descrizione dello stemma così com'è riportato nel libretto inviatomi da S.E.Rev.ma, per cui dobbiamo ringraziare la disponibilità e la cordialità del Monsignor Forte per avermi inviato il libretto e la sua premura nella stesura dello stesso (grazie anche al Sign. Masciarelli).
Non è un caso che molti (se non tutti) convengono che la nostra diocesi è molto fortunata ad avere un personaggio simile come Arcivescovo e guida.
Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda sebpasq » mercoledì 20 aprile 2005, 14:34

Visto che Monsignor Forte è stato nominato vescovo proprio dal nuovo Papa, credo che tutti i fedeli della diocesi Chieti-Vasto siano ulteriormente felici di questa nomina. Tra l'altro sembra che tra i due ci siano delle forti affinità intellettuali e il 28 aprile il Papa, o meglio il Cardinale Ratzinger avrebbe dovuto partecipare ad un convegno organizzato proprio dal Mons. Forte all'Università di Chieti.
Anche se per questa volta non sarà presente, sicuramente ci sarà un'altra occasione per vederlo presto in Abruzzo.

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Messaggioda Guido5 » martedì 31 maggio 2005, 18:05

sebpasq ha scritto:Visto che Monsignor Forte è stato nominato vescovo proprio dal nuovo Papa


Attenzione! Mons. Forte e' stato nominato vescovo da Giovanni Paolo II e ordinato dal card. Ratzinger. La successione apostolica e' esatta perche' si basa sull'ordinazione...
Rebiba, ultimo della lista, sarebbe stato ordinato del 1541. Anche se manca finora qualsiasi documento al riguardo, l'ipotesi prevalente e' che lo abbia ordinato Gian Pietro Carafa, arcivescovo di Chieti e futuro papa Paolo IV.
Ciao a tutti!
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