da Salvanèl » lunedì 5 settembre 2011, 9:35
Bossi Fedrigotti di Belmonte
Famiglia lombarda trasferitasi a Sacco (Rovereto) intorno al 1430. Un Daniele è canonico del Duomo di Trento nell’anno 1400 ed un Francesco de Bossis milanese, è decano e canonico del Duomo di Trento dal 1436 al 1448 ma non è accertato se i due appartengano allo stesso ramo della famiglia. Nobiltà del Sacro Romano Impero e predicato concessi il 6.03.1665 dall’arciduca Sigismondo Francesco al medico Girolamo. Giacomo Carlo ottiene di poter aggiungere il predicato “Edle von Bosi u. Belmonte” da Giuseppe II l’8.09.1786. Guglielmo, Presidente del Tribunale circolare in Trento, elevato al grado di barone austriaco in data 11.02.1882 da Francesco Giuseppe. Aggregati alla matricola nobiliare tirolese nel 1824. Estinti nel 1888 con Giambattista. Il cognome Fedrigotti è stato aggiunto al cognome nel secolo XVII probabilmente a causa di un matrimonio ma secondo un autore è aggiunto all’antico cognome Bossi (o lo sostituisce addirittura) come soprannome (dal patronimico Federico) come gli fu riferito da Giambattista fu Carlo d’Isera, ultimo del suo ramo.
Stemma dei Bossi di Como e Milano: di rosso, al bue (lat. bos) passante d’argento (Stemmari Trivulziano e Bosisio)
Stemma antico: di rosso, al bue furioso d’oro
Cimiero: il bue dello scudo, nascente
Alias: come il precedente, ma il bue coronato d’oro
Stemma del 1786: inquartato: nel 1° e 4° d’azzurro, al monte d’argento accompagnato in capo da 3 stelle (6) d’oro; nel 2° e 3° di rosso, al bue furioso d’argento
Cimiero: una fenice d’argento nella sua immortalità
Stemma del 1882: di rosso, al bue furioso d’oro, coronato del medesimo
Cimieri: un’aquila di rosso, nascente; il bue dello scudo, nascente; un’aquila d’argento
Stemmi nell’ex Palazzo Bossi di Isera (Rovereto).
Bossi Fedrigotti von Ochsenfeld (di Campobove)
Ramo della precedente, tuttora fiorente. Creati cavalieri del Sacro Romano Impero da Carlo VI col predicato Giovanni e Federico il 23.01.1717. Il vicario imperiale Massimiliano Giuseppe di Baviera crea cavalieri il 10.09.1745 Venceslao Francesco, capitano dei granatieri bavaresi a cavallo, e i fratelli Giovanni Carlo e Giovanni Rodolfo con miglioramento dello stemma. Elevati al grado di conti del Sacro Romano Impero dal vicario imperiale Carlo Teodoro di Baviera il 16.09.1790 Giuseppe Maria e suo nipote Giovanni Pietro; Francesco I conferma tale nobiltà aggregandoli alla nobiltà austriaca il 14.03.1827. Aggregati alla matricola nobiliare tirolese nel 1827.
Stemma antico: d’oro, al pioppo fogliato di verde, nodrito da un terreno erboso davanti al quale passa un bue di rosso
Alias: d’azzurro, alla fenice di nero nella sua immortalità, accompagnata da un sole sorgente, un quarto di luna e 2 stelle il tutto d’oro
Cimiero: un bue d’oro coronato del medesimo, cornato d’argento, nascente
Stemma del 1717: d’azzurro, al bue d’oro stante davanti ad un pioppo su un terreno di verde
Cimiero: una fenice in fiamme
Stemma del 1745: inquartato: nel 1° e 4° di rosso, al bue passante d’argento; nel 2° e 3° d’azzurro, al leone rampante in maestà, coronato, uscente dall’acqua, tenente con la bocca una spada per l’elsa, la punta in alto; sul tutto d’oro, all’aquila di nero coronata del campo
Cimieri: l’aquila e il leone dello scudo, nascente
Stemma del 1790: inquartato: nel 1° d’argento, alla fenice nella sua immortalità; nel 2° d’azzurro, alla lira d’oro; nel 3° d’azzurro, al caduceo d’oro; nel 4° d‘argento, al pioppo fogliato, nodrito da un terreno erboso, davanti al quale passa un bue, il tutto al naturale; sul tutto: di verde, al corno da postiglione legato con catenella, d’oro
Cimieri: un’aquila di nero; il corno dello scudo; il caduceo dello scudo; la lira dello scudo
Alias: inquartato: nel 1° e 4° d’oro, alla fenice d’argento nella sua immortalità; nel 2° e 3° d’azzurro, all’albero, nodrito da un terreno erboso, davanti al quale passa un bue, il tutto al naturale
Motto: VIRTUTE ET PRUDENTIA
Non mi risultano pubblicati alberi genealogici, se non parziali in Spreti, Libro d'oro della nobiltà italiana e Almanach de Gotha.