Caro amico,
mi permetto di essere in cordiale dissenso su un paio di punti, sui quali amerei avere la sua opinione.
Premettendo che per definire "militare" la foggia delle uniformi (storica e di servizio) dell' OESSH occorre una corposa dose di buona volontà, non vedrei comunque nulla di grave nel taglio militaresco della stessa, e per una serie di buone ragioni.
Anzitutto araldiche: la croce potenziata pende da un trofeo d' armi, sul cui significato non mi sto a dilungare; se veramente fosse stata intenzione togliere ogni richiamo militare all' OESSH si sarebbe dovuto provvedere a rimuovere il trofeo d' armi e l' appellativo "equestre", le quali cose mi paiono più che esplicite. Sottolineo incidentalmente che il trofeo d' armi è previsto per tutti i cavalieri, a differenza degli altri ordini dinastici o equestri, a sottolineare la nobiltà militare a cui viene elevato ogni singolo cavaliere: non si entra nell' OESSH perchè si è conti o baroni, ma occorre un impegno di vita e di sacrificio così intenso che l' elevazione spirituale e nobiliare del cavaliere è in re ipsa. Ne sia prova l' antica consuetudine di considerare i cavalieri OESSH provvisti di una sorta di "nobilitazione di servizio", efficace durante munere.
Vi è poi il fatto non trascurabile che il cavaliere si impegna a difendere il Santo Sepolcro anche con il suo sangue, e conosco molti cavalieri che prendono piuttosto alla lettera questo impegno, se non altro perchè si tratta di un giuramento effettuato davandi a Domineddio. La difesa del Santo Sepolcro, connaturata alla caratteristica equestre dell' Ordine, dà ovviamente un taglio militare alla faccenda, specie per la non retorica allusione all' effusione del sangue, ipotesi non accademica dato che esso Sepolcro non si trova comodamente a Deauville bensì a Gerusalemme.
Da ultimo, ma non di minore importanza, vorrei sottolineare la necessità in questo momento storico di riaffermare con energia, con forza, con coraggio anche il valore della tradizione cattolica ed europea, l' appartenenza ad un patriziato europeo che ci affratella tutti. Secondo me questa affermazione passa
anche attraverso un' uniforme, il cui uso dovrebbe essere incentivato quantomeno in Vaticano e nelle cerimonie pubbliche. Non è un' opinione solo mia, d' altronde, se guardiamo agli indirizzi che Santa Romana Chiesa sta (giustamente) prendendo negli ultimi tempi: si pensi alla restaurazione del venerato rito tridentino, al ritorno a quelli che i protestanti definirono "orridi panni e cenci di Roma", si osservi incidentalmente che il Santo Padre, dopo più di 35 anni, ha rispolverato il Trono pontificio per le udienze pubbliche più importanti, si rammenti che ogni onoreficenza pontificia prevede l' uso di un' uniforme. Tantopiù, mi permetta, questa uniforme dovrebbe essere utilizzata da quella che con facile semplificazione definirei "la cavalleria del Papa", per tutte le ragioni suindicate. A difesa dell' onore e della dignità della monarchia pontificia, a monito per ogni cavaliere a rendersi degno del peso di un' uniforme. Con molta simpatia, e con molti auguri di buon fine vacanze.....
Andrea
PS: al fine di elimiare ogni dubbio, non parlo pro domo mea, non sono cavaliere OESSH
PPS: e poi scusatemi la digressione frivola, sono un esteta: ma non trovate che la grande unifome OESSH sia assolutamente splendida? Visto che il Quirinale latita, facciamo tornare almeno in Vaticano la dignità di una autentica Corte italiana!